RegistratiIndiceCercaAccedi

Condividi
 

 Una bizzarra abitudine

Andare in basso 
AutoreMessaggio
sogliaoscura
Top
Top
sogliaoscura

Numero di messaggi : 233
Data d'iscrizione : 26.06.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime7/7/2019, 17:08

Era un giorno come tutti gli altri e Clotilde de Rossi si stava accingendo ad uscire di casa.
Per il suo porsi sempre altezzosa, pur non essendo di nobile lignaggio, il macellaio della piccola cittadina di Selanette, frazione del più noto Calé, la definiva semplicemente ‘La Signora’.
Clotilde aprì la scarpiera per individuare un paio di ‘escarpin’ che si abbinassero al suo rossetto ed al suo umore. Nonostante si stesse avvicinando con rapidità agli 80 anni, ci teneva moltissimo a sentirsi perfettamente in ordine.
Individuò un paio bordeaux, tacco quadrato di 8 centimetri, e con sorprendente agilità le calzò.
Il sonno l’aveva completamente rigenerata.
Mentre usciva, si riassettò un ciuffo che, impertinente, le era sceso sopra il viso.
Si ostinava a non portare gli occhiali, nonostante il dottor Margiafossi, il suo oculista da più di trent’anni e per breve tempo anche compagno di vita, avesse diagnosticato un lieve peggioramento nel suo visus.
Ma da anni non leggeva più i quotidiani che le rammentavano semplicemente lo scorrere del tempo e non le servivano lenti graduate per dedicarsi al suo svago preferito: la lettura dei manifesti funebri che venivano affissi nelle apposite bacheche vicino al municipio, dietro la chiesa di Sant’Eustorgio e al Camposanto.
Il macellaio andava dicendo in giro che ‘La Signora’ aveva un lugubre interesse. Certo, detto da un uomo che passava la giornata a sventrare galline e maiali…
Clotilde non se ne curava. Lasciava volentieri quell’energumeno a crogiolarsi nei suoi pettegolezzi.
Chissà chi se n’era andato in quei giorni… Era proprio curiosa di andare a vedere chi aveva abbandonato le sue spoglie terrene per ricongiungersi al Creatore.
La donna era particolarmente devota e partecipava con attenzione alla liturgia domenicale, domandandosi se in quel modo sarebbe riuscita a guadagnarsi un pezzo di Paradiso.
Nel suo immaginario, il Purgatorio era un po’ troppo di basso profilo e l’Inferno… Neanche a pensarci!
Già si vedeva… Una nuvoletta tutta sua con una vista particolare su Selanette, per poter leggere ancora i manifesti funebri.
Non ci poteva fare niente… Si beava nel leggere gli affranti messaggi di commiato che accompagnavano nomi e dati anagrafici del decesso… Quei caratteri rigorosi, aggraziati, neri ed estremamente leggibili. E le cornici… alcune volte ‘squadrate’, altre Liberty, coi motivi floreali che quasi invadevano la lettura. Era davvero una forma d’arte realizzare quelle affissioni e si stupiva che solo lei riuscisse a capirla.
Aveva chiuso la porta? Sempre un po’ sbadata… Come l’aveva apostrofata quell’insolente ragazzino a cui dava lezione di pianoforte il mercoledì? Vecchia svampita? Ne aveva immediatamente parlato coi genitori ma non lo avevano neppure rimproverato. In altri tempi la punizione sarebbe stata esemplare…
Oggi Selanette le appariva un po’ sbiadita, come se il sole non avesse forza sufficiente per dipingere di calore le piccole vie cittadine. Le capitava di osservare sempre le stesse persone…
