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 RICORDARE

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Nuccio Pepe
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Nuccio Pepe

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MessaggioTitolo: RICORDARE   RICORDARE Icon_minitime31/7/2019, 16:01


Sorride.
Ma capisce che è solo l’intenzione di un sorriso. I muscoli della faccia restano quasi immobili.
Parla.
Ma anche in questo caso resta un pensiero nella sua mente, neanche una parola esce dalla bocca inaridita. Forse un rauco suono.
Socchiude gli occhi, ma forse sono sempre socchiusi.
Tutte le sue percezioni del mondo intorno sono alterate, solo il pensiero gli resta lucido.
“ Perché io ? Ma cosa mi è successo ? ”
La luce perennemente accesa gli procura un leggero fastidio.
“ Se non la spengono almeno un po’ come faccio a capire se è vera quella storia della luce in fondo al tunnel ? Così non vale ! La luce c’è sempre ! “
Chissà se gli altri capiscono che ci sono ancora, si interroga, chissà se sentono il ticchettio della mia mente, dei miei pensieri, se oltre a succhiarmi sangue, darmi ossigeno, somministrare morfina, pulirmi il culo, si chiedono cosa sto pensando, cosa vedono i miei occhi fissi a guardare avanti.
Una cosa non riesce a fermare: il flusso dei ricordi che gli passano davanti.
I volti che arrivano all’improvviso, le situazioni vissute, a volte il ricordo diventa sogno. Il vissuto diventa fantasia, gli stessi personaggi ma la storia prende una svolta imprevista o meglio la svolta da lui preferita.
Sensazioni, colori, odori.
Tutto arriva all’improvviso e poi svanisce.
Il rombo soffuso dei motori di un aereo, le nuvole, quel lago laggiù …
L’odore dei fiori marci per le strade vecchie di Delhi.
La visione delle felci nelle vallate scozzesi.
Campo dei Fiori a Roma, le voci dei venditori, l’odore delle spezie che si confonde con quello della porchetta arrosto.
Non riesce a dare un ordine a questa valanga di ricordi.
Ora arriva il volto della donna della sua vita, il tempo di fissarla negli occhi e svanisce per dare il posto ad un lampo di luce.
E’ arrivata ?
No. No non è Lei, è solo il dolore che arriva improvviso, forse ha fatto una smorfia.
Si sente ondeggiare, cullato, ora ha la sensazione di cadere fluttuando nel nulla.
La dose di morfina ha fatto effetto.
“ Appena finisce tutto voglio fare una grande festa, cercherò di rintracciare tutte le persone che sono state importanti nella mia vita, tutte quelle che ricorderò …”
Per quanto si sforzi non riesce ad essere lui a scegliere i ricordi.
Ecco ora è arrivata quella ragazza conosciuta in un bar di Firenze.
Passa quello strano personaggio che diede a lui e al suo amico un passaggio attraverso la Svizzera, è sempre stato convinto fosse un trafficante d’armi o una spia.
Si gode il sole disteso davanti al mare che nel suo moto perpetuo sembra volergli solleticare i piedi.
I piedi !
“ Chissà se li ho ancora “ pensa stupendosi.
Ricordi.
Mani.
Le mani sono sempre state importanti, le mani di suo padre e di sua madre. Mani di donna che cercano frementi. Le mani del suo amore che si intrecciarono subito con le sue la prima volta che si rividero, si sfioravano, stringevano, si lasciavano per poi intrecciarsi ancora.
Le sue pallide mani che di un altro già sono.
Occhi.
Occhi maliziosi, pieni di pianto, sorridenti, sereni, bugiardi.
Occhi che ti guardano dentro, che ti sfiorano e poi ti penetrano.
Occhi d’azzurro che sanno di cielo, che sussurrano di arcobaleni, che rivelano voglia.
Pelle.
Odore di pelle, l’odore di una donna anzi il profumo della sua pelle, sfiorare i seni della sua donna, ora sì che vorrebbe farlo !
I profumi.
