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 L’ORDALIA DELL’ORO

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Carlo Bodeleri
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Carlo Bodeleri

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MessaggioTitolo: L’ORDALIA DELL’ORO   L’ORDALIA DELL’ORO Icon_minitime1/2/2011, 07:54

L’ORDALIA DELL’ORO Jesusscaccia


- La storia è un incubo da cui cerco di svegliarmi - James Joyce

Dopo l’auto-sacrificio di Gesù, che ha slegato tutti i capri espiatori dagli altari pre-cristiani, come è stato possibile che la società sia riuscita a ottenere nuove vittime per la sua insaziabile fama di Potere e di schiavi?
Con l’oro e con le commemorazioni anestetizzanti.
Gli adoratori del Potere non potendo più usare l’antica cultura dei sacrifici umani o animali per far girare i cicli naturali e giustificare il loro controllo della società umana, escogitarono una nuova tattica altrettanto astuta: l’assenza del sacrificio.
Imperativo: dimentichiamo il sacrificio.

Presero in prestito dai Faraoni egizi e dai Grandi Re Persiani l’uso dell’oro e dell’argento – da loro maneggiato per corrompere alleati ed erigere templi e sarcofagi - e inventarono l’ordalia del denaro.
L’oro divenne la Potenza che per analogia sostitutiva ricordava le Potenze Cosmiche divoranti, e venne immesso nel mondo a creare un’immane ordalia.
Chi lo possedeva era più vivo di un altro uomo che non l’aveva; così come prima chi sacrificava più vittime era più potente.
Venne creata la piramide sociale che prese a grondare di sangue fresco e nuovo.
Così i sacerdoti divennero i mercanti che pilotarono la Rivoluzione francese e oggi i manager delle multinazionali.
Carlo I e Luigi XVI divennero i nuovi capri espiatori, insieme ai soliti contadini da massacrare nelle guerre napoleoniche.
Il movimento dell’ordalia dell’oro divenne trionfale nel 1914 con intere generazioni di anonimi sacrificati nelle trincee, come nelle fabbriche belliche, operai soggetti a turni sfibranti e annichilenti.
E poi l’apoteosi dell’orrore: l’olocausto ed Hiroshima.
Chi guadagna di più è il più forte e chi non ha soldi non esiste, spazzato dal vento radioattivo o passato dal fuoco di un camino.
E qualcuno ogni giorno è sempre più ricco e qualcun altro sempre più povero.
Il sacrificio continua a operare invisibilmente.
La scienza e la tecnica vennero spesso asservite all’ordalia del denaro, e rinunciarono troppe volte alla libera ricerca in favore del bene dell’uomo, per massacrare vittime da esperimento – questo è il nuovo nome dei capri espiatori nell’era dell’assenza del sacrificio - nei laboratori e nei lager e nelle sperimentazioni nucleari sul campo.

Gesù lottò contro questa ordalia e rovesciò i banchi dei cambiavalute del Tempio.
Le sue invettive contro il denaro e Mammona, l’istinto cumulativo dell’uomo, rendono Marx ed Engels dei principianti al confronto.

“ Non capitalizzate tesori sulla terra, dove tarme e ruggine li corrompono e dove i ladri li scassinano e li rubano”. (Matteo, 6,19).
“ Accumulate invece tesori nel cielo. Infatti, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.”
“ Non potete servire due padroni: scegliete o Dio o Mammona”. (Matteo 6, 24)

Mammona è un termine semitico che significa l’accumulo di denaro, anzi la fede, l’adorazione del denaro. Gesù lo presenta come una terribile forza personificata, il Moloch che edifica piramidi affinché a nuove vittime vengano strappati i cuori.
E ci chiede di scegliere, in modo netto, reciso e responsabile.

Il pericoloso anarchico andava devitalizzato con un’altra subdola tecnica: la Messa, certamente non così cruenta e antiumana come l’ordalia del denaro.
Una continua commemorazione, puramente teatrale e cerebrale del suo auto-sacrificio: l’atto di assimilare un pezzo di pane e qualche sorso di vino al corpo e al sangue del dio-vittima, impedisce le uccisioni sugli altari, ma ripetuto all’infinito senza la coscienza del gesto che interrompe l’osceno Potere dei sacrificanti, perde vitalità e operatività.
Gesù aveva richiesto ai suoi seguaci una prassi, un’attività operante e non rappresentazioni teatrali: “Guarda che devi cambiare”, ammoniva Gesù con la sua predicazione.
“ Guarda che devi scegliere: il tuo linguaggio sia sì sì o no no!”.

Grazie all’oblio del senso dell’auto-sacrificio di Gesù si progettava, fuori dal cerchio sacrificale della sua auto- immolazione, una zona in cui si poteva vivere, si poteva agire, senza essere disturbati dalla coscienza etica di quel predicatore di Nazareth.
Quel palestinese voleva insegnare a ogni persona a essere responsabile delle proprie scelte esistenziali e ad assumersi il rischio delle conseguenze delle stesse senza intermediari e sacerdoti e capri espiatori sostitutivi, solo in virtù dell’amore e della fede nel proprio potenziale umano, illuminato da un piano divino.
Per attuare questo modo di vivere libero ribadiva il primato dei legami nati da libera scelta e da affinità spirituali su quelli di sangue.
La società invece ha bisogno dell’oblio dell’auto-sacrificio di Gesù, perché in questo modo il mondo può essere usato dai pre-potenti senza ritegno, senza limite, senza rispetto per porzioni d’umanità manipolabili e sacrificabili.
La società si basa sul sangue e sull’odio e Gesù pertanto, và dimenticato alla svelta.

Così il sacrificio divenne esperimento scientifico, e la rivoluzione industriale preparò le devastanti carneficine dei campi di battaglia.
Per l’uomo è fatale essere sottoposto al sacrificio pilotato dai Sacerdoti del Potere, così come è letale dimenticarsi del sacrificio.
L’ordalia del denaro e la feroce competizione per sviluppare una tecnologia migliore, hanno sostituito le guerre degli Aztechi per fare prigionieri per i sacrifici umani.
Gli esperimenti scientifici e tecnologici sono sacrificio a cui è stato espunto il senso di colpa primordiale, obliato dai programmi televisivi e dall’idiota codice binario dei p.c.
La piramide sacrificale, dove il sangue cola dai gradoni, diventa un vasto mattatoio che scanna e svuota i quattro angoli della terra, e si estende in ogni centro commerciale dei paesi globalizzati.

La società è ancora orrore, amiche e amici.
Non dimenticate mai Gesù.
Trovate nuovi modi per riunirvi nel suo nome, per spezzare il pane e bere il vino in suo onore.
Lui è davvero la nostra unica speranza.
Il resto è asservimento e ordalia.
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MessaggioTitolo: Re: L’ORDALIA DELL’ORO   L’ORDALIA DELL’ORO Icon_minitime28/2/2011, 08:15

Resoconto lucido e agghiacciante della nostra socetà. Credo che siano in pochi a ricordarsi di Gesù, molti applaudono Mammona. Neutral
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