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 THEMIS

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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: THEMIS   THEMIS Icon_minitime14/7/2019, 21:24

L’abitacolo era illuminato solamente dalla luce verde del monitor.
Alberto dormiva in cuccetta, Elena sostava davanti ai led luminosi del computer di bordo, persa a osservare oltre lo spesso vetrocemento della cabina di pilotaggio e stupita della sensazione di staticità del viaggiare a velocità stratosferica.
Si sentiva un piccolo punto in mezzo a tutto lo spazio che, immenso e buio, avvolgeva il viaggio silenzioso della navicella, spezzato solamente da qualche puntino luminoso delle stelle lontane.
Era stanca, sfinita e si sentiva sporca, con una gran voglia di farsi una doccia, di levarsi finalmente di dosso la spessa tuta di neoprene che tratteneva il calore, ma anche gli odori acri del suo corpo.
Stavano viaggiando da quaranta giorni; secondo quanto stabilito dal piano di volo, sarebbero dovuti atterrare nel giro di poche ore.
Alberto si scosse alla voce metallica che uscì dal pannello degli strumenti di bordo per annunciare le coordinate d’atterraggio da inserire nel computer.
Finalmente erano quasi arrivati!
Alberto le si avvicinò davanti al pannello di controllo, pronto a prendere la postazione e eseguire i comandi della base.
Elena si accasciò sulla poltrona e chiuse gli occhi.

Fu un lampo, accecante, che illuminò a giorno la notte di luglio. Un calore insopportabile si sparse nell'aria, facendo vibrare le fronde degli alberi che, immediatamente, caddero a terra lasciando solamente braccia secche rivolte all'alto.
Gli uccelli notturni smisero i loro gridi nella notte e restò solamente il silenzio; un silenzio opprimente che avvolse la montagna per poi scendere, come una cappa di morte, fino alle luci della città che si spensero tremolanti, lasciando solamente un cielo limpido e puntinato di mille piccole luci che, beffarde, osservavano in silenzio quello che stava accadendo laggiù, in basso.
I segnali c'erano stati, da decenni i potenti della terra erano stati allertati su quello che poteva succedere; dopo lo scioglimento dei grandi ghiacciai, la temperatura si era alzata progressivamente, non esistevano più le stagioni che da millenni avevano scandito il tempo e gli inverni arrivavano con tutta la devastazione del gelo che si spingeva fino agli altopiani dei deserti africani, regalando ai pochi che erano sopravvissuti il privilegio di raccontare della sabbia cristallizzata in ghiaccio.
Le estati erano roventi, gli stati avevano dichiarato lo stato di emergenza e stravolto gli orari lavorativi: si lavorava solamente di notte perché farlo di giorno comportava cadaveri disseminati per le strade, completamente disidratati, che si seccavano in poche ore sotto un sole dalle sfumature sempre più rossastre, lingue di fuoco che ustionavano e non lasciavano scampo.
Diverse specie di animali erano estinti, quelli che restavano iniziavano a presentare delle mutazioni di adattamento inquietanti.
La flora non cresceva più, tutto era desertificato e morto: la pioggia era un ricordo nei racconti degli anziani, i giovani conoscevano solamente il cadere dal cielo di grossi chicchi ghiacciati che radevano al suolo ogni timido tentativo di germoglio.
Terremoti scuotevano le viscere della terra, distruggendo intere città e uccidendo popolazioni intere: era a rischio l'intera razza umana.
A Ginevra fu presa la decisione: lasciare la terra, imbarcare su grandi navi trasporto tutti gli abitanti del globo e trasferirsi su Themis, l'unico pianeta che gli esploratori spaziali avevano definito morfologicamente simile all'emisfero terrestre.
Furono costruite delle grandissime astronavi, capaci di evacuare intere città; vennero addestrati i piloti e iniziò l'esodo.
Elena venne richiamata da una missione su Marte, Alberto era invece di stanza su Venere.
A loro fu affidato il compito di pilotare l'astronave Exodus.

Si svegliò di colpo alla voce di Alberto che la chiamava al quadro di controllo.
“Ci siamo, tra dieci minuti saremo su Themis. Finalmente siamo arrivati” disse con tono rassicurante prendendole la mano.
Elena pensò alle donne, agli uomini, ai bambini, agli animali al piano di sotto, era euforica e accese l'altoparlante per dare a tutti la buona notizia. Era bastato l'annuncio di Alberto per farle dimenticare in un momento la stanchezza e farle ritrovare l'energia, l'entusiasmo per la nuova vita che, tra poco, avrebbero finalmente avuto dopo anni e anni di lento spegnimento.
Pensava agli occhioni di Salvo, il piccolo orfano che si intrufolava sempre dove non doveva e che Elena aveva deciso sarebbe stato con lei, una volta atterrati nel nuovo mondo.
Pensava a Giulia, sempre col suo gatto spelacchiato in grembo, due occhi sempre spalancati sul terrore che aveva vissuto sulla pelle e che la faceva sussultare a ogni minima scossa dell'astronave.
Pensava a Ermete, morto dentro come i sei figli che aveva visto bruciare  sotto il sole, uno dietro l'altro.

Smise di pensare al sibilare sempre più forte che si avvicinava nell'oscurità.

Nessuno delle trecentomila persone a bordo ebbe il tempo di pensare che stava morendo sotto il razzo che colpì in pieno la plancia dell'Exodus, lanciato da chi proteggeva i confini di Themis.

Solo le stelle continuavano a brillare tra le schegge di acciaio e titanio e brandelli di carne che divennero pulviscolo eterno dell'universo.



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MessaggioTitolo: Re: THEMIS   THEMIS Icon_minitime15/7/2019, 11:50

Sognare un nuovo mondo ...
Ritrovo una Daniela diversa ma con una scrittura sempre piacevole e fluida.
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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: THEMIS   THEMIS Icon_minitime15/7/2019, 12:39

Naaaa, sono sempre io. È che il tuo Aiku e Daniel mi hanno fatto venire in mente Coloni, il mio primo brano del primo round 2008.

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MessaggioTitolo: Re: THEMIS   THEMIS Icon_minitime15/7/2019, 16:33

attualissima storia, poco ci manca che finiamo arrostiti (come per il tempo di ieri) o annegati ( come per il tempo di oggi). Colpa nostra. Spero che in futuro la saggezza non permetterà di andare a guastare altri mondi.
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MessaggioTitolo: Re: THEMIS   THEMIS Icon_minitime

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