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 In Vino Veritas

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Mauro Scicchitano
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Mauro Scicchitano

Numero di messaggi : 127
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MessaggioTitolo: In Vino Veritas   In Vino Veritas Icon_minitime24/2/2010, 00:05

Finalmente! La luce lattiginosa del mattino mi accompagna verso Trento, dove arriverò, salvo inconvenienti, intorno alle nove di questa mattina. Sto andando a trovare Celeste, una cara amica che abita lì, che non vedo da tempo e che, se devo essere sincero, un pò mi manca.

Passeremo un pò di tempo insieme, è tanto che ho voglia di vederla e ora ci siamo, ancora poche ore e potremo vederci. Celeste non è carina, è carinissima, alta, ben fatta, intelligente e spiritosa. Forse ne sono anche un pò innamorato, davvero, mi piace davvero tanto. Sulla trentina, del resto è di Trento, alta, bionda con i capelli corti, due occhi che sono una favola. Fà l’enologa da queste parti e si applica con passione al suo lavoro. Le piace davvero. Ma tanto!

L’ultimo frammento di viaggio scorre via veloce. Arrivo in piazza Duomo pochi minuti prima delle nove e lei è lì. Parcheggio velocemente e le vado incontro. Un abbraccio pieno di parole. Non ci vediamo da tempo, sono davvero felice di riabbracciarla. La bacerei anche, con passione intendo, ma un tacito patto mi impone di mantenere una giusta distanza.

Ci avviamo verso un bar, dai, facciamo colazione. Io non ho esigenze particolari, mi basta un caffè, lei con aria simpatica esclama: ”Niente storie, offro io”. Va bene. Abbiamo tutta la giornata per bilanciare.

“Cosa prendi?”.
“Un caffè, grazie”
“Solo? Va beh, come vuoi” – si rivolge al barman – “Un caffè, un bianco frizzante e poi… ecco prendo questo panino”.

Acciughe al verde. Con un bicchiere di vino. Alle nove. Cominciamo bene.

Ci sediamo ad un tavolo dove ci portano le nostre consumazioni. Intanto facciamo il piano per la giornata, cammineremo parecchio e vedremo un sacco di cose della città. Intanto staremo insieme. Sarà una bella giornata. Spero.

E’ veramente una bella giornata, c’è un bel sole e fa persino caldo. Bello, per essere a Trento. Celeste mangia il suo panino con aria soddisfatta, a metà circa ordina un altro bicchiere di vino, il primo è andato. Logico, le acciughe mettono sete.

Finita la cerimonia della colazione usciamo sulla piazza. Bella, bella davvero, già pregusto questa giornata da turista per caso. Ci avviamo senza una meta precisa, mano nella mano. Due vecchi amici che vanno a spasso. Man mano che passiamo davanti a monumenti o case lei mi spiega, con dovizia di particolari, cosa è accaduto qui, ai tempi del Concilio. Brava come guida. Siamo a spasso da una mezz’ora e lei mi dirotta verso un vicolo con i portici, mi farà vedere qualche posto con un valore storico.

“Vieni, qui c’è un’enoteca davvero speciale”.
Enoteca? Mah, compreremo del vino, immagino. Entriamo nel locale, piccolo ma ben arredato, con le pareti chiare e un sacco di scaffali pieni di bottiglie.

“Sai, ho un pò sete”.

Va bene, capisco, fa caldino, e poi, le acciughe, si, comprendo. Arriviamo al banco.

“Cosa prendi?” – “Un bicchiere d’acqua”.
“Acqua? Mah, come vuoi, per me un’ombra di prosecco”.

Alla faccia dell’ombra, sarà un quarto di litro. E sono le dieci. Riprendiamo la nostra passeggiata. Sento la mano di Celeste nella mia, trasmette delle vibrazioni.
Bella sensazione. La visita turistica continua, morbida e tranquilla, davvero piacevole.

Siamo arrivati ai piedi della salita del castello del Buoncosiglio e li mi spiega che qui per secoli hanno vissuto i principi vescovi di Trento, interessante, a me piace la storia, quando sento che mi tira da una parte, cambiamo rotta. Destinazione, Casa della Cultura del Vino. “Imperdibile” – esclama Celeste con voce gioiosa.

Imperdibile, si, comincio a crederlo anche io. Entriamo. Tra le volte e gli archi di pietra è un tripudio di bottiglie di ogni foggia e dimensione. Ci sediamo ad un tavolo. Un grande orologio a pendolo troneggia al centro della sala, segna le undici. Si avvicina a noi un giovanotto con tanto di grembiulino, che ci porge una specie di menù.

Beh, uno spuntino non ci sta male, passeggiare mette appetito. Niente invece, solo una lunga teoria di vini, molti dei quali a me assolutamente sconosciuti.

“Cosa prendete?” – chiede cortesemente il ragazzo.

Eh già, cosa prendiamo… una cirrosi, se va avanti così.

“Uhm, io un thè freddo, al limone”.

“Ma nooooooo” – dice lei, un tantino stizzita.

