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 LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI

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MessaggioTitolo: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime20/11/2009, 23:00


Nella sua cella, con la valigetta in mano, fissò ancora per un istante il crocifisso che aveva davanti: il Cristo nudo taceva.

Aveva dimenticato il momento che era entrata in convento, ricordava che non era stata solo la fede a spingerla a prendere il velo; a farla rinunciare alla vita benestante che avrebbe vissuto, continuando gli studi di medicina come la tradizione famigliare avrebbe voluto.
Si rivedeva stesa a terra, ragazza, quando pronunciò il  giuramento di fedeltà al Signore.
Le infilarono una fede d’oro al dito: non l’aveva mai tolta e sempre, prima di dormire, la baciava in segno di rispetto e di fedeltà a chi aveva scelto come sposo per la vita, nel dolore e nella gioia, nella salute e nella malattia; nelle scelte. Giuste o sbagliate che fossero.
Era molto tempo, da quando dirigeva la Casa del Fanciullo, che non le si era presentata una scelta così difficile.
Il Signore taceva.

Era alla direzione dell’associazione da parecchio tempo.
Fu la Curia ad assegnarvela, dopo i tanti anni trascorsi come direttrice dell’ospedale del Sacro Spirito, nel cuore della città.
Aveva accettato senza protestare, felice di dare una svolta a un lavoro che iniziava a pesarle.
Non le era dispiaciuto un trasferimento in campagna: la Casa del Fanciullo era a pochi chilometri dal centro, un bel parco, un orto che le consorelle curavano con pazienza e amore, raccogliendone i frutti ad ogni stagione.
Era stata fondata un po’ di  tempo addietro: per lo più, accoglieva prostitute che avevano deciso di ribellarsi al loro protettore.
Senza dimora, trovavano tra le suore una nuova casa che le accoglieva, le sfamava e le tutelava da eventuali ritorsioni che spesso, troppo spesso, arrivavano alla direzione sotto forma di minacciose lettere anonime.
Suor Lucia era brava a smistarle nelle fabbriche delle regioni vicine, a trovare una casa che, se pur modesta, poteva garantire loro la dignità.
Quella dignità  che avevano perso sulle strade dove erano state costrette a vendere il loro corpo in cambio di una promessa disattesa.
Qualcuna decideva di abbandonare la strada perché gravida.
La Casa cercava una famiglia di adozione al nascituro fino a che la madre non sarebbe stata in grado di provvedere al piccolo.
In tutti quegli ultimi anni, nessuna aveva mai lasciato il figlio alle famiglie adottive; questa era una grande consolazione per Suor Lucia e le altre consorelle.
Altre, invece, decidevano di abortire.
Alcune ex prostitute avevano invece deciso di restare ad aiutare le suore, chiedendo di restare a lavorare presso l’istituto.
Con loro, anche i figli che animavano il cortile di risa e di felicità.

Era già quasi l’ora di ritirarsi nella cella quando Suor Lucia venne chiamata urgentemente in ufficio da Suor Evangelista.
La scena che le si parò davanti faceva presagire solamente guai: una donna dal volto tumefatto, piangente, con una ragazzina spaventata, erano sedute davanti alla scrivania.
Suor Evangelista in piedi, di lato, a sussurrarle qualche cosa che lei non capiva.
“Avrà dodici anni, non di più” pensò Suor Lucia, adocchiando la bambina, mentre si sedeva; attese che la donna smettesse di singhiozzare e le spiegasse il motivo della sua visita ad un’ora così inconsueta per le abitudini dell’istituto.
Suor Evangelista versò alla donna e alla bambina un tè bollente.
La donna serrava tra le mani la tazza, stringendola così forte da sbiancarsi le nocche, spegnendo i singhiozzi.
La bimba taceva.
Fu lo sguardo assente della ragazzina che strinse il cuore di Suor Lucia in una morsa; percepiva che in quegli occhi, nulli di qualsiasi emozione, c’era il motivo vero della visita delle donne che aveva davanti.
Sì, la ragazzina era già donna, un seno acerbo spingeva la maglietta.
Ma erano i suoi occhi, soprattutto, che non avevano più nulla che ricordasse la fanciullezza: vuoti, profondi, senza vita.
“Mia figlia Caterina è incinta”.
La donna si era imposta di smettere di singhiozzare ed aveva ritrovato la compostezza; sul viso, una smorfia di odio profondo aveva sostituito la disperazione di pochi istanti prima.
“Suo padre l’ha ingravidata. Caterina ha dodici anni.”
Suor Lucia faticò a restare impassibile alla notizia.
Fissò la donna con fare interrogativo.
“E perché è venuta qua? Come possiamo aiutarla?”
Suor Evangelista comprese al volo la situazione e prese Caterina per mano.
“Vieni, ti mostro la camera dove potrai dormire, ma prima dobbiamo andare nel guardaroba a cercare una bella camicia da notte per te”.
La ragazzina non protestò e si lasciò guidare, apatica, quasi incurante delle parole che la suora le diceva.
“Grazie, sorella. Non posso andare dai carabinieri, lui mi massacrerebbe. Mi dovete aiutare, non so a chi rivolgermi. Abitiamo qui da poco tempo, Don Luigi mi ha detto che qui ospitate ragazze madri e che prenderete a cuore la mia situazione”.
“Lei capirà che questa è una situazione un po’ particolare, le ragazze che ospitiamo qui vengono dalla strada, l’unica casa che conoscono è quella dei loro sfruttatori mentre lei ce l’ha e ha il diritto di abitarla serenamente, con sua figlia. Lei deve sporgere denuncia e raccontare tutto agli inquirenti, non può permettere che queste cose vengano insabbiate”.
“Lei non capisce, non capisce... “ parve per un attimo perdere la freddezza, ma la ritrovò, ricacciando le lacrime che spuntavano sulle ciglia scure “avevo intuito che le attenzioni che riservava marito a nostra figlia non erano sane; solamente stamattina che ho avuto il quadro pieno della situazione. Caterina da qualche settimana sta male, è pallida ed ha sempre gli occhi in acqua. E’ inappetente e ha le nausee. Dapprima ho temuto che qualche compagno di scuola fosse andato oltre. L’ho costretta a fare un test di gravidanza ed ho avuto la risposta. E’ stato solamente dopo le mie accuse, quando le ho urlato di dirmi il nome di chi era stato, che Caterina mi ha confessato tutto. Sorella, se sono qui è perché conosco Don Luigi: siamo vecchi compagni di scuola. Don Luigi mi ha detto tutto”.
A Suor Lucia un brivido di gelo scese lungo la spina dorsale.
Aveva intuito il motivo della visita della donna.
Sperava che il passato non sarebbe mai più tornato e invece lo aveva davanti, riflesso nello sguardo disperato ma determinato della donna in lacrime.
Sapeva ciò che la donna voleva da lei, se Don Luigi l’aveva mandata lì era perché sapeva che, ancora una volta, Suor Lucia avrebbe dovuto mettere in discussione la sua fede.
Era una brava ostetrica: quando lavorava al Sacro Spirito, aveva aiutato tante donne a partorire i loro bambini, a metterli ancora insanguinati sulle pance calde e nude, per aiutare i piccoli a ritrovare un poco del calore che avevano lasciato dentro gli uteri.
Ma aveva aiutato anche tante donne a svuotarsi l’utero di ovuli fecondati e indesiderati.
La fede in Cristo, il giuramento fatto al suo sposo era stato tradito molte volte.
Pensava alle tante disperate che le si rivolgevano, come se il suo abito candido fosse quello dell’angelo che le poteva salvare.
Ora che era anziana, Suor Lucia sapeva che avrebbe dovuto rendere conto dei suoi peccati al Dio Padre, quando si sarebbe finalmente deciso a chiamarla a sé.
Da quando dirigeva la Casa, non le era più capitato di praticare un aborto; era riuscita a convincere quelle donne a portare a termine la gravidanza e dare poi il bambino a una delle tante coppie desiderose di un figlio.
Ma ora il passato era lì, bussava, aspettava una risposta.
I suoi settant’anni le pesavano sulle spalle, come macigni.
Guardò la donna, tentando un’ultima difesa, consapevole che avrebbe ceduto nello stesso momento in cui pronunciò le parole:
“Sono anni che non pratico più. Temo di non essere in grado di aiutarla. Deve rivolgersi all’ospedale, mi dispiace”.
“Lei sa che non posso farlo. Dovrei denunciare mio marito, mia figlia andrebbe sulla bocca di tutti, diventerebbe un fenomeno da sbattere in prima pagina e io non voglio. La prego, Suor Lucia, mi aiuti, lo faccia per Caterina… Ha solo dodici anni, capisce? Dodici fottutissimi anni, un padre che le ha rubato ogni traccia di fanciullezza che ancora le era rimasta. Caterina è una bambina dolcissima, ora è assente sempre, non ascolta nessuno, vive in camera sua e se non sono io a portarle da mangiare, camperebbe di sola aria”.
“E suo padre?”
“Suo padre è all’estero, ha avuto un incarico di qualche mese in Francia e tornerà solamente a Natale. Non voglio che ci ritrovi. Noi spariremo, non avrà più occasione di farmi del male, né a me né a sua figlia. Vede questo?” dice con rabbia la donna, scoprendosi un braccio dove una lunga cicatrice rosseggiava sulla carne chiara “questo è il suo ultimo regalo. Mi ha picchiata, poi mi ha minacciata con un coltello. Sono scivolata mentre cercavo di divincolarmi dalla sua stretta e mi ha procurato questo taglio profondo”.
Suor Lucia in quel momento era spugna, il dolore della donna erano stille ad imbibirla.
Non col dolore fisico della cicatrice fiammeggiante, ma il dolore di vivere una vita che non aveva alcuna prospettiva per lei con l’uomo che aveva scelto, un tempo.
Chiuse gli occhi.
Già sapeva che avrebbe aiutato la donna.

Accantonò il poco dubbio che ancora la faceva tentennare, mentre disse alla donna di aspettarla; tornò nella sua cella, a prendere dall’armadio la valigia da medico che conteneva gli attrezzi da sterilizzare per l’indomani mattina: Caterina meritava un po’ di felicità.
E chi era lei per negargliela?
Avevano bussato alla sua porta. Non si lascia chiusa la porta ai pellegrini che vengono da te in cerca di conforto e di aiuto, secondo gli insegnamenti cristiani.
Il Signore l’avrebbe perdonata, si disse mentre lanciò un ultimo sguardo al crocifisso appeso alla nuda parete: pareva sorridesse.

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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime20/11/2009, 23:05

PDG, password attivata se sei in giro

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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime20/11/2009, 23:15

Un tema molto ma molto pesante. Non so fino a che punto farà discutere. Mi hai ricordato Le regole della casa del Sidro. Io non so se chi presta giuramento di fedeltà al Signore possa poi arrivare a tradire i suoi insegnamenti e i suoi dettami. Una pagina che credo farà discutere. Resto un po' qui, a vedere se il cambio password è ok. A domani, PDG.

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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime20/11/2009, 23:19

Sì, Daniela, ci sono. Intanto grazie per l'immagine e la splendida musica che hai scelto, il Lacrimosa di Mozart mi sembra adatto al clima della mia pagina.
Il libro e anche film che citi sì, trattano dello stesso argomento ma la scelta era affidata a un medico e lui non aveva dubbi come la mia Suor Lucia. Li aveva, se ben ricordo, il ragazzo che avrebbe dovuto proseguire il suo operato. Per ora ti ringrazio, lascio la buona notte a te e se qualcuno passerà.
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Oroserio Sergio
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime20/11/2009, 23:46

L'argomento è forte. A me personalmente piace questo tipo di scrittura.
Non voglio commentare il testo da un punto di vista della religiosità, altrimenti dovrei dire: magari ce ne fossero di suore così, io ne ho conosciute solo di antipatiche.
Qello che non mi va giù e la mancanza di una denuncia, di una ribellione. Lo so che accadono realmente queste violenze, e che molte volte non vengono denunciate. Ed è proprio ciò che mi fa rabbia...

Complimenti PDG
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime20/11/2009, 23:51

Ciao, Oroserio Sergio.
Purtroppo succede tutt'ora, sono scene di quotidiana brutalità che vengono nascoste da silenzi complici. Purtroppo sono spesso le madri, in casi analoghi, a essere protettrici dei carnefici.
Se con il tuo "a me personalmente piace questo tipo di scrittura" intendi scrittura come denuncia, piace anche a me.
Grazie del tuo passaggio.
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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 08:07

Già dall'ascolto della musica scelta per il brano avevo capito che non ci sarebbe stato da sorridere. E così è stato.
Tema impervio, anzi, temi impervi: la coscienza di una suora, il significato cristiano di "carità", la violenza sulle donne, la violenza sui figli.

