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 L'ultima lettera

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Divagazioni laterali
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MessaggioTitolo: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime28/10/2009, 18:09

In agosto i temporali sono frequenti, ma per fortuna durano poco, solo il tempo di inzuppare gli incauti, che come lei decidevano di fare una passeggiata. Si rese subito conto che non avrebbe fatto in tempo a tornare al paese prima che iniziasse a piovere, perciò decise di affrettarsi a raggiungere il casolare diroccato che tante volte aveva visto in cima al colle.
Ci arrivò appena in tempo e fu subito uno spettacolo di tuoni e lampi, lampi e tuoni; la pioggia più che cadere, sembrava scagliata a terra . .
Le erano sempre piaciute le vecchie case abbandonate, che in quei luoghi non erano poche, poiché i giovani se ne erano andati e i vecchi contadini non lavoravano più la terra. Al piano terreno c’erano sei stanze, che denotavano la presenza di una famiglia numerosa. Gli infissi erano sfasciati e alle pareti strisce di muffa nera firmavano il cattivo stato della casa. Ciò che rimaneva del portone d’ingresso dava su una stanza molto grande, probabilmente la cucina, poiché era presente un enorme camino e a destra una scala in pietra portava al piano superiore. La ragazza si fermò a leggere le scritte oscene, lasciate dai soliti ragazzi e notò con un sorriso gli errori di ortografia, supportati però da disegni esplicativi del mondo maschile, qualora il messaggio non fosse stato chiaro.
Il vecchio camino sapeva ancora di fumo, memore di antichi pasti e veglie notturne, dove si programmavano le semine o i raccolti, ma il più delle volte la nenia del rosario accompagnava la stanchezza del giorno.
Per la giovane intrusa, non era difficile immaginare i volti di queste persone, perché anche lei era nata in una casa simile; aveva infatti la piacevole sensazione di essere tornata alla casa natale e col pensiero riascoltava le voci della sua infanzia.
Si avvicinò a una finestra e guardò nella valle, che appariva sfuocata, investita dalla pioggia violenta che non accennava a diminuire.
“Resterò qui finché non smette, pensò, non c’è nessuno che si preoccupi se ritardo!”
Sentiva la nostalgia che le saliva piano piano nel cuore, un sottile senso di rimpianto per essere dovuta andare via da una casa simile, ma lo sapeva bene, non era stata colpa sua.
Salì al piano superiore, cercando col piede i gradini più stabili. Trovò stanze grandi, in una il cielo era visibile essendo crollato il tetto, le pareti conservavano le impronte dei mobili e là dove c’era stato un letto, era rimasto anche il segno del quadro che lo sovrastava. Ricordò che in camera sua c’era l’immagine del Sacro Cuore.
Il temporale si era bevuto la luce del giorno e sembrava quasi notte, anche se erano solo le quattro del pomeriggio; in quella solitudine lei stranamente non aveva paura, credeva anzi che la casa fosse contenta di offrirle protezione.
Voleva tornare nella cucina, quando un lampo illuminò una specie di nicchia sopra la porta, dove le sembrò di vedere una "cosa".
Annaspando un poco, riuscì a recuperare l’oggetto: esso era avvolto in una specie di stoffa cerata marrone, un poco appiccicosa per l’umidità e odorava di muffa. Le sue piccole mani parevano fosforescenti come quelle di un fantasma, in contrasto con l'involucro scuro. Delicatamente, con la sensazione di intromettersi nella vita altrui, liberò il contenuto. Era una Bibbia. “ Strano davvero portare via tutto e lasciare proprio la Bibbia!” Cercò allora l’anno di edizione, che di solito è scritto nell’ultima pagina : era del 1938!
“Possibile che sia qui da tutto questo tempo!? Già, che stolta, non è mica detto, potrebbe essere stata portata qui anche ieri!” Poiché credeva nel destino, non potè fare a meno di chiedersi se quel ritrovamento non fosse in realtà un segnale. Mentre sfogliava il libro, scivolarono sul pavimento dei fogli, che si rivelarono essere delle vecchie lettere. Con curiosità le esaminò: tre erano scritte dalla stessa persona con calligrafia stentata come se l’autore non fosse abituato a scrivere. Erano firmate da una certa Bianca. La quarta era scritta anche peggio, con errori di ortografia, a matita . Sembrava scritta da una persona anziana ed era firmata “ tua madre Atonia.”
Il quinto foglio era sempre nella busta evidentemente mai aperta, ma si capiva che era di Bianca.
La carta era sciupata e lo scritto si leggeva a mala pena. La giovane si sentiva a disagio a violare così l’intimità di altre persone, anche se ormai dovevano essere tutte morte .
Si accostò a una finestra per vedere meglio, mise le lettere in ordine di data ed emozionata si mise a leggere:

3.1.1941

Caro Carlo, ti scrivo per dirti che stiamo tutti bene, così come spero di te. Per capodanno ci siamo trovati tutti qui , Anna è riuscita a procurare un poco di farina per il pane e qualche uovo. A me hanno voluto dare anche il latte per via della mia tosse. Abbiamo pregato per tutti voi al fronte, speriamo che non siete feriti e tornate a casa presto. C’è bisogno di voi per i campi.
Sto ricamando il lenzuolo per il matrimonio. Mi manchi tanto, quando ti penso piango, ma tu mi ami sempre? La notte sto sveglia e ti penso, credo così di proteggerti. Torna presto


tua affezionatissima Bianca





8.3.1941

Caro Carlo, non ricevo tue notizie da febbraio. Come stai? Io sono stata ammalata, ho avuto la febbre e la tosse non mi lascia mai . .
.Quando penso a te mi sento meglio. Dio ci protegga e ti faccia tornare a casa presto così ci sposiamo .
A mia sorella è nato un maschio. Come primo figlio anche io voglio un maschio.

tua affezionatissima Bianca



15.5.1941

Caro Carlo, ho ricevuto la tua lettera dal fronte, dove dici che stai bene anche se patisci tanto, allora ho ringraziato Dio e ho pregato di farmi guarire presto. Il dottore non sa cosa ho, ma non ho più fame e sono sempre stanca. Sarà la tosse che non mi lascia mai. Ma questa guerra non finisce più? Non mi importa se non fai l’eroe basta che torni a casa vivo e ci sposiamo. Scrivimi appena puoi. Prego sempre per te.


Tua affezionatissima Bianca




La ragazza prese in mano la quarta lettera, quella firmata dalla madre, mentre un nodo di commozione le serrava la gola. Ciò che aveva letto rappresentava la vita di tante donne, inconsapevoli protagoniste di una Storia che non le riguardava .


20.11.1941


Carlo, figlio mio ti scrivo per dirti che noi stiamo bene, così spero di te, ma ti devo dare una bruta notisia anche se tuo padre non vuole, ma a me mi sembra giusto cosi perché se non ricevi più lettere da Bianca chissà cosa pensi. Il dottore ha detto che la tua fidanzata ci ha la tubercolosi e l’ha mandata in sanatorio mesi fa ma ha detto che non c’è più niente da fare. Credo che ora sarà già morta.
Non piangere figliolo, pensa a tornare a casa vivo almeno tu, sei giovane, Dio ha volluto così.
Troverai un’altra ragazza per mettere su famiglia e che ti aiuti nei campi. Prego per te e anche tuo padre prega per te e ti saluta.

tua madre Antonia


“Dio mio, pensò la ragazza, con le lacrime agli occhi” ma sono notizie da dare così come se fosse morto il canarino!?” Era arrabbiata con questa madre così poco sensibile, quasi avesse fatto un torto a lei stessa, ma già, allora erano altri tempi, non si usavano tante parole, bisognava tirare a campare!
Stette un poco immersa nei suoi pensieri mentre rigirava tra le mani la busta che non era mai stata aperta.
Ma perché Carlo non aveva letto l’ultima lettera!? Non era possibile che lui si fosse scordato della fidanzata. Infatti aveva conservato con cura quei fogli, li aveva come messi in mano a Dio, dentro la Bibbia .Si fece coraggio, ormai le pareva di essere una della famiglia, aveva bisogno di capire e aprì l’ultima lettera.





