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 C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER

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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime4/9/2008, 15:46

C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER De_andre_fabrizio


« Benedetto Croce diceva che fino a vent'anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini.
Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d'arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa. »

(F. De André)



C’era una volta un poeta.
C’è ancora, anche se si è spento l’11 gennaio del 1999 all’istituto tumori di Milano.
Ieri sera, su Rai Sat Extra, uno special a lui dedicato, registrato in occasione di quella che sarebbe stata la sua festa di compleanno, tenutasi a Milano il 18 febbraio del 2007, a cura di Franz di Cioccio della P.F.M.
Interviste ai cantanti che hanno partecipato alla kermesse musicale, inframezzati da interviste, con la sua voce profonda, così difficile da cantare, ed a spezzoni dei suoi concerti; tra tutti, quello tenutosi nel 1998 per presentare il suo ultimo lavoro, in collaborazione con Ivano Fossati: Anime Salve.
Il suo ultimo album, il tredicesimo: una sorta di testamento spirituale per chi, come me, ha scoperto le sue parole quando era ancora troppo bambina per entrarci dentro, per capire il vero significato dei testi e del messaggio che Fabrizio mandava a chi si imbatteva nella sua poesia musicata.
Sì, poesia: avete mai provato a prendere un suo testo, a spogliarlo della musica e leggerlo, come se fossero parole nate solamente per essere lette e non sentite accompagnate dalla musica?
Provateci, io l’ho fatto.
Mi sono regalata, il Natale di due anni fa, la sua raccolta completa.
Ora ce l’ho qui, al mio fianco; ho scelto proprio la sua ultima fatica ad accompagnarmi mentre scrivo.
Non mi riesce di esprimere l’emozione che ogni volta mi trasmette la sua voce, perché è una cosa che nasce da dentro, che sale ad ogni nota, ed è incredibile la commozione che assale ad ascoltare, ad esempio, una Princesa seguendone il testo.
Gli allegri ritmi cubani non riescono a distogliermi dalla tristezza di questo uomo che sogna di diventare donna

“E io davanti allo specchio grande
mi paro gli occhi con le dita a immaginarmi
tra le gambe una minuscola fica

nel dormiveglia della corriera
lascio l'infanzia contadina
corro all'incanto dei desideri
vado a correggere la fortuna

nella cucina della pensione
mescolo i sogni con gli ormoni
ad albeggiare sarà magia
saranno seni miracolosi”


Fabrizio, il menestrello di ogni viaggio dell’animo umano, in ogni degrado, miseria, dolore.
I figli miei lo stanno imparando a conoscere ed è orgoglio, per me, sapere che si ascoltano e cantano Bocca di Rosa.
De Andrè è un autore della mia generazione e di chi ha qualche anno più di me, ma è anche dei figli di chi, con la sua poesia e la sua musica, è cresciuto e quindi la musica dei padri diventa la musica, la poesia dei propri figli.
Quanti anni sono passati, Fabrizio, da quando rubai a mio fratello il tuo Volume III?
Uscì nel 1968, io credo lo presi in prestito qualche anno dopo, ma se ora lo metto nel CD mi ricordo ogni parola come se avessi ascoltato ieri non le hit, come La canzone di Marinella, La guerra di Piero, Il gorilla, Il testamento, Amore che vieni, amore che vai (splendida la versione di Battiato, nel concerto del 2003 a Genova, quando non riesce a finire la canzone, strozzato dalle lacrime), ma le meno note, quelle meno suonate ai concerti come Si fossi foco dal sonetto di Cecco Angiolieri o Il Re fa rullare i tamburi, adattamento di una canzone popolare francese.

C’era una volta Fabrizio De Andrè.
C’è ancora, anche le sue ceneri sono al cimitero di Staglieno, lui è qui con me, con noi, con chi lo ha amato.
Perché qualche volta sono stata Nina che vola, perché tutti abbiamo scritto deliri notturni come il mio Amico Fragile che evapora in una nuvola rossa, perché se mai andrò all’Hotel Supramonte vorrei scrivere una canzone d’amore per il mio compagno come ha fatto lui per Dori, dopo il rapimento a firma dell’anonima sequestri; perché in ogni paesino, se mi fermerò a guardare bene, incontrerò una Bocca di Rosa e perché tante mattine mi sento una Bombarola.
Poi, se tutti noi guardiamo bene, vedremo un Pescatore assopito all’ombra dell’ultimo sole e qualcuno che con gli occhi di un altro colore, ci dirà le stesse parola d’amore, laggiù, sulla mulattiera del mare di Genova.



14 Luglio 2008

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Nico Mar
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime6/9/2008, 14:59



_______nico
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Pinina Podestà
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Pinina Podestà

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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime6/9/2008, 18:23

Si è un'emozione riascoltarlo ogni volta . grazie per averlo ricordato
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime8/9/2008, 21:21

mi limito a vomito dei respinti
ognuno è stato colpito da qualcosa di diverso
ma per questo non meno importante
l.
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Roberto Bernardi
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime18/9/2008, 11:56

Da storia di un impiegato ad anime salve un ricordo splendido di un poeta cantautore che ha segnato un epoca. Grazie per avermelo ricordato.
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime18/9/2008, 11:57

Prego, Bob.
Io lo ricordo così spesso, che è una gioia condividerne il ricordo.
Grazie.
DM

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corollaria
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime18/9/2008, 12:30

LE NUVOLE

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell'airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.
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Maria
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime25/9/2008, 09:52

Chissà perchè ancora non sono riuscita a comprenderlo......
Il mio ex mi regalò una cassetta dopo il nostro sì, t'amo e t'amo.....
Devo continuare un'altra volta. ho dmenticato un appuntamento...... C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER 829721
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime11/1/2009, 18:41

Ciao, Fabrizio, io ti ricordo sempre, anche così.
Un bacio, ovunque tu sia, oggi.
Sono passati dieci anni ma sei ancora qui, con me, dentro di me.

_________________
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Rosario Albano
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime11/1/2009, 19:46

Fabrizio De Andrè > Volume III (1968) >
Il Testamento
Quando la morte mi chiamerà
forse qualcuno protesterà
dopo aver letto nel testamento
quel che gli lascio in eredità
non maleditemi non serve a niente
tanto all'inferno ci sarò già

ai protettori delle battone
lascio un impiego da ragioniere
perché provetti nel loro mestiere
rendano edotta la popolazione

ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana
ad ogni fine di settimana
sopra la rendita di una puttana

voglio lasciare a Bianca Maria
che se ne frega della decenza
un attestato di benemerenza
che al matrimonio le spiani la via

con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto
con tanti auguri per chi c'è caduto
di conservarsi felice e cornuto

sorella morte lasciami il tempo
di terminare il mio testamento
lasciami il tempo di salutare
di riverire di ringraziare
tutti gli artefici del girotondo
intorno al letto di un moribondo

signor becchino mi ascolti un poco
il suo lavoro a tutti non piace
non lo consideran tanto un bel gioco
coprir di terra chi riposa in pace

ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro
ed è per questo che io mi onoro
nel consegnarle la vanga d'oro

per quella candida vecchia contessa
che non si muove più dal mio letto
per estirparmi l'insana promessa
di riservarle i miei numeri al lotto

non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati
non vedo l'ora di andar fra i dannati
per rivelarglieli tutti sbagliati

quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà
forse una lacrima forse una sola
sulla mia tomba si spenderà
forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà

se dalla carne mia già corrosa
dove il mio cuore ha battuto un tempo
dovesse nascere un giorno una rosa
la do alla donna che mi offrì il suo pianto

per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore
per ogni palpito del suo cuore
le rendo un petalo rosso d'amore

a te che fosti la più contesa
la cortigiana che non si dà a tutti
ed ora all'angolo di quella chiesa
offri le immagini ai belli ed ai brutti

lascio le note di questa canzone
canto il dolore della tua illusione
a te che sei costretta per tirare avanti
costretta a vendere Cristo e i santi

quando la morte mi chiamerà
nessuno al mondo si accorgerà
che un uomo è morto senza parlare
senza sapere la verità
che un uomo è morto senza pregare
fuggendo il peso della pietà

cari fratelli dell'altra sponda
cantammo in coro già sulla terra
amammo tutti l'identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore soli
.
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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime12/1/2009, 16:20


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Grazia Albanese
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime12/1/2009, 18:35

(...)

...così il volo non sarà caduta
e con le mie ali di pioggia
riuscirò su pentagramma di cielo
a prendere le nuvole

che vanno

che vengono...



(...)


grazia
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime12/1/2009, 21:08

Sei come una di quelle nuvole, Grazia....

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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime12/1/2009, 23:24

Citazione :
Sei come una di quelle nuvole, Grazia....
_________________

Daniela





Si dani...ma

..."ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia. "


Baciabbracciati dani...


grazia
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime14/7/2010, 13:36

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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime14/7/2010, 14:40

Io ho imparato a conoscere Faber tanti anni fa. quando andai in giro per il Lazio con mio marito
che, per lavoro, doveva incontrare gente. Io restavo in macchina, in compagnia delle canzoni di Faber. Quando mio marito tornava in macchina mi trovava con gli occhi rossi. Quando tornai a casa mi comprai i cofanetti delle sue opere complete che ancora conservo gelosamente.
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MessaggioTitolo: Re: C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER   C'ERA UNA VOLTA UN POETA DI NOME FABER Icon_minitime14/7/2010, 14:52

"De Andrè si ispirò al Sand Creek dopo aver letto il libro: Gambe di Legno - memorie di un guerriero Cheyenne.
Senza ombra di dubbio il massacro del Sand Creek è stato uno degli episodi più vergognosi nella storia degli Stati Uniti d’America.
Fu un massacro premeditato .Le colpe caddero chiaramente sul governatore Evans , su Chivington e sul maggiore Anthony, che suggerì ai cacciatori Cheyenne di andare a caccia di bisonti per lasciare il campo indifeso.
Mai fino a quel momento nelle Grandi Pianure in una “battaglia” si vide tanto accanimento e tanta ferocia nell’uccidere donne e bambini.
Sotto certi aspetti fu addirittura più crudele del massacro di Wounded Knee.
Molti libri sugli Indiani d’America riportano la storia del Sand Creek .
Il resoconto più completo e particolari dettagli di questo eccidio si possono consultare nel libro di George Bird Grinnell : The Fighting Cheyennes.
Il 29 novembre 2004 cade l’anniversario del Torrente della Sabbia. Sono trascorsi 140 anni e noi del Sentiero Rosso vogliamo ricordare…
Vogliamo ricordare in particolar modo quei bambini che quel giorno persero la loro libertà e che ora dormono sul fondo del Sand Creek..."


Fonte: Facebook

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