Forse troppi temi per le poche righe consentite dalle abitudini di lettura sul web. Forzatamente tu PdG non hai potuto approfondirli e hai dovuto usare qualche schema un po' logoro. Ma l'opera è valida, pone davvero tanti argomenti di riflessione e mi piace molto, anche se è improbabile, la figura della suora che antepone la Carità al Dogma dell'intangibilità di un abbozzo di vita. In questo è aiutata non solo da una fede profonda seppure vissuta tra i dubbi e le contraddizioni, ma da un sacerdote (figura appena abbozzata che meriterebbe altro rilievo ) che vive la fede allo stesso modo, non condanna ma si attiva per aiutare chi ne ha bisogno, incurante delle conseguenze per la sua anima che certo, come quella di suor Lucia, è lacerata dal dubbio.
Sul piano della scrittura, qualche svista e qualche frase forse da ripensare, ma il brano è efficace e coraggioso.
Gran PdG, oggi.
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Nuccio Pepe
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 08:24

Argomento duro e crudo, purtroppo realisticamente attuale.
Non che tali cose non succedessero prima, ma oggi se ne parla e spesso ( ma non abbastanza) si denuncia.
Il brano è scritto abbastanza bene e prende il lettore.

Non discuto sul tema dell'aborto, perchè si andrebbe in un campo vastissimo, mi limito a un paio di considerazioni.
Una suora o un prete hanno il dovere, forse più di altri, dell'aiuto e della solidarietà.
Ne ho conosciuto e ne conosco che fanno ciò anche rischiando in prima persona.
Qui mi sembra che si vada oltre.
Il convento assume quasi l'aspetto di una clinica clandestina, sono stati praticati aborti anche in altre occasioni. Suor Lucia opera, Don Luigi sa, suor Evangelista collabora ....

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Emma Bricola
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 08:54

Brano crudo, ti arriva come un pugno sulla faccia quella situazione. Vissuta da molte donne, troppe:non condivido il fatto di non denunciare il porco maiale . Merita la galera. Denunciare bisogna, e poi scappare. Non si può fargliela passare liscia. Per quanto riguarda la suora che pratica l'aborto per carità cristiana sono un po' scettica al riguardo. Non dovrebbe in teoria essere reale una situazione del genere , ma si sa ... a volte la realtà supera la fantasia. Basta guardarsi intorno. Brava pdg. Una pagina che merita di essere ampliata , continuata , che stimola la curiosità sul come andrà a finire. Applausi LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI 575356
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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 09:10

Daniela Micheli ha scritto:
... Io non so se chi presta giuramento di fedeltà al Signore possa poi arrivare a tradire i suoi insegnamenti e i suoi dettami...