6.1.1942


Caro Carlo, solo ora posso scriverti. Come ti avranno detto, mi hanno mandata al sanatorio perché dicono che ho la tbc. Sono stata molto male, ma ora i medici dicono che forse tra un paio di mesi posso tornare a casa. Ho pregato tutti i giorni che Dio si prendesse cura di te e spero che lo abbia fatto, perché sono molto in pena, sono mesi che non ho tue notizie e nemmeno dai tuoi parenti. Ti sei forse scordato di me? Perdonami se non scrivo altro, ma mi stanco facilmente. Facciamoci coraggio, questa guerra dovrà pur finire.

Tua affezionatissima Bianca



Dunque stavano così le cose! Carlo non aveva mai saputo che Bianca era viva: non aveva mai trovato il coraggio di aprire la busta e leggere le parole della fidanzata che credeva ormai morta!
Che malvagio scherzo del destino. Avevano avuta salva la vita, ma in cambio si erano persi!
La ragazza però ora si sentiva serena. Carlo non aveva volontariamente abbandonato Bianca, semplicemente non aveva “ mai saputo.”
Si stava facendo tardi, il tempo a sua disposizione stava per terminare.e ormai non pioveva più. Rifece l’involucro e lo rimise dove lo aveva trovato, poi di corsa scese giù per il sentiero e si sentiva leggera e felice come non lo era mai stata negli ultimi anni.
Il tempo stringeva ma doveva fare ancora una cosa prima di andare via. Giunse alla piazzetta ed entrò nel piccolo bar, che sapeva di vino, fumo e vecchiaia. Il giovane barista la guardò quasi sorpreso, come se da anni non vedesse una faccia nuova, ma chiese solo: “Cosa prende, signorina?” “Solo un bicchiere d’acqua, grazie. Sa qualcosa di chi abitava nella casa diroccata su a Colle Alto?”
“ Gaspareee, senti la signorina cosa vuole.”
Gaspare era un vecchio seduto in fondo alla sala, con un cappello troppo piccolo per lui e tra le mani teneva un bastone bianco da ciechi.
“Ho sentito, signorina, e le posso dire che ci abitava un mio amico, si chiamava Carlo. Abbiamo fatto anche il militare insieme. ma durante la guerra gli è morta la fidanzata e da allora non è stato più lo stesso, sembrava fuori di testa. Sa, le voleva molto bene. Quando siamo tornati, lui è partito insieme ai suoi e non so che fine abbia fatto. Conoscevo anch’io la ragazza, erano una bella coppia, avrebbero messo su una bella famiglia .. Ma, io la conosco? Mi sembra di avere già sentito la sua voce, come si chiama ?’”
“ Mi chiamo Bianca”
Il vecchio non la sentì, forse aveva parlato troppo piano. Uscendo dal locale si chiuse piano la porta alle spalle e si rese conto che si erano già scordati di lei e fu come se non fosse mai entrata.
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Luca Curatoli
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime31/10/2009, 08:32

a parte la curiosa visitatrice, rapita in un luogo altrettanto irresistibile per me - che osserva gli errori di ortografia di scritture recenti - gradevole l'espediente narrativo utilizzato per catapultare il lettore in un altro tempo.

anche alle lettere ai diari, in genere, non riesco più a resistere: starò invecchiando?
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime31/10/2009, 08:42

no, non stai invecchiando, stai incuriosando. cheers
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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime31/10/2009, 19:42

