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 " Wonderful" la Saga del pollaio-Bellone il gallo parte III

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Isabel Parreira
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MessaggioTitolo: " Wonderful" la Saga del pollaio-Bellone il gallo parte III   " Wonderful" la Saga del pollaio-Bellone il gallo parte III Icon_minitime3/5/2011, 12:10


Bellone il napoletano

Parte III

Purtroppo nel pollaio lassù in Toscana, le lotte continuavano e le beccate erano a non finire tra me e Bellimbusto il Re usurpatore, a motivo di una certa Rosina a cui facevo il filo e contesa anche da lui, così mi sono deciso e son partito!
Allora cosa ho fatto per dare sfogo al nervoso?...
Mi sono arruolato nella 'Regione Straniera' e mi son fatto sbollire' u sangue amare' . Lì ho conosciuto una certa Lusana Travers, unica pollastrella del pollaio che guidava pure la Jeep del generale e con lei ho fatto qualche "passeggiatina" quando non eravamo in servizio.
Ma sapete il richiamo della patria è forte assai, e così sun tornato 'nu paese mio' ed eccomi qua a Napoli nei quartieri spagnoli, circondato dai parenti e amici. Poi per festeggiare il ritorno, abbiamo mangiato 'na' pizza margherita con mozzarella di bufala bianca non contraffatta...
Ora, essendo io nel pieno del mio vigore, mi son dato subito da fare per cercare l'anima gemella e, una beccatina qua, una beccatina là, conobbi Rosafina una pollastrella siciliana trasferitasi che era poco dall'isola (sai com'è la globalizzazione!), così io da buon napoletano non me la sun fatto scappare.
Giovane e molto conosciuta dovuto al fatto delle le sue conoscenze con un certo cantante il gallo Labio Concato che le ha addirittura dedicato una canzoncina ... ''Rosafina.. Rosafina... ''
Ah... Rosafina... creatura assai vivace, con due occhietti accattivanti che sembravano due carboncini accesi, era tutta una promessa: amante dello sport, và in bicicletta, un pò perché gli piace e un pò perché diciamo è in carne, 9 kg che sono niente male e che comunque la rendono un po' più appetitosa per una eventuale gallina in fricassea.
Poi, per conquistarla ho avuto la bella pensata di fare una serenata sotto la veranda del suo pollaio, facendomi consigliare da due grossi calibri come: Lario Merola, e suo figlio Cesco, un giovane galletto molto promettente nell'ambito della canzone napoletana (tutto suo padre, questo pollastro!).
Per vantarmi del fatto che ero tornato dalla 'Regione Straniera', le cantai "u Tenente nnammurato", ma la sua morte è stata quando le intonai quell'altra: “Veranda vascia”-... e padrona crudele, quanta suspira mm'haje fatto jettare...a...a...a...re... mm'arde stu core comm'na cannella... bella quanno te sento annommena...a...a...a...reee...”
VEDESSI CHE SUCCESSO!, pendeva dal mio becco colpita dalla mia voce! Non per niente alla mattina presto il mio ''Do di petto'' sveglia tutti ( quasi sempre alle 5!) .
E' CASCATA COME UNA PERA COTTA!!!
Sarebbe filato tutto liscio se non fosse che la fanciulla aveva per "Padrino" un certo gallo chiamato Lito Corleone figlio di un famoso cacciatore siciliano Tonio Andolini che era molto destro nel usare la lupara.
Il giovane pollastro crescendo e seguendo le orme del genitore imparò ben presto anche lui a usare il fucile da caccia con due canne. E' sparando qui sparando là, alla fine una pallottola vagante è andata a confiscarsi in uno che de mestiere faceva il 'capo' nell'isola, uccidendolo, poveretto.
Ora la cosa sembra avesse turbato assai una certa Associazione chiamata ' Nostra Cosa ' che io purtroppo ancora non sono riuscito a capire che cosa sia questa 'Cosa Loro'? Boh? Siccome gli la volevano fare pagare per il misfatto, il giovane pollastro aiutato dai parenti scappò trasferendosi in America.
Una volta lì come lavoro faceva il garzone in una drogheria e cosi decise di sistemarsi sposandosi una pollastra di nome Marmela e di cui ha avuto quattro pulcini.
La sua sarebbe stata una vita tranquilla, senza grossi problemi se non fosse per un certo Lanucci che gli ha fatto perdere il lavoro, codesto che le 'zampe' non si lavava mai era conosciuto come il 'mano nera' o 'zampa nera ', boh?
Lito, poveretto, senza lavoro e senza soldi con una famiglia da mantenere ha trovato poi degli amici che lo hanno aiutato compiendo qualche furtarello e dei reati minori, in qua e in là tanto per campare.
Ma che volete anche lì a New York si spara, e cosi il Corleone che facendo il bravo la lupara l'aveva lasciata in Sicilia, imparò ben presto a usare quel altre arme molto più famose... le calibro 44 Magnum che usava anche un certo ispettore Mallaghan. Riprendendo poi il suo vecchio mestiere vendeva droghe associandosi a un certo Capone.
Mettendosi poi in proprio e facendo baldoria sparando a destra e a sinistra, tra una partitina e un'altra ai tavoli di gioco d'azzardo fece soldini a pallate e anche un gran nome tra le famiglie su da quelle parti, il che gli valse il titolo di 'Don' Lito Corleone.
Ogni tanto pensava ai suoi conterranei in Sicilia tra cui anche alla mia fidanzata e sua figlioccia la Rosafina, che teneva sotto controllo!
Capite, non è facile andare d'accordo tra le famiglie e cosi anche noi abbiamo avuto delle difficoltà al nostro matrimonio, perciò io e Rosafina abbiamo deciso di fare la 'Fuitina' perché solo davanti al fatto compiuto ci saremmo potuti sposare. A questo punto, con la benedizione del Padrino s'intende, siamo convolati a nozze... grande festa e tutti a baciare la mano alle Signorie Vostre ( pratica molto conosciuta tra giù dalle parti della mia fidanzata sicula). E siccome loro ci tenevano parecchio, alla finestra dopo la notte di nozze è stato esposto il ''lenzuolo della prova'', così abbiamo rispettato le loro tradizioni, e i parenti sono rimasti tutti contenti! La pollastra era illibata...
Il racconto sarebbe finito qui se non fosse che, per il fatto che non mi piace stare incavolato con nessuno, ho scritto a Larìa de Fillippo e sono andato a "C'è una lettera per te " per fare la pace con Bellimbusto che, rimasto in Toscana, era ancora inviperito contro di me. Dopo molte insistenze, Bellimbusto si è presentato alla trasmissione e magnanimamente ha aperto la busta dove stava la lettera riuscendo a mettere le cose a posto tra la commozione generale del pubblico e le lacrime delle nostre pollastrine. .
Ora io e Rosafina siamo qui nel quartiere napoletano nella nostra casetta, non dico come due piccioncini perché non voglio miscuglio di razze ma come due cuoricini e una capanna, e, scusate ma mi chiamano! stanno facendo delle storie laggiù, sembra che il clan dei galli Lasalesi e quello dei galli Lazzarellesi si stiano azzuffando per il controllo del pollaio.
Fammi intervenire va', prima che finiscono tutti nel pollaio di Poggio Reale

