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Luca Curatoli
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Luca Curatoli

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MessaggioTitolo: MAGNIFICAT   MAGNIFICAT Icon_minitime31/12/2009, 20:56

20:02 Ero in largo anticipo come raramente mi accadeva in questi ultimi anni. Fortuna dei giorni di festa, quando il supermercato chiudeva molto prima delle otto. Controllare non c’era più nulla da controllare. Dietro a una fila di barattoli di pomodoro, il mio punto d’osservazione e nascondiglio. Io sopra uno scaletto, misuravo come il meccanismo d’un orologio, la scena davanti a me. Sul corridoio dove finiva il lungo bancone della carne, prima delle uova fresche, un piccolo espositore ad altezza uomo, con tre ripiani pieni di scatole di croccantini e bocconcini in scatola per gatti. Lei sarebbe sbucata leggermente curva con il suo carrello della spesa, dagli scaffali pieni di detersivi. Chissà perché uscivi sempre da quel punto, piuttosto che seguire il percorso, che dalla porta di servizio, passando per il magazzino, portava dritto al luogo dove erano sistemate le cibarie per i tuoi adorati gatti. Forse per prendermi di sospresa come la prima volta, quando le voci sempre più insistenti di questa tua apparizione, mi indussero ad indagare. Così t’incontrai e tu sorpresa dalla mia presenza, scappasti. I frigoriferi emettevano piccoli sibili e sui reparti mezzi vuoti per l’assalto di capodanno, il neon cadeva a macchia di leopardo, per risparmiare energia. Buio su di me e la carne tutta illuminata sembrava il palco di un teatro.
20:30 Anticipando il rumore della chiave, che una sera ti avevo lasciato davanti all’ingresso, per darti la possibilità di entrare indisturbata, rammentavo la delicatezza con cui chiudevi la porta. Quasi uno spostamento d’aria credevo di percepire ogni volta. E già sentivo i tuoi passi, come se avanzassi su pattine o piedi leggeri. Si aprirà la porta e suonerà la mezz’ora nel mio cuore: lo sento battere attraverso le dita aggrappate sui freddi ripiani di metallo. Le ruote del tuo carrello cigolavano sempre. Sorridevo al pensiero di quanti nuovi di zecca, te ne avevo lasciati vicino allo scaffale. Ma tu no, testarda di una vecchia, preferivi quello malandato. Di un colore sbiadito, di cui io soltanto serbavo memoria. Arrivavi dentro lo stesso cappotto verde con collo di pelliccia, regalo per il cinquantesimo di matrimonio. I tuoi fianchi, tutto il tuo corpo era in quella forma mentre ti muovevi. Riponendo nel carrello la preziosa mercanzia, tutto facevi volgendomi le spalle, perché mai fossi costretta a guardarmi. Non t’avevo mai vista in volto: amore perché non ti fai guardare, perché non mi regali un tuo sguardo…Forse non volevi offrirmi il volto segnato dal tempo; forse volevi che ti ricordassi bella. Scendo lo scaletto camminando senza far rumore. Vecchina dei miei stivali, mica solo tu hai scarpe di pezza. Mi cullo nel pensiero che questo piano finalmente riesca. Ero stufo di vivere per una spalla e un cappotto che mi apparivano ogni sera soltanto per mezz’ora. Provavo invidia per quei gatti randagi che sicuramente ti vedevano meglio di me. Uscendo dal reparto degli alcolici, andai verso il box dell’amministrazione. Mi restava ancora tempo e tutto stava procedendo alla perfezione. Incredibile come sulla poltroncina girevole tu dormissi. Ora ti sveglierò e lei ti riconoscerà. Piegandomi sulle ginocchia, ridacchiavo persino con le articolazioni doloranti. Opplà. Con due mani ti tenevo tra l’addome e la groppa e subito tutto il supermercato risuonò dei tuoi miagolii. Lei non potrà scappare di nuovo. Non lo farà. E’ quello che desidera. Rivederti. Ora vai piccolina, lei ti aspetta. Come fossi la mia figlia prediletta, zampettavi sul linoleum rigato, svoltando veloce dietro lo scaffale. Adesso tocca a te… dai, questa volta ce la fai e andare avanti sarà più semplice. Miagolavi miagolavi… cercala… perché è importante ritrovarla… Infondi nuova vita e speranza in questo povero cuore offeso dal tempo. Mi pensai avanti con gli anni a chiedere ai clienti "mi scusi, può dirmi gentilmente in quale reparto posso ritrovare mia moglie?". Anni fa mi salutavano con il rispetto che si deve al direttore di un grande magazzino. In fondo non me ne importava più nulla di quello che pensava la gente di me. No caro mio, niente è impossibile e già sentivo la gattina fare le fusa alla sua padrona. Imbambolato lasciavo scorrere il tempo e il freddo che i frigoriferi pompavano nell’aria del locale, mi fece rabbrividire. Disperavo di farcela. Gli scalini divennero molli e arrivato su non distinguevo che pomodoro sottovetro e scatole su scatole. Ma ecco il mio desiderio avverarsi e la promessa che ti feci prima che la terra ti portasse via: noi due prima o poi c’incontreremo di nuovo. Questo ti dissi.
Silenziosa e china sul pavimento, tra barattoli rotolati dalle tue mani, tenevi in grembo la gatta con il volto inclinato da un lato. Maria, amore mio... Tu sorridevi e mi guardavi con gratitudine. Occhi azzurri e luce dentro ed io ero lì nel tuo sguardo che se ne infischiava del tempo e come allora il sopracciglio destro e l’indice della mano fecero quel gesto, quando volevi ironizzare e dirmi " lo vedi caro, sei sempre preoccupato… eppure sono sempre qui". E nella gioia, continuando a pronunciare il tuo nome, mi aggrappai ai barattoli, mentre questi rovinavano dallo scaffale, frantumandosi a terra. Mi ritrovai a terra inspiegabilmente senza nessuna ferita, tra i cocci di vetro e il pomodoro. Dolore alla schiena. Quale sciagura diventare vecchi e perdere lo scatto felino della gioventù. In piedi sul corridoio e lei non c’era più.
21:02 Il tempo di ripulire tutto e uscire di nuovo al freddo. Molly, stasera la padrona ci ha fatto un regalo. Ronfavi tra le mie braccia, avvolta da una coperta. Sul piazzale del parcheggio, osservai le collane di luci e pensai a quante volte avevo immaginato questo momento. Sarei stato più sollevato? Più felice? Dalle case popolari già sparavano qualche botto e alzando gli occhi al cielo, le stelle, brillavano come fossero occhi. Grazie, grazie amore dolcissimo.


NB. racconto pubblicato nel dicembre 2005 e leggermente rivisto


Ultima modifica di Luca Curatoli il 18/1/2010, 11:59, modificato 2 volte
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Oroserio Sergio
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MessaggioTitolo: Re: MAGNIFICAT   MAGNIFICAT Icon_minitime1/1/2010, 12:24

Urla qualcosa che non sempre si ode.
Chiara è invece la ricerca sentimentale.
Tecnicamente si potrebbe rendere più appetibile; la gradevolezza del pezzo che già c'è, anche se è soggetta al nostro differente sentire, aumenterebbe di certo.

Buona giornata Luca, buon anno
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Nuccio Pepe
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MessaggioTitolo: Re: MAGNIFICAT   MAGNIFICAT Icon_minitime1/1/2010, 15:43

Una poesia in prosa ?
Vi vedo il tentativo di esprimere qualcosa che , forse, nei versi sarebbe stato troppo compresso.
Interessante l'atmosfera e la visuale delle cose da non umano.

Ciao Luca, a presto.
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Nuccio Pepe

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MessaggioTitolo: Re: MAGNIFICAT   MAGNIFICAT Icon_minitime1/1/2010, 15:45

A proposito, MAGNIFICA-CAT ci sarebbe stato bene, no ?
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MessaggioTitolo: Re: MAGNIFICAT   MAGNIFICAT Icon_minitime

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