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 Questo è tutto scemo

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Divagazioni laterali
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MessaggioTitolo: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime28/2/2011, 14:31

Questo è tutto scemo



Emma scelse un posto vicino al finestrino, come faceva sempre, per poter lavorare con luce favorevole ai suoi appunti. Dette uno sguardo rapido ai presenti e constatò che c’erano quasi tutti. Era un treno di pendolari, una piccola community, dove i volti si alternavano, ma i personaggi e gli interpreti di quel teatrino erano più o meno sempre gli stessi.
A volte, come un titolo di coda, appariva un personaggio nuovo che presto veniva conglobato.
I discorsi erano quasi un copione. Il lunedì il tema era invariabilmente lo sport, il martedì c’erano i commenti sui vari film della TV, il mercoledì le discussioni politiche e la cronaca e via così, con discorsi che s’infilavano come una collana di palline colorate, che seguano un cromatismo preciso.
Emma odiava il lunedì, quando erano vivisezionati i calciatori e s’indugiava nell’autopsia delle partite di calcio.
“Toh! Oggi c’è uno nuovo, però, non male, anzi proprio uno strafigo.”
Davanti a lei, infatti, sedeva un uomo di circa 30/35 anni, abbastanza elegante, più adatto ad una BMW che alle ferrovie dello stato.
La ragazza cedette alla tentazione di fare le sue diagnosi personali e decise che doveva essere un industriale con l’auto dal meccanico; osservò le mani forti e asciutte, gli occhiali squadrati da studioso, una cravatta impeccabile e uno sguardo affascinante.
- Tutto sommato, uno che… mmmmhhhh , ci si potrebbe fare un pensierino!-
Le sue erano quasi fotografie macro, con rapidità coglieva i piccoli particolari identificativi e raramente sbagliava.
Tirò fuori dalla borsa le carte su cui doveva lavorare e contemporaneamente teneva d’occhio gli abitanti di quel condominio viaggiante e in particolare il Tizio.
Mentre lavorava seguiva anche le conversazioni del giovedì- ma che dicevano, no, il film era stato proprio uno schifo, ma come fanno a dire che era bello, lei ci si era anche addormentata un paio di volte, però che bello orologio ha il Tizio, ma perché sta sempre a guardarlo!? Quando si arriva si arriva, che, ha paura di arrivare in ritardo? Certo che si arriva in ritardo, è sempre così su questa linea, ma lui con la sua BMW certamente non può saperlo, accidenti comincia a piovere e …-.
Alle 8.30 in punto il Tizio estrasse il telefonino dalla tasca e ad Emma sembrò che impugnasse una rivoltella come in un film d’azione.
L’uomo esibì un’espressione beata, quasi idiota, mentre digitava il numero e dopo pochi secondi cinguettò con voce melodiosa: “ Ciao Anna, amore mio, hai dormito bene? “ questo fu il banale inizio, il resto della telefonata fu un susseguirsi di sdolcinatezze imbarazzanti che andavano dall’intimità della sera precedente a considerazioni generali sull’amore e nemmeno con voce tanto bassa.
Metà del convoglio seguiva il discorso e questa metà pensava: “ Questo è tutto scemo!”
Che bisogno c’era di esibire cose personali in questo modo, così senza pudore, certo doveva essere sposato da poco, altrimenti non avrebbe nemmeno telefonato!
Emma, cominciava ad essere scocciata, detestava ascoltare le telefonate altrui, tanto più se erano personali, le riteneva una violazione della privacy e precisamente la sua. Non poteva nemmeno lavorare ai suoi appunti essendo distratta dalla telefonata, che ormai durava da mezz’ora.
-Ma a questo qui il cellulare glielo mantiene la Banca d’Italia? Ma questa moglie non ha da fare niente, Anna qui, Anna su, Anna giù, ma quando la finiscono, io mi sarei scocciata di ascoltare,vorrei lavo…- buio improvviso. La galleria mise finalmente fine alla telefonata.
- Poverino, deve proprio essere cotto, per esternare così il suo amore, come fanno i ragazzini! Però, caro Tizio, ti facevo più intelligente! –
Anche gli altri viaggiatori avevano abbassato il tono della loro voce, e avevano teso l’orecchio alla conversazione.
Chi guardava fuori dal finestrino con aria concentratissima su un panorama che vedeva già da anni, chi teneva il giornale aperto da mezz’ora sulla stessa pagina, chi faceva l’uncinetto come sempre.
Al termine della telefonata, impercettibilmente la solita atmosfera conviviale prese il sopravvento.
Non erano passati 15 minuti che il Tizio, riagguantato il telefonino, fece un’altra chiamata. Il suo pubblico, scambiandosi un’occhiata significativa pensò:
“Arrieccoci, ma non le aveva già detto tutto?-
“Pronto Claudia, amore mio, tra un’ora arrivo, mi pensi, quanto ti manco?”
E di nuovo si palesò una travolgente storia d’amore.
Claudia? Ma non si chiamava Anna?
Gli ascoltatori a questo punto avevano le orecchie ritte come cipressi.
Ognuno traeva le sue conclusioni, chi condannava, chi assolveva, chi compativa, ma l’incognita più esaminata era chi fosse la moglie e chi l’amante.
Ora sul convoglio il silenzio era diventato sostanzioso, si poteva scalpellare e farne una bella statuina da donare alla moglie tradita, perché ovviamente tutti tenevano per l’eroina perdente.
Questo pubblico silenzioso rimuginava e filtrava lo spettacolo secondo le proprie esperienze. Naturalmente le donne erano più coinvolte e spietate, gli uomini più possibilisti.
Il buffo era che i pensieri erano tutti in fermento, ma non un commento si levò, quando l’uomo scese dal treno: ognuno tenne per sé le proprie considerazioni, con maggior discrezione del Tizio stesso.
Si sentivano tutti guardoni, anzi “sentoni”.
Nel frattempo Emma, che aveva davanti a sé l’uomo, lo squadrava come se dovesse emettere una sentenza, che sarebbe stata sicuramente “ergastolo”.
Lui, inconsapevole protagonista di una vita pendolare, guardava ora fuori dal finestrino con sguardo sognante, ma all’improvviso ebbe un sussulto e riaccese il telefonino. Tutti attesero con sgomento che si rivelasse una terza donna, ma furono delusi perché si udì solo un: “Pronto, ragioniere…”.
Nei giorni seguenti questo strano personaggio comparve più volte e sempre le sue telefonate coinvolsero i viaggiatori che col tempo iniziarono logicamente a perdere interesse, fino a quando accadde un imprevisto. Un lunedì litigò furiosamente con Anna e gli spettatori rimasero insoddisfatti, perché non avevano capito il motivo del contendere e si sentirono esclusi dalla partecipazione.
Erano stati messi in panchina!
Il martedì litigò con Claudia e poi a giorni alterni con una o con l’altra. Nessuno aveva ancora capito chi fosse la moglie. L’uomo tra una telefonata e l’altra prendeva appunti, forse stendeva la relazione dei discorsi, per non sbagliarsi alla prossima telefonata.
Emma, che spesso se lo trovava seduto davanti, si accorse che lui la guardava un po’ troppo e si insinuò in lei, il sospetto che il suo fosse un interesse personale. Da una parte ne era lusingata, giudicandolo sempre un uomo interessante, dall’altra non ci teneva davvero a diventare la” terza” telefonata. Cercava di cambiare posto per non averlo vicino, ma lui il più delle volte riusciva a ritornarle accanto.
Emma percepiva che c’era qualcosa di strano nella situazione, d’irreale, ma non riusciva a identificare quella sensazione.
Un giorno prese la decisione di fingersi disponibile, per poi fargli fare una figuraccia e vendicare la moglie e l’amante, le “ambo” tradite.
Si sentiva molto Zorro.
Quel giorno però, lui fu un uomo completamente diverso, non telefonò mai e la guardava in adorazione, se i loro occhi s’incrociavano lui arrossiva. Sembrava che volesse dirle qualcosa, ma che non ne trovasse il coraggio.
Emma si sentì spiazzata, non capiva cosa stava accadendo, decise che tutto sommato lui aveva gli occhi da buono e non ebbe l’occasione di fare la vendicatrice.
Entrambi erano confusi, ma forse lui maggiormente, tanto che quando scese dal treno scordò il telefonino sul sedile.
Lei se n’accorse troppo tardi per raggiungerlo, quindi lo prese in consegna per renderglielo nei giorni a venire.
Fu la sua mano che le lanciò per prima il messaggio: il telefonino era leggero, troppo leggero.
La ragazza lo osservò e si accorse che era un giocattolo.
Non aveva mai né trasmesso né ricevuto una parola d’amore o di contrasto, infatti non ricordava di averlo mai sentito squillare. Era sempre lui a fare le chiamate.
Istintivamente Emma lo nascose, si sentiva come se avesse spogliato un’anima e cercò di proteggerla.
Cosa poteva averlo indotto a fingere quelle telefonate? Solitudine? Voglia di attirare l’attenzione? Non pareva che la cosa avesse molto senso, non sembrava il tipo a cui mancassero amicizie vere .
Che fosse un nuovo tipo di maniaco che cercava di irretire le ragazze sui treni?
La gamma dei pensieri di Emma era molto vasta, ma lei si conosceva bene, l’ avrebbe lasciata sedimentare fino a che pochi concetti, ma essenziali, avessero galleggiato sopra gli altri per la loro logica.
Allora e solo allora avrebbe affrontato il Tizio perché era anche certa che se avesse lasciato perdere, la curiosità l’avrebbe divorata.
Il Tizio però non si vide più.
I viaggiatori ne sentirono la mancanza come di un cinema chiuso per ferie.
Alla fine ognuno aveva raccontato in casa le vicende dello strano personaggio e interi condomini s’informavano quotidianamente sullo sviluppo della situazione. Le ipotesi e i commenti si dipanavano come per un Grande Fratello ferroviario, con riepiloghi e previsioni: -…sabato Anna gli ha detto…-.
- ..già, ma Claudia deve aver capito qualcosa, perché lunedì sono andati al mare insieme, no?-.
- no, quello era l’altro sabato, ora Anna ha fatto le sceneggiate perché…-
L’uomo era diventato un mito di famiglia senza saperlo.
Emma portava sempre in tasca le sue domande e il telefonino, pensando che prima o poi lo avrebbe beccato e glielo avrebbe fatto ingoiare: nel frattempo, infatti, aveva deciso che era solo uno disgraziato ferroviario!
Lo rivide in stazione all’inizio del binario N.1 il giorno di San Valentino, in mano aveva un mazzolino di violette.
Emma non capiva .