Nell’aria, nel ricordo, il profumo di un bambino, quello di una ragazza inondata di patchuli, quello dei fiori, dell’erba appena tagliata, del grano sull’aia.
Ricordi che non arrivano. Un’attesa vana, sono spariti, puff … dissolti.
Non è stata una sua scelta, semplicemente se ne sono andati, alcuni velocemente, altri lentamente quasi in punta di piedi.
La luce! Gli gira la testa, ha la sensazione di cadere, vorrebbe aggrapparsi a qualcosa, vorrebbe aggrapparsi alla vita.
Un groppo alla gola, un conato di vomito, ma anche questo avviene nella sua mente, solamente nella sua mente. Sì certo, avere ancora tempo, come era quella bellissima frase che lo aveva affascinato…? Ah ecco….
” ...fare un altro giro di giostra, avere concesso il tempo per un altro giro di giostra...”
Avere ancora tempo per ricordare, per fare una scelta tra i ricordi preziosi, da conservare per sempre e quelli da lasciare andare via insieme agli altri già dispersi, o semplicemente di non scegliere.
Un albero, un tramonto.
Chi avrebbe mai immaginato che sarebbero entrati, prepotentemente, nei suoi ricordi, senza essere richiesti, senza permesso.
Oggetti strani, cose comuni, libri, dischi, un ritornello che fischiettava da ragazzo, tutto arriva, attraversa la sua mente, va via, a volte ritorna qualcosa.
I volti, degli amici, degli amori, dei familiari appaiono e scompaiono quasi come in un gioco.
Le nostre memorie o ricordi sono intermittenti e a tratti si smarriscono perché così appunto è la vita.
Chi di noi ha sempre e solo avuto certezze?
Chi non si è mai fermato, per una volta, a pensare se ciò che stava facendo era giusto?
E’ giusto non dirlo ? E’ giusto far pensare, suscitare emozioni incompiute ?
Il nostro è il racconto di una trama sospesa in un dubbio, in un’incertezza, un tentativo mai portato a compimento.
Il perché ? Non saprei.
Lei.
Il suo bacio questa volta si ferma sulle mie labbra.
Ci guardiamo intensamente, il tempo sembra quasi fermarsi, le voci intorno a noi sembrano provenire ovattate da un altro luogo, le figure sbiadiscono all’improvviso.
Sì ne sono innamorato, ma è un amore pensato, non confessato …
Scrive Neruda che l’intermittenza del sonno ci permette di sostenere i giorni di lavoro. Neruda…era stato il suo poeta preferito in gioventù, il modo di descrivere le donne e l’amore nei suoi versi lo aveva affascinato,
“...potrebbero recitarmi dei suoi poemi, questa sì che sarebbe una buona terapia”.
Vede un volto deformato chino su di lui, si sente toccare, probabilmente è l’infermiere di turno che sta cambiando la flebo o gli sta iniettando ancora una dose di un farmaco stupendo, sì deve essere così….arrivano immagini, un altro sogno, forse un altro ricordo.
Stava in piedi, le mani in tasca, a pochi metri dalla battigia.
Guardava davanti a sé e seguiva il movimento ritmico e continuo delle onde.
Il loro variare di ampiezza in relazione alle piccole folate di vento che ogni tanto si facevano più forti, lo scuoteva da quello stato di apparente assenza. Il rumore  provocato dal rotolamento dei piccoli sassi, di cui era composta in maggioranza la spiaggia, sospinti dall’acqua, lo rilassava.
Pensava a qualcosa, ma non era un pensiero che lo turbava, anzi.
Rifletteva, ricordava, sognava. Il mare come suo unico compagno a condividere il gioco dei pensieri.
Un’ombra si frappose fra lui e il suo compagno, un’ombra che pian piano si allungava e prendeva contorni più definiti.
Guardò in controluce il profilo della testa, lunghe ombre  si scuotevano ad assecondare il soffio del vento.
Ruotò il capo per riuscire ad inquadrare meglio e la vide.
La maglietta bianca disegnava un seno perfetto, i capezzoli sembravano quasi prorompere e il suo sguardo lo avvolse facendolo fremere ancor più del vento che ora gli sembrava quasi freddo. Si sentiva osservato. No, non osservato, poteva dire con certezza di sentirsi avvolto come se le braccia della donna lo avessero attratto in un abbraccio di voluttà.
Lei lo guardava diritto negli occhi.
Il gioco di sguardi diventava sempre più intenso. Gli occhi di lei, azzurri come il mare di fronte, lo stordivano lo facevano sprofondare in un senso di beatitudine improvvisa. Vedeva il cielo confondersi con il mare prima e con l’azzurro dei suoi occhi……
I capelli ! Coprivano a tratti, quasi con dispetto, quegli occhi che rivelavano una voglia improvvisa. Biondi, lisci come seta d’oriente, lunghi e mossi dal vento, leggermente bagnati dagli schizzi delle onde sempre più vicine e fragorose.
Le goccioline d’acqua sospese nell’aria tratteggiavano un leggero arcobaleno che appariva e svaniva con il flusso del mare
La dolcezza infinita del viso della donna gli provocava un senso di stupore e di commozione.
Non vedeva più il mare, non sentiva più il rumore delle onde, non c’era più il timido arcobaleno.
Solo lei.
Si fece prendere le mani trattenendo il respiro. Sentiva il calore del corpo attraverso la maglietta.
Era questo il ricordo che stava comunicando al suo compagno di silenzi, al suo amico di sempre. Era questo il ricordo che, ora che lei non c’era più, voleva condividere con colui che aveva già visto tutto.
Lavorare, dormire, cosa sta facendo ora ? Può semplicemente osservare, osservare i ricordi che decidono di apparirgli davanti a loro capriccio, ricordandogli cosa ha fatto, cosa non ha fatto, cosa avrebbe potuto fare.
Rimorsi ? Rimpianti  ? Sicuramente.
Forse più rimorsi, e nella sua mente con un sorriso ripensa alla frase detta in quel film del suo amato Woody Allen “ meglio avere dei rimorsi che dei rimpianti per qualcosa che si è fatto o non fatto”.
Ma anche una chiara visione di esserci stato, di avere lasciato un segno.
Dei versi di una canzone  gli ritornano stranamente chiari, quasi la stesse ascoltando in quel preciso momento, ancora un ricordo :
“ Non mi svegliate, ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno
sia tranquillo da bambino
sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perché volete disturbarmi
se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote
trascinato dai cavalli del Maestrale,
del Maestrale, in volo …
…Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno
c’è ancora tempo per il giorno
quando gli occhi si imbevono di pianto,
i miei occhi,
di pianto … “ *
Ancora un lampo di luce.

* Banco del Mutuo Soccorso – Non mi svegliate
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MessaggioTitolo: Re: RICORDARE   RICORDARE Icon_minitime31/7/2019, 16:02

Come in tutti i miei racconti ...mix di realtà e fantasia, esperienze vissute e sogni
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MessaggioTitolo: Re: RICORDARE   RICORDARE Icon_minitime1/8/2019, 14:37

credo che ad un certo punto accada proprio così, camminiamo sulla lama di un rasoio come tra un passato in briciole e un futuro inesistente. Abbiamo scelta?
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MessaggioTitolo: Re: RICORDARE   RICORDARE Icon_minitime7/8/2019, 15:29

Anche quando la vita è in sospeso non riesce a stare lontana dal proprio passato...
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Stefania Albani
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MessaggioTitolo: Re: RICORDARE   RICORDARE Icon_minitime7/8/2019, 15:29

Anche quando la vita è in sospeso non riesce a stare lontana dal proprio passato...
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MessaggioTitolo: Re: RICORDARE   RICORDARE Icon_minitime8/8/2019, 11:46

Siamo quello che siamo stati, cara Stefania
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