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 I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE

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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE   I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE Icon_minitime29/12/2009, 17:04

Il fincipit è un gioco semplice e divertente. Si prende l’incipit di un’opera famosa, sia essa un romanzo, una poesia o una canzone. E proprio nel bel mezzo della sua solennità si inserisce una frase, un verso, un colpo di frusta comico che la porta ad una conclusione "cazzeggiante"

Non ci sono mica riuscita, io, a mantenere la conclusione “cazzeggiante”.


01) La giornata iniziò male, e benché io non sia un tipo superstizioso credo che in giorni del genere la cosa migliore sia non accettare incarichi, anche se la ricompensa ha sei zeri sulla destra ed è esentasse. Poi ho letto dello scudo fiscale. E ho accettato il nuovo incarico.
Luis Sepulveda, Diario di un killer sentimentale

02) Ero contento. Quella sera avevo un appuntamento. Qualcuno da toccare, da guardare, con cui parlare. Con cui dimenticare la morte, pane quotidiano. Quando arrivò il momento dell’appuntamento, concordato in chat su Face, ci rimasi di ghiaccio: aveva detto che si chiamava Emilia. Mi si presentò Emilio Fede.
Luis Sepulveda, Incontro d'amore in un paese in guerra

03) Il cielo, che gravava minaccioso a pochi palmi dalle teste, sembrava una pancia d'asino rigonfia. Se ben guardavo, potevo ravvisare una somiglianza incredibile con una persona di nostra conoscenza. Non tanto nella pancia, quanto nelle orecchie e negli occhiali che portava sul naso. Sì, era lei. Era la nostra Stella luminosa dell’istruzione.
Luis Sepulveda, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

04) Bene, eccoci qua, dico sottovoce, e un gabbiano si volta a guardarmi un istante. Poi si avvicina. Mi becchetta un piede. Lo guardo stupito e lui inizia a parlare: “No, non è un film, è tutto vero”.
Luis Sepulveda, Patagonia Express

05) Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo. Solo che Cenerentola l’hanno uccisa sul palco, quella volta che ha stonato l’inizio de I sogni son desideri, di felicità…
Luis Sepulveda, Il potere dei sogni

06) Mi sento sempre attratto (attratta) dai posti dove sono vissuto (vissuta), le case e i loro dintorni. Anche dalle caserme, confesso, ma mi hanno detto che La Russa ha fatto una S.p.a., per gli azionisti arriveranno pizzini a breve. Io non so ricamare, ahimè.
Truman Capote, Colazione da Tiffany

07) Era inevitabile: l'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati. Se chiudeva gli occhi, gli ricordava anche l’odore del cianuro. Praticamente, le cose camminavano a braccetto: amore e morte, come tutti gli amanti che aveva avuto, e dei quali si era liberata con un dolcetto aromatizzato.
Gabriel Garcia Marquez, L'amore al tempo del colera

08) La sirena lancia un grido di dolore. Ma stavolta non mi domando il motivo, se sia una rapina o un morto. Ormai ci siamo abituati. Nulla ci distoglie dal nostro quotidiano, ci scivola via, come se fosse normale. Mi chiedo chi devo ringraziare della mia insensibilità.
Sandra Scoppettone, Vendi cara la pelle

09) Ricordo ancora la curva cupa del viso di mia sorella la sera in cui i nostri genitori la riportarono a casa dal collegio. Cupa, sì: è una prerogativa di poche essere insidiata dalla badessa del convento. Tra queste, mia sorella.
Catherine Dunne, Una vita diversa

10) Mia Cara,
credo che il diametro di quest'isola non superi i cinquanta chilometri, al massimo. Non c’è nessuno, solamente un cielo come tetto e alberi come pareti. E silenzio, tanto silenzio. Mi fa bene, il silenzio, quando le orecchie sanguinano copiosamente nell’udire continue menzogne.
Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi

11) Questa prima parte è il riepilogo di circa quattro anni. Non tenevo un diario, allora. Vorrei averlo fatto. Forse, avrei lasciato ai miei nipoti un momento di storia. Di questa storia così piena di contraddizioni ma di tanto, tantissimo amore.
Doris Lessing, Il diario di Jane Sommers

12) Il silenzio della neve, pensava l'uomo seduto dietro all'autista del pullman. Se questo fosse stato l'inizio di una poesia, avrebbe chiamato "silenzio della neve" ciò che sentiva dentro. Era agosto, la città era deserta. Come ciò che sentiva dentro sé: un deserto di sentimenti da riempire, da qualche parte, in qualche modo.
Orhan Pamuk, Neve

13) Sono le sei del pomeriggio e la luce è quella esatta delle sei del pomeriggio, fine estate: calda e gialla, appena velata di rosa in fondo alla campagna. Pare una cartolina e mi incanta. Fuori, l’urlo di una sirena mi riporta immediatamente alla realtà. Il telefono suona. Una voce sconosciuta mi dice di non preoccuparmi.
Simona Vinci, Dei bambini non si sa niente

14) (Lucio Lucertola) festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi. Riteneva questo un fondamentale segreto della vita: svegliarsi e addormentarsi un numero di volte esattamente uguale. Guardò l’orologio, segnava le sei del mattino. Accese il televisore, come ogni mattina. Le immagini che mandava lo schermo, gli fede affiorare il pensiero che, certe volte, avrebbe preferito non svegliarsi.
Stefano Benni, Comici spaventati guerrieri

15) Perduta per timidezza l'occasione di morire, uno scrittore infelice decide di curarsi scrivendo un libro felice. Cercò ispirazione aprendo il settimanale a pagina ventitré, alla posta del cuore. La foto che troneggiava, decise di fargli vincere tutta la sua timidezza.
Gesualdo Bufalino, Argo il cieco ovvero i sogni della memoria

16) Quel volto era reso più lungo da alcune rughe verticali, profonde come cicatrici, scavate da insonnie ostinate e abituali, un volto mal rasato, lavorato dal tempo. Eppure, ogni volta che appariva sullo schermo, le rughe erano levigate perfettamente. Il truccatore era stato ingaggiato direttamente dall’Egitto: era il migliore sulla piazza. Come aveva truccato lui, le mummie, nessuno mai.
Tahar Ben Jelloun, Creatura di sabbia

17) La lettera arrivò con la distribuzione del pomeriggio. “Strano,” pensò l’uomo “qualche cosa allora funziona. E’ la solita propaganda bolscevica che insinua continuamente sui disservizi italiani.”
Leonardo Sciascia, A ciascuno il suo

18) I cambiamenti di scena dei miei primi anni li accettai senza opporre resistenza. Ero sempre stato il centro della mia famiglia, il capo. Accettai Irina. Oltre a governarmi, era bravissima ad esaudire anche desideri non contemplati nel contratto. Mi andò dunque bene che la scenografia di casa mia fosse spostata in montagna: lì io e Irina, potevamo continuare indisturbati lo spettacolo, sicuri di non turbare alcuna platea.
Elias Canetti, Il frutto del fuoco

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MessaggioTitolo: Re: I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE   I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE Icon_minitime29/12/2009, 17:11

Sei Bravissima, io nemmeno ci provo Shocked
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MessaggioTitolo: Re: I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE   I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE Icon_minitime29/12/2009, 17:11

come no? gli incipit sono quelli dei round, dai che ce la puoi fare!

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MessaggioTitolo: Re: I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE   I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE Icon_minitime29/12/2009, 17:41

naaaaaaaaaaa Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE   I MIEI FINCIPIT , da un’idea di RAFFAELE ABBATE Icon_minitime29/12/2009, 19:06

Semplicemente sei una pigra. Se ti dicessi 3000 battute da uno qualsiasi di questi incipit lo scriveresti!

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