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 I vecchi Borghi. Parte seconda.

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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: I vecchi Borghi. Parte seconda.   I vecchi Borghi. Parte seconda. Icon_minitime27/4/2010, 16:11

Le feste dei Borghi richiamavano molta gente anche dagli altri quartieri. Nella Traspontina c'era una statua della Madonna del Carmine molto venerata. A luglio la statua veniva rivestita di tutti gli ori, dei cuori d'argento donati per grazia ricevuta e portata in una processione lunghissima e coloratissima che iniziava con gli uomini della Confraternita che portavano a spalla la statua della Madonna e si chiudeva, dopo un lungo percorso, con una folla numerosissima che cantava a squarciagola gli inni religiosi più popolari. Nei giorni precedenti le feste più importanti, i Borghi vivevano una grande animazione. Tutte le botteghe di alimentari esponevano una grande abbondanza di merci. Dalle porte delle macellerie pendevano lunghe file di agnelli e polli e i fruttivendoli costruivano sul marciapiede castelli di cassette colme di frutta. Per le vie era tutto un via vai di gente, eccitata dall'atmosfera di festa, indaffarata e allegra. I tram che passavano per i due Borghi dovevano procedere lentamente perché i binari correvano quasi rasente i marciapiedi, sempre affollati. Fu proprio durante una festa che il giovane figlio del carbonaio di Borgo Vecchio finì sotto il tram, morendo sul colpo. Il padre fece causa all'azienda tranviaria e la vinse ma non volle nemmeno una lira della rilevante somma che il giudice aveva stabilito come risarcimento. Per molto tempo le famiglie commentarono con rispetto il rifiuto del carbonaio che in tribunale aveva detto: "Nessuna somma può pagare la vita di mio figlio. Mi sembrerebbe di ucciderlo una seconda volta se accettassi del denaro fissato come una merce".
Fra tante feste i "borghiciani" aspettavano certe ricorrenze speciali che prevedevano l'illuminazione della cupola di S. Pietro, realizzata tutta con le fiaccole. Si trattava di un'operazione ardua : si dovevano collocare le "padelle" piene di olio lungo tutta la parte superiore dei colonnati, sulla balaustra della terrazza inferiore della cupola e su, su, per tutta la cupola stessa fino al suo terrazzino circolare superiore. Le padelle erano sistemate nei punti più difficili da esperti sampietrini che procedevano legati a corde come alpinisti. Ai posti più accessibili erano addetti giovani "borghiciani" che, oltre a soddisfare il gusto dell'avventura, potevano guadagnare una bella sommetta. Quando la sera della festa le padelle erano accese simultaneamente da decine e decine di mani, lo spettacolo che si offriva ai borghiciani, ai turisti e ai pellegrini, era davvero unico. Non era nemmeno uno spettacolo ma un evento estetico, religioso, sociale. Piazza Rusticucci raccoglieva la luce delle fiaccole che faceva rosseggiare i colori dei suoi palazzi.
Il popolo dei Borghi aveva i suoi protagonisti le cui storie erano note a tutti. La sora Teta, la moglie del macellaio era soprannominata "il carabiniere" per il carattere autoritario e la durezza con la quale affrontava le situazioni. Una volta, avuto da una sua figlia ficcanaso, un indirizzo femminile trovato nelle tasche di un figlio scialacquone, giocatore d'azzardo e donnaiolo, irruppe nella casa indicata dal biglietto e, sorpreso il giovanotto a letto con una ballerinetta, lo schiaffeggiò sonoramente e ripetutamente alla presenza della povera ragazza che, al colmo dello spavento e dell'imbarazzo, implorava Teta che sventatamente si era portata appresso la figlia: " Si calmi, signora, si calmi. Lo faccia per la signorina". E guardava con occhi miti la perfida spia.
Teta era molto devota; andava in chiesa mattina e sera ed era molto amica dei frati della Traspontina. Eppure una volta giocò un tiro mancino a frà Elia, vantandosene con tutto il quartiere, sicura che nessuno l'avrebbe tradita. Frà Elia le aveva chiesto il favore di cucire delle lenzuola per la comunità dei religiosi. Andarono insieme a comprare la tela ma, usciti dal negozio, Elia seguì Teta a casa sua con l'evidente scopo di assistere al taglio della tela. Offesa per la mancanza di fiducia, Teta chiamo la figlia maggiore e insieme a lei fece volteggiare abilmente il telo arrotolato. Giostrando velocemente con centimetro e forbici, dando ordini precisi alla figlia: "Reggi qua, taglia là", fece sparire sotto gli occhi del frate tutto un lenzuolo. Compiuta l'operazione contò davanti al frate i teli preparati per la cucitura. "Uno, due.....sei e sette". "Ma erano otto"- disse frà Elia. Teta lo guardò con un leggero sorriso. "Ve sarete sbajato a dì ar commesso er nummero dei lenzoli. Fregà, nun va fregato nisuno. Guardateve intorno, qui nun ce sta niente"
Frà Elia se ne tornò al convento piuttosto frastornato. Il giorno dopo ritornò al negozio e protestò con il commesso che si offese e avanzò l'ipotesi che Teta avesse fatto sparire un lenzuolo. "No,no- disse frà Elia - la sora Teta è persona degna di fiducia. E poi ha tagliato la stoffa sotto i miei occhi". "Brutto burino!- commentava intanto Teta con la sora Evelina- Nun s'è fidato. E io je l'ho fregato sotto l'occhi. Nun ho fatto bene, sora Evelì?". "Benone avete fatto! Così s'impara" - e rideva, la sora Evelina, lei che non rideva quasi mai da quando, entrando nelle fontane del palazzo dove abitava, aveva visto pendere dal soffitto sua madre, con una corda al collo. Tutto il quartiere era rimasto scosso dal suicidio della sora Antonia, ma non se ne parlò per molto. I familiari non dissero i motivi, forse non li
conoscevano bene nemmeno loro. E la gente provò pudore e rispetto per una sofferenza di cui non si conoscevano le cause ma che doveva essere stata grande se aveva spinto una donna mite e devota a buttare via la propria vita. I frati tacquero e non aprirono la porta della chiesa ad una bara che prese la via del cimitero quasi di soppiatto, accompagnata da pochi parenti.
Di bare i borghiciani ne videro passare parecchie e con lunghi cortei, l'anno della "spagnola" che strappò ai vecchi Borghi molte persone, in maggioranza giovani. In quella occasione i borghiciani mostrarono il loro animo generoso. Le famiglie risparmiate soccorrevano quelle colpite. C'era sempre qualche donna disposta a fare le punture, spedire le ricette, fare compagnia all'infermo per il quale si preparavano brodi sostanziosi. E se servivano soldi, nessuno era costretto a chiederli. Arrivavano spontaneamente da molte famiglie. Anche la tubercolosi si prese una bella quota della popolazione giovanile. Una nipote di Teta che studiava canto se ne andò a venti anni. La gente cominciò a sussurrare che la causa della malattia fosse stato il canto, non perdonando, nemmeno nella tragedia, il coraggio, anzi, per loro, la scosideratezza della madre che non aveva esitato ad avviare la figlia ad una carriera piena di pericolose tentazioni. Amelia, la madre, aveva sopportato in silenzio questa malignità. Soltanto una volta, ad un'amica che cercava di consolarla con un argomento che a lei sembrava una bestemmia. "Forse Dio se l'è ripresa per sottrarla ad una vita di peccato", aveva risposto."Non nominare la Provvidenza invano. Sono sicura che Maria, cantando in teatro, non avrebbe perso la sua innocenza".
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Nuccio Pepe
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Nuccio Pepe

