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 Il libro di fantascienza

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MessaggioTitolo: Il libro di fantascienza   Il libro di fantascienza Icon_minitime30/3/2010, 08:51

Il libro di fantascienza


Accompagnai mio marito alla porta e gli feci le raccomandazioni come di solito faccio a mio figlio: vai piano, telefonami quando arrivi, hai preso le catene? Lassù nevica… e quasi gli dico di stare attento ad attraversare la strada. Lo so che sono un’ansiosa, ma è più forte di me.
Lui mi bacia teneramente, starà via una settimana, come al solito s’informa di cosa farò mentre lui non c’è.
“Ho intenzione di cominciare ad inscatolare qualcosa, lo sai che mi piace fare le cose con comodo”.
“Ma, cara, il trasloco lo facciamo tra un mese, non sarà troppo presto iniziare ora ad impacchettare le cose?”
“E se poi al momento buono, mi viene l’influenza o mi rompo una gamba?”
“Sempre ottimista, eh? Va bene, ma non ti stancare, quando torno ti voglio bella in forma!”
“Ma dai, sai pensare solo a quello..”
Sorrido compiaciuta di quella sua ultima battuta. Sì, sono una moglie fortunata; dopo tanti anni di matrimonio, ancora è attratto da me.
Mi preparai così ad ingoiare un poco di polvere, dopo avrei avuto un attacco d’asma allergica e avrei preso il cortisone, ma volevo iniziare a mettere nelle scatole i libri.
Presi la scala e iniziai a togliere dagli scaffali più alti i volumi, scartando quelli che non m’interessava tenere e che avrei regalato alla parrocchia.
Aprii la prima scatola, indecisa se riempirla in ordine tematico o di autore, ma alla fine misi i libri così come li prendevo dalla libreria.
I libri di fantascienza erano la maggioranza; sono la passione di mio marito. Lui fa il rappresentante di commercio e queste letture dice che lo rilassano. Questa settimana sarebbe stato a Belem, dove avrebbe cercato di vendere quelle benedette attrezzature alberghiere.
Presi in mano I guerrieri di Taloshhak, Al cospetto del grande Atariek e Memorie da Seneghsfar. Perché i libri di fantascienza hanno delle parole così impronunciabili?
Mi cascò di mano quello di Taloshhak e una lettera sgusciò dalle pagine. E che, i guerrieri ora si mettono a scrivere lettere?
La volli leggere.
- Henry tesoro mio, mi spiace di aver dovuto interrompere bruscamente la telefonata, ma i colleghi mi hanno sbattuto fuori dell’ufficio violentemente e con due pugni anche. Sì, sai con quei tre sono in confidenza: geloso? Sai, amore, ieri ero così stanca e giù di morale che con Lizzy, prima ancora di cenare, sono andata al cinema a vedere Hallo Dolly.
Desideravo rivedere Barbara Stresand, l’avevamo vista insieme la prima volta a Belem, ricordi?
Amore mio, che dispiacere, mi veniva così istintivo allungare il braccio per prendere la tua mano, che il film non l’ho quasi seguito, sentendo che mi mancava qualcosa d’essenziale.
Purtroppo abbiamo potuto vedere solo il primo tempo, perché c’è stato un balckout. Alla fine ero ancora più giù di morale, avendo saltato la cena, visto mezzo film e si era accentuata la sensazione d’incompletezza, di vuoto melanconico e nostalgico, che mi ha accompagnato insistentemente negli ultimi giorni.
Anche per questo motivo non ti ho più scritto dopo quell’ultima lettera. Intendo dire che ora, dopo aver ricevuto tue lettere con un certo tono scontroso, non sono più sicura se ciò che dico sarà interpretato come io lo intendo, o altrimenti. Per la verità ti ho scritto molto, stracciando poi sistematicamente le lettere. Volevo essere certa di non spedirle, con tutto il loro contenuto d’amarezza e sofferenza. Sono stata molto male in questi giorni, credo persino di avere perso un paio di chili, perché non riuscivo a mangiare. Scrivendo certe cose mi sembrava di costringerti a compatirmi, ma ciò che mi ha fatto star maggiormente male, è l’aver dovuto fare un bilancio della mia vita, con risultato non proprio magnifico.
Ogni volta che ci troviamo in queste situazioni, tu poi dici…dimentichiamo, non ne serbiamo traccia.
Già, ma diventa sempre più difficile, non dico dimenticare, ma NON ricordare, quante sono state le volte e le parole con cui mi sono sentita esaltare, e subito dopo lasciare scivolare in un gorgo di discredito dovuto alla tua sfiducia nei miei confronti.
Non sono più sicura che stiamo vivendo la stessa felicità: sono disorientata!
Parlami di te, amore, fatti conoscere di nuovo; forse ora ti scriverò lettere superficiali, impersonali, che tu potresti scambiare per un allontanamento. No. solo disorientamento, confusione. Avrei bisogno di prendere una barca per un breve e innocuo viaggio nella mancanza di pensieri e dove non ci siano solo pasticche per dormire.
Scusa, non era mia intenzione affrontare quest’argomento, ma piuttosto nascondermi nel sottoscala come quando ero piccola e aspettavo che i pensieri si riordinassero in fila come bravi soldatini. Io lontana da tutto e da tutti, lontana dagli occhi di chiunque.
Davanti a me ho la foto della casa di Belem, mi sembra una finestra aperta sul nostro mare, con le nostre orme sulla sabbia, come un anno fa.
Guardami negli occhi, amore, io ti amo.
Mary

Bella lettera, stupende parole d’amore, più la rileggevo più mi commuovevo ma un piccolo particolare mi riempiva gli occhi di lacrime. Henry è mio marito ed io mi chiamo Agnese. Io ero la moglie tradita, l’ultima iscritta nel club delle cornute. La penultima era Mary, dandosi il caso che lui in realtà tradisse l’una con l’altra. La fantascienza, che merda!
Mi sorpresi a non sapere come reagire, nessuno me lo aveva insegnato. Non mi veniva da pianger veramente, solo qualche lacrimuccia più per Mary che per me. Mi sfiorò un senso di comprensione per lei. Pareva essere una ragazza giovane, ancora impreparata alla sofferenza.
Ora anch’io ero inebetita. Ero cristallizzata. Non avrei mai creduto mio marito capace di comportarsi così. Era sempre così attento e affettuoso nei miei confronti! Mai avrei sospettato che fosse duoble faces.
Mi sedetti, ed aspettai che fosse il mio corpo se non la mia mente, a decidere come reagire. Nei film si vedono scenate tipo cose gettate in terra, urla e strepiti e con un inutile rito rivoluzionario, si spaccano piatti anziché le teste dei mariti. Si urla, si strilla, si telefona alla madre che risponderà te l’avevo detto che non m’ispirava fiducia quello.…
Mi sentivo come un immenso nodo. Un nodo scorsoio che mi stringeva tutto il corpo. E lacrime niente, solo rabbia, una rabbia che stava crescendo dentro come un vulcano. Provai a battere i piedi per terra e urlare, ma mi sentii solo ridicola, non c’era nessuno spettatore che potesse “ammirare” il mio dolore e che condividesse con me quest’oltraggio. Se ci fosse stato qualcuno presente, avrei potuto essere una regina; la regina il cui regno era l’offesa. Immaginai che le reazioni mi avrebbero colto più tardi, quando la scoperta del tradimento avesse macerato in modo completo la mia anima. Bevvi un cognac, due caffè e un succo di frutta. Vomitai.
Presi i libri e li passai uno per uno, cercando altre lettere. Non ne trovai.
Cazzo! Non poteva evitare di lasciare anche quella? Sarei stata ancora una moglie sicura, fiduciosa , non scossa come un giglio innocente nella tempesta.
Mi sentii sempre di più come se avessi fatto un tour nel tritacarne.
Mangiai qualcosa. Tra stupore, rabbia, indignazione si erano già fatte le tre del pomeriggio.
Mi mancava il respiro.
Provai a fare i famosi esercizi yoga, per imparare i quali avevo fatto un corso che mi era costato un capitale. Sarebbe stato meglio se fosse costato anche di più, tanto i soldi erano di Henry!
Alle cinque avevo un appuntamento. Non sarei stata a casa a piangere e disperarmi. Partii alla riscossa. Mio marito aveva i suoi impegni, ma io a causa sua non avrei rinunciato ai miei.
Mi preparai con cura, mi truccai al meglio e andai a trovare James, il mio insegnante di yoga.
Lui sì mi avrebbe consolato. Da tre era anni il mio amante devoto.
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Mario Malgieri
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Mario Malgieri

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MessaggioTitolo: Re: Il libro di fantascienza   Il libro di fantascienza Icon_minitime30/3/2010, 09:25

Shocked
Ora il perno della questione è. "chi è stato il primo a portare il peso della corona cornea?"
Ma forse non ha importanza, qui a Genova vige il principio "pan per focaccia" e ti assicuro che è proprio buona, la focaccia.

Deliziosa pagina, che sarebbe stata bene anche nella tornata testè (ammirare prego il vocabolo ricercato) conclusa. Unico piccolo appunto: quell'alternanza iniziale ti passato e presente non mi convince troppo, ma è, a mio parere, solo un vezzoso neo.
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MessaggioTitolo: Re: Il libro di fantascienza   Il libro di fantascienza Icon_minitime30/3/2010, 09:39

sì, ci sarebbe stato bene, ma mi pareva che Dani chiedesse un testo scritto appositamente per il round.

Pan per focaccia? anche qui si dice così, anzi dente per dente, occhio per occhio! E forse si dice dall'antichità! Molto felice
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Giuseppe Buscemi
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Giuseppe Buscemi

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MessaggioTitolo: Re: Il libro di fantascienza   Il libro di fantascienza Icon_minitime30/3/2010, 11:00

Le lettere! Che romantici indizi! Quelle di carta, dico, mica gli sms o le (e)mail...
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MessaggioTitolo: Re: Il libro di fantascienza   Il libro di fantascienza Icon_minitime

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