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 DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI

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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 22:40

Mi dicevano che sarebbe stato facile, che il tempo avrebbe lenito ogni dolore e che tutto sarebbe stato dimenticato.
Allora mi domando se basta così poco per ricordare in modo vivido e doloroso tutto ciò che vorresti solamente dimenticare: un’immagine, una canzone, un volto, un suono.
E tutto torna.
Bussa con prepotenza ed arriva, a scavare, a scarnificare, a smembrare nel ripercorrere una strada di ciottoli aguzzi che lascia piedi sanguinanti.
Attimi che diventano minuti, ore, giorni.
Poi solo la quiete, come dopo una tempesta di rabbia, devastante, a placare ed aiutare a dire, un’ultima volta e per sempre.
La fatica che mi ha reso pulsante di dolore ora è quella del lottatore che ha finito la sua gara, non importa se vincente o perdente; l’unica cosa importante è la stanchezza, adesso, mi fa riflettere che dovevo farlo molto tempo fa, dovevo lasciarmi attraversare ancora una volta dal passato: adesso sono riuscita a scardinare il ponte sottile che ancora poteva portarmi a te.
Era un ponte molto fragile, traballante.
Si è deteriorato con le intemperie e non era più solido come quando, assieme, lo gettammo da una sponda all’altra sull’abisso di parole che dovevano essere incolonnate nel loro fluire.
Il nostro bambino è nato sul ponte sospeso, là in alto, su un fiume di lettere.
Sono passati anni da allora.
Lui è cresciuto, ha imparato a camminare da solo anche se tu non sei mai stato al suo fianco.
Mi ha dato soddisfazioni incredibili, quando ha fatto il primo sorriso ed il primo dente ha fatto capolino sulle gengive.
Piangeva infastidito la notte, ma non mi pesava passare le ore ad accarezzargli la testa nel tentativo di placarlo.
Da uno i denti sono diventati tanti e ha imparato a mordere, a difendersi da solo per quanto gli è consentito dal suo corpo.
Ogni tanto mi domanda di suo padre e gli rispondo raccontandogli dell’ultima volta che l’ho vidi: avevo in mano una valigia, lui girò le spalle senza nemmeno aspettare con me il treno che mi avrebbe riportato al mio dove.

Faceva molto caldo quel giorno, il sudore mi arricciava i capelli sul collo ed un senso di nausea mi faceva vedere tutto ciò che mi circondava come filtrato da una cortina di sensazioni contrastanti e altalenanti tra la gioia delle ore condivise e la consapevolezza che non sarebbero più tornate.
Non salutasti il nostro addio con un fiore, così come avevi fatto al nostro accoglierci, il pomeriggio precedente.

