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 IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI

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MessaggioTitolo: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime18/10/2009, 22:47


Mio padre è quello di spalle, con la coppola e le basette, in alto tra il quarto di bue e le cassette degli aranci.
Basta prendere una qualsiasi copia de “La Vucciria” di Guttuso e lui è lì.
Pare che abbia sempre rimpianto di non essersi voltato, almeno avrebbe visto la bella mora che ancheggiava tra i banchi.
Un paio d’anni dopo essere stato immortalato, pensò bene d’andarsene per sempre. Io, unico figlio, a tre anni non avevo molte scelte: seguii la mamma che si era trasferita da sua sorella, a Cologno Monzese, la peggiore tra le periferie di Milano.
In Sicilia non ero più tornato, io ero milanese e la mamma si era risposata con un operaio di Lambrate.
Avevo studiato, incorniciato un diploma, trovato un ottimo lavoro e mi godevo la mia libertà di scapolone.
Ma un desiderio di tornare in Sicilia era riaffiorato.
Perché ero un lettore vorace e un giorno m’imbattei in Sciascia.
“Ommini, mezzi ommini, omminicchi e quaquaraquà”.
Naturalmente, affittai la cassetta e vidi più volte il film.
Più tardi, Puzo divenne il mio idolo.
“Gli faremo un’offerta che non può rifiutare”.
Questa volta i film erano tre, inutile dire che li vidi e li rividi decine di volte; l’ultima in un cineforum, dove trascinai una riluttante Alessia, la mia ragazza del momento, a passare un pomeriggio e una serata “no stop” per la proiezione di tutta la serie.
Nutrito com’ero di quegli autori, dei loro racconti e dei film che ne sono seguiti, devo ammettere che la mia visione dell’isola era un tantino monotematica.
Finalmente una trasferta per lavoro di una decina di giorni mi aveva portato a installare dei macchinari in uno stabilimento vicino a Palermo e la sera, finito il lavoro, mi tuffavo a piedi per le strade e le stradine di quella città per me mitica.
Mammasantissima, Don, Padrini e picciotti mi si affacciavano alla mente la prima sera libera, mentre passeggiavo per il centro di Palermo e, fatto un largo giro, m’infilavo per via Argenteria per poi sbucare in piazza Caracciolo.
Mi trovai in ciò che resta della “Bocceria Grande”, come la chiamava Agonzio Calandrino, il personaggio di un racconto di Camilleri che avevo comprato per sbaglio pensando fosse della serie di Montalbano. Insomma, ero in piena Vucciria. Ammetto che al pensiero di mio padre un po’ mi commossi e cercai, aiutato dalla mia memoria visiva, quei banchi e quell’angolo dove lui era stato ritratto.
Invano, forse tutto era cambiato, forse è sempre inutile cercare le ombre del passato dove il passato viene stravolto dal presente.
Ma vagando a caso tra le vie e le viuzze attorno alla piazza, oramai rassegnato, fui attratto da un’insegna di un ristorante, dipinta a caratteri rossi direttamente sulle vetrate della porta d’ingresso, all’uso americano. Incuriosito, entrai e rimasi un attimo senza fiato. Quel posto mi era dannatamente familiare, era forse uno dei famosi “dejà vu” dei quali avevo sentito favoleggiare?
La pianta del locale, lunga e stretta, il pavimento a piccole losanghe bianche e nere, le brutte luci al neon sul soffitto, le sedie con l’ampio schienale ad arco, la disposizione dei tavolini su due file accosto le pareti. In fondo, sulla sinistra, l’alto bancone scuro, prima delle porte della cucina e della toilette. La toilette! Mi si accese la classica lampadina: il ristorante, ostentatamente, pareva la copia di quello dove Michael Corleone fa fuori un poliziotto corrotto e un boss mafioso con una pistola nascosta appunto nella toilette.
Incuriosito e pure affamato, chiesi un tavolo e m’immersi in quell’atmosfera, crogiolandomi come un maialino nella sua pozza di melma.
Per soprammercato, trovai la cucina davvero ottima, siciliana dura e pura, con tutti i sapori di quella terra soleggiata. Per farla breve, m’innamorai del ristorante che da quella sera divenne l’approdo sicuro per tutte le mie cene solitarie.
Ma certo non immaginavo gli sviluppi che ne sarebbero seguiti.
Per alcuni giorni tutto proseguì come al solito: il lavoro, il mio girovagare serale, il ristorante, la cena squisita, una breve camminata e infine una buona nottata di sonno in albergo. Sino a quella sera, l’ultima della mia trasferta: la mattina dopo mi aspettava un volo per Milano.
Entrai nel ristorante accolto dal “buonasera, ingegnere” del proprietario e dal sorriso a denti falsi di Turi, il vecchio cameriere. Inutile precisare che non ero ingegnere, ci avevo provato ma senza successo.