Ma io dico: POSSIBILE CHE NON SI POSSA MAI VIVERE IN PACE ???

Question



Bellone racconta la storia di AL



Il motivo perché io ho deciso di raccontarvi questa storia è solo per fare piacere alla mia pollastra Rosafina che ci teneva tanto che il suo illustre Padrino il gallo Don Lito Corleone, fosse ricordato insieme al suo amico Al un galletto figlio di un certo Alfonzo Lariele Caponi, che per un errore grammaticale in America viene chiamato Capone con la 'E', invece che Caponi con 'I'( sti americani!). Ma lasciate che vi dica come sono andate le cose...
Ora questo Lariele, di origine napoletana era stato costretto ad espatriare in America portandosi con sé Leresina Raiola sua moglie perché nella sua città natale, a Napoli, durante le feste natalizie fanno la festa ai galli che sono troppo bellicosi, in poche parole li castrano!!!
Essendo stato castrato L[/i]ariele, è passato a chiamarsi come tutti quelli altri galli cioè 'Cappone'.
Purtroppo per la vergogna di avere subìto in Italia il taglio , che fa? Per non farsi riconoscere essendo oramai un gallo castrato, decide di ignorare lo sbaglio all'anagrafe in America adottando Capone come cognome con una 'P' invece che essere chiamato 'Cappone' con due ' P', tanto... taglio più ... taglio meno e dal momento che di mestiere faceva il barbiere, era pure abituato ai tagli!
Meno male che l'ovino era già stato fecondato nella pancione di Leresina sua moglie, prima della castrazione perché così tutti i due sono potuti diventare genitori.
L'ovino fu dato alla luce in America nella città di Brooklin e al pulcino fu dato il nome di Alfonzo Lariele Capone, come suo padre insomma ( tradizioni di famiglia!!!)
Ora però il ram(pollo), traumatizzato dal' apprendere le sue origini e sopratutto il fatto della castrazione con i rispettive tagli, per la rabbia e la vergogna, si tagliò pure lui il nome facendosi chiamare 'AL' invece che 'Alfonzo' e trasferitosi a Chicago diventò quel famoso gallo che tutti noi conosciamo, cioè AL CAPONE!!! Schivando sempre le coltellate in qua e in là, un giorno purtroppo gli arrivò una in faccia ( ti pareva) e per questo i suoi amici lo chiamavano “ il cicatrizzato”.
La sua purtroppo, è stata una adolescenza assai difficile, povero uaglione!!!
Ma, a proposito dei 'tagli', sembra che sia una pratica assai comune in alcuni paesi, solo che invece di farla solo ai galli la fanno anche alle galline: castrazione al femminile ( sembra che la chiamano '' infibula...qualcosa, Boh?)... andrò a farmi una ricerca su Internet per vedere cosa si tratta!
Tornando poi al gallo Capone senza la doppia P avendo lui una mentalità molto aperta e essendo molto generoso dava da bere agli assetati offrendo qualche bottiglina di whisky in cambio di quattro soldini. Uno quando ha sete, ha sette, porca miseria!!! e cosi, ha aperto una attività redditizia cercando di 'liberalizzare' quello che per gli altri era diventato un ' Proibiozinismo'! In fondo poverino contribuiva pure a rendere la metropoli movimentata, no? addirittura pensate, perché fossero contenti ogni tanto invitava Armistrong a venire a fare una strombettata a Chicago di musica Jazz!
Ma purtroppo una banda rivale del pollaio lì accanto ha preteso pure lei di offrire da bere a tutti vendendo le bottigline di whisky e facendogli concorrenza, ed è chiaro che per Alfonzo la cosa non gli andava a genio e dal momento che non era legato religiosamente a nessun 'santo' il 14 di febbraio decise di pareggiare i conti e facendo ammazzare i 7 galletti che cercavano di fregargli gli affari.
La cosa ha avuto un enorme successo tanto che tutt'ora si parla della strage di S. Lalentino il che lo ha reso famoso in tutto il mondo, dopo di che, è andato a farsi una vacanza.
Ora come non si può essere simpatici a tutti c'era uno che ce l'aveva proprio con lui, un certo gallo di nome 'Lelioto Ness' che faceva parte di un gruppo che non si faceva toccare, infatti gli chiamavano gli 'Intoccabili' ma che comunque a loro volta codesti toccavano gli altri soprattutto se non pagavano le tasse. E così, a motivo di una piccolissima evasione fiscale che si trattava poi solo del ammontare irrisorio di un milione di dollari ad Afonzo lo hanno incastrato e l'hanno messo in gatta buia, poverino! ( diciamo però che per lui il fatto di non pagare le tasse è sempre stata per una questione di risparmio).
Ma io dico: non sarà che questo ' lelioto Ness' e il suo gruppo, erano astemie e che le tasse non c'entravano niente??? Mah?
Mandato nella prigione di Atlantico in Giorgia la situazione per Alfonzo non era malvagia visto che poteva comunque controllare le sue attività e le sue entrate, ma era testone e probabilmente anche lì si ricusava di pagare quel dovuto al governo degli Stati Uniti e cosi l'hanno trasferito ad Elcatraz.
In questo nuovo alloggio non gli fu consentito de gestire i suoi affari e si sa non potendo contare i dollari alla fine si è atrofizzato il cervello e come dal momento che per tutta la sua vita non ha scontato niente per lo Stato, lo Stato a questo punto lo ha mandato fuori della prigione per evitare ulteriore spese a carico della struttura carceraria, mandandolo a spese sue in Florida!
Tutti questi trasferimenti però hanno causato a questo povero gallo problemi di salute e cosi gli ha preso un ictus, ripeteva in continuazione... “ tu non hai niente in mano sei solo chiacchiere e distintivo... chiacchiere e distintivo”...
Alla fine per tutti questi dispiaceri, si è fermato il cuore a questo pollastro, povero 'uaglione', aveva solo 48 anni, avrebe potuto avere tutta una vita davanti sé per continuare a vendere le sue bottigline! Tutta colpa di questo Lelioto 'Ness',
Come avete letto questa è stata la storia del mio paesano, e parente alla larga di Rosafina che quando ha letto il racconto per un po di giorni ci ha pianto, è molto sensibile la mia pollastra, pensate, mi ha proposto di mettere il nome ]Alfonzo Capone ... al nostro futuro pulcino...
E' come no!!! Cosi avrei sempre il controllo dalla finanza nel pollaio... per carità!!!

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