La piccola Marta che faceva i capricci con la madre, come tutti i giorni e senza un vero motivo. E ancora il signor Dasteni, che corteggiava senza alcun risultato l’unica parrucchiera della cittadina. Lui, peraltro calvo…
Ovunque si voltasse, vedeva quello che lei stessa definiva un ‘accanimento emotivo’.
E poi la vedova Risticci…
Ebbe un brivido. Un ricordo seppellito la sfiorò, per poi affondare grinfie crudeli nella memoria. La donna non si era mai più risposata, nonostante il lutto l’avesse colpita molto giovane. E vederla ora, ingobbita e ripiegata su se stessa dallo scorrere degli anni non rendeva giustizia alla bellezza che era stata.
Ma quel che accadde, si diceva sempre Clotilde, non era nient’altro che il frutto di quei tempi andati.
Lei non voleva ricordare. No! Eppure il fatto riemerse… Come un pezzo di sughero che veniva spinto con forza sotto l’acqua. Era inutile… Ritornava a galla inevitabilmente con forza e vigore.
Erano passati 50 anni da quando il signor Risticci aveva sparato all’avvocato De Lavortis in testa, rivolgendo poi l’arma verso di sé sul selciato davanti al municipio.
‘Una evidente storia di corna’ sentenziò l’opinione pubblica: La donna aveva una relazione clandestina con l’avvocato e quella era stata la naturale conclusione.
Era noto il carattere piuttosto fumantino di Risticci e proprio non poteva tollerare quei mezzi sorrisi che da qualche settimana gli rivolgevano i cittadini di Selanette quando lo incrociavano.
Molti si domandavano perché l’uomo non avesse sparato anche alla moglie ma, probabilmente, un atavico e scellerato senso dell’onore era stato frenato dall’amore coniugale.
O forse, ma questo lo sussurravano solo i più maligni, rappresentava una condanna maggiore lasciarla in vita… Privandola dell’amante e del rispetto degli abitanti della piccola cittadina.
Era stato in quei giorni che Clotilde aveva sviluppato il suo macabro interesse verso i manifesti che sentenziavano i lutti in città.
Ne lesse molti per l’avvocato, particolarmente accurati, e quasi nessuno per Risticci.
Ma il particolare più mostruoso non voleva proprio recuperarlo. La sua volontà cercava di tenerlo tumulato nelle spelonche della sua coscienza.
Eppure ritornò alla luce… Nella gelida luce di quel giorno si ripresentò alla sua memoria, dopo quasi mezzo secolo, l’intricata storia…
Le voci sulla signora Risticci erano state diffuse con sagacia dalla stessa Clotilde.
Era lei ad avere una relazione con l’avvocato ma anche con un giovane Margiafossi, quel che divenne poi il suo oculista. Non poteva rischiare una nomea di ‘poco-di-buono’ e perciò dirottò le attenzioni delle malelingue sulla sventurata signora Risticci. Il resto lo si lesse sulle pagine di cronaca nera.
Faceva male ricordare. Indolenziva l’anima.
Senza quasi accorgersene, si trovò davanti alla bacheca nei pressi della chiesa di Sant’Eustorgio. Un manifesto con una cornice leggera e graziosa era appeso al centro.
Le scritte erano sfocate. Forse Margiafossi aveva proprio ragione… Avrebbe dovuto mettere gli occhiali.
Sorrise fra sé ma si accorse che le nubi dei ricordi appena evocati non si erano per nulla diradate.
Fece un passo indietro e le scritte divennero più nitide.
‘… con grandissimo dolore ne dà l’annuncio il Dottor Margiafossi…’
Ma chi era morto? Doveva assolutamente porgere le condoglianze al suo vecchio amico!
Lo sguardo balzò sulle prime righe e lesse l’annuncio nella sua interezza:

Si è spenta all’età di 79 anni
Clotilde de Rossi
con grandissimo dolore ne dà l’annuncio il Dottor Margiafossi
I funerali si terranno nella chiesa di Sant’Eustorgio giovedì 22 aprile alle ore 15,00

In quel preciso momento rammentò la caduta nel bagno di casa avvenuta qualche giorno prima e si accorse che tutte le azioni compiute quel giorno erano residui impressi nella coscienza dalla sua passata fisicità.
E poi, una sensazione di terrore la colse. Per quanto tempo sarebbe rimasta ad espiare la sua orrenda colpa in quel limbo terreno?


Racconto tratto da ‘Di Corvi e di Ombre’ di Gabriele Luzzini
Torna in alto Andare in basso
http://www.sogliaoscura.org
Monica Porta
Top
Top
Monica Porta

Numero di messaggi : 1069
Data d'iscrizione : 26.06.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime8/7/2019, 16:01

Un racconto che mozza il fiato, letteralmente!   Smile
La storia rocambolesca  tesse la trama che imprigiona il lettore fino alla fine e trascina Clotilde al baratro, senza possibilità di redenzione. L’efferatezza umana spesso supera la paura della dannazione eterna.
La chiusa sorprende e la minuziosa descrizione della protagonista amplifica i suoi difetti fino ad assordare, ascoltando il suo urlo senza voce.
Nonostante resti viva l’attenzione sui fatti, nel finale intravedo anche l’apertura al mondo. Un luogo di certo imperfetto, quindi umano e perciò capace di comportamenti riprovevoli.
Davvero bravo!
Torna in alto Andare in basso
Daniela Micheli
Admin
Admin
Daniela Micheli

Numero di messaggi : 14693
Data d'iscrizione : 04.01.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime8/7/2019, 18:42

"Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio"
Prendo De Andrè a descrivere la signora Clotilde e i suoi pettegolezzi. Beh, non so per quanto tempo resterà a espiare le sue colpe ma, se posso, mi viene da dire ben le sta.
Mi piace la tua storia, questo finale inaspettato che immediatamente mi porta a riflessioni molto più serie che facete e all'eterno interrogativo al quale, ancora, non siamo riusciti a dare una risposta: che c'è dopo la morte? Cosa succede?
Narrazione sciolta che scorre via e ti dà a ogni rigo la voglia di sapere cosa succede dopo.
Molto molto piacevole lettura :-)
Bravo!
Machetelodicoafà?

_________________
Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.[Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法]
Torna in alto Andare in basso
Divagazioni laterali
Star
Star
Divagazioni laterali

Numero di messaggi : 1493
Data d'iscrizione : 21.09.09

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime22/7/2019, 15:44

Il dottor Margiafossi ne è rimasto sempre innamorato o innamorato del ricordo? o il manifesto è un attro di pietà? come potrebbe continuare questa storia, che ripropone i propri peccati come in uno specchio?
Racconto inquietante, anche io leggo i manifesti, perchè conosco molti nomi, molte famiglie, molte storie personali, molte solitudini. Un poco come un Spoon River.
Torna in alto Andare in basso
Marco Naldi
Top
Top
Marco Naldi

Numero di messaggi : 369
Data d'iscrizione : 06.01.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime23/7/2019, 06:41

Ottimo ed intrigante.
Al pensiero del "dopo" ci siamo arrivati tutti, prima o poi, senza mai riuscire a sbrogliare la matassa.
Questa potrebbe essere una ipotesi plausibile.
Chissà se la Clotilde ancora vaga suoi luoghi della sua vita terrena o ha trovato la pace eterna...

Letto all'alba con pochi neuroni a regime mi ha comunque acchiappato come i primi e corti racconti  di Stephen King o Joe Lansdale.

Buona giornata.
Torna in alto Andare in basso
Giampiero Pieri
Star
Star
Giampiero Pieri

Numero di messaggi : 2329
Data d'iscrizione : 20.01.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime24/7/2019, 16:44

C'è un punto, quando parli di ricordi che ostinati riemergono a mettere la coscienza con le spalle al muro, che per qualche istante ti fa sospettare di essere davanti allo specchio. Bello e piacevole.
Torna in alto Andare in basso
sogliaoscura
Top
Top
sogliaoscura

Numero di messaggi : 233
Data d'iscrizione : 26.06.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime24/7/2019, 20:04

Monica Porta ha scritto:
Un racconto che mozza il fiato, letteralmente!   Smile
La storia rocambolesca  tesse la trama che imprigiona il lettore fino alla fine e trascina Clotilde al baratro, senza possibilità di redenzione. L’efferatezza umana spesso supera la paura della dannazione eterna.
La chiusa sorprende e la minuziosa descrizione della protagonista amplifica i suoi difetti fino ad assordare, ascoltando il suo urlo senza voce.
Nonostante resti viva l’attenzione sui fatti, nel finale intravedo anche l’apertura al mondo. Un luogo di certo imperfetto, quindi umano e perciò capace di comportamenti riprovevoli.
Davvero bravo!

Scomodando Nietzsche, 'Umano, troppo umano'. E' anche la nostra fallibilità che concorre a renderci unici. Ti ringrazio per lo splendido commento.
Torna in alto Andare in basso
http://www.sogliaoscura.org
sogliaoscura
Top
Top
sogliaoscura

Numero di messaggi : 233
Data d'iscrizione : 26.06.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime24/7/2019, 20:06

Daniela Micheli ha scritto:
"Si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio"
Prendo De Andrè a descrivere la signora Clotilde e i suoi pettegolezzi. Beh, non so per quanto tempo resterà a espiare le sue colpe ma, se posso, mi viene da dire ben le sta.
Mi piace la tua storia, questo finale inaspettato che immediatamente mi porta a riflessioni molto più serie che facete e all'eterno interrogativo al quale, ancora, non siamo riusciti a dare una risposta: che c'è dopo la morte? Cosa succede?
Narrazione sciolta che scorre via e ti dà a ogni rigo la voglia di sapere cosa succede dopo.
Molto molto piacevole lettura :-)
Bravo!
Machetelodicoafà?

Infine, è il vero mistero che permea l'Esistenza. Ogni domanda, inevitabilmente, ci conduce lì.
Lusingato che ti sia piaciuto. Grazie!


Ultima modifica di sogliaoscura il 24/7/2019, 20:19, modificato 1 volta
Torna in alto Andare in basso
http://www.sogliaoscura.org
sogliaoscura
Top
Top
sogliaoscura

Numero di messaggi : 233
Data d'iscrizione : 26.06.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime24/7/2019, 20:11

Divagazioni laterali ha scritto:
Il dottor Margiafossi ne è rimasto sempre innamorato o innamorato del ricordo? o il manifesto è un attro di pietà? come potrebbe continuare questa storia, che ripropone i propri peccati come in uno specchio?
Racconto inquietante, anche io leggo i manifesti, perchè conosco molti nomi, molte famiglie, molte storie personali, molte solitudini. Un poco come un Spoon River.  

Credo che la Consapevolezza sia l'unica possibilità d'uscita da un loop infinito. Talvolta seppelliamo sfaccettature di noi che non vorremmo affrontare ma poi si ripropongono sempre.
Ti ringrazio per l'attenta lettura.

P.S.: la metà di un racconto la scrive il lettore… Secondo te Margiafossi era ancora innamorato oppure si lasciava blandire dai ricordi?


Ultima modifica di sogliaoscura il 24/7/2019, 20:20, modificato 1 volta
Torna in alto Andare in basso
http://www.sogliaoscura.org
sogliaoscura
Top
Top
sogliaoscura

Numero di messaggi : 233
Data d'iscrizione : 26.06.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime24/7/2019, 20:14

Marco Naldi ha scritto:
Ottimo ed intrigante.
Al pensiero del "dopo" ci siamo arrivati tutti, prima o poi, senza mai riuscire a sbrogliare la matassa.
Questa potrebbe essere una ipotesi plausibile.
Chissà se la Clotilde ancora vaga suoi luoghi della sua vita terrena o ha trovato la pace eterna...

Letto all'alba con pochi neuroni a regime mi ha comunque acchiappato come i primi e corti racconti  di Stephen King o Joe Lansdale.

Buona giornata.

Ti ringrazio per il commento e lieto che il racconto ti sia piaciuto, Marco.
Penso che una risposta univoca non ci possa essere sul 'Dopo'. Non ci resta che fare del nostro meglio, senza troppi strascichi in sospeso nella vita terrena.
Torna in alto Andare in basso
http://www.sogliaoscura.org
sogliaoscura
Top
Top
sogliaoscura

Numero di messaggi : 233
Data d'iscrizione : 26.06.08

Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime24/7/2019, 20:16

Giampiero Pieri ha scritto:
C'è un punto, quando parli di ricordi che ostinati riemergono a mettere la coscienza con le spalle al muro, che per qualche istante ti fa sospettare di essere davanti allo specchio. Bello e piacevole.

Ci sono specchi che talvolta restituiscono immagini deformate. Spetta a noi 'raddrizzarle' per riconoscerci nuovamente.
Ti ringrazio, Giampiero, per aver letto il racconto.
Torna in alto Andare in basso
http://www.sogliaoscura.org
Contenuto sponsorizzato




Una bizzarra abitudine Empty
MessaggioTitolo: Re: Una bizzarra abitudine   Una bizzarra abitudine Icon_minitime

Torna in alto Andare in basso
 
Una bizzarra abitudine
Torna in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
 :: Prosa e Poesia :: Prosa-
Vai verso: