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Antonella Pozzobon
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Antonella Pozzobon

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MessaggioTitolo: INCONTRO   INCONTRO Icon_minitime14/3/2011, 22:01

Il telefono squillava già da un pezzo, ma Livia era troppo stanca anche per allungare la mano per afferrare la cornetta. Era stata una notte movimentata, finalmente era riuscita a dire al suo uomo che era finita. Era stata così presa da lui, così invaghita di quel tipo così bello, apparentemente solare, elegante, ma così perfido e crudele. Come avrebbe fatto ora ad andare avanti? Lo sapeva, le amiche glielo avevano detto che era sbagliato, che non poteva annullarsi così per uno stupido uomo. Lui la dominava, la annientava, la trattava in un modo meschino. Una volta addirittura l’aveva fatta aspettare per ore dietro la porta, sulle scale, al freddo, così, senza motivo, mentre lui si faceva la doccia, solo per il gusto di sentirsi potente. Quanto male le aveva fatto eppure era sempre disposta a perdonarlo. Anche quando lo aveva trovato abbracciato ad un’altra e l’aveva costretta a guardarlo mentre accarezzava quella stupida, insulsa femmina. Umiliata, ridotta quasi l’ombra di se stessa. Una larva. Finchè un giorno aveva deciso che era ora di smetterla, di ritrovare il rispetto per se stessa, di tornare ad essere la splendida donna che era e che lui aveva distrutto. Si era fatta forte e glielo aveva detto. Lui l’aveva guardata con con sdegno e disprezzo, con quello sguardo altezzoso e superbo che sempre ostentava quando qualcuno osava sfidarlo. “Non finisce qui”- erano state le sue ultime parole prima di abbandonare la stanza. Ma lei stavolta era decisa, non poteva continuare così. Aveva ingoiato due capsule di sonnifero e si era gettata sfinita sul letto, pregando che la notte finisse presto e che la luce del mattino potesse darle il calore e la forza per andare avanti. Il telefono ricominciò a squillare. Schiacciò la testa sotto il cuscino e decise che per quel giorno non ci sarebbe stata per nessuno, il mondo poteva andare avanti lo stesso anche senza di lei, lei aveva solo bisogno di centellinare il suo dolore in silenzio, da sola, per cercare di ammortizzarlo, di elaborarlo. Era solo questione di tempo, ne sarebbe uscita trionfante...ne era sicura. Si appisolò qualche minuto ancora e di nuovo quel trillo insistente. Afferrò il cellulare e guardò il numero: era quel musicista del nord. Caspita, se n’era completamente dimenticata! Era venuto apposta da Milano per incontrarla, per iniziare con lei una nuova collaborazione. In quel momento non si ricordava nemmeno il suo nome, nelle orecchie le ronzava solo il suo brano che qualche anno prima era stata la colonna sonora di una infelice estate in campagna all’ombra del suo uomo. Si mise addosso la prima maglietta e i pantaloni che trovò nell’armadio e si guardò sconsolata nello specchio: in fondo però non era poi così male, lo sapeva di piacere agli uomini ma per lei fino a quel giorno non era esistito nessun altro. Ma ora basta, era ora di darsi da fare, di ricominciare a vivere. Scese in fretta le scale, salì in macchina ed arrivò di volata alla sala di registrazione, con la paura di non trovarlo e che si fosse stancato di aspettare. Invece era lì, seduto in un angolo che strimpellava la sua chitarra. Aveva un viso dolcissimo con un’espressione un po’ malinconica. Uno scambio di sguardi e gli occhi di lui si accesero immediatamente di una luce un po’ strana: “Me lo avevano detto che eri bellissima, ma non avrei mai creduto che lo fossi così tanto”- furono le prime parole che riuscì a pronunciare. Era timido, lo si capiva dal tono della sua voce, dal modo in cui la guardava, quasi timoroso di sciupare il suo volto, di interrompere quel magico incanto che si stava creando tra di loro. Livia era sconcertata, smarrita, non aveva mai creduto al colpo di fulmine, ma in quel momento il suo cuore era come un cavallo impazzito, che cavalca nella notte senza potersi fermare. Lui si alzò, mise da parte la chitarra, le prese la mano e le sfiorò la guancia con le labbra. Livia fu scossa da un brivido: le sue mani gelide si mossero verso di lui, spostò la testa per accogliere un bacio profondo, caldo, intenso. Le loro bocche si cercarono ingorde: non sapevano niente l’uno dell’altra, ma si desideravano intensamente. Si era acceso un magico fuoco tra loro. A Livia non era mai capitato niente di simile, e nemmeno a lui, sempre così riservato, schivo, diffidente verso gli altri. Mai avrebbe pensato di potere osare tanto con una donna appena incontrata. La strinse forte tra le braccia, le sfilò la maglietta e tutto il resto. Rimasero un attimo fermi, sconcertati a guardarsi in silenzio, ad accarezzarsi... e poi lui entrò in lei, dolcemente, delicato ma con un ardore fremente. Nemmeno una parola tra di loro, solo passione, voglia di esplorarsi, di sentirsi, godersi. E quando fu tutto finito, lui le strinse la mano, le accarezzò i lunghi capelli neri e le disse: “Tu sei nata per me, non ti lascerò mai”. E fu l’estasi.
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MessaggioTitolo: Re: INCONTRO   INCONTRO Icon_minitime15/3/2011, 08:28

allora ha ragione Rossella....domani è un altro giorno... INCONTRO 899765
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norberto minguzzi
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norberto minguzzi

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MessaggioTitolo: Re: INCONTRO   INCONTRO Icon_minitime17/3/2011, 01:21

Bello.
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MessaggioTitolo: Re: INCONTRO   INCONTRO Icon_minitime

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