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 Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte.

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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte.   Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte. Icon_minitime28/4/2010, 12:43

Il padre di Giulietta che mal tollerava la lunga assenza della moglie, raggiungeva la famiglia il sabato mattina e ripartiva la domenica sera. Giocava molto con la figlia e il nipote che lo aspettavano con ansia perché finalmente potevano andare in barca. Romeo aveva imparato dallo zio a nuotare mentre Giulietta, che aveva paura dell'acqua, si spingeva fin dove i suoi piedi toccavano il fondo, faceva due o tre immersioni e poi, guardando con invidia Romeo, tornava sulla spiaggia a fare castelli di sabbia...

Il padre di Giulietta amava pescare, aveva una buona attrezzatura e quando lanciava la sua canna da un piccolo molo, a volte riusciva a prendere qualche bavosa che tutti si rifiutavano di mangiare. Più spesso andava a pesca di telline, all'alba. Con pazienza immergeva le mani nella sabbia che regalava sempre qualche tellina. Quando ne aveva fatto un bel mucchio le portava a casa dove la moglie le cucinava in guazzetto o ci faceva il sugo per la pastasciutta. Ma il padre di Giulietta non andava al mare solo per la pesca. Il suo era un incontro con la natura, splendida a quell'ora. La spiaggia era deserta e il silenzio era rotto soltanto dal sommesso rumore di piccole onde che andavano e venivano sulla battigia. Più volte aveva invitato i ragazzi ad andare con lui per vedere l'incanto di un'alba sul mare. La prima volta che li aveva invitati, Romeo aveva chiesto: "Si vede proprio il sole sorgere dall'acqua?" "Bravo asino! - aveva risposto lo zio - Se lo vedi tramontare in questo mare, il Tirreno, che sta nella parte occidentale d'Italia, come fa il sole a sorgere da questa stessa parte? Da quale punto cardinale sorge il sole?" E guardava Giulietta. La bambina non era, nemmeno lei, molto brava in geografia, ma il padre aveva appena detto che il sole tramonta ad occidente. Sicché, esitando un po’, aveva risposto: "A oriente". "Eh, già! - aveva detto, sconsolato, il padre - se non è zuppa è pan bagnato. Ma che studiate a scuola?".
Dopo questa lezione i ragazzi avevano deciso che, se non si vedeva sorgere il sole dal mare, l'alba sul Tirreno non valeva niente.
Ormai l'estate stava per finire. Giulietta e Romeo cercavano di consumare totalmente quello scampolo di vacanze; la sera si attardavano a giocare con i loro amici sulla spiaggia fino a che il buio, via via crescente, non li induceva a tornare a casa. Era bello giocare sulla spiaggia quasi deserta che a quell'ora acquistava il sapore di luogo clandestino, ma innocente, mentre sul lungomare si accendevano le luci che, tuttavia, non offendevano la naturalezza di quella spiaggia libera.
Una sera Giulietta, rivestendosi per il ritorno a casa, cercò inutilmente uno dei suoi sandali bianchi. Quando i suoi amici la videro sconvolta, troppo, per un sandalo che non si ritrovava, misero tutto il loro impegno nella ricerca. Niente! Il sandalo sembrava scomparso ed era ormai troppo buio per continuare a cercarlo. Giulietta era combattuta fra l'urgenza di tornare a casa per evitare i rimproveri della madre e della nonna e l'oggettiva necessità di ritrovare il sandalo, compagno inseparabile di quello che era rimasto con il quale formava l'unico paio di calzature che lei possedeva. Romeo la tolse dall'indecisione: sarebbero tornati tutti e due, all'alba a cercare il sandalo con calma. Tornarono a casa e Giulietta si prese una bella dose di rimproveri. "Ma come si fa a perdere un sandalo? - disse sua madre, drammatizzando - Diavoli siete, diavoli scatenati. Dove prendo i soldi per ricomprarteli? Lo sai che fino a sabato tuo padre non torna e oggi siamo solo a mercoledì". "Non ti preoccupare, zia - intervenne Romeo - stanotte nessuno andrà alla spiaggia e domattina saremo i primi ad arrivarci. Tu svegliaci alle cinque. Il sandalo è là, per forza. Non può essere volato!" I ragazzi cenarono in fretta e andarono subito a letto. Alle cinque meno dieci la madre di Giulietta li svegliò. La colazione era pronta sul tavolo della cucina ma Giulietta e Romeo non ne vollero sapere. Infilarono di corsa le scale e furono subito in strada. Quando stavano per arrivare alla spiaggia rallentarono la corsa perché da lontano avevano potuto assicurarsi che non c'era ancora nessuno. Arrivati sul tratto di spiaggia dove supponevano si trovasse il sandalo si fermarono, soggiogati dal fascino di un'ora che non avevano mai vissuto.
Quella spiaggia così familiare sembrava aver indossato un abito nuovo, splendido. Una luce chiara era diffusa sul mare, appena increspato da piccole onde che sembravano tanti argentei, guizzanti pesci. Il cielo, di un azzurro pallido sembrava proteggere l'incanto e il silenzio di un mondo appena nato. Alcune barche, legate a pali di legno, poco lontano dalla riva, ondeggiavano lentamente e le onde che si disfacevano quietamente sulla sabbia sembravano il misterioso sussurro di una bella addormentata in un magico sonno. L'odore del mare arrivava alle narici e alle labbra dolce come il sapore delle telline appena pescate e la sabbia fasciava i piedi di una freschezza balsamica. I ragazzi si guardavano; non sapevano esprimere la forza e la dolcezza di un'emozione sconosciuta.
"Come è bello!" - disse dopo un po' Romeo. Giulietta non rispose. Alzò gli occhi per cercare il sole. Nel cielo non si scorgeva ancora. I ragazzi lo videro, in un giardino tra due case del lato opposto alla spiaggia, trapassare i rami di un albero, in una sfolgorante raggiera. Continuarono a fissare il giardino fino a che il sole emerse, in tutta la sua rotondità, dalla chioma dell'albero.
I ragazzi erano rimasti muti. Provavano imbarazzo ad esprimere l'emozione di quel momento. Ruppe il silenzio Giulietta. "Sabato dirò a papà che il sole non sorge ad oriente, ma dagli alberi!" "Non ci provare - rispose Romeo - non capirebbe l'ironia e ti darebbe della stupida".
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MessaggioTitolo: Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte.   Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte. Icon_minitime7/7/2011, 23:30

Mi sono ricordata di questa esperienza leggendo dopo tanto tempo il racconto. E' emozionante, da vecchi, ricordare i momenti felici della nostra infanzia. Lascio un saluto agli amici di Penna, con la speranza che torni a risplendere della luce di un tempo. Smile
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MessaggioTitolo: Re: Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte.   Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte. Icon_minitime14/7/2011, 20:37

c'è un po' di stanchezza generale
meno male che ogni tanto ti vedo, donna battagliera !

ciao, a tempi autunnali dove la calma e la quiete arrossa la poesia. se è rimasta... speriamo.

buona estate franca. Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte.   Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte. Icon_minitime14/7/2011, 23:30

Buona estate anche a te!
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MessaggioTitolo: Re: Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte.   Il mondo di Giulietta e Romeo. Terza parte. Icon_minitime

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