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 Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980

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Nuccio Pepe
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Nuccio Pepe

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MessaggioTitolo: Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980   Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980 Icon_minitime4/3/2011, 17:48

Ho appena fatto due passi nel Parco della Montagnola. Sono libero fino a questa sera e ne approfitto per girovagare tra le strade di Bologna.
Attraverso Piazza 20 Settembre e svolto a sinistra.
Mi ritrovo dentro la Stazione Centrale quasi senza accorgermene.
Per ricordare la strage del 2 Agosto 1980, nella ricostruzione dell'ala della stazione distrutta è stato creato uno squarcio nella muratura.
All'interno, nella sala d'aspetto, è stata mantenuta la pavimentazione originale nel punto dello scoppio.
Il settore ricostruito presenta l'intonaco esterno liscio e non "bugnato" come tutto il resto del fabbricato, in modo che sia immediatamente riconoscibile e più visibile.
È stato mantenuto intatto uno degli orologi nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, quello che si fermò alle 10:25.
Qualche tempo dopo la strage l'orologio venne rimesso in funzione, ma di fronte a decise rimostranze le Ferrovie convennero sull'opportunità che quelle lancette rimanessero ferme a perenne ricordo.
I treni in partenza ed in arrivo, qualche fischio dei locomotori, gli avvisi gracchiati dagli altoparlanti, basta questo per farmi ripartire sull’onda del ricordo.
E mentre la mente vaga mi sovvengono delle parole di Neruda che ho fatto mie :
“ Queste memorie o ricordi sono intermittenti e a tratti si smarriscono perché così appunto è la vita.
L’intermittenza del sonno ci permette di sostenere i giorni di lavoro.”
Ero passato dalla stazione di Bologna pochi giorni dopo l'attentato

10 LUGLIO 1980 ,PALERMO

Sono circa le 17.00, il treno è partito in orario, cosa alquanto strana da queste parti e oramai da quasi due ore sta macinando chilometri.
Lo scompartimento è vuoto, ma prevedo che non sarà così a lungo; fa caldo, ma non come ieri con quel dannato vento di scirocco e quei fottutissimi esami di Patologia Medica che sono andati in malora.
Comunque sia non ci penso più, ho alle spalle un anno lungo e brutto, con un inverno monotono ed ossessivo da dimenticare, da bruciare con l’arrivo di una estate che porta il dono di un viaggio, del ritrovarsi con amici veri a fare ciò che ci piace, al di fuori di schemi convenzionali e di regole ed obblighi sociali e familiari.
Abbiamo deciso di andare in Portogallo per vedere come sia cambiato il paese qualche anno dopo la Rivoluzione dei Garofani.
Quanto era successo in Portogallo ci aveva molto colpito.
Ne avevamo parlato spesso nei nostri incontri tra amici. E così qualche anno dopo volevamo eravamo pronti per vedere cosa aveva portato una “rivoluzione” in un paese che sentivamo vicino.
In effetti il 25 aprile del 1974 accadde in Europa un evento i cui effetti superarono i ristretti confini del paese in cui si svolgevano, il Portogallo, per invadere le idee e i sogni dei tanti movimenti antagonisti presenti in quegli anni nel nostro Continente ma anche nel resto del mondo e in particolare in Africa. Un movimento rivoluzionario il M.F.A. (Movimento das Forças Armadas), formato da numerosi ufficiali e truppe al loro comando dei vari rami delle forze armate, occuparono militarmente Lisbona e le altre principali città del Portogallo, mettendo fine a una delle più antiche dittature del vecchio Continente.
I protagonisti furono i militari che sotto l'azione del Movimento dei Capitani avevano dato vita ad un moto militare di opposizione al regime di Salazar: questo fu rovesciato e fu abbattuta la dittatura che aveva fino a quel momento utilizzato le forze armate per opprimere il proprio popolo e quelli dei paesi occupati. 
Fu poi, nonostante il forte impiego di mezzi militari e l'occupazione di tutti i punti nevralgici del paese, un' azione militare incruenta, senza spargimenti di sangue tranne l’uccisione di civili da parte della terribile polizia segreta, prima della sua resa. 
Fu il risveglio di un popolo oppresso che fece il primo gesto spontaneo, ossia disubbidì al potere e scese in strada per festeggiare la sua libertà e la sua gioia.
Da una radio le note di Grandola, canzone bandita dal regime salazarista, fanno scoccare a Lisbona nella notte tra il 24 e il 25 aprile del 1974 la Rivoluzione dei Garofani.
E’ il segnale scelto dal Movimento delle Forze Armate per l’avvio delle operazioni che libereranno il paese dalla dittatura più antica d’Europa.
I leader dell'MFA si erano accordati con Carlos Albino, responsabile del programma musicale Límite di Rádio Renascença, perché trasmettesse la canzone operaia Grândola vila morena di José Afonso, come segnale di avvio delle operazioni.
Nonostante l'ascolto della canzone fosse proibito dal regime, la vendita era consentita, e Albino ne acquistò una copia il 24 aprile.
Così nelle prime ore del 25 aprile 1974, la canzone di protesta proibita del famoso autore e poeta Jose' Zeca Afonso, Grandola Vila Morena, fu trasmessa dalla radio cattolica Radio Renascença.
 
