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 LA SVEGLIA DI ARTEMISIA

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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: LA SVEGLIA DI ARTEMISIA   LA SVEGLIA DI ARTEMISIA Icon_minitime13/10/2019, 18:07

Artemisia non si svegliò a mezzanotte perché la sveglia non emise alcun trillo all’ora dovuta.
Fu il primo segnale, quel maledetto oggetto digitale che non l'avvisò che era arrivata l'ora di lasciare il letto per andare al lavoro: lei era laureata in medicina non in ingegneria, mai avrebbe pensato che per puntare una stramaledetta sveglia elettronica avrebbe dovuto attingere a informazioni a lei del tutto sconosciute.
Arrivò dunque a prendere l’auto in garage con venti minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata.
Davanti al basculante, restava abbandonalo lo scooter del turbolento ragazzino del secondo piano. Artemisia dovette appoggiare a terra la borsa per liberare l’uscita.
Era pesantissimo, quel pezzo di ferro su due ruote con il manubrio frenato, fece una gran fatica a trascinarlo al di là del perimetro salvifico del portone.
Immediatamente sentì un umidiccio nascere all'attaccatura dei capelli e imprecò, tra sé e sé, pensando che la lisciatura a piastra del giorno prima sarebbe andata a farsi fottere.
E quello fu il secondo segnale.
Una volta salita in auto e girata la chiave, la spia del carburante iniziò ad urlare la sua fame.
“Strano – pensò, – mi pareva di aver fatto rifornimento ieri mattina”.
Valutò che doveva assolutamente fermarsi al distributore automatico o arrivare in ospedale sarebbe stato un giro di roulette russa. Asciugandosi il sudore, tirò un sospiro di rassegnazione e uscì dagli interrati del palazzo.
Una volta in strada prese la direzione opposta a quella che l’avrebbe portata in tangenziale, diretta al distributore in cima al viale che sapeva essere aperto ventiquattro ore su ventiquattro.
In strada non c’era stranamente nessuno, i clamori della festa s'erano placati o, più credibilmente, si erano rinchiusi dentro un qualche locale a fare l'alba.
Artemisia scese dall’auto e fece per infilare il bancomat nel self service. Una odiosa voce metallica la informò che il servizio era temporaneamente sospeso; frugò nel portafoglio alla ricerca di una banconota da dieci euro, sarebbero più che sufficienti per garantire l’andata ritorno.
Il portafoglio sputava solo pesanti monetine e un centone.
E quello fu il terzo segnale.
Decisa a non lasciarsi travolgere dalla furia, scelse di rischiare: in ospedale avrebbe chiesto in portineria di cambiare la banconota in tagli più piccoli e avrebbe fatto rifornimento durante il rientro a casa.
“Ragazza, - si disse parlando a se stessa, - non hai altre alternative. Puoi però sempre farti la strada a piedi”.
Mise in moto e, tenendo il motore al minimo, fece retromarcia e si immise nella tangenziale. Ringraziando il cielo era pressoché deserta e poteva quindi mantenere la bassa velocità senza rischiare epiteti da parte di automobilisti frettolosi.
Parcheggiò nello spazio riservato ai medici e si accinse a entrare per iniziare il suo turno.
Strisciò il badge nel marcatempo e si rese conto che il ritardo accumulato era ben quaranta minuti.
Mentre varcava la porta elettrica, sentì immediatamente il tipico brontolio da fame che la colpiva sempre intorno a quell’ora.
Lì era pure accentuato dall’odore che proveniva dal pronto soccorso.
Artemisia si mise il camice e si diresse immediatamente in sala medici a prendere le consegne dal collega uscente; la stava aspettando con aria infastidita ma anche ansiosa, non era mai successo, in tanti anni che lavoravano fianco a fianco, che Artemisia arrivasse così in ritardo.
Le passò le cartelle degli ultimi ricoverati, spiegandole il tutto con già una mano sulla maniglia e l’altra che infilava la giacca.
Artemisia si diresse alla guardiola degli infermieri, cercando di ignorare il brontolio del suo stomaco che si faceva sempre più intenso.
La guardiola era vuota.
E quello fu il quarto segnale.
Svoltò nel corridoio delle degenze: nessuna voce, tutto era tranquillo, ma di infermieri nemmeno l’ombra.
E lei aveva fame, doveva assolutamente mangiare qualche cosa.
Il cicalino dentro la tasca vibrò arrogante: la cercavano al pronto soccorso.
Artemisia sospirò infastidita ma doveva scendere.
Le spiegarono velocemente la situazione mentre osservava il paziente sulla barella, una massa informe di sangue e carne maciullata.
La lasciarono sola; si avvicinò alla sagoma distesa che respirava a fatica: era un bel giovane, sui trentacinque anni, indossava un giubbotto di pelle nera da motociclista sopra jeans tutti sporchi e insanguinati.
Non ce l'avrebbe fatta, la sua esperienza le diceva che il ragazzo non avrebbe avuto una seconda festa di Halloween.
Artemisia lo osservò ancora tentando di ignorare i brontolii del suo stomaco, sempre più insistenti e persino dolorosi.
Arrivò un’infermiera a porgerle le analisi del sangue.
“Pare che uscisse dal distributore dopo aver fatto benzina, un camion lo ha falciato. Così ci hanno raccontato i suoi amici che hanno chiamato l'ambulanza, sono quel gruppetto là fuori, vestiti da zucche. Solo che c'è un problema, dottoressa: il ragazzo ha il gruppo 0 Rh negativo, dobbiamo fare arrivare il plasma dal policlinico perché qua lo abbiamo finito”.
Artemisia girò le spalle perché l’infermiera non vedesse i suoi occhi luccicanti mentre si passava la lingua sulle labbra aride: quella sera avrebbe avuto un banchetto coi fiocchi, un gruppo 0 negativo non era da tutti i giorni trovarlo.
Pensò che tutti i segnali che aveva ricevuto da quando quella maledetta sveglia non era suonata volevano solo comunicarle che, se avesse atteso, sarebbe stata ricompensata e avrebbe finalmente placato la sua fame, e in che modo poi!
Poi lei, tra dolcetti e scherzetti, aveva sempre preferito il giorno di Ognissanti, quando i vivi incontrano i morti: a lei, per una volta, sarebbe spettato l'onere, ma anche l'onore, di trapassare quel giovane da un mondo all'altro.
Artemisia dimenticò di non essersi svegliata a mezzanotte mentre affondava i canini nella giugulare del giovane privo di sensi.




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Marisa Amadio
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MessaggioTitolo: Re: LA SVEGLIA DI ARTEMISIA   LA SVEGLIA DI ARTEMISIA Icon_minitime15/10/2019, 22:05

Metto un segnalibro e ripasso... sto crollando dal sonno  Sleep Sleep
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Marisa Amadio
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MessaggioTitolo: Re: LA SVEGLIA DI ARTEMISIA   LA SVEGLIA DI ARTEMISIA Icon_minitime18/10/2019, 17:46

Una storia per Halloween!!! D'ora in poi guarderò i medici del turno di notte con sospetto Twisted Evil
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Divagazioni laterali
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MessaggioTitolo: Re: LA SVEGLIA DI ARTEMISIA   LA SVEGLIA DI ARTEMISIA Icon_minitime27/10/2019, 09:07

al primo che mi suona per dolcetti scherzetti...una legnata nei denti, non si sa mai. LA SVEGLIA DI ARTEMISIA 476289



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Emma Bricola
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MessaggioTitolo: Re: LA SVEGLIA DI ARTEMISIA   LA SVEGLIA DI ARTEMISIA Icon_minitime20/11/2019, 18:02

Miiii 😱
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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: LA SVEGLIA DI ARTEMISIA   LA SVEGLIA DI ARTEMISIA Icon_minitimeIeri alle 17:10

Eheheh... mi immagino la sua lingua, terminata la colazione, a ripulire le rimasuglie all'angolo della bocca
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