Buongiorno.
Scusa PDG se intervengo citando qualche parola di Daniela.
Voglio prenderle come spunto per accendere una piccola polemica.
Ecco vedi, sì fa un gran parlare di quelli che dovrebbero essere gli insegnamenti del Signore, ma non dimentichiamo che un primo atto demagogico è compiuto e reiterato proprio da chi quegli insegnamenti ha pretende di tramandarli, nei secoli.
Si parla del Cristo, ma lo si snatura del suo vero aspetto fisico o politico. Un piccolo uomo, che era anche scuretto di pelle, tenta una resistenza all'invasore scegliendo la non violenza come arma di riscatto. Si inizia col salvarne principalmente la valenza spirituale del costume di vita, o una parte di essa, lasciandone volutamente in sottofondo quella politica, che in realtà fu quella più attiva: la resistenza ai romani invasori, quella voglia di libertà che anima la lotta di un qualsiasi partigiano che cerca di ribellarsi all’invasore.
Nei secoli seguenti viene preso e trasformato ancora, in una sorta di biondo extraterreste, solo per motivi d’icono-genia. Lo si racconta come un pensatore ispirato, ovviamente, che trascende dai problemi reali suoi e della sua gente perché, si dice, questi non sono importanti di fronte alla purezza del rapporto col divino. Si invita a seguirne l’esempio lanciando alle masse (un tempo veramente affamate) un messaggio preciso, non pensate ai vostri problemi di pancia, riempitevi piuttosto con la fede; chi si ribella allo stato dei fatti subirà la stessa fine, è meglio non contrapporsi all’autorità. Anzi, glielo si fa dire a lui stesso, direttamente, attribuendogli quella nota scempiaggine del “dai a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”. Uno slogan di successo per i governanti per cui Silvio si duole ancora di non averlo inventato lui, tutto unto dal Signore com’è.
Ora, tornando al tuo racconto, che affronta il tema molto duro dell’aborto, devo dirti che, personalmente, l’accettazione degli insegnamenti divini io la ritrovo proprio nella non accettazione del dogma, nel saper andare oltre le parole dette o scritte prendendo come obiettivo la ricerca del bene (che in questo caso si intuisce essere nel cercare a tutti i costi salvare la serenità di una ragazzina ingiustamente aggredita dalla oscenità della vita).
La tua scrittura è netta (a tratti la trovo anche un pochino didascalica, con una punteggiatura forse da rivedere soprattutto all’inzio del brano, secondo il mio modo di recepirla). Mi piace soprattutto per l’idea che introduce, l’invito a pensare su una questione, l’interruzione della gravidanza, mai completamente risolta sebbene dibattuta in tutti i suoi risvolti.
Per la verità il tuo brano di temi ne affronta parecchi, più o meno direttamente, dalla violenza sulle donne alla pedofilia, la violenza sessuale, l’incesto, la moralità dei personaggi che la società generalmente indica come referenti per la nostra condotta morale, l’ambigua politica sottobanco condotta dalle autorità religiose…
Insomma, hai scritto ‘na vera bomba, te ne rendi conto o no?
Un voto di gradimento dal sottoscritto.
P.
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tecnal
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 09:40

Baciamo le mani PdG.
Se la Daniela aveva intenzione di mettere un sigillo a questo round, per mezzo di questo scritto c'è riuscita, eccome.
Il tema è crudo, rivoltante ma, purtroppo, molto più frequente di quanto si abbia notizia.
La tana dell'orco è quasi sempre nella stanza accanto, e non solo nei quartieri degradati delle nostre città.
L'immagine più toccante è quella della bimba privata del suo essere appunto bimba, un furto che mai potrà esserle restituito.
La figura centrale della suora con i suoi conflitti etici, morali e di Fede aprirebbe un contraddittorio che non può essere liquidato in poche righe.
Una pagina che porta il lettore a meditare, ad affrontare, anche se con estrema riluttanza, il dubbio.
Una buona prova, PdG.
Complimenti.
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 10:12

Buongiorno, eccomi.
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 10:14

ospite ha scritto:
Argomento difficile. richiede scrittura lucida e poco umida. Mi pare che le parole siano abbastanze prosciugate. Bello il colpo di scena della suora che assiste le nn madri...

Lucida e poco umida mi piace, significa (correggimi se intendo male) che è argomento nel quale è facile cadere con una troppa partecipazione e quindi troppo umido di lacrime.
Grazie
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 10:23

mariovaldo ha scritto:
Già dall'ascolto della musica scelta per il brano avevo capito che non ci sarebbe stato da sorridere. E così è stato.
Tema impervio, anzi, temi impervi: la coscienza di una suora, il significato cristiano di "carità", la violenza sulle donne, la violenza sui figli.

Forse troppi temi per le poche righe consentite dalle abitudini di lettura sul web. Forzatamente tu PdG non hai potuto approfondirli e hai dovuto usare qualche schema un po' logoro. Ma l'opera è valida, pone davvero tanti argomenti di riflessione e mi piace molto, anche se è improbabile, la figura della suora che antepone la Carità al Dogma dell'intangibilità di un abbozzo di vita. In questo è aiutata non solo da una fede profonda seppure vissuta tra i dubbi e le contraddizioni, ma da un sacerdote (figura appena abbozzata che meriterebbe altro rilievo ) che vive la fede allo stesso modo, non condanna ma si attiva per aiutare chi ne ha bisogno, incurante delle conseguenze per la sua anima che certo, come quella di suor Lucia, è lacerata dal dubbio.
Sul piano della scrittura, qualche svista e qualche frase forse da ripensare, ma il brano è efficace e coraggioso.
Gran PdG, oggi.
Hai ragione, Mario, ho condensato troppo qua sopra. Suor Lucia come Don Luigi, fedeli nel senso che hanno prestato giuramento ma non per questo rifiutano di porgere un aiuto a chi loro si rivolge.
Grazie
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 10:29

