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 Andate in pace

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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Andate in pace   Andate in pace Icon_minitime22/1/2009, 17:29

Andate in pace Occhi10


Carissimi figlioli,
Ho ricevuto la comunicazione del bonifico proveniente dall’Italia; dapprima mi sono stupito, è stato come ricevere una boccata d’ossigeno in questo momento di magra monetaria sì necessaria a ultimare i lavori.
Poi, passato lo stupore, mi sono rallegrato d’essere ancora nei vostri pensieri.

Ho pensato alle parole che ci siamo scambiati a settembre; non ci vedremo più, quel viaggio lo ricorderò come la mia ultima visita alla mia città natia: la mia età e gli ultimi acciacchi ormai governano e stabiliscono le regole degli anni che il Signore vorrà ancora regalarmi. La sola cosa che gli chiedo è di lasciarmi aperti gli occhi per vedere la scuola ultimata. Non per me, ma per quei fari scuri che hanno ritrovato il sorriso, anche grazie a voi ed ai sempre costanti contributi che arrivano da quella che, una volta, era casa mia. Era solo foresta quando arrivai, tanti anni fa, ora sta diventando casa, la mia casa.

Devo essere stato un buon parroco se continuate ancora a ricordarvi di me dopo tanto tempo. Molti di voi li ho sposati, ho battezzato i vostri figli e seppellito i vostri parenti. Quello però che mi dite rammentare non sono mie immagini in abito talare, vi piace ricordarmi alle partite a briscola alla Casa del Popolo, e sorrido ancora a pensare a Gianni che bestemmiava e poi mi guardava vergognoso dicendomi "Mi scusi, Don Eligio". Come potevo arrabbiarmi con quell’omone con il cuore di diciottenne…

Mi ricordo i tanti compleanni del Gianni che abbiamo festeggiato assieme al Salone del Pellegrino: era quasi una festa di paese anche se non indicata in nessun calendario, il venti di marzo. Mi ricordo i bambini in fila a consegnargli i regali, gli abiti che lo avrebbero vestito per un anno intero, e la sua gioia espressa con quel battere di mani fanciullo. Non dimenticatevi dei prossimi compleanni, per lui significa moltissimo. Mi raccomando, Ruggero, conto su di te per questo.

Egidio, ti ricordi la mattina della domenica, dopo la messa delle undici, davanti al bar di Maramotti a discutere di politica? A volte mi pareva di essere il Don Camillo di Guareschi e tu Don Peppone senza baffi…. Idee assolutamente divergenti, le nostre, ma la stima reciproca che ci ha unito, in tanti anni, non ha mai vacillato sotto alcun colore o vessillo.

Ho tanti ricordi legati alla nostra città, tristi e felici. Al cimitero, dove mio padre e mia madre dormono da tempo, e nonostante io non possa pregare sulle loro tombe, non fate mai mancare loro i fiori freschi, sei tu Claudio che provvedi vero? Non arrossire, me lo hanno detto, non devi vergognarti di un gesto di bontà.
Mi piacerebbe per una volta ancora venire con voi il cinque di agosto in montagna, a dire la messa per Gabriele che lassù c’è morto. Quanti anni sono passati? Trentadue, direi, da quella notte tremenda e da quel risveglio gelido in piena estate, quando Fausto trovò morto nella scarpata quel corpo giovinetto che è ancora nei vostri cuori e sempre ci resterà.

Siete sempre generosi, e queste mura che vedo ora crescere in fondo allo stradello, mattone dopo mattone, ne sono la prova. Il mio sogno, la speranza di tanti, sta diventando realtà. Vorrei tanto che a giugno possiate salire sull’aereo e venire qui, a vedere coi vostri occhi il miracolo che è nato dalle sterpaglie; ma il miracolo vero, quello che ha fatto il Signore, è dare una ragione di vita ai miei amici di questo povero borgo.
Vi saluto ora, sono talmente stanco che anche scrivere poche righe mi piega.
Vi benedico tutti, come una volta vi dico ancora andate in pace.
Io sto raggiungendola, ma vi penserò anche da lassù.


Don Eligio è stato il parroco che quindici anni fa ha deciso di lasciare gli agi di una parrocchia ricca e tranquilla per una missione in Brasile. A settembre ha celebrato la messa in occasione della sagra paesana; sarà la sua ultima messa nella sua vecchia parrocchia, le notizie che arrivano da oltremare ci parlano di un vecchio ormai stanco e che difficilmente potrà tornare alla sua piccola comunità. Questa è una lettera che lui non ha mai scritto, ma sono certa che se lo avesse fatto, avrebbe usato queste parole. E’ un omaggio ad un piccolo, grande uomo.

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Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.[Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法]
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Pinina Podestà
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MessaggioTitolo: Re: Andate in pace   Andate in pace Icon_minitime1/2/2009, 00:56

tu lo hai fatto per lui e pure Bene
grazie.
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Giampiero Pieri
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Giampiero Pieri

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MessaggioTitolo: Re: Andate in pace   Andate in pace Icon_minitime1/2/2009, 08:19

Fino alla fine ho creduto che fosse autografa questa lettera che parla in maniera così viva di una piccola comunità, piccola ma serena. Sulo sfondo si intravedono ancora certi valori umani ormai estinti nella più grande parte delle città, penso.
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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Re: Andate in pace   Andate in pace Icon_minitime22/4/2010, 13:54

Grazie a don Eligio e a tanti altri come lui, preti o laici non importa, questo mondo incattivito ancora si regge. Facciamo tesoro del suo esempio.
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MessaggioTitolo: Re: Andate in pace   Andate in pace Icon_minitime

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