Il proprietario, “il Ragioniere” come tutti lo chiamavano con rispetto, era un uomo sulla cinquantina, stempiato e grassoccio, sempre vestito di un’eleganza vistosa ma non sgradevole. Amava dirigere il suo ristorante dalla cassa, leggermente sopraelevata vicino alle cucine. Da lì, con fare regalmente distaccato, inviava i suoi messaggi allo chef e al signor Turi.
Il mio tavolo mi aspettava, invitante, e mi sedetti con un sorriso soddisfatto.
Amavo quel momento, era l’inizio di un’ora di distensione e appagamento dei sensi; o meglio, di alcuni di essi, visto che io ero lì a Palermo e Alessia era a Milano.
Ma era finita, l’indomani sarei finalmente rientrato e la giornata con Alessia era già organizzata.
Mi avrebbe atteso a Linate, il solito motel sulla Paullese già prenotato, a pranzo insieme e dopo… dopo un corno! Dopo tutta quell’astinenza sarebbe stato il pranzo ad aspettare.
Iniziai a immaginare il menu, a partire dagli antipasti: “ Prima ci spogliamo, anzi no, io mi faccio spogliare, poi… “, ma qualcosa d’insolito che stava accadendo nel locale mi distolse dai piacevoli sogni a occhi aperti.
Da pochi minuti era entrato un signore anziano, elegantissimo almeno secondo canoni molto sorpassati, un po’ claudicante. Era in compagnia di una bella donna di molto più giovane, appariscente e dall’aria sfrontata. Avevo notato che altri due uomini, dall’aspetto poco rassicurante, erano entrati con la coppia ma si erano seduti a un tavolo vicino. Sembravano i tipici “gorilla”.
Ma la cosa veramente strana era il comportamento del Ragioniere.
Aveva immediatamente lasciato il suo trono, aveva omaggiato calorosamente la signora e il suo anziano cavaliere e ora stava prendendo di persona le ordinazioni con l’aria di un cagnolone festoso ma conscio del proprio ruolo subordinato. In tante serate di frequentazione, mai avevo visto il Ragioniere avvicinarsi al tavolo di un cliente e prendere personalmente le ordinazioni.
Facile per me tirare le conclusioni: era entrato il “Don” del quartiere, o forse qualcosa di più, con i suoi guardaspalle e la bellona di turno. Il proprietario ci teneva a dimostrare tutto il suo giusto rispetto.
Un vero Padrino! Era molto eccitante.
Ma l’eccitazione si trasformò in apprensione verso la fine della cena.
Il Ragioniere si era avvicinato al tavolo del “Don” - oramai lo avevo battezzato così - con una bottiglia in mano. A un cenno del vecchio, la bellona si era alzata ed era scomparsa nella toilette. Ma il fatto veramente strano era la chiacchierata che si erano fatti il Don e il Ragioniere: avrei giurato che stessero parlando di me. Qualche occhiata di sfuggita, l’eco di una parola pronunciata a voce più alta, che mi sembrava “Milano”, i due gorilla che si erano messi a fissarmi come se mi stessero prendendo le misure, il successivo atteggiamento di ostentata indifferenza del Ragioniere che aveva evitato accuratamente di guardarmi mentre tornava al suo posto di comando, alla cassa.
Appena la bellona tornò dal suo lungo incipriarsi il naso, la coppia, seguita dagli altri due uomini, uscì dal ristorante tra inchini e sorrisi ma senza che si fosse vista l’ombra di un conto.
Stavo ancora rimuginando sull’accaduto quando la voce del Ragioniere mi fece quasi sobbalzare sulla seggiola.
- Ingegnere, le dispiace se mi siedo un momento?-
In realtà il Ragioniere si era già seduto e aveva in mano una bottiglia, la stessa che era comparsa al tavolo del “Don”. Mi riuscì appena di sussurrare un banale -Prego, si figuri, è a casa sua-.
Il Ragioniere sorrise.
- Permette? Vorrei offrirle un buon bicchiere di Passito, è l’ideale per accompagnare i nostri cannoli.-
Il tono non ammetteva rifiuti, del resto non avevo nessuna intenzione di rifiutare.
- Ingegnere, lei è un tecnico e di certo non ama le chiacchiere. Verrò al punto.- Notai che l’accento palermitano sembrava più marcato del solito. Ero curioso di capire dove si andasse a parare e lo lasciai continuare.
- Così domani la perdiamo, ritorna a Milano, giusto?-
Strano, ero sicuro di non aver mai parlato con qualcuno del ristorante dei miei piani.
- Sì, è vero, qui ho finito per ora. Può darsi che debba tornare più avanti.-
- Sarà sempre il benvenuto, ingegnere, tra l’altro allo stabilimento si dice un gran bene di lei, pare che nel suo lavoro sia il migliore.-
Ah, si chiacchierava a Palermo, a quanto pareva. Quasi mi avesse letto nel pensiero, il Ragioniere proseguì:
- Eh, questa è una grande città, ma le voci girano se si sa dove ascoltarle, ho reso l’idea?-
A questo punto ero più irritato che sconcertato.
- Che altro si dice di me in questa città?-
- Oh, non molto, non molto: lei alloggia qui vicino, al Massimo Plaza, è una persona puntuale e affidabile, nella pausa mangia sempre un panino al formaggio, la sera fa una doccia poi un giretto passando dalla Vucciria e viene a cena da me. Vede, non sappiamo poi molto… ah sì, ha una bella ragazza a Milano, mi pare si chiami Alessia, e domani l'aspetta all’aeroporto.-
Io vuotai in un sorso il Passito e feci cenno di no all’offerta di riempire nuovamente il bicchiere. Ero davvero arrabbiato, avevano ficcanasato troppo.
- Ragioniere, mi pare invece che ne sappiate abbastanza sul mio conto, a cosa devo questo interesse?-
- Non mi faccia torto e accetti un altro bicchiere. - Versò senza aspettare una mia risposta - Vede, è normale informarsi sulle persone alle quali si vuole chiedere un favore, non crede?-
No, non lo credevo ed ero preoccupato. Un favore… che genere di favore?
Per fortuna lavoravo nell’industria elettronica e non nelle pompe funebri, mi venne da pensare.
- Se posso, volentieri - ma quel “volentieri” suonò un tantino forzato.
- Vossia è troppo modesto, certamente che può, e poi vedrà che è vantaggiosa per tutti, è una proposta che non può rifiutare.-
“Omammasantissima eccoci qua, sta capitando proprio a me!”. Questo pensiero mi attraversò il cervello in un lampo, e subito mi parve di vedere sul tavolo la testa mozzata di un purosangue con gli occhi sbarrati che mi fissavano accusatori.
Indifferente alla reazione che aveva provocato – il mio pallore doveva essere evidente – il Ragioniere proseguì.
-Vede, abbiamo la necessità di fare una consegna urgente e molto importante, e purtroppo in questo momento non abbiamo nessuno che possa andare di persona a Milano. Mi farebbe un enorme piacere se domani portasse un pacchetto a qualcuno che l’aspetterà a Linate.-
- Un pacchetto? Ma, veramente ho la valigia piena, non so se… - provai a balbettare.
- Non si preoccupi, ci starà, è grande così - e accennò col dito al bancone, dove era posato un pacchetto della forma e delle dimensioni di una scatola da scarpe. - Anzi, è proprio quello, mi sono permesso di prepararlo.-
- Ma… posso sapere cosa contiene? All’aeroporto ora fanno tante domande…-
- Lo metta nella valigia e non nel bagaglio a mano e nessuno le farà domande, – rispose molto serio – e poi… è un regalo per qualcuno che lo aspetta, non si preoccupi.-
Già, un regalo… magari era droga, oppure una bomba, o un’arma. Le implicazioni di un coinvolgimento in qualche traffico illecito erano spaventose: corriere della droga, o di armi, magari complice di un omicidio… provai ancora a obiettare qualcosa.
-Ma se è importante, non vorrei che il mio bagaglio andasse perso, lo sa a volte succedono questi incidenti…-
Lo sguardo bonario del Ragioniere s’indurì di colpo.
- Forse non mi sono spiegato bene? Eppure vossia non è un quaquaraquà, è figlio della Vucciria! Noi chiediamo solo un piccolo favore e il destinatario del pacchetto la compenserà in modo molto soddisfacente, mi creda.-
Lasciò che io digerissi le implicazioni: conosceva le mie origini e poi mi offriva la classica carota. Ora sarebbe arrivato il bastone?
- Quanto agli incidenti – continuò - è vero, Dio ce ne scampi, ne possono capitare. Magari uno esce dal ristorante, cade dal marciapiede e si rompe una gamba, o domani a Milano… la Paullese è una strada pericolosa con tutti quei camion… ma non deve preoccuparsi, vedrà che il suo bagaglio arriverà e saremo tutti soddisfatti.-
Era arrivato il bastone. Le minacce non erano tanto velate e la Paullese era la statale che avrei preso per andare con Alessia al solito albergo. C’era qualcosa di me che non sapesse?
Ero in trappola, era proprio una proposta che non potevo rifiutare.
Il Ragioniere non aggiunse altro. Aveva ripreso la sua espressione allegra. Si alzò, andò a prendere il pacco e me lo consegnò.
- Ne abbia cura, ingegnere, e tanto per mostrarle quanto le sono grato, non si preoccupi per il conto, stasera è ospite mio. Buona notte e buon viaggio per domani.-
Me ne andai, confesso strisciando lungo i muri e guardando con sospetto a chiunque mi passasse vicino. Mi feci forza pensando che in fondo ora che avevo quel pacchetto in mano dovevo essere in qualche modo sotto la protezione del “Don”.
In albergo non mi riuscì di dormire veramente. Appena chiudevo gli occhi, mi assalivano le immagini del mio amatissimo “Il padrino”. Ma il viso dalle guance cadenti di Don Vito sfumava in quello del misterioso Don. Nere automobili a gomme fumanti spuntavano dalle rotonde della Paullese e dai finestrini si affacciavano, letali, le canne dei mitra. “Ho una proposta che vossia non può rifiutare”, su questa battuta, pronunciata dal Ragioniere vestito da Don Vito, mi svegliavo di soprassalto, la fronte imperlata di sudore. Accendevo la lampada sul comodino e lo sguardo si posava invariabilmente sul pacchetto che riposava, apparentemente innocuo, sul tavolino sotto la finestra.
Finalmente venne il mattino ed io, stravolto della stanchezza, lasciai l’albergo per farmi portare da un taxi all’aeroporto.
Stranamente tutto andò nel migliore dei modi: il volo puntuale, il tempo ottimo e l’atterraggio a Linate da manuale.
Un po’ di attesa, con tanta ansia, al ritiro bagagli, ma la mia preziosa valigia spuntò sul nastro tra le prime. Arrivai a pensare che dietro tanta insolita efficienza ci fosse lo zampino del potentissimo “Don”.
Recuperata la valigia, ne estrassi il pacchetto e mi avviai verso l’uscita.
Passate le porte automatiche, vidi subito Alessia, che però non era sola. Con lei c’era un’altra ragazza. Molto bella, notai, il classico tipo mediterraneo dai capelli nerissimi e ondulati e un viso… mi ricordava qualcuno, ma non avevo il tempo di pensare a questo, volevo liberarmi di quel maledetto pacchetto. Dov’era la persona che doveva prenderselo?
- Ciao tesoro, finalmente! – Alessia mi venne incontro con un sorriso che mi allargò il cuore, nonostante la preoccupazione.
- Ciao Alessia – e l’abbracciai. Avrei voluto dirle tante cose, quanto mi fosse mancata, soprattutto raccontarle cosa mi stava accadendo, ma la presenza dell’altra ragazza mi frenò. Guardai Alessia con una domanda muta negli occhi.
- Questa è Rosaria, una mia cara amica. Mi ha fatto compagnia nell’attesa, poi le diamo un passaggio alla metro -.
Sbrigai in fretta i convenevoli, ero più che mai sulle spine. Ma dov’era quel “picciotto”?
Mi guardavo intorno mentre tutti e tre insieme ci dirigevamo verso l’uscita. Il pacchetto mi pesava come fosse di piombo.
- Roberto cos’hai? Sei nervoso. Sembra che cerchi qualcuno.-
- Nulla, anzi sì, in effetti aspetto qualcuno, nulla di particolare, una commissione da sbrigare, una cosa veloce.-
Le due ragazze si guardarono e scoppiarono a ridere. Le fissai piuttosto incavolato. Cosa c’era da ridere? Sapessero cosa avevo patito e stavo ancora patendo…-
- Non è che mi devi consegnare quel pacchetto che arriva da Palermo?-
La voce di Rosaria era semisoffocata dalle risa e gli occhi le lacrimavano.
Restai un attimo impietrito.
- Ma… come, cosa ne sai… sei tu…? -.
- Certo che è lei, asino, dalle quel pacchetto e facciamola finita, abbiamo altri programmi, vero?-
Questa volta era Alessia a fare sforzi enormi per non contorcersi dalle risate.
Imbambolato, consegnai il pacchetto a Rosaria.
- Grazie, qui ci sono dei buonissimi cannoli, io ne vado matta. –
Rosaria faceva ancora fatica a parlare: stava ridendo appunto come una matta.
- Mi volete spiegare cosa succede? Io credevo…-
- Tu e la tua ossessione per la mafia e “Il Padrino”. Così impari a farmi vedere e rivedere quegli accidenti di film, a parlare sempre di quei libri e a rompermi le scatole con le storie di Montalbano. Ti abbiamo fregato, io e Rosaria, stupidone.-
- Come sarebbe a dire che mi avete fregato? Cosa ne sapete di quello che mi è successo?-
- Tutto sappiamo! Vedi, la mia amica è di Palermo, e si dà il caso che il proprietario di quel bel ristorantino che ti piace tanto sia suo zio.-
Una luce iniziò a illuminare fiocamente le mie meningi.
- Suo zio? Vuoi dire che…-
-Voglio dire che lo zio di Rosaria è “il Ragioniere” ed è anche un gran buontempone. Quando la settimana scorsa al telefono mi hai raccontato di quel ristorante e dell’atmosfera da “Padrino”, mi è venuto un colpo, sapevo da Rosaria di quel locale, ma per fortuna non ti ho detto nulla. Poi ho parlato con lei della tua ossessione e abbiamo combinato tutto con suo zio, io ho dovuto soltanto fornire qualche dettaglio su di te. -
- Già - intervenne Rosaria - e mio zio ieri sera, quando sei uscito dal ristorante tutto scombussolato, si è attaccato al telefono e a momenti moriva soffocato a raccontarmi di come lui e la sua banda di amici ti avevano messo in mezzo. “Figlio della Vucciria”…  è stato grande!-
Io rimasi incerto se prenderle tutte e due e strozzarle sul posto o mettermi a ridere con loro. Nel frattempo Alessia aveva preso in mano la situazione.
- Mentre decidi se strozzarci – mi conosceva bene la ragazza! – io vado al parcheggio a prendere l’auto. Voi due aspettatemi qui, ci metto cinque minuti.-
Decisi di far buon viso a cattiva sorte, forse quello scherzo crudele me l’ero meritato. Così trovai la forza di fare un mezzo sorriso a Rosaria.
- Però tuo zio, che attore! Fantastico. Sembrava davvero un piccolo Padrino. Pensa che mi aveva parlato anche di una generosa ricompensa alla consegna; mi ha proprio preso bene per il sedere, ci sono caduto come un pirla.-
Rosaria mi guardò con una luce strana negli occhi. Poi si accostò e mi sfiorò le labbra con un dito mentre con l’altra mano faceva scivolare nella mia un biglietto da visita.
- Non so cosa avesse in mente mio zio ma se mi telefoni una di queste sere, parliamo della ricompensa.-





Ultima modifica di La penna del giorno il 18/10/2009, 23:12, modificato 2 volte
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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime18/10/2009, 22:55

PDG, sei in onda. Ora metto la home ma prima di ogni cosa voglio precisare a tutti che tu non eri molto d'accordo a mandare il tuo - delizioso - racconto poichè sforava il numero di battute.
Mi assumo ogni onere e onore di aver insistito e se dovete brontolare fatelo con la Dani Smile

Buona lettura, sono certa che non mancherete di approvare la mia scelta...

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PDG Lunedì
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime18/10/2009, 23:02

Grazie Daniela, buonanotte e a domani. Wink
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime18/10/2009, 23:02

Ciao, carissima PDG Smile

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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime18/10/2009, 23:21

Pena, ti leggo domani.
L'ospizio sta per chiudere e io sono ancora fuori...
Per ora ti faccio sotanto un in boca al lupo.
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Alain Colas
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Alain Colas

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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 00:15

L'Admin è ampiamente condivisa per la deroga accordata. Proprio quando stavo pregustando la descrizione della ricompensa....
Come si sarà mai sdebitata Rosaria? Attendo ansioso il sequel, senza limite di battute.
Brava PDG, racconto godibile e lavorato. E vista l'ora tarda, mi consento un suggerimento per il titolo della seconda parte: "IL CANNOLO DELL'INGEGNERE" oppure "UN PACCO MAI VISTO PRIMA".
Vedrai che nessuno contesterà la lunghezza (del racconto).
Un abbraccio. Max
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PDG Lunedì
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 08:19

Buongiorno e buona colazione.
Eh, signora mia, non ci sono più i mattinieri di una volta, sono spariti come le mezze stagioni.
Dov'è finito il trio dei brontoloni dell'alba?

In compenso ci sono i nottambuli, e veniamo a loro.
GeF, spero che l'ospizio fosse ancora aperto Very Happy Ti aspetto più tardi.