E fu quella sera, cullata dal dondolio del treno, che mi piombò addosso tutta la tua immensa piccolezza.
Io, che ti avevo messo sul piedistallo più alto, ti vidi nella tua meschineria, nella tua grettezza, nei tuoi vuoti che non permettevi a nessuno di riempire perché amavi troppo restare in quella dimensione; ti serviva, per dare un senso al tuo esistere, provocando empatia in quanti posavano per un attimo il loro sguardo su di te.
Io lo feci, ne rimasi imbrigliata per molto tempo e per quanto mi dibattessi, non mi riusciva di liberarmi da te e da ciò che tu eri per me.
Quella sera decisi: se prima ero riuscita a dimenticare gli schiaffi presi, sentivo, sapevo che non potevo più continuare a ferirmi, a dimenticarmi.
Tu eri il mio male e non importava se nostro figlio aspettava tornassimo da lui.
Ci sarei tornata, ma da sola: gli avrei fatto da madre e da padre, avrei riempito ogni cosa molto meglio di come avresti potuto fare tu, con il tuo non affetto, con il tuo egocentrismo, con il tuo narcisismo.
Lui doveva crescere libero, puro, felice.
Te l’ho mai detto che fu lui, quella sera, a salvarmi?
No, non l’ho mai fatto, sarebbe stato darti l’ennesima soddisfazione: ti avevo già regalato il mio tempo, le mie lacrime, il mio cuore, il mio corpo.
Tutto.
Mendicando solamente un poco di affetto e la tua presenza di padre.
Solo quello volevo da te.
E mentivo a me stessa inventandomi cieca, pur di non perdere il poco che eri disposto a concedermi.
Lui mi ha sempre salvato nei momenti più cupi con la sua trasparenza e serenità, col suo sempre accettarmi per quella che sono e il suo accogliermi.
Quella sera lui mi chiamò quando già avevo sul palmo della mano tutta la scatola degli ansiolitici che prendevo da mesi e che mi avevano ridotta al fantasma di me stessa.
Mi voltai e capii che era per lui che non avrei dovuto farlo.
Capii che non lo volevo fare perché era ciò che volevo ma solamente per caricarti le spalle di un senso di colpa che non ti avrebbe mai abbandonato.
E sono sopravvissuta: a me stessa, a te, che sei tornato a bussare alla mia porta ancora, nel momento del bisogno, perché sapevi che non ti avrei detto di no.
Non si può dire di no a chi hai amato più di te stessa.
Non si può dire di no al padre di colui che ora è qui, davanti a me, e mi guarda fiducioso.
Ti starai domandando perché solo adesso ho deciso di raccontarmi, ti ho sempre detto che non avrei mai scritto di noi perché nel momento in cui lo avrei fatto, tu saresti morto ed ora ti sto seppellendo.
Ma voglio spiegarti brevemente perché oggi e non ieri o domani: lo vedi il quadro di Magritte che l’admin ha proposto come immagine ispiratrice della proposta di scrittura?
Si chiama La memoria.
Ma non è il suo dipinto che io amo di più: la prima opera nella quale mi sono imbattuta alla mostra, pochi mesi fa, a Milano, è stato Les Amantes, il mio preferito.
Oggi ho fatto il cambio della borsa ed ho ritrovato una cartolina con il ritratto dei due amanti dal volto coperto per non vedersi in viso, forse non hanno il coraggio di guardarsi negli occhi e di leggervi il non amore.
Se io fossi in quel quadro non avrei timore a togliere il velo ma i miei occhi sarebbero d’acciaio, come le lame con le quali mi hai infilzato e che adesso restano un ricordo solo se sfioro le cicatrici.
Perché adesso io e mio figlio possiamo dirti, sempre e per sempre rien ne va plus, les jeux sont faits.
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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 22:41

Buona sera.
Una camomilla?
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 22:44

Grazie, Admin
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 22:45

Dovere, PDG un po' tocca

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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:06

Buonasera a te collega giovedì.
Ho già letto la tua storia, ma tornerò domani, con la mia vera identità, a lasciarti un commento.
Per adesso, così a pelle ti dico soltanto che ci percepisco dentro un bel clima da resa dei conti, un togliersi qualche sassolino dalla scarpa che alla fine non lascia possibilità di replica a questo partner redarguito e messo alla porta.
Buona settimana allora, e che tanti visitino la tua pagina.!
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:08

Tante visite? Credo che l'admin tiri un po' troppo per le lunghe questi round: dopo i primi giorni, scema l'entusiasmo. Dovremmo proporle di concentrare le pubblicazioni in massimo due settimane, magari raddoppiandole. Admin, ci sei?
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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:09

Ci sono.
Non ho letto la tua pagina, Giovedì, lo farò domani. Forse hai ragione, questa è la terza settimana e ci si stanca. Vedremo. Sempre che ci sia la voglia di continuare...

