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 La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).

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Marco Naldi
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Marco Naldi

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MessaggioTitolo: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime13/12/2010, 22:43

Non era ancora calata la sera, ed il pallido sole di novembre, che aveva iniziato a scendere, proiettava le ombre lunghe dei silenti cipressi sulle mura scrostate del cimitero.
Il sole era ancora alto insomma, mentre Berlusconi era ancora basso.
A parte le due baracchette con aria condizionata, tv satellitare e barbecue esterno, utilizzate dai venditori di fiori ed importate da Antigua, un inserviente in tuta blu che fumava distrattamente bevendo un Barolo del ‘69, 4 gatti, di cui uno nero che sembrava uscito da una canzone dello Zecchino D’Oro del ’69, un fricchettone che ascoltava un brano dei Rolling Stones eseguito ad Hyde Park nel ’69, un uomo ed una donna appartati in una macchina che eseguivano un … numero, a parte i suscritti soggetti, dicevo, c’ero io, ancora una volta appena in tempo prima dell’orario di chiusura.
Sembravano lontani i giorni dedicati ai defunti.
Nessuno a litigarsi un posto nel piccolo parcheggio, nessuno compito ed assorto in mistica postura, nessuno a tirar il prezzo di un mazzo di crisantemi o margherite… solo annoiati addetti alle sepolture.
E’ chiaro che io evitavo come la peste quei giorni, non mi facevo vivo (ma nemmeno morto) dal 28 ottobre al 3 novembre. Dopo di che, via libera.
Da quando era morta mia madre, il cimitero era un rifugio.
Andavo lì a passeggiare nella parte vecchia, facevo il giro degli “interrati”, e poi passavo ai loculi.
A volte mi sembrava che qualche foto avesse cambiato espressione.
(I verbi sono all’imperfetto, in realtà dovrei usare il presente, anche se qui si parla di trapassati).
Dentro al cimitero non c’era un anima viva. E fin qui, tutto regolare al punto che avrei potuto risparmiarvi questa frase pleonastica, ovvia, inutile, superflua ed inutile, ma il sentiero narrativo il più delle volte porta l’autore a dei “fuori pista” per ravvivare e tenere su il morale del povero lettore, che, come minimo si starà grattando riccamente e bellamente, protetto dall’anonimato, le parti intime addette alla riproduzione e/o al piacere biblico.
Nel cimitero mi piaceva passeggiare, più che nei centri commerciali, ho sempre preferito dei veri morti a dei falsi vivi, e questi utlimi non avevano nemmeno uno straccio di scusa.
Passeggiavo sul brecciolino suadente e permissivo (mi riferisco al brecciolino...) che sembrava agevolare i miei passi non proprio felpati, e pensavo. Passeggiavo e pensavo.
I pensieri che mi venivano in mente non erano mai tragici, o tristissimi, certo non mi sganasciavo dalle risate, ma sentivo che i neuroni, lì, in quel posto ameno e fuori dal mondo, trovavano una loro collocazione spazio-temporale adeguata.
Ero di fronte alla reale spiegazione della vita intera dell’uomo, un cerchio che si chiude compiendo il suo ciclo, è il tempo che fa da padrone. Su tutto. Il tempo passa comunque, sta a te non perderlo.
Noi non siamo niente. E per questo siamo tutto. In secula seculorum. Cazzo.
Ogni cosa era a suo posto. I centrini, le madonnine più o meno fosforescenti, le candele, le suppellettili di “faraoniana” memoria, i fiori finti e quelli lasciati lì a marcire. Roba da vivi.
Mi soffermavo a guardare le lapidi. E pensavo.
Avvocato. Tenente colonnello. Moglie e Madre integerrima. Padre esemplare. Eroe. Figlio.
Non credo basti una lapide a descrivere una vita.
Io non saprei che farmi scrivere. Padre? Figlio? Marito forse, o anche “Un quasi falegname, un tecnico di prim’ordine, un musicista semi fallito, un bevitore incallito, un fumatore indefesso, bestemmiatore, fedifrago, stiratore, cuoco, un inaffidabile, buono e fesso, un grande amico, un comico, un idraulico esperto di caldaie a fiammella perenne o smontatore/montatore di tazze del cesso, un miscredente, un pittore di muri, un pettinatore di bambole, un fratello, un cugino, un nipote, un genero, uno zio, un collega,un salvatore di bagnanti, un idealista non romantico, un mangiatore di spaghetti, un porco depravato, un pescatore, un cinico, un interista, un fotografo, un poeta da strapazzo, un cantante da doccia, un contadino, un viaggiatore, un programmatore di computer, un terzino sinistro dal mancino formidabile, un filosofo, un cazzaro…..”
Ora si capisce facilmente che una lapide del genere potrei ottenerla, forse, affittando per una novantina di anni l’Altare della Patria. Impensabile.
Alla fine arrivo quasi sempre ad una conclusione appena uscito dal cancello del cimitero..
Una delle più ovvie ed illuminanti è che tutti i nostri sforzi in vita, per quanto siano possenti e decisi, non ci garantiscono una buona reputazione per l’eternità. Mettetevelo in testa.
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Divagazioni laterali
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MessaggioTitolo: Re: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime14/12/2010, 16:38

