RegistratiIndiceCercaAccedi

Condividi
 

 Lo smemorato (parte 2/2)

Andare in basso 
AutoreMessaggio
Edward Sunflower
Top
Top
Edward Sunflower

Numero di messaggi : 70
Data d'iscrizione : 05.01.08

Lo smemorato (parte 2/2) Empty
MessaggioTitolo: Lo smemorato (parte 2/2)   Lo smemorato (parte 2/2) Icon_minitime2/2/2010, 15:39

Questo racconto era stato scritto per il round in rosso, primo round del 2010. Se nonchè mi sono reso conto dopo averli terminato che il racconto doveva essere a sfondo erotico ed io avevo scritto tutt'altro. Lo pubblico quindi qui ora che il round è finito.
Lo smemorato (parte 2/2) 4d46d01a331cc32b2b3b49258a4e694d_small

Rimase in piedi davanti al tavolo fissando lo schermo in attesa che accadesse qualcosa, ma tutto sembrava essersi fermato. La lucetta non lampeggiava più ed anche quel sommesso ronzio che proveniva dalla scatola si era fermato, tutto rimaneva perfettamente immobile. Capì che doveva fare qualcosa. Allungò le mani e cominciò a premere qualche tasto, ogni lettera che era stampata sul tasto che premeva compariva nella finestra vuota. Quando la finestra fu riempita di lettere, si fermò ma ancora non accadeva niente. Notò allora che sulla destra si trovava un tasto più grande con la scritta “Invio”, premette anche quello e subito comparve una scritta sotto la finestra che aveva appena riempito di lettere “Frase di accesso non valida – Riprova”. Aveva capito che doveva scrivere qualcosa per andare avanti, ma non aveva la più pallida idea di che cosa. Fece qualche altro tentativo quando finalmente, leggendo la frase scritta nella finestra superiore, si ricordò di quell'unico pensiero che aveva in qualche modo occupato la sua mente vuota. “La nostra è un'epoca essenzialmente tragica, perciò ci rifiutiamo di viverla tragicamente”. Forse quella era la soluzione. Sulla finestra inferiore vuota scrisse la seconda parte della frase.

Perciò ci rifiutiamo di viverla tragicamente

Si soffermò un secondo prima di premere il tasto Invio. La lucetta sulla scatola nera iniziò a lampeggiare velocemente, lo schermo diventò azzurro e proprio a metà dello schermo apparve una barra orizzontale bianca. Sopra la barra si materializzò la scritta “Data Download”, e la barra bianca iniziò a colorarsi di verde a partire dalla estremità sinistra. Contemporaneamente dall'altra parte della barra comparve il numero 0.0 %. Mentre il colore verde avanzava lentamente sulla barra bianca, il numero a sinistra cominciò a crescere 0.1, 0.2 … insomma qualcosa stava accadendo. Mentre osservava attentamente lo schermo, all'improvviso ebbe la sensazione che qualcuno si mettesse a scrivere sulla pagina bianca della sua memoria. Per prima cosa si ricordò il proprio nome, poi l'età: 43 anni successivamente i nomi dei suoi genitori, la città dove si trovava, la via dove abitava e così via. Un flusso continuo di ricordi che affioravano uno dopo l'altro con la piena consapevolezza che tutto fosse reale e veritiero. La sua mente in quel momento era come una bottiglia che un lento flusso di notizie stava riempendo, raggiungendo così la consapevolezza di essere un individuo con un proprio passato e, quello che più contava, di avere un vera vita reale. Il continuo ricordare lo aveva distratto dal video quando un movimento, a qualche metro davanti al tavolo dove si trovava, lo svegliò da quel leggero stato di ipnosi in cui era caduto: un commesso stava dirigendosi verso di lui con un'espressione fra il sorriso e la preoccupazione mentre gli chiedeva “Posso esserle utile in qualcosa signore ?” Abbandonò subito la sua mente e spostò lo sguardo sul video, la barra bianca era verde per più della metà ed il numeretto a sinistra indicava 63,8%. Con un gesto rapido, cercando di non farsi vedere dal commesso, prese il suo piccolo oggetto, lo tolse dalla fessura dove lo aveva inserito, se lo mise in tasca e rivolgendosi con un sorriso al commesso rispose “No grazie, stavo solo dando uno sguardo”. Mentre si allontanava, con la coda dell'occhio lanciò un ultimo sguardo allo schermo dove era comparsa la scritta “Download error”. Prima ancora che il commesso avesse raggiunto il tavolo, uscì dal negozio e si mescolò fra la folla rumorosa.

La pagina bianca aveva ormai iniziato a riempirsi. Ora ricordava perfettamente chi era, dove abitava, le proprie origini, quanto bastava per non sentirsi uno sconosciuto e per avere la piena consapevolezza di essere vivo e di appartenere alla comunità della città dove si stava muovendo. A differenza di pochi minuti prima sapeva dove si trovava e soprattutto sapeva dove intendeva andare: nella propria casa. Si muoveva con sicurezza avendo ben chiaro il percorso da seguire per arrivare a quella destinazione. Dopo circa 15 minuti di cammino si trovò nella piazzetta della quale aveva un ricordo ben nitido e preciso. Si fermò sul lato corto della piazza ad osservare quello scampolo di vita di cui fino a pochi istanti prima non ricordava niente. Sui lati lunghi due file di palazzi bene allineati ed omogenei nel colore che andava dal bianco al grigio all'azzurrino. Sui due lati corti da una parte una scuola e dall'altra una stazione dei carabinieri.

Stava osservando il portone del suo palazzo sulla destra quando nella piazza echeggiò un urlo di gioia “Franco, amore mio finalmente sei venuto a prendermi” Si voltò nella direzione da dove proveniva quella voce ed ebbe una delle visioni più belle da quando la sua vita era ripartita in quel vicolo buio. Una ragazza in jeans con un maglione azzurro a collo alto, bionda ed occhi azzurri, stava correndo sorridente verso di lui. Non fece in tempo di dire niente che la ragazza gli aveva già buttato le braccia al collo e lo stava baciando senza esitazione. Non seppe resistere e rispose al bacio con una passione che sorprese anche se stesso. Il bacio fu lungo e intenso da lasciare senza respiro. Quando finalmente la ragazza si staccò dalle sue labbra, lui non seppe resistere: la guardò profondamente negli occhi e la baciò di nuovo con una intensità ancora più forte. Il bacio questa volta durò un'eternità e quando le loro labbra si lasciarono lei esclamò: “Ti sei quindi ricordato del nostro appuntamento e della nostra cena, avevo perso le speranze sono due giorni che non ti fai sentire”. Non seppe dire altro che “Scusa, sono stato fuori per lavoro e non ho potuto avvisarti, ma non potevo mancare stasera” Lei lo bacio dolcemente sulla guancia gli prese la mano e si incamminarono verso una locale che si trovava proprio lì sulla piazza. Fu una serata piena di emozioni molte delle quali per lui erano completamente nuove. Lei gli aveva detto più volte ti amo, sia mentre cenavano, sia mentre si trovavano a casa sua dove avevano terminato la serata. Una parola della quale non capiva bene il significato anche se quello che sentiva e provava dentro di se da quando la ragazza gli era corsa incontro. Forse quello era l'amore di cui parlava la ragazza e se era proprio quello, non poteva fare a meno di pensare che era proprio una bella situazione. Verso le 4 del mattino lei se ne andò e lui finalmente andò a sistemarsi davanti al proprio computer con la sua chiavetta USB (ora ricordava anche che cosa era quell'oggetto).

Appena inserita la chiavetta e digitata la seconda parte della frase, il programma ripartì da dove si era interrotto qualche ora prima in quel negozio del centro città. Mentre compariva la scritta Data Download, il flusso dei ricordi riprese a riempire le pagine bianche della sua memoria come a ripercorrere tutta la propria vita una seconda volta. Ad un tratto un pensiero attraversò la mente, qualcosa di estraneo ai pensieri che stavano prendendo forma, come se il foglio bianco fosse stato sporcato da una piccola macchia. Un senso di paura lo assalì mentre prendeva coscienza di un dubbio che si era insinuato in quel flusso ininterrotto che nel frattempo si stava riempendo di ricordi terribili. Prese uno specchietto con il quale iniziò ad esplorare l'immagine riflessa del suo volto, un volto tutto sommato dall'espressione dolce che in quel momento contrastava con il terrore che stava piano piano impossessandosi della sua anima, del suo cuore e della sua mente. Nonostante l'agitazione, che ormai si era impadronita di lui, riuscì a notare un impercettibile riflesso azzurro che proveniva da dietro il lobo destro dell'orecchio. Sollevò il lobo e vide ciò che temeva: un minuscolo puntino che si sarebbe potuto scambiare per un piccolo neo se non fosse stato per il suo colore, azzurro, e per il fatto che emanava quella debole luce ad intermittenza. Nel frattempo sullo schermo del computer comparve una scritta verde, “End data download”, e l'ultimo ricordo che andò ad occupare la sua memoria lo gettò in un'angoscia profonda. Seguì qualche secondo di silenzio prima di rendersi conto che avrebbe dovuto agire immediatamente.
Nella casa silenziosa all'improvviso la porta d'ingresso si disintegrò a causa di una violenta esplosione. Appena il fumo si diradò comparve una figura di donna che sembrava indossare un'armatura d'acciaio. In mano teneva una grossa pistola a raggio laser mentre i suoi occhi rosseggianti iniziarono a scrutare il buio assoluto della casa. La ragazza passava da una stanza all'altra come una belva inferocita in cerca della sua preda fino a che entrò nell'ultima stanza che le era rimasto da esplorare: la camera. Al centro di quella stanza sopra un tavolo si trovava un computer con il monitor acceso dove scorreva un testo, davanti al tavolo una sedia, sopra la sedia con la testa inclinata da una parte una figura umana. La ragazza si avventò su quel corpo ma quando stava per mettergli le mani al collo si fermò stupita. La camicia sbottonata lasciava intravedere il petto liscio e di carnagione chiara, in mezzo al petto una specie di sportellino aperto dal quale uscivano alcuni fili ancora fumanti. La mano destra di quell'essere aveva le dita metalliche che tenevano in mano un cacciavite ed un filo scoperto della corrente elettrica anche esso fumante. La ragazza allora volse la sua attenzione sullo schermo e iniziò a leggere.
“Cara Amina, perdonami se ti ho tolto la soddisfazione di batterti con me, ma è accaduto un fatto strano, tipico e normale per gli esseri umani, ma completamente sconosciuto alla nostra razza: due androidi, tu proveniente da Alpha Centauri ed io dalla stella Caph di Cassiopea. Come ben sai i nostri popoli sono in guerra da decine di anni luce ed ultimamente utilizzano noi androidi per assicurarsi il futuro dominio di questo pianeta, la terra, indispensabile per la nostra sopravvivenza. Io, Aleph, sono stato inviato sulla terra per scovarti e distruggerti, ma nel momento in cui sono arrivato sul pianeta è accaduto qualcosa di imprevisto che mi ha causato la perdita dei dati relativi alla missione. Durante l'operazione di recupero della informazioni e di riprogrammazione qualcosa è andato storto e per qualche ora ho vissuto come se fossi un essere umano, un terrestre appunto, scambiando, fra l'altro, anche te per una femmina di questo strano pianeta. In quelle poche ore che siamo stati insieme ho addirittura provato le stesse emozioni, stesse sensazioni e sentimenti che provano i terrestri e che spesso sono la causa dei loro problemi. Insomma mi sono innamorato di te, una parola che probabilmente non avrà nessun significato per te, androide di Alpha Centauri, come non lo aveva per me fino a poche ore fa. Quando la mia riprogrammazione è terminata, ho scoperto che avremmo dovuto affrontarci e che uno di noi due sarebbe stato distrutto. Ormai però il sentimento che i terrestri chiamano amore si era impossessato di me e non avrei mai potuto fare del male alla persona che amo: tu Amina. Ecco che ho preferito dare avvio al mio programma di autodistruzione e lasciarti campo libero. Perdonami se ti ho tolto la soddisfazione di uno scontro e di distruggermi, ma se un giorno conoscerai anche tu il significato della parola amore, capirai che non avevo altra scelta. Addio Amina, ti amo”
Gli occhi della ragazza cambiarono colore ed una piccola goccia di liquido fuoriscì cadendo sul volto di Aleph.

Torna in alto Andare in basso
http://riflessionidivita.splinder.com/
Susanna Costa
Top
Top
Susanna Costa

Numero di messaggi : 366
Data d'iscrizione : 27.03.09

Lo smemorato (parte 2/2) Empty
MessaggioTitolo: Re: Lo smemorato (parte 2/2)   Lo smemorato (parte 2/2) Icon_minitime2/2/2010, 22:57

Una gran bella lettura. Sono rimasta veramente incantata dal tuo racconto. Scorrevole, piacevole. E quella lacrima finale, è così ... umana. Complimenti.
Torna in alto Andare in basso
Luca Curatoli
Star
Star
Luca Curatoli

Numero di messaggi : 2173
Data d'iscrizione : 04.01.08

Lo smemorato (parte 2/2) Empty
MessaggioTitolo: Re: Lo smemorato (parte 2/2)   Lo smemorato (parte 2/2) Icon_minitime13/2/2010, 09:23

piuttosto un racconto d'amore, iniziazione faticosa - come la lettura della prima parte - per ritrovare quella frase d'accesso... cercando di aprire la scatola nera contenente la memoria, quella specie di essere apre sé stesso. per quanto tempo è passato, egli deve rammentare la sua mutazione; così certe esperienze passano ancora per i corpi, seppure mutanti: la memoria dove potrebbe stare se non dove si è incarnata una volta. quel ricordo è solo una goccia e, a prescindere dal tempo che ci rimane come civiltà, forse l'amore sarà per noi un momento, nel lungo travagliato cammino della conoscenza. perchè quella è stata da un pezzo militarizzata
Torna in alto Andare in basso
Contenuto sponsorizzato




Lo smemorato (parte 2/2) Empty
MessaggioTitolo: Re: Lo smemorato (parte 2/2)   Lo smemorato (parte 2/2) Icon_minitime

Torna in alto Andare in basso
 
Lo smemorato (parte 2/2)
Torna in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
 :: Prosa e Poesia :: Prosa-
Vai verso: