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 Culi infranti

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Mario Ughi
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Mario Ughi

Numero di messaggi : 83
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MessaggioTitolo: Culi infranti   Culi infranti Icon_minitime16/7/2009, 12:24

Amina camminava rasente al muro, la faccia neutra per mascherare un filo di vergogna, un grosso involto tra le braccia. Giunta di fronte al negozio dalle vetrine malamente illuminate, si fermò. Trasse un profondo respiro e poi spinse con decisione la porta. Il campanello a pressione, dopo aver emesso un suono sordo, si sganciò dal supporto e cadde per terra, sfiorandole pericolosamente il cuoio capelluto.
Cominciamo bene, pensò, già pentita di essere entrata. Stava per decidersi ad uscire, quando una mano color cenere, ossuta e rugosa, spostò la tenda che nascondeva alla vista il retro del negozio. Amina si trovò di fronte a una faccia segaligna, due occhi affossati e un sorriso torbido. L’uomo la guardò con evidente insofferenza e poi disse: «Mi ha rotto il campanello, bella signora?»
Amina rimase un attimo come interdetta, poi rispose: «Non è colpa mia se il suo campanello ha l’età di Nerone. Ha fatto tutto da solo». Non riusciva a tenere gli occhi fermi sulla faccia dell’uomo. Il suo sguardo prese a vagare per la stanzetta polverosa, tra vecchi scaffali straripanti di oggetti strani. Guardò a lungo il cartello scolorito che diceva: Riparazione e sostituzione culi infranti. Culi nuovi e d’occasione, analogici e digitali. Tornò a guardare l’uomo, che adesso la fissava con una punta di curiosità.
«Qual’è la differenza tra un culo analogico e uno digitale?» chiese Amina con un filo di voce.
«I culi digitali scoreggiano in mp3, a compressione loseless e a 192 kbps di risoluzione in uscita». L’uomo la guardava beffardo. «Inoltre…»
«Basta così» lo interruppe Amina. «Vedo che sono questioni tecniche, temo di capirci ben poco».
L’uomo guardò l’involto che Amina aveva con sé. «Posso vedere?» chiese.
Amina poggiò il pacco sul bancone. L’uomo lo aprì con attenzione.
Il culo di Amina adesso era in bella vista. Lei ebbe un sussulto interiore: le faceva un certo effetto vedere il proprio culo su quel bancone. Le sembrava di guardarlo da una prospettiva innaturale, angosciante. Era così abituata a vederselo dietro!
«Un bel culo» disse l’uomo, saggiando con le dita la consistenza della chiappa destra. «Però, un po’ malandato». Guardò Amina con sguardo neutro: «Lo ha usato molto?»
Amina sgranò gli occhi: che razza di domanda era? Deglutì a fatica e rispose: «Se intende in quel senso… assolutamente, no». Guardò l’uomo e le parve che lui rispondesse con occhi comprensivi. Si sentì lievemente rincuorata e proseguì: «Però, lei capisce: il costo della vita… la politica economica di questo governo… l’Euro che ha rincarato tutto… come posso dire?» Si sentiva incapace di proseguire, abbassò gli occhi. L’uomo le venne in soccorso: «…le hanno fatto un culo come un cesto, comprendo benissimo. E’ un male comune, oggigiorno».
Amina non rispose. L’uomo tornò a guardare il culo. Si umettò le labbra, due volte. Poi disse: «Credo che dovrà lasciarlo per un paio di giorni».
Amina alzò gli occhi, sorpresa. Ansimò. «Lasciarlo? Sta scherzando! Come faccio, senza culo?»
L’uomo la guardava, imbarazzato. Con una strana luce negli occhi, disse: «Beh, signora, sembrerebbe una riparazione difficile». Tornò ad umettarsi le labbra, poi riprese: «C’è da controllare la tenuta stagna. E il livello di compressione delle emorroidi».
«Emorroidi?» chiese Amina con voce gelida.
«Ammesso che ce ne siano, naturalmente!» si affrettò ad aggiungere l’uomo. Poi, guardando il culo con una strana espressione sul volto, disse: «Sì, due giorni. Come minimo».
Gli occhi dell’uomo si erano fatti liquidi. Amina si sentì folgorata da un terribile sospetto. Si fece avanti e prese a ripiegare la carta.
«Tutto sommato» disse con aria noncurante «Credo che per un po’ lo terrò così. Non posso stare due giorni senza culo, e per adesso non funziona poi così male». Prese il fagotto tra le braccia e guardò freddamente l’uomo: «La ringrazio per il suo tempo. Buona serata».
La faccia dell’uomo sembrava aver perso energia. Con occhi spenti, rispose alla porta che si chiudeva: «Buona serata».
Amina camminava rasente al muro, l’aria fresca della sera stemperava il rossore che sentiva sul viso.
Sorrise, pensando: Va bene così. Meglio un culo malandato, che un culo rotto.
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Rosalba Signorello
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Rosalba Signorello

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MessaggioTitolo: Re: Culi infranti   Culi infranti Icon_minitime21/7/2009, 12:35

Pagina che sconcerta, inizialmente, per il titolo. Poi ci si accorge che lo stile seduce e, proseguendo, che l'idea è originale e cattura. Alla fine ci si separa da essa con un sorriso che si apre sulle labbra e l'ipotesi della chiave di lettura che si apre nella testa. Altre pagine dello stesso Autore ora cerco.

"Il libro è l'oppio dell'Occidente." Anatole France
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Luca Curatoli
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Luca Curatoli

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MessaggioTitolo: Re: Culi infranti   Culi infranti Icon_minitime28/7/2009, 12:31

quando il lavoro non c'è bisogna inventarselo. lo stesso vale per un racconto. benvenuto racconto!
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MessaggioTitolo: Re: Culi infranti   Culi infranti Icon_minitime5/7/2010, 15:27

direi un testo sarcastico, alla livornese, con doppi sensi unici!
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Marco Naldi
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Marco Naldi

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MessaggioTitolo: Re: Culi infranti   Culi infranti Icon_minitime6/7/2010, 13:09

Non c'è niente da fare, il culo, più degli occhi, è lo specchio dell'anima.

L'aggiustatore di culi è un artigiano da proteggere, è una professione da incentivare, non credo ce ne siano molti in giro.

La differenza tra il culo anal-ogico e digitale rende l'idea, anche se avrei preferito sentire la spiegazione fino alla fine.

Racconto che, sfiorando l'assurdo, dice un sacco di cose. Vere.


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MessaggioTitolo: Re: Culi infranti   Culi infranti Icon_minitime

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