RegistratiIndiceCercaAccediFAQ

Condividi
 

 Difendere Cristo dal cristianesimo. Le caravelle.

Andare in basso 
AutoreMessaggio
Franca Bagnoli
Star
Star
Franca Bagnoli

Numero di messaggi : 1679
Data d'iscrizione : 02.04.10

Difendere Cristo dal cristianesimo. Le caravelle. Empty
MessaggioTitolo: Difendere Cristo dal cristianesimo. Le caravelle.   Difendere Cristo dal cristianesimo. Le caravelle. Icon_minitime18/8/2011, 17:17

venerdì, 29 agosto 2008 Difendere Cristo dal Cristianesimo(di Arturo Paoli)
Anni fa, padre Ernesto Balducci disse che le tre caravelle di Colombo erano tornate indietro. Era un modo di dire che Cristo è essenzialmente liberatore, e liberatore dei poveri. La teologia della liberazione è un messaggio non solo per i poveri, ma anche per tutti coloro, credenti e non credenti, che fanno parte di questa cultura "cristiana" occidentale che oggi è direttamente responsabile dei mali del mondo. E’ da qui che vengono le guerre, le distruzioni, la fame: dal mondo occidentale cristiano. E’ qui che si fabbricano le armi, è da qui che partono gli aerei che vanno a bombardare. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Dobbiamo sapere che non possiamo affrontare temi come la giustizia, l’uguaglianza, i diritti dei popoli se non cambiamo radicalmente la nostra cultura.
Noi abbiamo sempre pensato che il centro del mondo è l’Io, l’essere, il soggetto, e abbiamo proiettato questo concetto in tutte le strutture che abbiamo creato e imposto. Compresa la globalizzazione, apoteosi di un soggetto dominatore e unificante: il mercato. La volontà di sopprimere l’altro, l’incapacità di riconoscere la sua cultura, la sua storia, la sua religione, il suo diritto alla vita, è la conseguenza diretta del culto dell’Io. Per lo stesso motivo la Chiesa è chiesocentrica, lo stato è statocentrico.
Il rispetto dell’altro non è un atto di volontà, dev’essere il frutto di una cultura nuova che deve ancora nascere. Fino a che non cambieremo questo paradigma tutti i nostri progetti saranno superficiali. La richiesta di perdono fatta di recente dal Papa è commovente, ma è come dare l’aspirina a una persona che muore di cancro. Finché non cominciamo a vivere in un altro modo, finché non capiremo che la solidarietà con i poveri non è buon cuore, ma un modo di uscire dalla colpa, di rendere giustizia, tutti i nostri discorsi politici non serviranno a niente. Ci manca un’etica, abbiamo perso il sentiero della giustizia, non sappiamo più cosa è giusto e cosa non lo è. L’etica deve essere costruita sui diritti degli oppressi: solo partendo da questa base possiamo pensare a un mondo nuovo. Cristo ha predicato la fraternità a partire dai più deboli. Oggi noi predichiamo le stesse cose da Wall Street, dal nostro comodo benessere; predichiamo principi, idee, senza mai mettere i piedi per terra. Sono secoli che pensando di amare opprimiamo. Oggi dobbiamo difendere Cristo dal Cristianesimo

Difendere Cristo dal Cristianesimo, a cura di Bruna Sironi a Arturo Paoli

Lei ha detto e ripetuto che la cultura cristiana è responsabile dei mali del mondo. Qual è il senso della sua affermazione?


Il mondo occidentale cristiano è il luogo da cui partono tutti i comandi di morte, da cui si organizzano le guerre, in cui si realizza l’accumulazione che toglie il pane a milioni di persone. E non c’è caduto per disgrazia, in quest’avventura di essere il centro del male del mondo. È una conseguenza logica e fatale della sua cultura. Abbiamo sempre pensato che il centro di tutto è l’io, l’essere, il soggetto, e abbiamo proiettato questa filosofia su tutte le strutture politiche ed economiche che abbiamo creato.
Anche la globalizzazione non è venuta a caso, ma è la conseguenza di un cammino filosofico di secoli, che ha affermato questo principio di unificazione dando origine alla necessità di un soggetto unico, dominatore. E ha prodotto il mercato, la dittatura, il partito. Creazioni astratte, unificanti, dominanti il mondo e la storia, che hanno intrinseca la tendenza alla negazione, alla soppressione dell’altro.
Ci siamo vantati di portare al mondo la civiltà, ma aveva questo veleno dentro: la necessità di sopprimere l’altro, di non riconoscergli la sua cultura, la sua religione, la sua vita. Dobbiamo assumerci questa responsabilità.

Il papa ha chiesto perdono per le responsabilità della chiesa…
È molto commovente, ma è come un’aspirina per una persona che sta morendo di cancro. Il papa ha detto di aprire le porte a Cristo, ma a quale Cristo? Quello solenne, dominatore, o quello povero fra i poveri? Perciò non ha fatto altro che caricare di responsabilità il mondo cristiano.
Ci manca un’etica. Abbiamo perso il senso della giustizia. Se accettiamo la sponsorizzazione di pellegrinaggi da parte di multinazionali che conoscono solo l’etica del profitto, come possiamo dire di no alla clonazione? Dobbiamo essere integrali, coerenti, completi. La nostra etica deve partire dai diritti degli offesi, degli oppressi. È solo su questa base che possiamo pensare un nuovo mondo.

Come deve essere una chiesa nuova?
Dobbiamo difendere Cristo dal cristianesimo, dalla cultura cristiana. Cristo ha predicato la fraternità, la giustizia. A partire dai poveri, dalle vittime dell’ingiustizia. Non ha fatto mai teoria, non ha mai parlato neanche di Dio, si è semplicemente messo accanto ai poveri. Cristo è essenzialmente liberatore, e liberatore dei poveri.

Nel suo intervento ha parlato molto della teologia della liberazione.
È stata una rivoluzione culturale in quanto vedeva possibile la conoscenza di Dio attraverso la discesa tra gli uomini, per realizzare la giustizia, l’uguaglianza, la fraternità; temi spesso dibattuti ma che non possono essere risolti senza un cambiamento totale della nostra cultura. Doveva essere un messaggio felice per i poveri, ma non poteva non suscitare la reazione dell’Erode e della Gerusalemme religiosa del tempo.

Il missionario è in contatto con i poveri e li aiuta con denaro che, a volte, proviene da chi agisce contro l’interesse dei poveri. Quale dovrebbe essere il rapporto tra il missionario e il denaro?
La missione, come tale, non dovrebbe esistere. Lo dice Gesù stesso. Basta leggere il capitolo 10 del Vangelo di Luca. Si deve andare tra i poveri come amici, senza nulla, e farsi accogliere. Bisogna invertire la posizione: non sono io, ricco, che vado al povero, ma devo andarci povero, alla pari con lui. È il concetto stesso di missione che bisogna cambiare. Se c’è una disuguaglianza di partenza non si può mai creare una vera amicizia.

Qual è il ruolo della donna in una chiesa rinnovata?
La donna è la metà dell’umano, e la chiesa dovrebbe essere pensata e organizzata tenendo conto di questo. Nei consigli pastorali la donna ha un suo ruolo, ma è il prete, la gerarchia, che non sono preparati. Così la donna non produce opinione all’interno della chiesa. Esiste come consigliera, direi occulta, ma è un modo non leale di ascoltare la sua voce. Se non le si vuol dare il sacerdozio, bisogna almeno darle parità di diritti.
Ricordo un fatto che mi ha molto colpito. Per l’anniversario della conquista dell’America il mio vescovo ha organizzato una veglia notturna in cattedrale. Ha chiamato a partecipare il sacerdote guaraní, che ha pregato tenendo per mano la moglie. Dopo la cerimonia ha cominciato un lungo discorso. Non so il guaraní, così ho chiesto a un giovane cosa aveva detto. «Ha ricordato tutto quello che ha visto dal momento in cui ha lasciato il villaggio», mi ha risposto. Poi ha cominciato la moglie. «Anche lei ha ricordato tutto quello che ha visto da quando ha lasciato il villaggio». «Allora hanno ripetuto le stesse cose», ho osservato. «Veramente, sono stati sempre per mano, ma quello che ha visto lui non è lo stesso che ha visto lei», ha replicato il giovane.
È una lezione che non dimenticherò mai. Voglio dire che l’ideale è la coppia. L’uomo solo, la donna sola, vedono e capiscono metà di quello che c’è da vedere e capire.
Torna in alto Andare in basso
http://www.francamente.ning.com
 
Difendere Cristo dal cristianesimo. Le caravelle.
Torna in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
 :: Prosa e Poesia :: Prosa-
Vai verso: