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 ILLUSIONE - LIESMA

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liesma
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MessaggioTitolo: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime12/8/2008, 22:32

Questa prima parte è il riepilogo di circa quattro anni. Non tenevo un diario, allora. Vorrei averlo fatto.
Posto che mi capita talvolta di pensare, raramente, non ho ancora perso la capacità di stupirmi delle associazioni di idee che scaturiscono da un nonnulla.
Forse per questo rimpiango l’assenza di un diario anche se in fondo nulla di più banale e inutile di uno zibaldone infarcito delle mie elucubrazioni mentali.
Di nessun interesse se non traccia di un percorso fatto di sperimentazione e operatività mentale attraverso il quale si perviene, auspico, ad un risultato o, meglio, ad una teoria del tuo ragionare.
Azzardo, ma azzardo veramente, che questo sia il nocciolo della incomunicabilità dei tuoi processi logici, quasi un segreto raggiunto, un percorso personale e intimo di ciascuno di noi.
In fondo pensare ha una sorta di matrice universale, non comune credo, ma quanto meno similare: ho fame, quindi mi devo procurare del cibo, ho sete, devo avere dell’acqua, e così via dai bisogni primari a quelli più intimi e direttamente connessi alla coscienza dell’essere umano.
Qualcuno poi si interroga sul mistero della esistenza della vita, che alcuni perfezionano con percezioni intellettive diverse, quasi iniziatiche, si da elevarsi al di sopra delle comuni conoscenze.
Ma non è che al mattino ci si svegli, in generale, interrogandosi angosciosamente sul perché si esiste in quel preciso momento contingente.
Capita, magari frequentemente, altre volte sporadicamente se si è distratti, ad esempio, da una felicità carnale.
E se capita, l’uomo intelligente, ben conscio della fallacità della memoria, grato di questi sprazzi di genialità nel corso della sua quotidianità, dovrebbe ricorrere alla puntuazione del suo ragionare.
Leonardo, Newton, Keines tenevano un diario, soggetti geniali che incutono timore a me che geniale non sono.
Per questo il rimpianto del non averlo fatto in un ciclo di quattro anni, tanti quanti ne passano tra un anno bisestile ed un altro, quattro anni appunto, e quest’anno è bisestile.
Non mi importa se razionalmente so che è convenzione, che una altra parte del mondo calcola il passare dei giorni in un modo diverso, la puntuazione che mi manca è la precisa cronaca dei quattro anni che sono passati, in fondo un ciclo di vita, un modo per scandire il tempo.
Di certo in questo frangente di tempo ho appreso che ..buoni si è in un solo modo, in vari modi malvagi…
Come sempre mi rifugio in Aristotile per constatare l’ennesima volta che nulla di nuovo accade sotto il sole.
Di conseguenza solo oggi posso dire che il vizio è regno della molteplicità e che si può compiere in molti modi, mentre il bene in un solo modo.
In fondo una retta con  ad un capo l’eccesso, all’altro il difetto e in mezzo un solo punto, la medietà, dove è situato il bene e per compierlo ci si deve collocare su quell’unico punto, mentre il male ha a disposizione l’intera infinita lunghezza della retta.
Una medietà rapportata a me, da rivolgere alle singole situazioni reali, determinata dalla ragione e come la determinerebbe un saggio.
Ma sono saggia? Ne dubito.
Se fossi saggia sarei felice, o quanto meno serena, ma il fatto che in una sera d’estate, mentre il mondo pare invaso dal desiderio di “sollazzo”, sia in un angolo su una tastiera di pc a pormi queste domande, mi fa rispondere, ponderatamente, che non sono né felice né serena, perché cerco oltre, dietro l’angolo.
All’uomo felice un’aporia è costituita dal fatto, contingente o meno, se abbia bisogno o meno di amici.
E’ detto comune che le persone felici sono autosufficienti ed essendo autosufficienti non abbisognano di amici, non necessitando di nulla in quanto l’amico è un altro se stesso e procura ciò che uno non è in grado di procurarsi da sé.
E’ assurdo, dopo aver attribuito ogni bene all’uomo felice, non dargli anche degli amici, ma la domanda è se si ha più bisogno di amici nelle situazioni felici o nelle sventure?
Ma se il buono non ha bisogno di amici, il malvagio che è attraversato da grandi contrasti interiori, provando da una parte dolore dall’altra piacere per le azioni commesse, è incapace di provare sentimenti amichevoli verso sé stesso, e quindi non ne prova neppure verso gli altri.
Non può quindi instaurare rapporti di amicizia.
Il buono non necessita di amici, il malvagio è incapace ad avere amici, ma allora dove mi situo?
Se avessi fatto una puntuazione del mio ragionare, probabilmente oggi sarei in grado non di comprendere, ma quanto meno di seguire a ritroso o se preferiamo in avanti il mio ragionamento.
E magari, ne dubito, comprenderei se ho una necessità di esplicito orientamento relazionale non tanto per motivi di utilità, quanto per poter realizzare ed estrinsecare le mie potenzialità.
Posso beatamente illudermi di aver conseguito l’eudaimonìa perché non vi è nulla di esterno che possa accrescere il mio piacere.
Ma dovrei illudermi, e questa è una cosa che non ho mai imparato
12 agosto 2008
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime14/8/2008, 13:56

C'è chi, a bordo piscina, legge Fabio Volo e chi legge Aristotele, no, tanto per...
Tu sai che io non so, e prima di articolare un commento a riflessioni scritte, che non siano pagine di prosa ma vere e proprie "pagine di diario", mai scritte sulla carta, ma profondamente incise in testa, devo leggere e documentarmi, per quella sorta di soggezione culturale che non mi vergogno ad ammettere di appartenermi e dalla quale difficilmente riuscirò a scrollarmi, è un mio limite. Credo anche che tu sappia che questo mio sentire, mi fa spesso innamorare delle persone... (sorrido)
Scopro che Aristotele è il filosofo dell'immanenza, concetto contrapposto alla trascendenza di cui ebbi a parlarne con qualcuno non sapendo che tali concetti si rifacevano a pensatori così profondi.
Ed imparo, dalle tue riflessioni, oltre che riflettere io stessa.
Dici che "il vizio è regno della molteplicità e che si può compiere in molti modi, mentre il bene in un solo modo."; ma è anche vero che ciò che per me è vizio, non lo è per te e viceversa.
Il bene poi... quel è il solo modo possibile con il quale esternarlo?
Io non lo so Loredana, avrei dovuto leggere di più per farmene una idea più precisa, essere meno egocentrica per comprendere maggiormente chi mi sta vicino.
Però una cosa la so per certa: che la saggezza non sempre porta alla felicità o alla serenità e il cercare oltre, andare dietro l'angolo in cerca continua di spigoli non è, al pari, sinonimo di serenità ma è semplicemente il voler imparare a vivere con se stessi, senza illusioni.
Il non chiedersi è piattezza, è uniformità.
Parli di amicizia, di buoni che non necessitano di amici e di malvagi che ne sono incapaci: dimentichi una cosa.
Dimentichi chi c'è dall'altra parte e come si pone e donarti la sua amicizia.
Ci sono svariati modi per farlo e non dipende dal beneficiario: dipende solo ed unicamente da come viene recepita, accolta e ricambiata.
Ricambiata, in una par condicio dei sentimenti, senza alcun interesse di fondo ma volta solo ed unicamente al reciproco arricchimento, alla reciproca conoscenza e alla reciproca crescita.
Non si finisce mai di crescere, lo sai tu come lo so io.
Non si finisce mai di imparare, di conoscere, le persone come le parole; tu sai bene di che parlo.
L'unica e vera illusione, il disincanto arriva nel momento in cui tu credi di aver fatto del bene ed invece hai fatto del male, quando non c'è più un dare ed avere ma le cose viaggiano a senso unico, unilateralmente, e guidare contromano porta solamente ad un frontale con effetti mortali.
Tu sei illusa, come lo sono io perchè anche tu, come me, credi che qualche cosa c'è, esiste da qualche parte.
Basta solamente ricordare le illusioni passate, far sì che la tua storia ti insegni, pensare che un senso unico può essere percorso anche al contrario, con una bicicletta, pedalando sulla ciclabile che è stata cementata appositamente.
La linea che divide il bene dal male è sottile, un filo di seta quasi trasparente ma resistente agli strappi come non si può pensare possibile.
Ed esistono nodi indistricabili, intrecciati da mani di marinai esperti, per ricongiungere il filo che si è strappato ma del quale non si sono persi i capi.
Che ho scritto? Oddio, non lo so.
Deliri miei, di un pre-ferragosto in città.
Un abbraccio
D.

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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime15/8/2008, 18:07

Mi hai ricordato il grande Benedetto in "Molto rumore per nulla".

Le parole non sono le stesse ma le affinità mi arrivano ugualmente.
Questo tuo cercare e girare intorno a te.
Il pensare e ragionare facendoti rincorrere dal lettore.
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liesma
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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime16/8/2008, 00:09

a entrambe koinonia o comunanza di affetti
se una cosa avviene in un certo modo non è sempre indispensabile esaminare tutti i motivi all'origine di questo fatto
e allora amicizia sia, necessaria o meno, che importa l'origine
l.
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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime1/9/2008, 16:04

seguirti nei tuoi pensieri è sempre una ricchezza per me.
Hai una maniera particolare di seguire contemporaneamente molteplici strade senza stancare mai.
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Massimo Guisso
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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime2/9/2008, 11:02

... eucaristica!!
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Giuseppe Buscemi
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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime2/9/2008, 21:43

Molto ma molto interessante, stimolante e, fra l’altro, coinvolgente. Perché fai dei ragionamenti, certo, ma li fai anche sulla tua pelle, si direbbe.
Mi permetto di appendere qualche riflessione figlia(stra) delle tue, spero non ti dispiaccia.

Che il bene abbia una sola identità e il male, o vizio, tutte le restanti altre è un’idea interessante, ma forse troppo precisa. Modellizzare (giacché di modello può solo trattarsi) geometricamente il dualismo bene-male non è facile, ma certo aiuta a darsi delle risposte, per approssimate che siano: per non arrendersi a un generico e indeterminato “tutto è relativo”.
Felicità e serenità sono forse concetti al limite (per rimanere in ambito matematico), intangibili. Tanto che anche per i greci se ne poteva parlare al termine del ciclo vitale, come dell’integrale di una vita, più che di funzione o di valori puntuali, istantanei.
Il malvagio, dici, in sostanza è infelice, perché non può stimarsi. Qualche dubbio mi viene.
La matematica e il nostro ragionare, seguono schemi logici, riducono le variabili, danno un risultato esatto che si scontra, a mio modo di vedere, con il vivere, l’agire, il subire, il ricevere, il pensare stesso, e dunque anche con il collocarsi nel mondo; nella pratica e, forse, anche in astratto.
Per sapere, studiare, conoscere un elemento, certamente bisogna isolarlo e, quindi, in parte escluderlo da un contesto che però si rivelerà, in atto, così complesso e imprevedibile da viziare certamente il risultato.
Del resto, non ci si può riprogettare né programmare come una macchina atta a operare in un ambiente dato (dando per buona la conoscenza dell’ambiente): dovremmo, per poterlo fare, annullare le emozioni, annullare le risposte a parte delle sollecitazioni che riceviamo, e in questo tradiremmo la nostra natura. Una cosa è non lasciarsi travolgere, altra cosa è rinunciare a vivere pienamente (fra alti e bassi, luci e ombre, felicità e infelicità, bene e male, serenità e turbamenti). Semplice, no? No. O meglio, non è facile, per quanto ci si possa sforzare di farlo semplice.
Ma gli spunti più interessanti della tua pagina sono i più irrisolti, quelli più strettamente legati alle relazioni fra gli individui e fra l’individuo e il mondo. Quando il mondo è anche la cultura che vi impera, e se questa spinge all’individualismo, come trovare una possibile armonia fra sé e il resto? Non so pensare all’idea di felicità, o serenità relativa, senza richiamare quella di armonia, che è coesistenza riuscita e benefica per tutti gli elementi che vi partecipano. Certo, è solo un’idea. Ma difficilmente l’insularità può dare un senso, anche vago, di pienezza.
Ok, qui fermo il mio intervento senza troppo costrutto, ma partecipe.
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sorcio
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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime3/9/2008, 11:51

è molto più facile vivere
che raccontare di stare vivendo.
nascono ogni giorno più parole, di quante ogni giorno, ne muoiano.
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Massimo Guisso
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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime3/9/2008, 12:51

Io non riesco mai a distinguere il Fenomeno dal Noumeno, cioè Ronaldo da Ronaldigno... Very Happy
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime8/10/2008, 17:31

la rileggo...

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MessaggioTitolo: Re: ILLUSIONE - LIESMA   ILLUSIONE - LIESMA Icon_minitime

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