Nuccio ha scritto:
Argomento duro e crudo, purtroppo realisticamente attuale.
Non che tali cose non succedessero prima, ma oggi se ne parla e spesso ( ma non abbastanza) si denuncia.
Il brano è scritto abbastanza bene e prende il lettore.

Non discuto sul tema dell'aborto, perchè si andrebbe in un campo vastissimo, mi limito a un paio di considerazioni.
Una suora o un prete hanno il dovere, forse più di altri, dell'aiuto e della solidarietà.
Ne ho conosciuto e ne conosco che fanno ciò anche rischiando in prima persona.
Qui mi sembra che si vada oltre.
Il convento assume quasi l'aspetto di una clinica clandestina, sono stati praticati aborti anche in altre occasioni. Suor Lucia opera, Don Luigi sa, suor Evangelista collabora ....

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Ciao Nuccio. Veramente non parlo di un vero e proprio convento, parlo di una casa famiglia e questo aborto, in particolare, è il primo che vi si pratica da quando suor Lucia ne è la direttrice, mentre prima lei lavorava come ostretica in una clinica. In che periodo storico collocheresti queste azioni, tu e chi ha letto?
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 10:35

Emma Bricola ha scritto:
Brano crudo, ti arriva come un pugno sulla faccia quella situazione. Vissuta da molte donne, troppe:non condivido il fatto di non denunciare il porco maiale . Merita la galera. Denunciare bisogna, e poi scappare. Non si può fargliela passare liscia. Per quanto riguarda la suora che pratica l'aborto per carità cristiana sono un po' scettica al riguardo. Non dovrebbe in teoria essere reale una situazione del genere , ma si sa ... a volte la realtà supera la fantasia. Basta guardarsi intorno. Brava pdg. Una pagina che merita di essere ampliata , continuata , che stimola la curiosità sul come andrà a finire. Applausi LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI 575356
Anche io non condivido il non denunciare il porco maiale, è assolvere, giustificare, quasi approvare un delitto, perchè di delitto si tratta. Circa la suora che pratica aborti è forzato ma è un po' come alcune altre figure di preti che hanno fatto la resistenza e non in seconda linea, anche se qui, al di là degli intenti, è solo letteratura.
Grazie
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 10:37

Scusatemi, torno tra un poco, un'emergenza visita che suona alla porta.
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 10:48

Non ho parole. Il peggiore crimine che possa esserci: rubare l'innocenza e da parte di un padre. Spero che anche nella Chiesa reale esistano persone che riescano a discernere quando tra una vita già esistente ed una vita a venire sia doveroso privilegiare la prima. Nel caso specifico era difficile far scegliere alla dodicenne ma questo è quello che sempre dovrebbe accadere: lasciare decidere a chi vive la tragedia.
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 11:15

GeF ha scritto:
Daniela Micheli ha scritto:
... Io non so se chi presta giuramento di fedeltà al Signore possa poi arrivare a tradire i suoi insegnamenti e i suoi dettami...

Buongiorno.
Scusa PDG se intervengo citando qualche parola di Daniela.
Voglio prenderle come spunto per accendere una piccola polemica.
Ecco vedi, sì fa un gran parlare di quelli che dovrebbero essere gli insegnamenti del Signore, ma non dimentichiamo che un primo atto demagogico è compiuto e reiterato proprio da chi quegli insegnamenti ha pretende di tramandarli, nei secoli.
Si parla del Cristo, ma lo si snatura del suo vero aspetto fisico o politico. Un piccolo uomo, che era anche scuretto di pelle, tenta una resistenza all'invasore scegliendo la non violenza come arma di riscatto. Si inizia col salvarne principalmente la valenza spirituale del costume di vita, o una parte di essa, lasciandone volutamente in sottofondo quella politica, che in realtà fu quella più attiva: la resistenza ai romani invasori, quella voglia di libertà che anima la lotta di un qualsiasi partigiano che cerca di ribellarsi all’invasore.
Nei secoli seguenti viene preso e trasformato ancora, in una sorta di biondo extraterreste, solo per motivi d’icono-genia. Lo si racconta come un pensatore ispirato, ovviamente, che trascende dai problemi reali suoi e della sua gente perché, si dice, questi non sono importanti di fronte alla purezza del rapporto col divino. Si invita a seguirne l’esempio lanciando alle masse (un tempo veramente affamate) un messaggio preciso, non pensate ai vostri problemi di pancia, riempitevi piuttosto con la fede; chi si ribella allo stato dei fatti subirà la stessa fine, è meglio non contrapporsi all’autorità. Anzi, glielo si fa dire a lui stesso, direttamente, attribuendogli quella nota scempiaggine del “dai a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”. Uno slogan di successo per i governanti per cui Silvio si duole ancora di non averlo inventato lui, tutto unto dal Signore com’è.
Ora, tornando al tuo racconto, che affronta il tema molto duro dell’aborto, devo dirti che, personalmente, l’accettazione degli insegnamenti divini io la ritrovo proprio nella non accettazione del dogma, nel saper andare oltre le parole dette o scritte prendendo come obiettivo la ricerca del bene (che in questo caso si intuisce essere nel cercare a tutti i costi salvare la serenità di una ragazzina ingiustamente aggredita dalla oscenità della vita).
La tua scrittura è netta (a tratti la trovo anche un pochino didascalica, con una punteggiatura forse da rivedere soprattutto all’inzio del brano, secondo il mio modo di recepirla). Mi piace soprattutto per l’idea che introduce, l’invito a pensare su una questione, l’interruzione della gravidanza, mai completamente risolta sebbene dibattuta in tutti i suoi risvolti.
Per la verità il tuo brano di temi ne affronta parecchi, più o meno direttamente, dalla violenza sulle donne alla pedofilia, la violenza sessuale, l’incesto, la moralità dei personaggi che la società generalmente indica come referenti per la nostra condotta morale, l’ambigua politica sottobanco condotta dalle autorità religiose…
Insomma, hai scritto ‘na vera bomba, te ne rendi conto o no?
Un voto di gradimento dal sottoscritto.
P.

Intanto un grazie, hai colto perfettamente le motivazioni di fondo che mi hanno spinta a scrivere questa pagina. Non so se nascerà una polemica, ma il tuo pensiero è il mio pensiero circa una ipocrisia dilagante che in questi ultimi tempi la fa da padrone. Non mi soffermo tanto sulla sentenza europea circa il crocifisso. Mi soffermo, invece, su un episodio particolare successo questa estate, la settimana che ero in ferie. Quella settimana successero tre cose: un premier che fece causa a un quotidiano, un altro quotidiano che sbattè in prima pagina un direttore, un barcone di clandestini con non ricordo più quante persone annegate. Quella settimana, la notizia dei morti in mare fu quella che ebbe meno seguito. Come mai, mi chiedo? Dov'erano quelli che inneggiano alla carità cristiana e poi approvano leggi come quelle approvate a luglio? Questa è la vera ipocrisia, che segue dogmi e non insegnamenti. Io sono battezzata, sono cattolica, ma non mi riconosco in un Papa che parla sulla fame del mondo con un anello al dito che basterebbe a sfamare una nazione. Non mi riconosco in una mentalità che brucia le donne abortiste, che impedisce la comunione col corpo di Cristo alle divorziate, quando poi plaude miserie come quelle lette e che non ripeto. Ecco, questa è letteratura, tentativo di letterare, ma ben venga se usiamo le nostre arti per dire di no, per prendere posizione, per schierarsi. Polemica non ci sarà, credo, ma c'è sicuramente un invito a quanti vorranno partecipare.
Grazie
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 11:20