arguto, il ragazzo.
Sì, le lapidi di solito portano le bugie più strane. Integerrimo quello lì? ma se rubava sul peso.
Marito amorevole? ma che..metteva più corna lui di Giove in persona.Madre esemplare, seee, il bimbo non lo guadava mai. Eccetra.
Insomma le lapidi sono luoghi comuni, ma non sempre per fortuna.
C'è il piccolo cimitero di Nonna Lucia, quella del Carducci, che è favoloso. Ci sono lapidi antichissime con scritte che sembrano romanzi, compresi alberi genealogici e cartelle cliniche. Invece di commozione, suscitano sogghigni.
Spesso anch'io penso a cosa metteranno sulla mia lapide, oltre il nome. Mio marito metterebbe volentieri rompiballe.
Io mi metterei più semplicemente la frase "'mbè, che c'avete da guardà?
E con queste parole saprebbero subito chi sono! Razz
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Luca Curatoli
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MessaggioTitolo: Re: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime15/12/2010, 11:17

se qualcuno mettesse sulla lapide qualcosa di simile mi farebbe sorridere... far sorridere i miei pensieri mentre passeggio nel regno dei morti, non sarebbe un delicato dono?
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Lara Kelly
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MessaggioTitolo: Re: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime15/12/2010, 13:54

ahahahh, bellino questa racconto
un cantante da doccia magari interista attirerebbe un sorrisone
e come dice Luca un sorriso è un dono (per nulla lapida_ario) Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime15/12/2010, 21:35

Rita Paleari ha scritto:
arguto, il ragazzo.
Sì, le lapidi di solito portano le bugie più strane. Integerrimo quello lì? ma se rubava sul peso.
Marito amorevole? ma che..metteva più corna lui di Giove in persona.Madre esemplare, seee, il bimbo non lo guadava mai. Eccetra.
Insomma le lapidi sono luoghi comuni, ma non sempre per fortuna.
C'è il piccolo cimitero di Nonna Lucia, quella del Carducci, che è favoloso. Ci sono lapidi antichissime con scritte che sembrano romanzi, compresi alberi genealogici e cartelle cliniche. Invece di commozione, suscitano sogghigni.
Spesso anch'io penso a cosa metteranno sulla mia lapide, oltre il nome. Mio marito metterebbe volentieri rompiballe.
Io mi metterei più semplicemente la frase "'mbè, che c'avete da guardà?
E con queste parole saprebbero subito chi sono! Razz

Bella idea Rita... Very Happy

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MessaggioTitolo: Re: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime15/12/2010, 21:37

Luca Curatoli ha scritto:
se qualcuno mettesse sulla lapide qualcosa di simile mi farebbe sorridere... far sorridere i miei pensieri mentre passeggio nel regno dei morti, non sarebbe un delicato dono?

In effetti... ed è proprio quello che mi succede. Qualunque cosa sia a governare i miei pensieri, gli sono grato.
Very Happy

Ciao Luca...
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MessaggioTitolo: Re: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime15/12/2010, 21:38

Lara Kelly ha scritto:
ahahahh, bellino questa racconto
un cantante da doccia magari interista attirerebbe un sorrisone
e come dice Luca un sorriso è un dono (per nulla lapida_ario) Very Happy
Già.. diventa sempre più difficile sorridere, e far sorridere..

Grazie Lara.
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Luca Curatoli

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MessaggioTitolo: Re: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime15/12/2010, 23:07

...qualunque cosa no. per esempio non vorrei essere governato dal nano fin nel pensiero. peccato. stavo già assaporando una vacanza dalla politica del fare. comunque sembra di vivere un periodo di vacatio legis...
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MessaggioTitolo: Re: La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente).   La calma è la virtù dei morti (che infatti non sono stressati per niente). Icon_minitime

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