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 Porta Romana

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Marghe Cri
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Marghe Cri

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MessaggioTitolo: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime31/3/2010, 11:55

Porta Romana Firenze


Porta Romana



Anna mi ha invaso, come una marea.

Mi godevo la vita.
Un lavoro interessante e ricco di soddisfazioni.
Una casa tutta mia: pochi metri quadri affacciati sul verde, appena fuori le mura.
Qualche breve storia d’amore, ma si sa, le cose hanno un inizio ed una fine.

Poi…
Poi, era maggio, un caldo come solo Firenze sa tirarti addosso molto prima che sia veramente estate.
Quattro passi in centro.
Mi ritrovai nel luogo che amo di più: il limitato spazio fra il portale del Duomo ed il Battistero, dove incombe, bellissimo, il campanile.

Sui gradini del Duomo era allestito un piccolo set: riflettori, ventilatori, macchine fotografiche.
Foto di moda, evidentemente.
In mezzo a tutto questo… lei!
Esile, bionda, tutta occhi.
Fasciata in un abbozzo di vestito nero incollato addosso.
Praticamente poco più che un asciugamano avvolto sul corpo dopo la doccia.

Mi colpì l’assoluto candore delle lunghissime gambe, delle braccia e del collo sottile.
Catturò i miei sensi, mi inchiodò al selciato.
Mi sentivo un idiota, fermo là ad assistere a questa specie di teatrino, ma era impossibile allontanarmi senza aver almeno tentato un approccio.
Intanto mi chiedevo: è slava? russa? svedese?
Lei si muoveva come un bravo soldatino: sorridi, alza il braccio, chinati in avanti, metti un dito sulle labbra…

Finalmente la fatica ebbe fine.
Cominciarono a spegnere le luci.
Lei si liberò immediatamente dei tacchi altissimi e una donna di mezza età le costruì intorno una specie di cabina di tela dietro la quale si cambiò.
Riapparve in jeans e t-shirt.
Si avviò verso un’auto che era parcheggiata poco lontano, così, a piedi nudi, con evidente stanchezza.

La raggiunsi. Non potevo perderla dopo tanta attesa.
Avvertì la mia presenza, si girò a guardarmi, il viso inespressivo, nessuna curiosità, solo stanchezza.
Mi fece tenerezza, mi resi conto che quella sera non avrei potuto chiederle nulla di più di quello che aveva già dato.
Le sorrisi, le dissi solo:
“Sei troppo stanca ora, lo capisco, ma io voglio conoscerti.
Ti troverò, domani o dopo, ti troverò.
Ricordati di me, fino ad allora.
Buonanotte!”
Attesi che salisse in macchina. Chiusi lo sportello e la macchina partì.
Lei non aveva detto una parola.
Tornando verso casa cominciai a pensare a come rintracciarla.
Avevo amici che lavoravano nella moda e avrebbero potuto aiutarmi.


Che strano incontro stasera!
L’avevo notato là in piedi, quasi ipnotizzato, mentre finivamo il servizio.
Mi guardava come se non avesse mai visto una donna: le luci non mi consentivano di vedere il suo viso: era chiaro che faceva l’indifferente, ma sentivo i suoi occhi incollati a me.
L’ho presto dimenticato: le ultime foto sono sempre le più pesanti, la stanchezza ti prende e non pensi più che ad una cosa… finire!!!
Lo sai Mara… in quel momento, quando mi costruisci intorno la mia “casetta” e mi spoglio degli abiti e del lavoro, io desidero solo una cosa: silenzio, buio, riposo…
Stavo raggiungendo la mia macchina quando lui sbuca dal nulla, mi si avvicina, mi sussurra qualche parola, non mi sfiora neppure, mi tiene aperto lo sportello fino a che salgo e metto in moto.
Infine mi saluta e mi promette che ci rivedremo…
Sai a chi ho pensato? A Lancillotto! Che c’entra dirai tu?
Lui sembrava così sicuro di sé, così convinto delle sue possibilità e contemporaneamente così gentile e comprensivo… non so, uno strano connubio… appunto… Lancillotto!



Beh, in breve, la trovai.
Un amico mi procurò un invito ad una festa privata cui lei avrebbe partecipato.
Ebbi fortuna, tanta, perché non solo riuscii a farmela presentare, ma lei si ricordò subito di me e rise del mio strano approccio e del fatto che avessi così puntualmente mantenuto la promessa.


Mara, non ci crederai! Io stessa stento a crederci!
Ha mantenuto la promessa: ma sì! Lancillotto!
Me lo sono trovato davanti alla festa di Paolo, ieri sera.
Mi ha ricordato il nostro incontro… beh, il viso non l’avevo riconosciuto, ma la sua voce… quella sì!
Sono scoppiata a ridere: incredibile, ci ha messo pochissimo, mi ha trovata e mi ha rapita… la serata è finita su, al piazzale, a parlare fino all’alba seduti sulla balaustra, mentre la luna tramontava, le stelle sbiadivano e Firenze, che sembrava dipinta sotto di noi, cominciava il suo risveglio…
Tutto già visto, dirai, sì, ma ieri sera io vedevo tutto con occhi nuovi…
Non mi chiedere cosa mi stia succedendo: tu sai che non sono facile all’innamoramento, sai che ho sempre fatto fatica ad accettare di condividere qualcosa di me con un uomo…
Tu sei l’unica a sapere quanto mio padre abbia segnato la mia adolescenza e le mie scelte, quanto non mi fidi degli uomini… ma lui, Lancillotto, è così gentile, così rassicurante, così diverso!
Per tutta la sera non mi ha quasi sfiorato, mi guardava con occhi incantati, quasi fossi una porcellana preziosa, un oggetto raro… mi sentivo così “unica” in quei momenti…
Poi quando mi ha lasciato sotto casa, ha raccolto la mia mano, l’ha rovesciata nella sua e mi ha sfiorato il palmo con un bacio.” Arrivederci a domani”, mi ha detto…
Domani….



Da quel giorno diventammo inseparabili.
Non riuscivo a star lontano da lei.
Interrompevo il lavoro per telefonarle, per sentirla anche solo pochi minuti.
La sua voce colava nelle mie orecchie e mi arrivava dritta al cuore.
Innamorato.
Ecco come ero. Innamorato cotto.
Le chiesi di venire a vivere con me.
Ridendo mi disse:
“Quanto ci hai messo a chiedermelo?”
La sera stessa si fermò nel mio letto e da allora non se ne è andata più.


Sono pazza? Si, forse sono pazza!
Per la prima volta nella mia vita sento il desiderio di condividere il tempo e lo spazio con un uomo.
Mara, lo sai, è una cosa così nuova per me!
Questi due mesi insieme a lui sono stati meravigliosi.
Sento che lui mi saprà rispettare e proteggere.
Sento che non dovrò difendermi da lui. Il suo amore è grande, forte e gentile.
Sembra abbia compreso senza bisogno di parole la mia paura, il mio disagio, il mio bisogno d’amore..
È difficile raccontarmi, raccontare a lui la mia storia e l’origine delle mie insicurezze e delle mie paure. Ma sembra che lui indovini i miei desideri, che conosca d’istinto i miei bisogni.
Mi maneggia come se fossi fragile ed avesse paura di vedermi cadere in frantumi fra le sue mani…
Mi sento amata, Mara, come mai prima d’ora!
Lui sta diventando il mio mondo.
Lo amo.



Ogni tanto Anna parte per un servizio fuori città, a volte anche molto lontano.
Soggiorni di qualche giorno o di qualche settimana.
Queste assenze mi creano un vuoto dentro, una sensazione di dimezzamento.
Mi sorprendo a pensare a lei, a quello che sta facendo, a chi ha accanto.
È una donna molto bella, impossibile non notarla!
È così bella, troppo bella!

Quando usciamo mi accorgo che gli uomini cambiano espressione al suo passaggio..
Lei ride e mi rassicura:
“Io voglio ed amo solo te!”
Sì, sì, lo so.
Ma non posso fare a meno di pensarci!
Cosa impedisce che qualcuno la avvicini, come ho fatto io, trovi il modo di interessarla, di scambiare qualche parola con lei?
Magari un drink dopo il lavoro.
Magari una cena.
E poi, dopo la cena…

Ogni volta che torna dai suoi viaggi la guardo attentamente.
“Devo passare l’ispezione?” e sorride.
Talvolta appare un po’ seccata, forse rassegnata.
Non lo so cosa cerco.
Segni sulla sua pelle candida? Un graffio sulla sua schiena? Gli occhi meno che limpidi?
I suoi occhi color acqua, di un grigio che sfuma verso l’azzurro o il verde, sono l’accesso privilegiato alla sua anima.
Quando entro in quelle acque tiepide io mi sento circondato dal suo amore e cadono tutte le mie gelosie. La sento mia.
Ma appena si allontana non posso fare a meno di tornare a torturarmi.
Vedo immagini di lei che ride, mani che la sfiorano, “sento” la complicità che la lega al fotografo per il tempo del set e mi sento tagliato fuori, dimenticato per quel breve spazio di tempo.
Ne soffro. Vivo questi pensieri come rasoi che incidono la pelle.
È una sensazione nuova, mai una donna aveva scalfito la mia sicurezza, la fiducia in me stesso.

Non capisco! L’essere vicini, il vivere insieme ed avere la sicurezza di essere l’uno dell’altro, sta creando in lui delle difficoltà anziché delle certezze.
Sa che il mio lavoro mi porta in giro per il mondo, e vede anche quanta sofferenza io provo quando devo preparare le valige e lasciarlo solo per qualche giorno o qualche settimana.
Sembra che sia convinto che, lontana da lui, lontana dai suoi occhi e dalla sua presenza, io non sia in grado di badare a me stessa .
Con tono leggero accenna alla possibilità che io incontri qualcuno che mi faccia la corte o che magari mi lasci conquistare da chi applichi la sua stessa tecnica di “abbordaggio”.
Gli ho spiegato non so quante volte che sto con lui perché lo amo e che la sua gelosia, per quanto “contenuta” mi offende e mi intristisce.
Io sono sua: glielo dimostro giorno dopo giorno.
Non ci sono altri nella mia vita e non cerco altro che il suo amore.
Per rassicurarlo ho anche accennato, tu immagini con quanta sofferenza, alla mia vita in famiglia prima di affrancarmi grazie al mio lavoro: a quanto mio padre mi tenesse sotto controllo, alla sua gelosia, alla sua aggressività quando cominciò ad accorgersi delle mie prime tenere storie d’amore.
L’amore di mio padre, alla morte di mia madre, converse tutto su di me, caricandosi di sfumature di possessività quasi contro natura. Tu sai, Mara, quanto ho sofferto e quanta fatica ho fatto per liberarmi di lui e del ricordo di quegli anni pesanti.
Ora questo amore che lui riesce a regalarmi, così tenero, così forte e protettivo, sembra voglia colorarsi di gelosia.
Non posso resistere. Non lo posso tollerare.
L’ho detto chiaramente, l’ho supplicato di capirmi.
Non posso accettare che la mia vita ricominci sugli stessi binari da cui tanto faticosamente sono fuggita solo da pochi anni.



Oggi pomeriggio, nel recarmi ad un appuntamento in centro, passando per Porta Romana, appena dentro l’antica cerchia delle mura, vedo Anna ferma sotto gli affreschi, all’angolo della via. In quell’angolo ci scambiammo il primo bacio…
Sta parlando con un uomo.
Sembra molto attenta alle sue parole, concentrata sul movimento delle sue labbra.
Lui è un uomo in età, ma interessante, elegante e sicuro di sé.
La vedo di tre quarti, vedo il suo sorriso che spunta improvviso, il suo viso che trasfigura: leggo gioia e piacere nella sua espressione.
Il sangue abbandona il mio viso, le mie braccia, il mio cuore, mi sento svuotare, un dolore sordo cresce improvviso sotto lo sterno.
Lei gli porge la mano sottile, lui la avvolge nella sua e la trattiene a lungo, troppo troppo a lungo.
Ancora qualche parola, sorrisi. Poi lui si gira e si incammina verso l’Arno, mentre lei rimane ferma, con un’espressione sognante sul viso.
Poi si risveglia e passando sotto il fornice si incammina verso casa.
Sono paralizzato.
Il sangue torna tutto insieme, con violenza.
Mi sento sottoposto ad una pressione dall’interno, sento una forza che cresce dentro di me e che devo scaricare in qualche modo.
Non la fermo, non la seguo.
So che sta andando a casa.
Preferisco aspettare, lasciar sfumare questa violenza che sento dentro.


Mara, è successo qualcosa di incredibile, non ho mai pensato potesse capitarmi!
Sono incredula, emozionata, felice… questa cosa mi ha preso totalmente alla sprovvista.
No, ora non voglio raccontarti, magari fra qualche giorno, lascia che mi abitui all’idea, che mi renda conto che sono proprio io quella che sta per imbarcarsi in questa avventura…
Prometto, prometto, sarai la prima a sapere…



Rincaso al solito orario.
Anna è in cucina. Canticchia. Il suo umore è sereno, felice.
Mi avvicino e la colgo alle spalle, di sorpresa, la abbraccio ed ispiro il suo profumo.
Lei si lascia andare contro il mio petto ed accarezza le mie mani che le stringono la vita.
“Bentornato, amore!
A momenti è a tavola, vieni, non facciamo raffreddare tutto!”
A tavola cerco di indagare: cosa hai fatto oggi? dove sei stata?
Mi fa un lungo resoconto, sorride, ma non accenna minimamente all’incontro del pomeriggio.
Sento nuovamente quella sensazione di freddo e poi di caldo.
“Nessun incontro interessante? Magari qualche bel ragazzo che ti corteggia?”
Mi guarda sorridendo … non raccoglie mai queste provocazioni: non sopporta la mia gelosia e odia doversene difendere.

Comincio a dubitare di tutto ciò che dice.
Nei giorni seguenti cerco di cogliere nelle sue parole e nei suoi sorrisi, la menzogna, il sotterfugio.
Quello che trovo sempre più spesso è una sorta di “trance” che la coglie a volte, come se si perdesse dentro ai suoi pensieri.

Chi c’è nei tuoi pensieri, Anna, chi?

Comincio a trascurare il mio lavoro: ogni tanto esco all’improvviso e giro per la città, nelle zone che di solito lei frequenta, dove potrei vederla, scoprire un nuovo incontro con quell’uomo… o con un altro.
Dentro di me la rabbia e la gelosia crescono, non importa che non la colga mai a fare qualcosa di sospetto.
Quello che non vedo, immagino.
E mi convinco che sta diventando più attenta, che sta imparando a coprire meglio le proprie tracce.

Un giorno la vedo che cammina sul Lungarno, si ferma davanti ad un portone. Suona al citofono. Entra.

Resto pietrificato. Chi abita in questo palazzo antico ed elegante?
Attendo seduto dietro la vetrina di un bar: un classico appostamento da imbecille, ma non posso andarmene, devo vedere.
Un’ora e cinque caffè dopo, finalmente lei esce.
Ha una strana espressione.
Cammina un po’ assorta, quasi assente.
Rimorsi?
Cosa hai fatto? A che cosa pensi, Anna?
Un’ora!
Quante cose si possono fare in un’ora!?

Nella mia testa si formano immagini.
Mai viste, ma così reali: lei che abbraccia un uomo, lui che la stringe a sé, le mani di lui che l’accarezzano…
Distolgo la mente… rischio di impazzire!
Al ritorno a casa, la trovo che sta facendo la doccia.
Sbircio nel bagno dalla porta socchiusa.
Lei è sotto il getto d’acqua: sta lavando via il profumo dell’altro? i segni dell’incontro che mi ha avuto come testimone remoto?

Le cose stanno precipitando.
La mia felicità, quella che ti anticipavo giorni fa, rischia di sfumare, ho bisogno di te, di confidarti quello che è successo in queste ultime settimane… ho bisogno del tuo consiglio, dovrò fare scelte difficili… non so come parlarne con lui … aiutami Mara!


Durante la cena mi sorride, ma continua a sembrare pensierosa… parla e mangia poco.
È una conferma, un classico!
È innamorata di un altro uomo, per questo non mangia, non parla…

Più tardi, sotto le lenzuola, quando la abbraccio per attirarla a me, sembra restia al contatto ma si scioglie non appena faccio i gesti giusti, quelli che per esperienza so che accendono il suo desiderio di essere donna fra le mie braccia.

Ma questo momento iniziale di freddezza… mi rimane nella testa.

Sento il suo corpo cedevole sotto di me, i gesti ormai familiari la portano nella giusta posizione. Stringo le sue mani e cerco i suoi occhi.

Dove sono i suoi occhi?
Sono chiusi!!!

Anna mi sta negando l’accesso al suo mondo più intimo.
Sono troppo avanti sulla strada dell’orgasmo per fermarmi …
Arriviamo al piacere insieme, come capita rarissimamente.
Anna sembra serena, ma, per la prima volta nel corso del nostro rapporto, mi assale il dubbio che abbia simulato l’orgasmo.
Un modo per chiudere velocemente?
Come indagare?
“Scusa cara, hai goduto veramente o hai fatto finta?”
No, impossibile!

Scivolo giù dal suo corpo e mentre lei si accuccia con gesto spontaneo contro il mio fianco, metto in fila, mentalmente, tutti i momenti in cui Anna mi ha dato la sensazione di essere sfuggente.
Sento riconfermati tutti i miei sospetti e non mi rendo conto che il verme schifoso della gelosia sta rosicchiando la mia mente …

Ricostruisco le ultime settimane.
L’incontro a Porta Romana.
Il suo essere “assorta”, lontana.
Il portone sul Lungarno, un’ora lassù… con chi?

Immagino le mani di uno sconosciuto senza volto che scivolano sul suo corpo, che le sbottonano la camicetta, che si intrufolano nel suo reggiseno.
Lo immagino mentre le sgancia la gonna e la lascia scivolare in terra e lentamente, infilando due dita nell’elastico, con una carezza fluida, spinge gli slip verso il basso.
Vedo che la fa indietreggiare fino al letto, sorreggendola la fa distendere e finisce l’opera lanciando gli slip lontano nella stanza.
Ora lei è nuda, indifesa, offerta a lui.
E non lotta, no, anzi con le mani gli afferra i capelli e tira la sua testa giù verso i suoi seni, glieli offre da baciare.
Le mani di lui esplorano il corpo della mia Anna, che inarca la schiena per avvicinarsi a lui il più possibile.

Chiudo gli occhi, non voglio vedere!
Ma non serve a nulla perché le immagini sono dentro, non fuori dai miei occhi.

Vedo lei che lo attira su di sé.
Vedo lui che la ricopre interamente, che blocca le sue mani, che entra nei suoi occhi… che la penetra e sento lei che urla il suo piacere.
Serro gli occhi, le mani corrono a tappare le orecchie!!
Non voglio vedere!
Non voglio sentire!
Salto sul letto, mi seggo sulla sponda.
Sono fradicio di sudore, il cuore batte precipitosamente.
La stanza ruota intorno a me e mi sembra invasa da una allucinante luce rossa.
Le mani si serrano a pugno. Sento che le unghie mi stanno entrando nella carne, ho l’istinto di picchiare, di uccidere….

“Cosa succede amore? Mi stavo addormentando. Cosa è accaduto?”

Mi giro verso di lei.

Nella penombra, creata dalle luci della città che penetrano dalla finestra socchiusa, vedo i suoi occhi assonnati.
Mi chino su di lei.
Scavalco il suo corpo con una gamba.
Mi seggo a cavallo del suo ventre.
Le blocco le mani sul letto.

Ora voglio sapere.
VOGLIO SAPERE!

“Ti ho vista!
Ti ho vista, capisci?
Lo hai incontrato per la strada.
Sei andata a trovarlo a casa.
Mi tradisci lo so!”

Lei cerca di divincolarsi, di disarcionarmi.
Urla.
“Levati! Lasciami! Sei pazzo! Aiuto!”
Più urla più la mia furia aumenta.
La blocco del tutto.
Gravo completamente sul suo corpo.
Le stringo i polsi fino a farla gemere.
Piange. Smette di agitarsi.
La guardo.
“Dimmi chi è lui. Dimmi chi è!”

Non parla. Singhiozza.
Mi guarda con quegli occhi allagati ed io mi sento una bestia, allento la stretta sui suoi polsi.
Scivolo via dal suo corpo.

Non so cosa dire.
Tento di abbracciarla, ma lei si rifugia sul bordo del letto, chiusa in posizione fetale, e continua a singhiozzare.

Mi rendo conto che qualunque cosa possa fare o dire, in questo momento, non ho speranze di farmi ascoltare.
Ora ha paura di me…

Rimango sveglio a lungo.
I suoi singhiozzi pian piano calano di intensità.
Forse dorme.
Domattina dovrò spiegarle, mettermi a nudo, giustificarmi.
Dovrò chiedere il suo perdono e pregarla di capirmi, di aiutarmi a cancellare i miei dubbi, i miei sospetti.

Finalmente crollo anche io, mi addormento.

Il sole già alto invade la stanza… è giorno fatto.
Allungo una mano a cercare Anna.
Il letto è vuoto.
Mi sveglio del tutto, la chiamo.
Mi alzo, la cerco. Nessuno!

Noto un foglio di carta sul tavolo in cucina.
La sua scrittura:

“Vado via.
Questa notte ho conosciuto un uomo che non posso più amare.
Mi hai aggredita, ho visto nei tuoi occhi odio, furia, violenza.
Da tempo sento che non hai fiducia in me. Cerchi in tutti i modi conferma ai tuoi sospetti.
Ho provato di farti capire che ti amo, che non ci sono “altri” nella mia vita.
Ci sei solo tu.
Sto vivendo un momento molto particolare: aspetto un figlio.
L’ho saputo quasi un mese fa, ho incontrato il ginecologo sotto l’affresco che entrambi amiamo, vicino alla Porta e là mi ha confermato la notizia.
Prima di dirtelo ho aspettato di effettuare il controllo che ho fatto oggi pomeriggio.
La gravidanza è problematica purtroppo.
Te lo avrei detto domani, sapendo di averti per me tutta la giornata.
Ora sento che non voglio più averti vicino.
Hai richiamato in me paure da cui speravo di essere ormai immune.
Ho visto in te una violenza che non conoscevo.
Non cercarmi, non tornerò.
Anna”

L’ho cercata.
La cerco ogni giorno.
È scomparsa.
Ora vivo solo, nella mia bella casa, in compagnia del ricordo di lei e della mia gelosia.
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Manuela Cappucci
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime31/3/2010, 14:18

Mi piace! L'idea dei messaggi all'amica moltiplica le prospettive e rende il racconto più profondo e interessante lasciando che il lettore ricostruisca la trama. Brava!!! Like a Star @ heaven Like a Star @ heaven Like a Star @ heaven Like a Star @ heaven Like a Star @ heaven
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime31/3/2010, 14:33

Grazie Manuela, sono contenta che ti piaccia anche in questa forma.

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Susanna Costa
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime31/3/2010, 14:56

Molto, molto più bello e compiuto con questi inserimenti... Brava brava... Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime31/3/2010, 15:23

Grazie Susanna, i tagli erano obbligati, per stare nelle battute...
sono contenta che ti piaccia nella forma completa!

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turirubino
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turirubino

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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime31/3/2010, 20:08

Ciao ex PdG,
vengo a leggere il tuo “Porta Romana” nella versione completa e lo trovo molto, molto convincente.
Grazie allo stratagemma (invero piuttosto ardito) di intercalare al racconto della voce narrante (lui) i frammenti epistolari di lei, riesci a dar voce ad entrambi i protagonisti della storia. La fluidità della narrazione non ne risente affatto: complimenti, non è una cosetta facile!
Il lettore, in tal modo, può “vivere” appieno il dramma della storia. Può immedesimarsi nei vissuti di entrambi.
Sì, è vero, non è una storia originale. Purtroppo è tristemente frequente, quasi esemplare di quanto stupido, cieco e distruttivo sia il sentimento della gelosia.
Il tuo racconto ha il gran pregio di illustrarla con nitidezza e di mantenere, al contempo, una vicinanza, una possibilità di comprensione, quasi di com-passione per i suoi protagonisti e la loro sofferenza.

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Turi
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime31/3/2010, 21:00

Sì, è più articolato. E' migliore (ma era già buono). E' (ed era) scritto come si deve, sul piano stilistico. Il rapporto col padre aiuta a comprendere il taglio improvviso, così come i dubbi espressi all'amica. Tuttavia mi rimane la sensazione che sia un esempio prima ancora che un racconto (è solo la mia sensazione alla lettura).
Ciao Marghe, salutami Cri albino
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime1/4/2010, 15:59

turirubino ha scritto:
Ciao ex PdG,
vengo a leggere il tuo “Porta Romana” nella versione completa e lo trovo molto, molto convincente.
Grazie allo stratagemma (invero piuttosto ardito) di intercalare al racconto della voce narrante (lui) i frammenti epistolari di lei, riesci a dar voce ad entrambi i protagonisti della storia. La fluidità della narrazione non ne risente affatto: complimenti, non è una cosetta facile!
Il lettore, in tal modo, può “vivere” appieno il dramma della storia. Può immedesimarsi nei vissuti di entrambi.
Sì, è vero, non è una storia originale. Purtroppo è tristemente frequente, quasi esemplare di quanto stupido, cieco e distruttivo sia il sentimento della gelosia.
Il tuo racconto ha il gran pregio di illustrarla con nitidezza e di mantenere, al contempo, una vicinanza, una possibilità di comprensione, quasi di com-passione per i suoi protagonisti e la loro sofferenza.

Ciao Turi, il tuo commento … che dire...
Come sempre sostieni il tuo giudizio con le giuste motivazioni e questo ne accresce il valore, anche perché aiuta a comprendere dove si è fatto bene e dove invece si potrebbe migliorare.
Ti ringrazio quindi della valutazione positiva per quanto riguarda la tecnica di costruzione del racconto e concordo con te che la trama non sia originale.
Ma temo che ci sia poco di originale in qualunque storia di gelosia.
Se ne è scritto dai tempi dei tempi… anche la Bibbia comincia con una storia di gelosia, non è vero?
Si, sicuramente questa è una storia semplice e, forse, tristemente frequente.

La tua ultima frase, poi, mi proietta al settimo cielo: le parole che hai scritto sono state frequentemente utilizzate per valutare il lavoro di un grande autore che dimostra proprio nella sua capacità di “vicinanza e compassione” per i suoi personaggi il suo maggior valore.
Parlo di Raymond Carver, un grande…
Ma no, non temere, non mi monto la testa!
Ma le tue parole mi gratificano: mi ci arrotolo per un po’ e mi lascio coccolare!
Grazie!!!

Porta Romana 952353
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime1/4/2010, 16:14

Sì, è più articolato. E' migliore (ma era già buono). E' (ed era) scritto come si deve, sul piano stilistico. Il rapporto col padre aiuta a comprendere il taglio improvviso, così come i dubbi espressi all'amica. Tuttavia mi rimane la sensazione che sia un esempio prima ancora che un racconto (è solo la mia sensazione alla lettura).
Ciao Marghe, salutami Cri



Ciao Giuseppe, grazie per il giudizio che confermi buono, anzi migliore…
Mi fa piacere che, ora che il racconto è completo, alcuni eventi che sembravano un po’… sospesi… siano diventati più chiari e motivati.

Vedo che ti rimane l’idea che io abbia, intenzionalmente o no, fatto della “morale”.
Naturalmente non posso contrastare le tue sensazioni.
Sta di fatto che non sono ancora abbastanza vecchia per mettermi a fare la morale al mondo.

Laughing

La tua sensazione, forse, deriva dal fatto che io non sono gelosa e non apprezzo essere oggetto di gelosia e questo si sente.