11 LUGLIO

Il viaggio continua ad andare bene, a parte i soliti napoletani casinari e borseggiatori, che si affacciano continuamente nello scompartimento da Salerno a Roma, e sono quasi una istituzione delle FFSS.
C’è stato sì qualche urlo del tipo….la borsa ! ..i soldi ! caduto nell’indifferenza totale e nella falsa consolazione con commenti vari… “ non mi piaceva quella faccia…..ma come fu?....ma non se ne è accorto? “ e nessuna altra conseguenza pratica.
Certo un ragazzo con zaino e biscotti secchi da mangiare non ispira idee di furti o borseggi.
E’ l’alba, sono seduto per terra alla stazione Termini, appoggiato comodamente allo zaino e faccio colazione con un paio di mele aspettando la coincidenza per Venezia.
C’è un vero e proprio serraglio tipologico che mi passa davanti.
Si fermano due ragazzi, guarda caso di Palermo, ci si conosce di vista così scambiamo quattro chiacchiere ma …delusione, nonostante lo zaino in spalla e l’abbigliamento (l’abito non fa il monaco) sono un po’ strani, fanno discorsi senza senso, così li abbandono.
Ma c’è tanta altra gente simpatica ed anch’io sto cominciando a carburare, il mio inglese va a perfezione e così faccio le prime conoscenze: dei francesi molto aggressivi e delle ragazze inglesi e danesi.
Scopro con stupore che un ragazzo che mordicchia una mela alle 6 del mattino ha molto “charme”.
Che sia tutto merito della mela?
E’ un vero peccato che le nostre direzioni siano differenti, ma ho fretta di arrivare a Linz.
Fino in Austria tutto senza storia.
Il resto del percorso si svolge di notte con la possibilità di dormire e un po’.

12 LUGLIO

La SS vestita da controllore è passata per l’ennesima volta.
Sarà, ma danno l’impressione che si stiano allenando per i prossimi lager, ma c’è pure un sacco di brava gente.
E figurati se non pioveva !
Ricca colazione a base di fette biscottate ed acqua, cercando disperatamente di non fare briciole dato che sono sotto osservazione di tutti gli altri passeggeri.
Fuori del finestrino scorre un’interminabile teoria di campi, fattorie, grasse vacche che pascolano e floride ragazze che pedalano sotto una leggera pioggerellina.
Forse smette di piovere.
Salisburgo.
E’ incredibile: salgono e scendono dal treno quasi senza fare rumore.
Due ore dopo siamo a Metz e, in teoria, dietro le nuvole ci dovrebbe essere il sole, visto che sono le 9 del mese di Luglio, chissà se è vero !
Adesso riconosco la periferia di Linz, domani si parte per i Portogallo !

Ancora un fischio. Un treno in partenza.
Sono trascorsi appena 30 anni.
Ricordo all’improvviso anche spezzoni di una intervista a a Tabucchi letta alcuni anni fa che mi aveva colpito per la descrizione di quegli eventi avvenuti nell’ormai lontano 1974 :
“ ….. fu un trionfo per la democrazia perché è saltato il tappo di un totalitarismo durato 47 anni. C’è stato uno scoppio di libertà in tutti i sensi.
Quella é stata una vittoria della democrazia che a un certo punto è diventata quasi ebbra. C’è stata un’ubriacatura collettiva, una felicità enorme, con manifestazioni che riguardavano non solo l’aspetto politico ma anche quello sociale, antropologico, artistico. Era un tappo che aveva coperto l’essere umano per 47 anni e quindi c’era anche una grande allegria, una gran gioia e una gran vitalità “
Esco, sorridendo continuo il mio giro per Bologna.
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Il titolo mi sembra un pò scemo, ma volevo dare l'idea temporale .... scratch


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MessaggioTitolo: Re: Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980   Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980 Icon_minitime4/3/2011, 22:57

Bel viaggio,lungo circa trenta anni. Il treno è partito. Quamdo mi sarò rimessa un po', mi cimenterò anche io. Ciao, Nuccio.
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MessaggioTitolo: Re: Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980   Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980 Icon_minitime4/3/2011, 22:57

Bel viaggio,lungo circa trenta anni. Il treno è partito. Quamdo mi sarò rimessa un po', mi cimenterò anche io. Ciao, Nuccio.
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Un viaggio attraverso la storia , personale e non. Bravo Nuccio! Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980   Un viaggio in treno dal 1974 al 2010, passando per il 1980 Icon_minitime7/3/2011, 02:03

abbiamo fatto il viaggio insieme a te, quella stazione di Bologna, a distanza di anni mi fa venire sempre un groppo in gola. Altri avvenimenti, come quelli in Portogallo, nella mia memoria non sono registrati, a volte mi domando come mai ho vissuto nella storia e non me ne ricordo.
Mi hai fatto tornare in mente tante persone conosciute nella stazioni, vera miscela di umanità varia.
A Torino, mentre aspettavo la coincidenza per Parigi, vidi una barbona che mangiava un panino, mentre con un fazzoletto si puliva i piedi e poi lo usava come tovagliolo. Il mio panino mi rimase di traverso e non potei mangiare più!
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Franca, Emma, Rita grazie dei vostri commenti !
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La storia vista viaggiando. Un treno come amico; io come pendolare da sempre rammento tante cose sapute sui binari. Vissute. Treno come metafora del viaggio di tutti. Mi suscita molto questo tuo, Nuccio. ciao e un sorriso.
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Ciao Sergio,
e' sempre un piacere "sentirti". Grazie del commento.
Aspettiamo il tuo ...treno!
Un abbraccio
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Il mio treno è in deposito, poi si sposterà in stazione. Approfitto di un momento di forzato riposo. E anche leggere i vostri ispira il viaggio. Sorrisi a tutti voi.
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Sono trascorsi appena 30 anni.

non vorrei aver dormito durante il lungo viaggio che è sembrato breve. un saluto
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Ciao Luca, dai salta su, il treno sta passando !
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Il racconto mi appare una sintesi decisa, condotta con il cuore e con la testa dentro il viaggio rievocativo .
I dettagli collegati agli eventi storici non molto passati mi hanno coinvolto nella lettura ed hanno trasferito bene la tensione ideale di quel periodo ... gli spunti più distesi si sono risolti in buona ironia .... ciao
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