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 Verso Santiago (estratto)

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Mario Ughi
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Mario Ughi

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MessaggioTitolo: Verso Santiago (estratto)   Verso Santiago (estratto) Icon_minitime23/1/2010, 18:06

Oggi ho voglia di condividere con voi un piccolo estratto della scrittura di questi giorni, dal romanzo che spero di finire presto e che si intitola Verso Santiago.
Così.


Rimase per un certo tempo in piedi di fronte alla finestra della sua camera, resistendo all’impulso di sdraiarsi sul letto per riposare un poco, in parte per il timore di addormentarsi e perdere l’opportunità di cercare l’uomo del mistero, in parte perché il semplice contemplare la strada, il cielo e il sole che si avviava verso il tramonto, lo portava a una sensazione di pace soddisfatta. Non c’era niente di più che avrebbe potuto o dovuto fare.
Quel giorno aveva camminato, e i suoi passi lo avevano portato in cerca della soluzione di un mistero che poteva rendere piccolo un uomo, si era mostrato gentile con chi lo aveva accolto in casa sua, si era lavato e aveva lavato i panni sporchi. Adesso restava a guardare il mondo senza bisogno di scopi. Persino la ricerca di Marco in quel momento diveniva un piccolo particolare del Tutto, una situazione che avrebbe trovato soluzione a tempo e luogo, senza sforzo. Si diresse con calma allo zaino e ne trasse il cellulare. Parlò con la madre usando toni gentili, rassicurando e confortando, esprimendo una serena fermezza e accogliendo con gioia tranquilla lo sciogliersi della tensione che avvertiva nella voce di lei, pianse un poco in sua compagnia, poi ripeté con pazienza le stesse parole a suo padre, e pianse un poco anche con lui.
Terminata la conversazione, spense il telefono e preso il cavetto di alimentazione lo poggiò sul comodino, mettendolo in carica.
Da quel momento, nessuno più avrebbe potuto raggiungerlo, finché lui non lo avesse ritenuto opportuno.
Spegnilo quel coso, renditi irreperibile. Il Cammino è per perdersi.
Tornò alla finestra. La luce calava, lungo la linea dei tetti e dietro i contorni del bosco assumeva un colore rosso arancio. Gli uccelli raggruppati in stormo si rincorrevano veloci nel cielo, la perfetta geometria dei gesti compiuti senza paura.
La luce calò del tutto e si accesero i lampioni per strada. Lui rimase ancora un certo tempo di fronte alla finestra, guardando senza vedere, o vedendo qualcosa che stava al di là delle cose, degli oggetti e delle persone, qualcosa che non si poteva catturare con gli occhi ma soltanto sentire, qualcosa che esisteva senza bisogno di spiegazione o di conferme. Era per lui un’emozione mai provata, ma dolce. Riempiva l’anima e raccontava il mondo e tutto quel che c’era. Come una carezza può parlare dell’amore, e sentirla sulla pelle è tutto.
Scese per strada pensando che queste emozioni non erano da lui, ma per quella sera poteva anche infischiarsene. Non c’era niente da sistemare, ogni cosa stava al suo posto. E non si può cacciare fuori la forza dell’universo quando questa ha deciso di invaderti il corpo.
Raggiunse il rifugio, e con la scusa di salutare un nuovo amico lo esplorò da cima a fondo, cogliendo intorno a sé i sorrisi e i saluti di chi lo aveva visto soltanto una volta, ma lo riconosceva. Si fermò al centro della camerata principale, guardandosi attorno. Gli zaini appoggiati alle testate dei letti, le scarpe pesanti con i calzini stesi sopra ad asciugare, le persone sedute sui letti o per terra impegnate a controllare con cura lo stato dei propri piedi e a spalmarsi sulle gambe pomate per prevenire la maligna tendinite, il ciottolare e le risate che provenivano dalla cucina, in basso, ogni cosa gli parlava di un cammino che diventava percorso di vita in comune, dove si potevano spartire sorrisi e paure, mostrandosi semplicemente per come si era, senza il timore di venire giudicati.
In fondo, sarebbe stato bello vivere sempre così, sorridendo in egual modo sia alle persone che per prime si erano conquistate il letto più comodo, vicino alla finestra, sia a quelle che avevano dovuto arrangiarsi per la notte, sul pavimento del sottoscala. Domani sarebbe stato un giorno migliore per tutti. E coloro che stanotte disponevano soltanto di un freddo pavimento, avrebbero avuto un letto nuovo, tutto per sé. Ogni giorno era provvisorio. E in ogni nuovo giorno di questa vita, il camminare poteva portarti chissà dove. Verso una scoperta, verso una sconfitta. Fino a raggiungere Santiago, oppure mancando alle promesse, fino a un prematuro ritorno a casa, con nel pensiero la tristezza e la speranza di riprovare l’anno dopo, o quello dopo ancora. Perché il Cammino sapeva aspettare, e nel momento giusto per l’incontro, sarebbe stato pronto ad accogliere.
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: Verso Santiago (estratto)   Verso Santiago (estratto) Icon_minitime24/1/2010, 12:54

Un estratto che mi lascia la voglia di leggere tutto il libro... premessa di un viaggio verso un luogo, sì, ma credo ci sarà anche un viaggio verso un sé.

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Annamaria Giannini
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Annamaria Giannini

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MessaggioTitolo: Re: Verso Santiago (estratto)   Verso Santiago (estratto) Icon_minitime24/1/2010, 14:32

prima il video poi l'estratto. Sempre più curiosa ti esorto a scrivereeeeeeeeeeeee
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Susanna Costa
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Susanna Costa

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MessaggioTitolo: Re: Verso Santiago (estratto)   Verso Santiago (estratto) Icon_minitime25/1/2010, 14:33

... un Cammino per perdersi... (sogno). Mi piace. Continua. Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: Verso Santiago (estratto)   Verso Santiago (estratto) Icon_minitime

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