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 25 Aprile 1945

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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime23/4/2010, 22:08

Penso che il 25 Aprile non debba essere una celebrazione

rituale, ma memoria. Memoria di diritti violati come mai nella storia.
Invano cerco nella storia passata violazione di diritti pari alla
deportazione di ebrei, zingari, oppositori politici, concentrati
in campi di tutti gli orrori, gasati, ridotti a nero fumo per giorni,
e giorni, e giorni, ad oscurare il cielo. Memoria di chi, ai carnefici,
si oppose con una convinzione ed un coraggio tali da non fargli temere
né le torture, atroci, né la morte. Ho letto alcune lettere di
condannati a morte che salutano i loro cari con parole serene, prive
di odio, colme d'amore per la libertà e la giustizia. Memoria delle
speranze che si aprirono al mondo quando la dittatura nazi- fascista
fu abbattuta. Nello scenario tragico del periodo che viviamo
il 25 Aprile, che molti cercano di relegare nell'oblio, deve invece
balzare alla nostra memoria come monito, speranza, come sollecitazione
di impegno civile e politico per riconquistare speranza, per progettare
un futuro di pacificazione, di solidarietà, di gioiosa convivenza
di uomini fratelli. In questo 25 Aprile vorrei fare memoria di quello
che ho visto, sedicenne, nella mia Roma occupata dai tedeschi.
L'8 settembre trovò una Roma già profondamente ferita dal bombardamento
del 19 Luglio che sconvolse una città che, per essere sede di un vescovo
che era anche Papa e per avere un patrimonio artistico millenario,
era sicura di essere risparmiata da attacchi aerei. Città aperta.
E invece l'attacco ci fu e stroncò più di 4000 vite, non lasciando in pace
nemmeno i morti del cimitero del Verano dove molte bare vennero
dissotterrate e scoperchiate.
Quando l'8 settembre i tedeschi decisero l'occupazione di Roma ci fu
un tentativo di resistenza breve ma significativo. Vi morì un ragazzino
mio coetaneo e mio coinquilino, insieme ad un gruppo eterogeneo di
ragazzi, adulti e vecchi. Furono colpiti carri armati tedeschi che
rimasero per qualche tempo sulla desolata via Ostiense come vecchi
pachidermi colpiti a morte. I nove mesi di occupazione furono pesantissimi,
a partire dalla grave carenza di generi alimentari di prima necessità
fino alle molteplici violenze dei nazisti. Il Ghetto fu invaso e tutti
gli ebrei che vi si trovavano furono caricati su camion, destinazione
Germania, campi di concentramento. Posso dire di aver quasi vissuta questa
tragica tappa di un cammino di orrori: una nostra parente ci telefonò
piangendo. Abitava in via Arenula, proprio al confine del Ghetto
e dalla finestra della sua tranquilla casa aveva visto tutto.
Mio padre, mia madre ed io, in quel periodo, eravamo ospiti di una zia
che abitava vicino al Vaticano. Mio padre aveva ceduto la nostra casa
ad un collega che aveva perso la sua nel bombardamento del 19 luglio.
Mio padre, in quel periodo, rischiò due volte la morte. La prima quando
fu bombardato il deposito ferroviario S.Lorenzo dove piovvero 186 bombe.
Lui, per motivi di servizio, non c'era. Il bombardamento lo colse
nei pressi di S. Maria Maggiore. In un primo momento si rifugiò sotto
un grande serbatoio d'acqua che però non gli sembrò sicuro. Se ne
allontanò giusto in tempo per vederlo saltare in aria. Dal secondo rischio
mortale lo salvò una gentile e civile signora affacciata alla finestra
della sua casa in Via dei Serpenti. I tedeschi avevano bloccato tutto
il tratto di strada che, dal Palazzo dell'Esposizione, a metà circa della
lunghissima Via Nazionale, arriva a Piazza Esedra, oggi Piazza della
Repubblica. Tutti gli uomini che entravano in quella zona rossa venivano
caricati su camion e portati ai campi di lavoro. Mio padre, in bicicletta
per andare al lavoro, stava entrando in quella zona quando si sentì chiamare sommessamente da una voce di donna che veniva dall'alto.
Alzò gli occhi e vide la gentile signora che, un po' con parole sussurrate,
un po' a gesti, gli fece capire che doveva tornare indietro.
E poi ci fu l'attentato di via Rasella. I partigiani avevano piazzato
delle bombe in un bidone della spazzatura (se non ricordo male).
Al passaggio di una colonna tedesca le bombe esplosero e 33 tedeschi
morirono. La ritorsione fu immediata. 335 italiani furono fucilati Solo a liberazione avvenuta si seppe il luogo delle fucilazioni: le Fosse Ardeatine.
I ricordi di quel periodo sono molti: una donna incinta, Teresa Gullace si trovava
sotto la caserma di Viale Giulio Cesare dove era rinchiuso il marito insieme ad altri prigionieri politici. Con Teresa c' erano altre donne che chiedevano
di vedere i mariti. I tedeschi spararono e Teresa fu colpita a morte.

E' lei che ha ispirato Rossellini per il personaggio interpretato da
Anna Magnani in una famosa, struggente scena del film "Roma, città aperta"
Per nove mesi i tedeschi rapinarono, violentarono, torturarono.
Giunsero a bombardare il Vaticano per screditare gli americani. Non ci
furono molti danni. I vetri della casa che ci ospitava andarono in frantumi
ma un uomo che si era avventurato ad uscire di casa dopo il coprifuoco
fu colpito mortalmente da una scheggia di bomba e si accasciò sotto
l'immagine di una Madonnina posta a lato del portone di un Oratorio.
La casa che ci ospitava era vicinissima a Porta Cavalleggeri che
immette sulla via Aurelia. Da quell'osservatorio assistetti alla ritirata
dei tedeschi. Iniziò la mattina presto con i blindati di un esercito
apparentemente ancora potente. Tranne una breve pausa per andare a mangiare
qualcosa, non abbandonai il mio osservatorio e così vidi la coda della
ritirata, quando già iniziava la notte. Gli ultimi tedeschi che lasciarono
Roma erano ragazzi diciottenni, sbigottiti, umiliati, che si ritiravano
in bicicletta o a piedi. Mi fecero davvero molta pena. Contemporaneamente
gli americani entravano dalla via Casilina. Ricordo che, consultando
lo stradario dell'elenco telefonico, chiamavamo degli sconosciuti che
abitavano nella Casilina. Chiedevamo: "Sono arrivati?" Dopo due o tre
telefonate una voce allegra rispose: "Siiii!!!!!!!" Un esercito se ne
andava, un altro entrava. A notte inoltrata una camionetta americana
si fermò proprio davanti alla casa di mia zia. Un uomo scese dal palazzo
di fronte con un fiasco di vino che offrì agli americani. Fu il primo
brindisi alla liberazione al quale assistetti in quella notte incredibile.
Il giorno seguente, 4 Giugno, l'esercito americano attraversò tutta Roma,
fra una folla di gente festante sulla quale piovevano dai carri armati
cioccolate e caramelle.
Non posso chiudere questa memoria senza ringraziare mio padre che
non mi tenne al riparo dalla tragedia che stavamo vivendo, ma mi permise
di assistere a molti fatti significativi. Se non fosse stato per lui non
avrei visto la ritirata dei tedeschi, l' arrivo degli americani,
il bagliore dei cannoneggiamenti che avvenivano intorno ad Anzio dove
gli americani erano sbarcati, e che mio padre mi portava a vedere dalla
terrazza di Villa Celimontana. Fu lui a portarmi a vedere le Fosse Ardeatine
appena furono aperte al pubblico. E' stato mio padre a costruire la mia
cocienza civile e il mio interesse politico. Devo ringraziarlo Mi ha fatto vedere
la guerra e mi ha insegnato ad amare la pace.

Nota:
Devo aggiungere che anche quando vennero come liberatori, alcuni americani si macchiarono
di crimini contro innocenti. Tombolo era un luogo tristemente famoso: era
diventato un bordello dove operavano non soltanto prostitute "professionali" ma anche
ragazze spinte dalla fame e dai traumi causati dalla barbarie di quel periodo.
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PDG Lunedì
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MessaggioTitolo: Re: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime24/4/2010, 09:32

Incredibilmente efficace questa tua lunga descrizione-ricordo di quel periodo che a quasi tutti noi è stato risparmiato.
Percorro Roma insieme ai tuoi ricordi e mi rendo conto di quanto la città caotica e menefreghista di oggi sia stata in un periodo neppure troppo lontano una città di orrori, si, ma anche di solidarietà e di coraggio.
Sono toccanti le tue descrizioni, come solo possono esserlo quelle di un testimone oculare che, nell'accumularsi degli anni, ha raggiunto equilibrio e saggezza e sa suddividere la colpa e gli onori equamente e spassionatamente.
Grazie per questi ricordi che ci stai regalando e per i pensieri che stimoli e per la coscienza, che rinvigorisci, di perpetuare la memoria.
Ti abbraccio
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime24/4/2010, 09:39

Grazie, PDG. Devo davvero ringraziare mio padre che non era un intellettuale ma un macchinista delle Ferrovie dello Stato, per aver fatto maturare la mia coscienza civile. Un abbraccio. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime24/4/2010, 09:39

Grazie, PDG. Devo davvero ringraziare mio padre che non era un intellettuale ma un macchinista delle Ferrovie dello Stato, per aver fatto maturare la mia coscienza civile. Un abbraccio. Franca.
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Luca Curatoli
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MessaggioTitolo: Re: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime24/4/2010, 09:57

vengo a sapere ieri che a Salerno, mia terra per l'anagrafe, un tal presidente della provincia ha pensato di affliggere l'amena cittadina di provincia con dei manifesti, i quali come tutte le espressioni concise e figurative dei nostri giorni, esprimono e provocano allo stesso tempo: si voleva celebrare la liberazione...

io quella pagina di storia l'ho studiata alla scuola serale. la mia prof dagli studi raffinati - a cianquant’anni superati era laureanda in filosofia e per me stravedeva perchè non sorridevo durante le sue lezioni e perchè non cercai minimamente di sminuire il leopardi: dissi ai miei compagni attempati che egli non era quel gobbo sfigato come tutti lo ricordavano: era uno degli ultimi, se non l'ultimo uomo e pensatore e artista tutto d'un pezzo: l'ultimo felice prima del mattatoio del '900. lei si raccomandò a me per preparare una lezione da illustrare a tutti gli altri. fu un giorno memorabile perchè tremavo e m i sentivo ridicolo. espressi tutta la mia angoscia per un momento così drammatico dolorose e d eccitatte per gli italiani di quel tempo.

cara Franca è fatale che sia le leggende, i miti, sia le storie di chi ha vissuto la storia in carne ed ossa, sia tramandate sottoforma di racconti. questo passaggio credo sia ancora fondamentale
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MessaggioTitolo: Re: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime24/4/2010, 10:42

Grazie, Luca. I vecchi come me hanno questo privilegio: la memoria e credo sia loro dovere trasmetterla ai giovani. Non è vero che oggi i giovani siano superficiali e indifferenti ai valori fondanentali del vivere civile. Io ho tanti amici giovani ai quali sono grata perché mi fanno sentire giovane e perché testimoniano i loro interessi culturali e civili. Un abbraccio. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime25/4/2010, 16:53

Franca perdonami per gli errori, ma ho rischiato seriamente di perdere il treno. questo sito mi farà perdere anche il lavoro un giorno o l'altro...
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime25/4/2010, 17:09

Sbrigati, Luca. Il treno parte. In bocca al lupo. Sono figlia di un macchinista. Guai a dire: Buon viaggio. Un abbraccio. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: 25 Aprile 1945   25 Aprile 1945 Icon_minitime

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