... riuscì a recuperare l’oggetto: esso era avvolto in una specie di stoffa...,
Questo è lunico passaggio che non mi piace, che a me suona un po spigoloso.
Per il resto trovo che il racconto sia originale e ricco di spunti molto piacevoli.
Soprattutto mi è piaciuto quel senso di sospensione temporale che hai saputo rendere quando parli della prime impressioni che Bianca riceve ad ogni passaggio di stanza. Quasi quasi il lettore avverte il leggero struggimento che avvolge dolce il cuore della ragazza quando nella memoria riecheggiano i giorni della propria infanzia vissuti in una casa simile.
Mi è molto piaciuto. Complimenti. P.
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime31/10/2009, 19:47

più che spigoloso, forse didascalico?
io adoro le case abbandonate, mi fanno impazzire perchè ci sento tutte le vite che hanno contenute.

Grazie GeF.
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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime31/10/2009, 19:51

Sei molto bravo?... brava? Embarassed Rolling Eyes
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime31/10/2009, 23:14

un poco brava.


Prova a immaginare che la ragazza che dice di chiamarsi Bianca sia la reincarnazione della vecchia Bianca, per questo ha gli stessi ricordi.

Prova a pensare che la giovane Bianca sia semplicemente una ragazza che ha avuto le stesse esperienze della vecchia Bianca.

O magari che la giovane Bianca si sia semplicemente immedesimata nella vechia.

O che sia il fantasma di Bianca.


E se io mi chiamassi Bianca?
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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime1/11/2009, 08:23

Bene, ciao Bianca, allora. Non so se lo avevo già fatto o meno ma nel dubbio ti do il benvenuto. Ti avevo risposto anche ieri sera ma al momento non dispongo di una buona connesione e qualcosa non deve aver funzionato a dovere.
Ti dicevo appunto che, delle quattro soluzioni che proponi tu stessa, personalmente scelgo la quarta. E siccome ho dormito in una casa isolata mi auguravo che non ti venisse l'idea di vernirre a turbare la mia già sensibilissima insonnia. Sai, io ai fantasmi non ci credo, però sono un fifone matricolato, e temo pale .
Sperando che questo ultimo post ti arrivi...
p.
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime1/11/2009, 08:31

Di nuovo grazie. No, in realtà non mi chiamo Bianca, ma come la protagonista, mi ci sono immedesimata.
Penso che tutto ciò che scriviamo abbia una base nei nostri ricordi.
E comunque i fantasmi esistono eccome, io ne ho la casa piena. Piena si fa per dire, sono solo due. Due ragazzini per la precisione.
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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime1/11/2009, 08:45

Umhh... ragazzini? e ti combinano le marachelle?
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime1/11/2009, 20:22

certo che sì! mi nascondono le cose, la sera corrono su è giù per le scale. se ne accorge persino il gatto,
Una sera ero sola, stavo vedendo un film e facevano così baccano che non sentivo nulla, alla fine ho urlato che se non la smettevano accendevo tutte le luci e li avrei fatti sparire!
Non ci crederai ma hanno smesso.
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Giampiero Pieri
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Giampiero Pieri

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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime1/11/2009, 20:32

Ma dai, non sono maleducati, allora. Io avrei già cambiato casa...
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime1/11/2009, 20:35

nooo maleducati no, chiassoni e dispettosi sì. Ho scritto anche un racconto, un giorno lo posterò. Tutto vero, tranne il finale.
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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime13/4/2010, 22:07

Un racconto che fa riflettere e pone tanti interrogativi. Bravissima. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime13/4/2010, 22:51

Grazie Franca. L'ultima lettera 35710
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Annamaria Giannini
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Annamaria Giannini

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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime14/4/2010, 12:59

sarebbe stato perfetto anche per il round di questa settimana.Bello davvero.
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MessaggioTitolo: Re: L'ultima lettera   L'ultima lettera Icon_minitime14/4/2010, 13:02

Dici? magari è anche meglio di quello che ho scritto per il round, ma ormai i giochi sono fatti. R. scratch
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