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MessaggioTitolo: Re: I vecchi Borghi. Parte seconda.   I vecchi Borghi. Parte seconda. Icon_minitime27/4/2010, 20:09

Ciao Franca,
ricordi di vita vissuta in prima persona o raccontata, piccoli affreschi di un quotidiano che lentamente svanisce, in maniera, purtroppo, inesorabile.
Grazie di queste tue pagine.
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: I vecchi Borghi. Parte seconda.   I vecchi Borghi. Parte seconda. Icon_minitime27/4/2010, 20:42

Franca, non offenderti ma sposto le tue pubblicazioni nella sezione
"Diario pagine"...

cioè qui:

http://www.inpuntadipenna.org/diario-pagine-f10/

dove ti chiedo cortesemente di mettere le altre pubblicazioni che posterai

Ciao

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Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.[Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法]
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: I vecchi Borghi. Parte seconda.   I vecchi Borghi. Parte seconda. Icon_minitime27/4/2010, 21:12

Purtroppo, si, Nuccio. E quando scompaiono cose della nostra infanzia è ancora più triste.
Un abbraccio. Franca.
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: I vecchi Borghi. Parte seconda.   I vecchi Borghi. Parte seconda. Icon_minitime27/4/2010, 21:22

Va bene, Daniela. Peché dovrei offendermi? Un abbraccio. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: I vecchi Borghi. Parte seconda.   I vecchi Borghi. Parte seconda. Icon_minitime

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