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Marghe Cri
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:28

Troppo.
Questa la parola che mi viene da dire in questo momento.
Troppe le sensazioni che il tuo brano stimola e mette in movimento.
Troppi i ricordi che forse toccano a tutti, di un amore finito in malo modo, di una persona che avevi considerato quasi divina e che scopri alla fine meschina e priva di valore, ma nonostante tutto l'amore non se ne vuole andare, non vuole morire.
Vedi la realtà, sei in grado di giudicare correttamente il valore di quello che hai perso (forse poco più di niente!) e nonostante tutto ancora sei disponibile, ancora sei disposta a soffrire, a dare, a non ricevere.

E mentivo a me stessa inventandomi cieca, pur di non perdere il poco che eri disposto a concedermi.

Una condizione classica, in cui ci poniamo principalmente noi donne e da cui è difficilissimo uscire e che hai fotografato perfettamente.

Va nel profondo il tuo racconto, PDG, si cala nella memoria di chiunque abbia alle spalle una storia per cui ha dovuto soffrire e scavare in sè ed arrivare a dilaniarsi fino allo sfinimento, per uscirne, per superarla e (forse) arrivare a dimenticarla.

Bello, ben scritto, sorretto da sentimento e razionalità.

Grazie, PDG

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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:31

Marghe Cri ha scritto:
Troppo.
Questa la parola che mi viene da dire in questo momento.
Troppe le sensazioni che il tuo brano stimola e mette in movimento.
Troppi i ricordi che forse toccano a tutti, di un amore finito in malo modo, di una persona che avevi considerato quasi divina e che scopri alla fine meschina e priva di valore, ma nonostante tutto l'amore non se ne vuole andare, non vuole morire.
Vedi la realtà, sei in grado di giudicare correttamente il valore di quello che hai perso (forse poco più di niente!) e nonostante tutto ancora sei disponibile, ancora sei disposta a soffrire, a dare, a non ricevere.

E mentivo a me stessa inventandomi cieca, pur di non perdere il poco che eri disposto a concedermi.

Una condizione classica, in cui ci poniamo principalmente noi donne e da cui è difficilissimo uscire e che hai fotografato perfettamente.

Va nel profondo il tuo racconto, PDG, si cala nella memoria di chiunque abbia alle spalle una storia per cui ha dovuto soffrire e scavare in sè ed arrivare a dilaniarsi fino allo sfinimento, per uscirne, per superarla e (forse) arrivare a dimenticarla.

Bello, ben scritto, sorretto da sentimento e razionalità.

Grazie, PDG

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Non so che dirti, se non grazie Marghe, e contraccambiare con un fiore DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI 556327
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Annamaria Giannini
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:37

Se io fossi in quel quadro non avrei timore a togliere il velo ma i miei occhi sarebbero d’acciaio, come le lame con le quali mi hai infilzato e che adesso restano un ricordo solo se sfioro le cicatrici.

Chapeau Pdg.Per tutto. Non riesco a dire altro.Solo che la tua pagina mi ha messo in moto tante sensazioni, non perchè le abbia vissute, al contrario. Mi è venuto da pensare, mi perdonerò per questo, che ha avuto più mia figlia che il padre lo ha avuto solo per nove anni, ma che ancora cresce con lui dentro, che il tuo cucciolo, che ancora ce l'ha, ma che è come non l'avesse avuto mai.
Buonanotte pdg, e complimenti.
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:39

Daniela Micheli ha scritto:
Ci sono.
Non ho letto la tua pagina, Giovedì, lo farò domani. Forse hai ragione, questa è la terza settimana e ci si stanca. Vedremo. Sempre che ci sia la voglia di continuare...

Vuoi smettere coi round Dany?
Mi sembra , dalla partecipazione, che vadano alla grande!
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:46

Ma dopo le prime settimane c'è un calo fisiologico... Concentrarle non sarebbe male....

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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:49

Daniela Micheli ha scritto:
Ma dopo le prime settimane c'è un calo fisiologico... Concentrarle non sarebbe male....
Due racconti al giorno intendi?
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime28/4/2010, 23:51


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Fabio Marchiò
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Fabio Marchiò

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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 00:36

......restiamo al pdg giovedì. Non si liquida il sangue di queste pagine con l'organizzazione dei prossimi round. E pesa, e pesa, diceva Pazienza, con sguardo trasognato ma con piede ben fermo nella realtà.
Racconto di un reale che sento come fiato sul collo, di una madre, di una donna che ama e ha amato.
Come spartito musicale accartocciato tra le mani di una donna che ha raggiunto la meta. Sbudellare se stessa per por fine e raggiugere la meta.
Sento odor di visceri, di cose che erano seppellite e son state fatte riemergere, sangue sudore e lacrime, ora che lacrime ci son più. Perchè quelle che erano da piangere son state piante.
Potente penna del giovedì, sembra una katana che solo a guardarla taglia ogni possibile pensiero. Forse sono alla ricerca di un'identità, forse mi lascio suggestionare da quello che aspetto da tempo di trovare, dare un volto a parole, potenti parole. Alcune volte ho sentito una voce, ma era un timbro troppo semplice ora mi pare di no, questa è logica fredda è un taglio...
...molto razionale, hai avuto tempo per pensare ma il seme covava nel profondo e questo volevi farci vedere....ho visto.
Sinceramente, admin, chi se ne fotte se è lungo aspettare parole così, pdgiovedì merita, oh se merita....
...un consiglio, il gioco è tenere il velo, soprattutto quando sotto il velo sappiamo che c'è chi è capace e pronto a toglierlo, un sincero abbraccio, Fabio.
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Annamaria Giannini
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 01:01

Fabio Marchiò ha scritto:
......restiamo al pdg giovedì. Non si liquida il sangue di queste pagine con l'organizzazione dei prossimi round. E pesa, e pesa, diceva Pazienza, con sguardo trasognato ma con piede ben fermo nella realtà.
Racconto di un reale che sento come fiato sul collo, di una madre, di una donna che ama e ha amato.
Come spartito musicale accartocciato tra le mani di una donna che ha raggiunto la meta. Sbudellare se stessa per por fine e raggiugere la meta.
Sento odor di visceri, di cose che erano seppellite e son state fatte riemergere, sangue sudore e lacrime, ora che lacrime ci son più. Perchè quelle che erano da piangere son state piante.
Potente penna del giovedì, sembra una katana che solo a guardarla taglia ogni possibile pensiero. Forse sono alla ricerca di un'identità, forse mi lascio suggestionare da quello che aspetto da tempo di trovare, dare un volto a parole, potenti parole. Alcune volte ho sentito una voce, ma era un timbro troppo semplice ora mi pare di no, questa è logica fredda è un taglio...
...molto razionale, hai avuto tempo per pensare ma il seme covava nel profondo e questo volevi farci vedere....ho visto.
Sinceramente, admin, chi se ne fotte se è lungo aspettare parole così, pdgiovedì merita, oh se merita....
...un consiglio, il gioco è tenere il velo, soprattutto quando sotto il velo sappiamo che c'è chi è capace e pronto a toglierlo, un sincero abbraccio, Fabio.

Vero. Pagine "pesanti" In questo round. Pagine vissute.Memorie vere.Sono almeno due o tre le penne che dicono che è la prima volta che scrivono di qualcosa, dopo tanto. Ed una volta che si riesce passarlo sulla carta è meno pesante.Almeno, per me è così.
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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 06:47

Buongiorno pdgiovedì.
Non c'è che dire. Se è soltanto qui che hai deciso di buttare fuori dai denti tutto ciò che anni ti rodeva nell'animo, lo hai fatto in maniera esposiva. Penso che molto di autobiografico affiori dalle tue parole. Una tensione maturata durante tanti anni passati a lottare da sola la vita e che adesso, in un momeomento di meritato riposo, hai finalmente deciso di lasciare andare.
E' una pagina, la tua, dalla quale è difficile non rimanere coinvolti, che ti porta a vedere con l'immaginazione momenti e sitazioni di vita in cui riconoscersi almeno in parte.
Ti devo fare un piccolo appunto legato all'uso massiccio che fai di alcune parole, un ripetersi frequente di coniugazioni nelle frasi, dottato sicuramente dalla "fretta" che avevi di dire. Si sa, "quando parte la bambola" diamo poca importanza alla forma. La tua pagina infatti ha la cadenza di uno sfogo liberatorio, e restituisce benissimo, da questo punto di vista, un preciso stato d'animo. Mi piace.
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 07:59

Buongiorno

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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 08:02

Fabio Marchiò ha scritto:
......restiamo al pdg giovedì. Non si liquida il sangue di queste pagine con l'organizzazione dei prossimi round. E pesa, e pesa, diceva Pazienza, con sguardo trasognato ma con piede ben fermo nella realtà.
Racconto di un reale che sento come fiato sul collo, di una madre, di una donna che ama e ha amato.
Come spartito musicale accartocciato tra le mani di una donna che ha raggiunto la meta. Sbudellare se stessa per por fine e raggiugere la meta.
Sento odor di visceri, di cose che erano seppellite e son state fatte riemergere, sangue sudore e lacrime, ora che lacrime ci son più. Perchè quelle che erano da piangere son state piante.
Potente penna del giovedì, sembra una katana che solo a guardarla taglia ogni possibile pensiero. Forse sono alla ricerca di un'identità, forse mi lascio suggestionare da quello che aspetto da tempo di trovare, dare un volto a parole, potenti parole. Alcune volte ho sentito una voce, ma era un timbro troppo semplice ora mi pare di no, questa è logica fredda è un taglio...
...molto razionale, hai avuto tempo per pensare ma il seme covava nel profondo e questo volevi farci vedere....ho visto.
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...un consiglio, il gioco è tenere il velo, soprattutto quando sotto il velo sappiamo che c'è chi è capace e pronto a toglierlo, un sincero abbraccio, Fabio.

Buongiorno Fabio. Da quello che leggo mi pare di aver capito che ti è piaciuto...
La vendetta, anche se solo fatta di parole liberatorie, è un piatto che si gusta freddo, anzi ghiacciato.
Ma non dare sempre per scontato che tutto ciò che leggi sia realtà.
Se ti è arrivata come tale, io, PDG, ho raggiunto il mio scopo: aver scritto qualche cosa entrando profondamente nel personaggio.
Chi io sia... sarà presto svelato.
A più tardi.
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 08:04

Annamaria Giannini ha scritto:
Fabio Marchiò ha scritto:
......restiamo al pdg giovedì. Non si liquida il sangue di queste pagine con l'organizzazione dei prossimi round. E pesa, e pesa, diceva Pazienza, con sguardo trasognato ma con piede ben fermo nella realtà.
Racconto di un reale che sento come fiato sul collo, di una madre, di una donna che ama e ha amato.
Come spartito musicale accartocciato tra le mani di una donna che ha raggiunto la meta. Sbudellare se stessa per por fine e raggiugere la meta.
Sento odor di visceri, di cose che erano seppellite e son state fatte riemergere, sangue sudore e lacrime, ora che lacrime ci son più. Perchè quelle che erano da piangere son state piante.
Potente penna del giovedì, sembra una katana che solo a guardarla taglia ogni possibile pensiero. Forse sono alla ricerca di un'identità, forse mi lascio suggestionare da quello che aspetto da tempo di trovare, dare un volto a parole, potenti parole. Alcune volte ho sentito una voce, ma era un timbro troppo semplice ora mi pare di no, questa è logica fredda è un taglio...
...molto razionale, hai avuto tempo per pensare ma il seme covava nel profondo e questo volevi farci vedere....ho visto.
Sinceramente, admin, chi se ne fotte se è lungo aspettare parole così, pdgiovedì merita, oh se merita....
...un consiglio, il gioco è tenere il velo, soprattutto quando sotto il velo sappiamo che c'è chi è capace e pronto a toglierlo, un sincero abbraccio, Fabio.

Vero. Pagine "pesanti" In questo round. Pagine vissute.Memorie vere.Sono almeno due o tre le penne che dicono che è la prima volta che scrivono di qualcosa, dopo tanto. Ed una volta che si riesce passarlo sulla carta è meno pesante.Almeno, per me è così.

Sono assolutamente d'accordo con te circa il passare sulla carta. Sulle pagine vissute, sulle memorie vere, vale quanto già detto a Fabio: credo che in ogni pagina che si scriva, ci debba essere una giusta miscela tra vero e inventato. E qui, su questa pagina, c'è anche altro.
Grazie Annamaria Smile
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 08:06

Giampiero Pieri ha scritto:
Buongiorno pdgiovedì.
Non c'è che dire. Se è soltanto qui che hai deciso di buttare fuori dai denti tutto ciò che anni ti rodeva nell'animo, lo hai fatto in maniera esposiva. Penso che molto di autobiografico affiori dalle tue parole. Una tensione maturata durante tanti anni passati a lottare da sola la vita e che adesso, in un momeomento di meritato riposo, hai finalmente deciso di lasciare andare.
E' una pagina, la tua, dalla quale è difficile non rimanere coinvolti, che ti porta a vedere con l'immaginazione momenti e sitazioni di vita in cui riconoscersi almeno in parte.
Ti devo fare un piccolo appunto legato all'uso massiccio che fai di alcune parole, un ripetersi frequente di coniugazioni nelle frasi, dottato sicuramente dalla "fretta" che avevi di dire. Si sa, "quando parte la bambola" diamo poca importanza alla forma. La tua pagina infatti ha la cadenza di uno sfogo liberatorio, e restituisce benissimo, da questo punto di vista, un preciso stato d'animo. Mi piace.

Hai bel capito che questa pagina è nata in un momento che "è partita la bambola". Sfogo liberatorio ma potrebbe essere un racconto e non una pagina di diario...
In quanto alle troppe congiunzioni hai ragione non una ma dieci volte, ci sono ripetizioni soffocanti che inciampano. Decisamente da rivedere in sala di montaggio. Ti ringrazio molto, Giampiero.
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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 08:09

Il dovere mi chiama e per stamane sarò out, potrò leggere vostri ulteriori interventi e rispondervi solamente dopo le 15 e 30, finito il turno.
Per ora ringrazio tutti gli intervenuti, un abbraccio sentito e un grazie collettivo a tutti, importanti i vostri commenti e, ad autori rivelati, vi spiegherò il perchè.
A più tardi.
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 08:10

Giampiero, i che abbondano come coriandoli qui sopra ...
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 08:34

oh, yes, una pagina al femminuile, solo le donne sanno innamorarsi a oltranza e rimanere tali per moolto tempo, accettando tutto, poi di colpo si svegliano e diventano critiche. E non perdonano. Non perdonano il tempo perso, l'amore messo nel piatto per chi non lo meritava, la colpa di non aver capito prima.
E il figlio diventa l'ancora di salvezza attraverso il quale si riprende a vivere.
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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime29/4/2010, 08:49

Mi viene in mente, al termine della lettura, un aggettivo: potente.
Un grido potente, un'invettiva potente, un atto d'amore verso un figlio, potente.
Faccio molta fatica a distaccarmi e a pensare al tuo brano come a un racconto di fantasia. Se lo fosse, occorrerebbe dire che la tua immedesimazione è stata totale.
Tutta la mia ammirazione, si sono viste pagine della natura più varia in questa tornata ma nessuna ancora di questa potenza.
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MessaggioTitolo: Re: DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI   DOPO LA TEMPESTA, LA QUIETE - DANIELA MICHELI Icon_minitime

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