tecnal ha scritto:
Baciamo le mani PdG.
Se la Daniela aveva intenzione di mettere un sigillo a questo round, per mezzo di questo scritto c'è riuscita, eccome.
Il tema è crudo, rivoltante ma, purtroppo, molto più frequente di quanto si abbia notizia.
La tana dell'orco è quasi sempre nella stanza accanto, e non solo nei quartieri degradati delle nostre città.
L'immagine più toccante è quella della bimba privata del suo essere appunto bimba, un furto che mai potrà esserle restituito.
La figura centrale della suora con i suoi conflitti etici, morali e di Fede aprirebbe un contraddittorio che non può essere liquidato in poche righe.
Una pagina che porta il lettore a meditare, ad affrontare, anche se con estrema riluttanza, il dubbio.
Una buona prova, PdG.
Complimenti.
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Ho chiesto espressamente l'altro giorno a Daniela di metterla come ultima pagina del round. Ho letto di tanti dubbi, in questa tornata. Ma del dubbio più grande, quello della fede, che ritengo sia il dubbio più grande in assoluto, non ho letto nulla, le ho chiesto conferma e mi ha accontentata.
Al di là del fatto in sé, più o meno credibile, Suor Lucia potrebbe essere un medico ma non avrei potuto sfiorare il tema della fede nel dogma cristiano, e non avrei avuto le conoscenze necessarie per sfiorare il giuramento a Ippocrate. Confini, etici, morali e di fede, al di là di questa Suor Lucia immaginata, al di là della storia di Caterina che potrebbe essere successa nell'appartamento di fianco al nostro, quante altre volte sono state superate da uomini di chiesa? La storia insegna.
Grazie
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 11:25

rosalita ha scritto:
Non ho parole. Il peggiore crimine che possa esserci: rubare l'innocenza e da parte di un padre. Spero che anche nella Chiesa reale esistano persone che riescano a discernere quando tra una vita già esistente ed una vita a venire sia doveroso privilegiare la prima. Nel caso specifico era difficile far scegliere alla dodicenne ma questo è quello che sempre dovrebbe accadere: lasciare decidere a chi vive la tragedia.
Ciao Rosalita/Ospite, un padre che ruba l'innocenza alla figlia sì, è il crimine peggiore che ci possa essere, al pari di chi, all'interno della stessa famiglia, protegge tale crimine. La mia madre, qui sopra, è disperata, possiamo anche capire che fa di tutto per proteggere Caterina ma è giusto che sia così? E decidere al posto di una mente che non ha ben chiaro che sta vivendo, con le premesse di cui già detto, è atto dovuto ad una figlia o una scelta sbagliata? Non so quanti di voi ricordano un episodio di qualche mese fa, successo credo in Brasile: una bambina incinta, fatta abortire. la Chiesa che ha condannato e scomunicato quella famiglia. Qualcuno lo ricorda?
Grazie del tuo passaggio
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 11:28

Credo di aver risposto a tutti.
Vi ringrazio dei vostri passaggi, a più tardi.
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Nuccio Pepe
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 12:25

Citazione :
Altre, invece, decidevano di abortire -
Suor Evangelista comprese al volo la situazione e prese Caterina per mano. -
Sapeva ciò che la donna voleva da lei, se Don Luigi l’aveva mandata lì era perché sapeva che, ancora una volta, Suor Lucia avrebbe dovuto mettere in discussione la sua fede. -

Questi sono alcuni dei punti che mi fanno venire il dubbio. La suora ha prima diretto l'ospdale poi la casa. Il punto è la sua figura non il luogo
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 14:10

brrrrrrrrrrrrrrr..............

Brava. Stile asciutto ed argomento crudo.
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime21/11/2009, 14:13

Nuccio ha scritto:
Citazione :
Altre, invece, decidevano di abortire -
Suor Evangelista comprese al volo la situazione e prese Caterina per mano. -
Sapeva ciò che la donna voleva da lei, se Don Luigi l’aveva mandata lì era perché sapeva che, ancora una volta, Suor Lucia avrebbe dovuto mettere in discussione la sua fede. -

Questi sono alcuni dei punti che mi fanno venire il dubbio. La suora ha prima diretto l'ospdale poi la casa. Il punto è la sua figura non il luogo

Certo, ma con Altre, invece, decidevano di abortire non significa che sia stato con il suo aiuto. Mettendo questa storia in una vicenda temporale, ci può stare che in ospedale praticava prima dell'approvazione della legge 194 e dopo, alla Casa del Fanciullo, il resto?
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MessaggioTitolo: Re: LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI   LA RISPOSTA - DANIELA MICHELI Icon_minitime

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