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 Acqua

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dario guadagnini
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dario guadagnini

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MessaggioTitolo: Acqua   Acqua Icon_minitime27/8/2011, 12:23

Acqua, acqua, acqua, acqua, le implicazioni provocate dall'acqua ... tanta acqua ... un mare di acqua.
Una sorta di stupore della prima volta di fronte all'infinito acqueo e subacqueo.
Non fù esperienza allegrissima, non tanto per il mare e le sue onde, i suoi pesci ed i pescatori, i tramonti che non potevo vedere, od il mare d'inverno, invisibile per mancata facoltà di supporlo senza l'aiuto di Loredana, quanto per la costante presenza delle attendenti ... sto parlando della colonia estiva.
Uno stormo numeroso di merli zirlanti, riuniti a sghignazzare e piagnucolare per le sorti dei castelli di sabbia, muniti di pale di plastica per scavare i buchi alla ricerca dell'acqua. Proprio così, dovevamo ricorrere ai buchi per vedere da vicino il magico liquido, come i coniglietti appaiono dal cilindro del mago.

Eravamo tenuti sotto sorveglianza al margine superiore della spiaggia dall'occhio vigile delle sovraintendenti, poco più che ragazze; a causa del loro ruolo mi sembravano vere adulte.
In verità, alcune dimostravano comprensione , sapevano discriminare con buon senso e nei momenti più opportuni le severe istruzioni ricevute a tutela della nostra sicurezza, con gesti di spontanea dolcezza.
Venimmo suddivisi in gruppi . Nel mio, ebbi " la sfiga accidentale " di essere affidato a Giulia , poco paziente e refrattaria a manifestazioni d'affetto. Già dotata di lucida determinazione, probabile frutto della severa disciplina impartita. La vita in funzione dei cubi gerarchici rappresentava un'equazione imprescindibile alla sua indole che estendeva nell'ambiente sotto forma di stridula voce : " Darietto ... non mettere le dita nel naso .... lascia stare Giuseppe, non vedi che sta costruendo un bel castello? .... Darietto .... riporta subito il secchiello a Giovanni "
... in altro ambiente mi avrebbe dato dai 3 ai 5 giorni di consegna, ma eravamo sotto legida di autorità riconosciute dalla benevolenza dei clementi figliuoli terreni , quindi, anche lei era tenuta ad assolvere con diligenza le istruzioni del paziente pensiero.
Mi capita ancor oggi di incrociarla nelle vie centrali della nostra cittadina ... non ci salutiamo, questo è il risultato della simpatica incomprensione.

In spiaggia, il sole picchiava insolente . Il corpo chiedeva risposta a quel caldo con tuffi nell'adriatica acqua, non proprio limpida, anche allora ... era un particolare quasi irrilevante a quel punto, in noi il solo pensiero refrigerante di immergerlo in quel riparo giocoso.
Purtroppo , l'aspettativa non veniva appagata tutti i santi giorni, il bagno ci veniva concesso con il contagoccie del mare per dieci minuti e non di più, ogni due giorni. Se poi le onde facevano le bizze, si saltava al giorno seguente.
Questo fatto non regalava momenti felici, altro non potevamo fare che proferire inutili lamenti .
Anche la Giulia si dimostrava quasi comprensiva in quegli istanti, limitandosi a mantenere i ranghi compatti, accettando sbuffi a vapore e lagne condite con versi puerili ..... proferendo al massimo isolati trilli d'allodola. Ritornati nel nostro spazio di spiaggia, dopo vari pizzicotti e qualche originale sporca barzelletta distensiva, prendevamo in mano gli attrezzi da lavoro, scavando buche per l'acqua.
Nei momenti di calma bambina gettavo lo sguardo ai coetanei liberi, a ridosso dell'acqua.
Biondi e vivaci, alcuni di loro non avevano il costume, nudi e crudi come secondo natura suprema . Sguazzavano i piedi nella sabbia bagnata raggiunta dalle spume del mare .
Non li guardavo con invidia, anzi producevano in me uno spirito emulativo :

" Anch'io, un giorno sarò libero come loro ".

Nei pressi stazionavano i genitori, pure loro biondi, inoltre, erano alti e muniti di lunghi piedoni.
Lanciavano la palla simmetricamente divisa in varie forme colorate ai cuccioli freschi di guizzi marini.
In quel momento un leggero languore ronzava nei pressi delle mie vicinanze ... la nostalgia dei bambini ha toni marcati, non risolti in colori mutati, romantici, o nel rammarico del tempo passato,
come quella degli adulti .

Un convulso battere di mani segnalava l'avviso per la raccolta del gruppo vacanze.
In fila quasi indiana si raggiungeva lo stabile, un normale rettangolo biancastro risolto in altezza ad unico piano, diviso in ampii stanzoni. Camerate e cucina, soggiorno e bagni realizzati a sostegno dell'idea social-religiosa . Al centro, un grande ed arso cortile riempito di terra , qualche raro ciuffo d'erba spuntava dalle crepe frequenti di quel mosaico che non serviva a nessuno.
Una falsa impressione a metà fra il chiosco ed un campo di calcio vecchia maniera. Architettura risalente a qualche data recente a quei tempi, prodotto ricreativo , tutto in stile diocesi. La descrizione di questo luogo proviene dalle tinte sfocate del ricordo.
Quello che allora appariva con forza, interviene ora filtrato fra le immagini ingiallite di qualche foto scattata
con la Polaroid, personalizzata da flash istantanei. La camera oscura di noi stessi porta alla luce dettagli
che sembravano espulsi per sempre, apparentemente insignificanti al corso della memoria.
Invece no, ciò che rimane proviene dai sensi di allora , curiosi alle fonti sconosciute , incluso il sapore salmastro marino, i colori prodotti da quel territorio di confine col mare, a volte verdastro, mutabile in viraggio verso l'azzurro, a volte grigiastro, con dentro tutte le strane associazioni che collegano lo svolgimento della trama.
La trama del convegno marino si spiegò giorno per giorno, frapposta ad intervalli conditi di piccole zuffe, sedate dal pronto intervento della sirena di Giulia. Le riconciliazioni spontanee producevano alleanze e rivendicazioni di gruppo:

" perchè i bambini della colonia di Belluno fanno il bagno tutti i giorni e noi no ? ... "

Segreti ed accordi coorporativi, svelati all'istante :

" Giuseppe è ciccione .... Darietto rompe sempre i castelli .... diteci perchè Sandro è milanista se gli piace Mazzola? .... Giovanni ruba le palette .... " .

Nel triste dondolio di queste altalene una spinta più forte ci gettava nelle brande comuni con caramella di fine pasto in bocca ... finchè arrivò il giorno del rientro dal soggiorno :

" Ciao mare, ciao acqua del mare "

Tutti in corriera, stanchi ma felici " di ritornare a casa ". Anche le signorine , cantavano durante il tragitto ... smaltivano il nervoso penetrato attraverso le zirla dei tordi nei 15 giorni di residenza in colonia.
Chissà ... forse una di loro, coperta da velo discreto, pensava con rammarico all'idea del ritorno, lasciando nell'aria salmastra germogli sentimentali ... è possibile, statisticamente possibile, l'età era indicata nei manuali d'amore, ed anche per lei :

" Ciao amore, ciao ... ciao, caro Luigi "


Quell'anno, inaspettatamente per me, incontrai ancora il mare, grazie a mio padre.
Ci vollero 9 anni d'esistenza campagnol-montanara prima di incrociarlo , ma nel 1971 lo vidi 2 volte.
C'era qualcosa di strano nell'acqua interrotta tra le pareti rossastre, quelle onde ancor più verdi del mar precedente, infrante nei muri di palazzi rosati, liberate in canali di fuga, attraverso quei ponti di pietra,
sospesi in alcuni sospiri.
Pali di legno emersi a sostegno di barche e barchette a forma di luna, anch'esse di legno, compresi quei remi guidati da magliette arlecchine.
Un colosso-città si erge dal mare.
Il costante incedere del moto marino viene interrotto dal gagliardo via vai di motoscafi ronzanti che vanno all'incrocio col fumo del vaporetto nel quale siamo saliti ...naviganti della domenica, fra molteplici specie
di altri naviganti.
Mai vista, prima di allora, la varietà di genere raccolta in così elevata quantità dentro lo splendido balocco sommerso ed emerso dal mare.
La prima volta in vaporetto, mi sembrò anche la prima nel mare, alla scoperta del senso marino, al centro dell'acqua.
A galla, nel moto continuo frapposto dall'onda si estende analoga onda in calmo fuggire.

Finalmente quello che volevo.
Lo sapeva il mio istinto , l'iride della pupilla dava la conferma mentre guardavo all'insù verso mio padre.
Dalla spiaggia qualche conchiglia, poche bracciate, inclusi gli sguazzi fra il bagnasciuga dove vengono a rompersi le onde .. e poco di più.

Il resto di quel viaggio risolto nell'arco di una giornata venne messo nello zainetto alla stazione di Santa Lucia ... poi, un salto in carrozza nel treno , quello dei desideri ... il controllore molleggiato bucava i biglietti.
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