Ma che fa , sta aspettando proprio me? Non ci posso credere, che faccia tosta, ma che vuole!?
Mi si avvicina, dio che sorriso affascinante, e senza dire una parola mi mette in mano una rivista, per la precisione Il Fatto di ieri.
E’ pazzo. Continua a tacere. Capisco che devo leggere qualcosa nella rivista.
La sfoglio e tra i primi articoli vedo la sua foto con didascalia: dal nostro inviato speciale Marco Vaglio, un’indagine sulla comunicazione all’interno delle micromasse, reazioni consce e inconsce a messaggi contrastanti in relazione al proprio vissuto individuale……
Lui sorride e aspetta in silenzio.
Io sento l’incazzamento salirmi dallo stomaco e l’urgenza di infilargli il telefonino in gola, poi guardo i suoi occhi che mi sembrano meravigliosi e che aspettano con ansia il mio perdono.
Beh, so fare di meglio.
Lo pianto lì sui due piedi e senza una parola me ne vado. All’edicola compro una rivista, mi giro verso di lui e lo guardo: ha le braccia lungo in corpo come steli appassiti, la mano regge ancora le violette ormai diventate imbarazzanti, scruta il pavimento con grande interesse, come se questo potesse dargli qualche suggerimento. Mi fa pena.
Ho pietà di lui, torno sui miei passi e gli sbatto in mano la mia rivista, per la precisione Insieme.
Lui capisce, la sfoglia e trova la mia foto ( sono presa proprio bene) con didascalia: dalla nostra inviata speciale Emma Gregori un’indagine profonda sulla nascita delle community dei pendolari, ruoli, gerarchie , new entry, sviluppi dei rapporti interpersonali nel tempo.
Gesù, mi pare che il suo volto si stia dilatando, ah no, si sta solo avvicinando al mio, ma che...mi sta baciando!? Lo sto baciando?

Ah, l'ho sempre pensato che è il mio tipo!



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Emma Bricola
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MessaggioTitolo: Re: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime28/2/2011, 21:22

Bello! Mi ha tenuto incollata allo schermo e mi sono proprio divertita! Complimenti Rita, sei in gamba Smile
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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Re: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime28/2/2011, 22:35

Eh, si. Rita è in grande forma.
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MessaggioTitolo: Re: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime28/2/2011, 23:32

confesso che è quasi tutto vero! il tizio che telefonava l'ho incontrato sul Firenze- Milano, il resto è ricordo dei vecchi tempi da pendolare. clown
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Nuccio Pepe
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Nuccio Pepe

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MessaggioTitolo: Re: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime2/3/2011, 08:24

Ciao Rita, ben fatto.
Il treno è partito ! Aspettiamo gli altri viaggiatori ( io sto preparando le valigie !)
solo una considerazione:

Citazione :
ha le braccia lungo in corpo come steli appassiti, la mano regge ancora le violette ormai diventate imbarazzanti, scruta il pavimento con grande interesse, come se questo potesse dargli qualche suggerimento

o è rimasto talmente sorpreso o uno che fa tanta "scena" per una ricerca dovrebbe avere un atteggiamento piuù disinvolto ! Wink




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MessaggioTitolo: Re: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime2/3/2011, 15:43

eheheh, questa è la rappresentazione del mio capo con moglie gelosa ( de che, poi ?) che se ti incontrava fuori dall'ufficio, proprio così stava, sembrava che volesse entrare nelle piastrelle per evitare di parlarti o guardarti. clown

Sì, forse il Tizio avrebbe dovuto avere più iniziativa, ma si sà, sono le donne che conducono il gioco. Almeno credo. Forse più semplicemente non sapeva come reinventarsi, dopo l'invenzione del passeggero donnaiolo. geek
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Oroserio Sergio
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Oroserio Sergio

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MessaggioTitolo: Re: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime10/3/2011, 15:27

L'ho letto attentamente solo ora Rita. Un pezzo che sa afferrare il lettore, le immagini sferragliano come il convoglio, e le impressioni sensazioni si umanamente contraddicono.
Piaciuto. Un sorriso. Sergio
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MessaggioTitolo: Re: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime11/3/2011, 07:52

un poco mi manca la vita da pendolare, ci sono sempre personaggi spettacolari. Grazie . M.
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dario guadagnini
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dario guadagnini

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MessaggioTitolo: Re: Questo è tutto scemo   Questo è tutto scemo Icon_minitime10/4/2011, 22:27


Brava, come al solito nella trama descrittiva dalla quale escono i personaggi nell'intreccio psicologico che nasconde qualche sorpresa ... scrivi bene .... l'aspetto rievocativo mi sembra assente, o meglio, celatamente presente .... alla fine confermi il tuo stile, sicuro e fluente.
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