Giorgio Gaber Max, mi hai dato un'idea. Che ne dici de "Il cannolo era un pacco" ? Shocked
Contenta che ti sia piaciuto, grazie.
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Emma Bricola
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 09:14

Sono passata dalla dolce rilassatezza all'angoscia che mi ha fatto esclamare:-Minchia! a metà del racconto, poi la risata finale. Che dire? Uno di quei racconti che ti prende e ti dispiace quasi che sia finito. Mi è piaciuta di più la prima parte, l'atmosfera, il farmi sentire "dentro" il racconto, però brava, brava , brava penna! IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI 556327

Ps. Bell'amica , l'amica di Alessia!
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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 09:54

Uno del trio è qui, anche se non mattinierissimo :-)
Cara PennaLunga, inizio a dire che la Vucciria ce l'hai ficcata un pochino a martellate, ma in modo divertente.
Il racconto credo abbia divertito prima di tutto te a scriverlo, si sente che c'è dentro una vena di ironia prendoillettoreperifondelli che a me non dispiace.
Credo che gli amici siciliani se e quando arriveranno potranno trovare da ridire sul colloquio del Ragioniere col povero Roberto... ma forse i toni smaccatamente "mafiosi" fanno parte della recita e quindi destinati a impressionare chi si aspetta di essere impressionato.
Infine... bella tipa la Rosaria, me la presenti ?

Piaciuto e apprezzato
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 10:04

ahahahaha fortissimo questo pezzo, scritto con vera maestrìa, senza cedimenti fino all'ultimo, a dimostrazione che anche noi concepiamo la Sicilia solo come mafia, siamo plagiati da film (e veramente anche dai TG), ma non sempre ci sono padrini. Ci sono anche ragionieri, e quei cannoli che sono la fine dl mondo.
A proposito del dialogo di cui parla Mariovaldo, posso dire che in realtà funziona sempre. Mi spiego. Mio figlio ( siamo al nord) lavorò per diverso tempo per una ditta di informatica che mai lo pagava. Mi ci recai allora io medesima in persona e dissi al (guarda caso ) ragioniere che ci sono tanti modi per farsi pagare. Io intendevo i sindacati, lui capì mafia e dopo pochi giorni arrivò l'assegno. bom
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 10:53

cara Diva (posso abbreviarti così?), mi fa piacere che tu abbia riso di gusto e abbia pienamente inteso l'assunto di fondo.
Bellissimo poi l'aneddoto che mi racconti... niente niente parlasti con accento siculo?

Grazie del bel commento IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI 899765
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 11:18

mariovaldo ha scritto:
Uno del trio è qui, anche se non mattinierissimo :-)
Cara PennaLunga, inizio a dire che la Vucciria ce l'hai ficcata un pochino a martellate, ma in modo divertente.
Il racconto credo abbia divertito prima di tutto te a scriverlo, si sente che c'è dentro una vena di ironia prendoillettoreperifondelli che a me non dispiace.
Credo che gli amici siciliani se e quando arriveranno potranno trovare da ridire sul colloquio del Ragioniere col povero Roberto... ma forse i toni smaccatamente "mafiosi" fanno parte della recita e quindi destinati a impressionare chi si aspetta di essere impressionato.
Infine... bella tipa la Rosaria, me la presenti ?

Piaciuto e apprezzato

Grazie Brontolone. Eh sì, quanto alle martellate concordo: questa penna da piccina voleva fare il fabbro... Shocked
Certo che mi sono divertita, ma non intendevo prendere per i fondelli nessuno, lo giuro: solo divertirmi e possibilmente divertire.
La Rosaria? No che non te la presento, sono una PdG gelosa, io! Twisted Evil
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Nuccio Pepe
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 11:25

Ciao Pdg !
Brano lungo ? Non me ne sono accorto !
Sei riuscita ad inserire il mercato in un modo originale. L'intento ironico è evidente e reso in maniera egregia.
E' vero ci sono tanti pregiudizi e preconcetti sulla Sicilia e sui siciliani, anche se a volte la realtà supera la più fervida fantasia, ma questo ritengo pssa avvenire ovunque in Italia e nel mondo.
Ricordo che alcuni anni fa vennero a Palermo degli amici dei miei amici viennesi e mi ritrovai a far loro da cicerone.
Alloggiavano all'Hotel delle Palme e a parte un barlume di fascino sull'onda dei loro ricordi letterari per loro Palermo doveva essere piena di gente con la coppola e la lupara a tracolla e donne con i fazzoletti neri in testa: Fu difficile convincerli che i i botti che si udivano a tutte le ore del giorno e della notte ( eravamo in periodo pre-capodanno, e a noi piace esagerare con i festeggiamenti ..!) non corrispondevano ad altrettanti attentati ed omicidi ( ...almeno non tutti ...!).
Mi stranizzò che pur essendo persone "colte" ( lui sceneggiatore televisivo e lei un'attrice di teatro) in loro quei preconcetti fossero tremendamente reali.
Ritornarono a Vienna , con annesso pacco di cannoli,innamorati di questa strana città e dei suoi sapori ed odori ( la spazzatura non è compresa !) e sono già venuti altre 2 volte !

Mi associo a chi vuole un seguito, anche se penso che fuori dall'ambientazione panormita non sia più la stessa cosa !

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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 11:41

sì è vero, a malincure bisogna ammettere che grazie a film la Sicilia è diventata un "macchietta", talmente ben radicata che per il resto del mondo l'Italia è un paese esclusivamente di mafia e buon cibo. Pizza e mandolino e lupara. Questa è l'idea che gli altri hanno di noi. Ultimamente si è aggiunto un "utilizzatore finale", ma credo che su di lui non faranno film, troppo irreale, anche per un sceneggiato.
Ricordo che in un libro americano, venivano descritti i meravigliosi aranceti e le donne vestite di nero con la pezzola pure nera in capo. Peccato che parlasse del veneto.
Forse bisognerebbe avveritre il resto del mondo, che abbiamo anche i tortellini al ragò, il panettone, Carlo Verdone, Levi Montalcini, i semafori intelligenti e persino la metropolitana.


No, pdg, non parlai siculo, mi mancava l'anello al mignolo, il sigaro e i picciotti, ma mi sono divertita lo stesso, perchè sotto sotto, lo ammetto, speravo nel loro fraintendimento, ah!
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 12:14

Nuccio ha scritto:

Mi stranizzò che pur essendo persone "colte" ( lui sceneggiatore televisivo e lei un'attrice di teatro) in loro quei preconcetti fossero tremendamente reali.
Ritornarono a Vienna , con annesso pacco di cannoli,innamorati di questa strana città e dei suoi sapori ed odori ( la spazzatura non è compresa !) e sono già venuti altre 2 volte !


Aggiungo un mio aneddoto a conferma di ciò che dici.
Anni fa, diciamo una quindicina, mica un secolo, ero negli USA per lavoro, non ricordo se quella volta fossi a Chicago o a Milwaukee. Nel we un paio di gentili colleghi del posto mi accompagnarono per una visita alla città e uno di loro iniziò la solita solfa: Italia, spaghetti, mandolino, mafia. Il poveretto non si era accorto di dove fossimo. Lo pregai con tutta la calma possibile di alzare gli occhi e leggere ciò che stava scritto, anzi scolpito, sul frontale dell'edificio nel quale stavamo per entrare. Era il museo di belle arti e lui iniziò a leggere: Giotto, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Botticelli... una quindicina di nomi tra i quali solo un paio non italiani Laughing
Non ebbi più problemi.
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 12:22

Hai ragione Mario, il problema è la NON conoscenza, l'ignoranza è coltivata più del sapere.
E' facile accettare moduli pre-confezionati, inghiottire pseudo-verità piuttosto che, con fatica anche fisica oltre che intellettuale, cercare, studiare, conoscere, capire.
Quello sulla Sicilia e su Palermo è chiaramente solo un esempio, si può estedere ad altri luoghi e genti.
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 12:36

Racconto molto divertente e ben scritto, la cui idea centrale è davvero sapiente. L'aggancio al padre nel quadro, che poi sparisce dalla vita del figlio piccolissimo che però ne serba memoria mi risulta invece un po' farraginoso. L'avrei omesso. La conclusione, anche se dev'esser suonata irresistibile quando t'è venuta in mente, PdG, è altrettanto poco credibile e sa più di commedie all'italiana anni '80 che di brillante ironia, vero spirito di questo racconto.
Complimenti dunque per idea e scrittura.
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 13:06

Nuccio ha scritto:
Ciao Pdg !
Brano lungo ? Non me ne sono accorto !
Sei riuscita ad inserire il mercato in un modo originale..

................

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Ecco un degnissimo e atteso rappresentante del clan! bounce
Già l'inizio del tuo commento è appagante: se la lunghezza non pesa è un primo buon risultato.
L'inserimento della Vucirria per te è originale Smile , per l'Orso è martellato Shocked , per Rosalba è un po' farraginoso. Suspect ... evviva la biodiversità!
Scherzi a parte, è molto bella questa parziale disparità di vedute, stimolante e, dal mio punto di vista, molto costruttiva. Grazie davvero a tutti.

Ora aspetto i mancanti della famiglia... ooops, del clan. Sono curioso di sentire anche il loro parere. Non che non mi interessi quello degli altri, ma trattandosi della Vucciria, cosa loro è! IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI 954829
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 13:12

divagazioni laterali ha scritto:

Forse bisognerebbe avveritre il resto del mondo, che abbiamo anche i tortellini al ragò, il panettone, Carlo Verdone, Levi Montalcini, i semafori intelligenti e persino la metropolitana.

Una volta in Egitto, in un villaggio turistico, vidi uno spettacolo organizzato dall'animazione, uno degli organizzatori mi disse:-Questa è la mafia, la rappresentazione dell'Italia. Io mi incazzai molto ma non so se ha capito bene perchè parlammo in Inglese:il mio inglese da arrabbiata non so come sia
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 13:13

Una estimatrice come me della trilogia di Coppola può non aver apprezzato questa tua pagina sì magistralmente scritta?
Minchia, mi hai fatto un'offerta letteraria che non ho saputo rifiutare, nel senso che ciò che lamentavi, quando mi hai inviato la pagina, mica l'ho sentita perchè il tuo racconto (e diciamolo, solo un non-siciliano poteva pensare a un simile escamotage) mi ha preso dall'inizio alla fine, scivolando via al punto di dire "Oh, no, è finito!".
Un consiglio da lettrice e cinefila, amante del genere: continua, PDG, altri 50.000 caratteri e ne uscirebbe un romanzo che sono certa non ha nulla da invidiare a nessun nome noto. Non voglio paragonarti né a Sciascia né a Camilleri, che sono stati allattati da sicula terra, ora non montarti la testa, ma... insomma, standing ovation con applauso convinto.
Suggerimento per il capitolo secondo, dopo Il pacco del Padrino, che te ne pare di Non si offende l'ospite? Nel caso la tua gentile ospite, Rosaria, ti farà un'offerta che non potrai rifiutare, ancora una volta, perchè avrà degli argomenti moooolto convincenti!
Ehi, PDG, si è capito che da zero a dieci mi sei piaciuta undici?
Hihihihih

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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 13:15

Uh, leggo che ci sono già suggerimenti.
Il cannolo dell'ingegnere... siete tremendi!!!!!!!!!!!!!!!!!

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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 13:19

Comunicazione: è arrivato il primo pacco coi 50 Gronchi Rosa dell'Antologia, stasera imbusto, domani spedisco.
Ragazzi, il libro, tra le mani, è bellissimo davvero.
In una giornata che è iniziata male, ha lasciato uno squarcio di azzurro intenso.
Sono orgogliosa di noi.

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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 13:20

La penna del giorno ha scritto:
Buongiorno e buona colazione.
Eh, signora mia, non ci sono più i mattinieri di una volta, sono spariti come le mezze stagioni.
Dov'è finito il trio dei brontoloni dell'alba?

In compenso ci sono i nottambuli, e veniamo a loro.
GeF, spero che l'ospizio fosse ancora aperto Very Happy Ti aspetto più tardi.

Giorgio Gaber Max, mi hai dato un'idea. Che ne dici de "Il cannolo era un pacco" ? Shocked
Contenta che ti sia piaciuto, grazie.

No, i mattinieri di una volta non ci sono più.
Così vanno le cose, così devono andare, PDG.
Tutto ha una fine, compreso il trio dei brontolii del mattino.

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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 13:22

Rosalba Signorello ha scritto:
Racconto molto divertente e ben scritto, la cui idea centrale è davvero sapiente. L'aggancio al padre nel quadro, che poi sparisce dalla vita del figlio piccolissimo che però ne serba memoria mi risulta invece un po' farraginoso. L'avrei omesso. La conclusione, anche se dev'esser suonata irresistibile quando t'è venuta in mente, PdG, è altrettanto poco credibile e sa più di commedie all'italiana anni '80 che di brillante ironia, vero spirito di questo racconto.
Complimenti dunque per idea e scrittura.

Cara Rosalba del clan, prima di tutto grazie per la tua critica sempre puntuale e motivata.
Ti porego di dare un'occhiata a quanto ho detto a Nuccio e che riguarda pure te.
Lasciamo stare i complimenti, che naturalmente mi fanno molto piacere, e veniamo a quanto dici del finale.
Intanto ti confesso che non mi era suonato irresistible, tanto che ne avevo scritto anche un altro completamente diverso. Poi ho preferito chiudere con un sorriso malizioso. Tuttavia, sinceramente, non mi sento di condividere il discorso sulla commedia all'italiana anni '80 (anche se non era tutta da buttare via).
Credo si tratti piuttosto di qualcosa di molto realistico. In tutto il racconto non si è mai parlato di un legame serio tra Roberto e Alessia (non si considerano fidanzati e certo non sono conviventi, visto che sono diretti a un motel) e quindi Rosaria, alla quale evidentemente Roberto piace e che magari ha un po' di rimorso per lo scherzo "cattivo" che gli ha organizzato, si sente libera di giocare le sue carte. Succede tutti i giorni, non credi?
Un salutone e ancora grazie IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI 556327
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MessaggioTitolo: Re: IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI   IL PACCO DEL PADRINO - MARIO MALGIERI Icon_minitime19/10/2009, 13:24

Bè, a me Roberto e Alessia sono arrivati come Montalbano e fidanzata ligure della quale non mi ricordo il nome...

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