“Qui hanno un Traminer che è una favola, dai provalo”.

Vabbè, proviamo il Traminer da favola. Ci portano una bottiglia. Non bastava un bicchiere? No, evidentemente no, questa è gente di montagna. Hanno il fisico. Celeste continua a parlare allegramente, e intanto versa vino nei bicchieri. Io dopo il primo adotto una tattica di ostruzione, non bevo e il bicchiere resta pieno.

“Non ti piace?”.

“Buonissimo, ma lo gusto poco a poco” – replico. Non so voi, ma io non riesco a superare certi limiti.
“Ah no! Io voglio capire da che vigne arriva!”. Giusto, fai l’enologa, ci mancherebbe. Mentre Celeste scopre le vigne del Traminer si scopre anche il fondo della bottiglia. Andata. Mi guarda con aria interrogativa.

“Ma non lo bevi quello?”.
“No grazie, è buono, ma i vini di questa zona mi danno un pò alla testa”.

Non ho tempo di finire la frase che anche il mio bicchiere dà il contributo alla scoperta della vigne. Lei intanto è perfettamente lucida. Io sento un leggero calore che pervade il corpo. Il vino alle undici mi fa questo effetto.
Riprendiamo la nostra passeggiata.
Visitiamo il Castello, bello davvero, con quell’aria di tempo che si è fermato.
Su' e giù per le scale, le passerelle lo esploriamo tutto, ma proprio tutto. Quando usciamo, il sole è alto nel cielo, la giornata decisamente calda, non so se sia il vino o la temperatura esterna. Guardo lo Swatch che porto al polso, il ricordo di un caro amico, quasi un fratello, a cui va un rapido pensiero “vieni a salvarmi, ti prego”. Segna le 12.30. Bella visita.

“Mangiamo qualcosa, che ne dici?”.

Che ne dico? Ottima idea, chissà che un pò di cibo non mi rimetta in sesto.
Mi trascina, con la sua irruenza, in un ristorante dall’aria gradevole, proprio ai piedi del castello.

“I signori gradiscono un aperitivo?”.
“No, grazie”.
“Come no? Dai, beviamo qualcosa”.

Beviamo qualcosa? E che abbiamo fatto finora? Per fortuna riesco a ordinare il pranzo, nulla di particolare, un risotto con funghetti e un pò di arrosto, una cosa semplice. Il vino lo ordina, ovviamente, lei.
Quando il cameriere arriva con la bottiglia di non so che Stumpatafulmen vino, chiede sussiegoso: “Chi assaggia?”.

“Lei!” – dico io sicuro.

Lui versa nel calice un pò del liquido rosso rubino, lei lo guarda con gli occhi leggermente lucidi, e con una voce leggermente tremolante dice: “Guardi che sono grande! Ne posso bere anche un bicchiere intero!”.

Ussignur. Comunque il pranzo fila via tranquillo, io con mossa tattica, bevo acqua e tengo il calice del vino lì, come un cavallo di frisia a difesa della mia sobrietà. Del resto devo guidare dopo, voglio essere lucido.
Dopo il caffè Celeste mi chiede se non voglio assaggiare la grappa che ci hanno lasciato a bordo del tavolo. “No, grazie, devo guidare” – “Io no!” e, pluff, addio anche alla grappa. Terminiamo il nostro pranzo verso le quattro.
Ci avviamo verso la piazza del Duomo, non è tardissimo ma io voglio evitare il traffico e preferisco partire un po’ prima. Arriviamo a fianco della macchina, è il momento dei saluti.
“Torna presto, così magari beviamo qualcosa insieme”.
“Certo, non vedo l’ora Celeste”. Beviamo qualcosa.

L’abbraccio, è di una tenerezza unica, le passo la mano nei capelli, i nostri visi sono terribilmente vicini. Le dò un bacio sulla guancia, lei risponde con calore. Si, ci baciamo, con passione. Senza una parola.
Ancora una carezza e ci lasciamo. Un sorriso. Un altro sorriso. Ciao.
Celeste, ma la sai una cosa? Sai di tappo!
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Mario Malgieri
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Mario Malgieri

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MessaggioTitolo: Re: In Vino Veritas   In Vino Veritas Icon_minitime24/2/2010, 07:43

Grandi i vini del trentino! Poi hai nominato il mio preferito, il Traminer... e manco lo hai assaggiato? Shame, vergogna !
La tua celeste poi è da intenditori, deve avere un bel retrogusto, altro che tappo.
Bella passeggiata, spero che in seguito sia arrivato qualcosa di più corposo...
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Divagazioni laterali
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MessaggioTitolo: Re: In Vino Veritas   In Vino Veritas Icon_minitime28/2/2010, 08:51

Sai di tappo?!
Fantastico!


Ma le donne che conosci sono tutte strampalate così? Mi ha fatto sentire ubriaca, ma anche in questo stato, apprezzo moltissimo il tuo modo di scrivere.
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MessaggioTitolo: Re: In Vino Veritas   In Vino Veritas Icon_minitime

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