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 Il galletto bianco e rosso

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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Il galletto bianco e rosso   Il galletto bianco e rosso Icon_minitime26/4/2010, 13:00

Piazza Navona, a Roma, si trovava nel periodo di maggiore
affollamento. Mancavano pochi giorni all' Epifania e tutto il grande
perimetro della piazza era occupato dai banchi dei giocattoli e da
quelli dello zucchero filato. I pasticcieri, in camice e berretto bianchi,
estraevano da caldaie piene di un denso sciroppo bollente, lunghe
bacchette che avvitavano su se stesse con attrezzi di ferro.
Le bacchette assumevano, grazie ai loro gesti precisi, una forma
a spirale bicolore: bianco e rosso, rosa e verde, bianco e verde.
Poi venivano tagliate e offerte a tante mani di bambini che avevano
seguito l' operazione con meraviglia ed impazienza.
I banchi dei giocattoli erano molto più mumerosi di quelli dello
zucchero filato. Davanti ad essi si affollavano bambini e genitori che,
in genere, non compravano niente perché i bambini dovevano essere
certi che ai banchi poteva rifornirsi soltanto la Befana. I bambini
guardavano i giocattoli con occhi incantati e i loro sogni si allargavano
oltre le normali aspettative. A casa, poi, cercavano di essere più
obbedienti, nella speranza che la Befana comprasse per loro proprio
quei giocattoli che sembravano un sogno proibito.
Davanti ad un banco stava una bambina con gli occhi spalancati
su un galletto di gomma che, sotto i soffi poderosi del venditore,
diventava sempre più grande. Il galletto era tutto bianco, un bianco
che faceva un bel contrasto con la grossa cresta frastagliata e la
coda, entrambe rosse. Il venditore gonfiava il gallo dietro il banco
ma la bambina, anche a quella distanza, poteva vedere la grana
porosa della gomma di cui era fatto il galletto e che accresceva il suo
desiderio di avere un animale così bello, grande e robusto. Il padre
della bambina la stava osservando da un bel po' e, ad un tratto,
violando le regole del gioco, comprò il galletto, sgonfio, e lo mise
nelle mani della sua bambina alla quale sembrò di assistere ad un
miracolo, in primo luogo perché il suo forte desiderio era stato
subito esaudito e poi perché pensava che il galletto dovesse costare
troppo per le tasche del suo papà. Volle subito tornare a casa. Voleva
che quel pezzetto di gomma che aveva in mano, diventasse subito
il magnifico gallo che ora era suo. Entrò in casa molto eccitata e lo
divenne ancora di più quando si accorse che c' era lo zio preferito,
tanto giovane e allegro, rispetto agli altri zii. Corse ad abbracciarlo
e volle che fosse proprio lui a gonfiare il galletto. Lo zio soffiò, soffiò
e il gallo diventò enorme. "Basta!" - disse la bambina, terrorizzata
dall' idea che il galletto potesse scoppiare. Lo zio era sicuro di sè.
Soffiò e soffiò e.......ppaff, il galletto scoppiò. Rimasero tutti male
e assicurarono la bambina che avrebbe avuto un altro gallo uguale.
Poi se ne dimenticarono, ma la bambina non ne soffrì molto.
Tutto il suo dolore era stato consumato nel momento in cui il
galletto era scoppiato.
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