Considero la gelosia un”sentimento” (o una malattia?) svilente dell’amore.
Io penso che l’amore viva della necessità di vedere felice l’altro, del desiderio di lasciarlo libero di amarci a suo modo, di supportarlo ed incoraggiarlo a dare ed a fare il meglio per sé.
L’amore, per me, ti spinge a stare vicino all’altro cercando di condividerne gli interessi, ad essere presente, a proporti come catalizzatore e non come gabbia.
In questa ottica la gelosia non ci sta proprio, perché è l’esatto contrario: è il proporsi come unico oggetto e motivo di amore, unico interesse, unico “posto dove stare”.

Se questo si legge nel mio racconto, bene, significa che quello che scrivo mi corrisponde, anche se non scrivo di esperienze mie ma elaboro storie di fantasia. Ma non significa che io voglia fare la morale a chicchessia.

Ai gelosi di tutto il mondo auguro di trovare una delle tante persone che apprezzano l’essere oggetto di “possessività” e non soffrono troppo nel sentirsi scrutati, spiati ed attaccati quando offrono amore e chiedono fiducia.

E con ciò…
Bonu, chista fu.

Porta Romana 9264

Si, ho incontrato Cri e te l’ho salutata!
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Giuseppe Buscemi
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime1/4/2010, 21:30

Marghe, Cri ( Very Happy ), vi lessi e mi garbò. Chista fu e mi piacì.
E sono d'accordo con te in tutto e per tutto. Come altre ossessioni, la gelosia fa danno (se, appunto, degenera in un'ossessione, incontrollabile/incontrollata).
Le tue riflessioni, poi, sono belle oltre che interessanti.

Ma torno sulla meccanica del tuo racconto. Il geloso subisce una punizione esemplare e che viene presentata (volutamente o no) come "giusta", quasi inevitabile. Fra lui e lei non c'è confronto (non c'è dialogo - per comprensibile scelta di lei - e non c'è partita). L'unico difetto è questo, per me, cioè che sia un racconto partigiano, con buoni e cattivi (se mi passi i termini) che a un certo punto sono riconoscibili e separati.
Hai sdoppiato il punto di vista, è vero. Ma quello principale rimane il suo di lui, del punito da punire. Sarà per questo che soffro, per la naturale tendenza a lasciarsi portare dalla voce prevalente, poi bastonata e per giunta con ragione. Se, per esempio, la voce prevalente fosse stata quella di lei, allora il lettore avrebbe potuto vivere il disagio e la necessità di distacco e lo avrebbe fatto come una liberazione.
Ma così, lo ammetto, il racconto è più duro, il che non guasta.
Per chiudere (ché già t'addormisti) avrei preferito il racconto niente manicheo, articolando un po' di più le personalità, rendendole meno "tipiche", e dunque togliendo alla punizione finale quel gran peso che m'è sembrato abbia (e che toglie peso al resto del racconto, che vale).
Però! è bello discutere!
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eugen signori
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime6/4/2010, 22:16

Margy...quando ho visto Porta Romana...pensavo ti riferissi a quella di Milano...quella che cantava Gaber...Va bene...che bella quella foto!!!! Smile
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Marghe Cri
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Marghe Cri

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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime6/4/2010, 22:24

Eu, c'è una bellissima Porta Romana anche a Firenze...
Ho vinto il concorso di fotografia???
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime6/4/2010, 22:57

Non lo metto in dubbio...Firenze è più bella di Milano...e tra l'altro la porta di Milano non ha nulla di bello...ma si riferisce al quartiere esistente all'interno della città...è un quartire insomma dove Gaber sembra che abbia vissuto da ragazzo...per cui lo trova bello.
Notte Margy...ti avevo messo "un atto eroico" per farti ridere...ma forse non funziona... Laughing
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime23/4/2010, 20:48

La gelodia è un sentimento devastante. Nasce dall' amore ma può farlo morire. Notte a tutti.
Franca.
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MessaggioTitolo: Re: Porta Romana   Porta Romana Icon_minitime

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