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 La Libertà

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Numero di messaggi : 1499
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MessaggioTitolo: La Libertà   La Libertà Icon_minitime3/5/2010, 07:34

La Libertà



Era nato in piena epoca fascista ed i genitori l’avevano chiamato Benito, come in anni recenti qualcuno è stato battezzato Diego in onore di Maratona, con una piccola differenza, che Maratona è strambo ma non facinoroso.
Quel nome era stata la sua condanna a vita, poiché lui era un comunista che più di così non si poteva. In un vago tentativo di porre rimedio al disagio si faceva chiamare Bènito, con l’accento sulla e.
Si era rifatto l’animo sereno chiamando i figli Demo ( al posto di democrazia), Italia e Libertà.
Questa storia riguarda Libertà.
Era stata messa a servizio a circa 12 anni, presso una famiglia bene di Milano, dove poi era cresciuta, facendosi ragazza e poi donna. Non si era mai né fidanzata, né maritata, per qualche oscura scelta del destino, ma a lei non dispiaceva più di tanto.
La famiglia presso cui lavorava aveva supportato la sua emotività e l’aveva resa partecipe di fidanzamenti, matrimoni e nipotini. Era stata un poco come la sua famiglia.
A circa 25 anni aveva dovuto tornare a casa per badare al genitore, ammalato gravemente.
Quella mattina di primavera si era trovata a passare proprio per quella strada, che tante volte aveva percorso per andare al mercato, quando era a servizio.
Si sa che la vecchiaia porta a commuoversi facilmente e lei era quasi sorpresa da queste sensazioni, le pareva di essere tornata ragazza; il quartiere era identico a quando lo aveva lasciato, il profumo dell’aria, se chiudeva gli occhi, era sempre lo stesso. Improvvisamente si sentì di nuovo venticinquenne, con tutta la vita davanti ed i suoi sogni. Fu un vero tuffo nel passato, quando si trovò davanti alla casa della “sua” famiglia.
-Oddio, che voglia di rivedere tutti- pensava-, chissà che uomo si sarà fatto il piccolo Gustavo. E la signora Elvira sarà sempre viva?-
Girellò un poco avanti e indietro davanti al portone, indecisa se osare suonare il campanello o andare via.
Vinse quella strana voglia di entrare ancora una volta in quella casa e nella sua vita passata.
Si aggiustò la giacchetta, si passò una mano sui capelli e suonò il campanello, non prima di avere controllato il nome sulla targa.
-Sig. GRossi, oh che gioia, abitano ancora qui!-
Aprì la porta un signore che sembrava tutto di un pezzo, elegante e raffinato, quasi asettico: – La signora desidera?- la guardava con condiscendenza.
Quella che si trovava davanti non era certo una contessa, lui le donne di classe le sapeva riconoscere bene.
Libertà era soffocata dall’emozione, proprio così si era immaginata il suo Gustavo, alto, imponente e gran signore.
Non stava più nella pelle per aver ritrovato la sua gioventù e la sua famiglia:- Tesoro, sono la Libertà!-
Si mise ad urlare con entusiasmo, mentre cercava di abbracciare il giovane, il quale, sempre con la sua espressione asettica disse:- Temo che ci sia un errore signora, io sono il maggiordomo, se ha un momento di pazienza vado a chiamare la signora. Si accomodi, prego, nel salottino rosa.-
Lei si sentì un poco in imbarazzo, certo, sì, era stata travolta dalla voglia di abbracciare tutti, solo un poco di pazienza, ora sarebbe arrivata Donna Elvira, chissà come l’avrebbe rivista volentieri, loro erano sempre andate d’accordo.

Entrò nel salottino rosa una signora in elegante tailleur verde mela da mattina, evidentemente pronta per uscire di casa, capelli bianchi, orecchini d’oro, collana di perle grosse come mandarini.
-Signora mia, come sono contenta di rivederla, sono la Libertà, quanto sono contenta di rivederla, quanti bei momenti abbiamo passato, he signora? Ed eccoci qua, lei sempre bella e me come mi trova? Sono ingrassata è vero, ma con l’età, si sa, lei invece è sempre bellissima e i ragazzi che fanno ora, sì, ma che ragazzi, ora sono uomini, ah la Libertà non si scorda degli anni che ha passato con voi. Sì, sì bei tempi, non si dice sempre così?-
-Signora Lalibertà, credo che abbia sbagliato casa, io mi chiamo Angela e credo di non averla mai conosciuta.- Il tono della padrona era tra il divertito ed il seccato. Più seccato, a dire il vero, decisamente non era una signora di spirito.
-Ma che scherza, signora mia, sono sempre io la sua Libertà hahahahah-
-Mi creda signora, io non la conosco.-
Libertà realizzò che forse Donna Elvira non le assomigliava molto, in effetti, e poi questa qui era decisamente alta, mentre l’altra era piccola e probabilmente era già una mummia da tempo.
In un attimo realizzò che indietro non si torna, il tempo va sempre avanti, non poteva ritrovare né la sua gioventù, né i suoi ricordi, non in quella casa.
Imbarazzatissima si congedò dalla signora, dal maggiordomo, da quel Gustavo bambino che non avrebbe mai rivisto.
Libertà usci quasi in retromarcia, come davanti alla regina, con due lacrime trattenute a stento per la vergogna.
Presa però da un desiderio di chiarezza controllò un’altra volta la targa sul portone. Questa volta si mise gli occhiali.
Lesse: Sig. G.Rossi.
-Ah, non Sig. GRossi, c’è un puntino nel mezzo, prima non l’aveva visto.
Deglutì un paio di volte la sua desolazione, poi alzò il capo e partì alla riscossa per levarsi di dosso la mortificazione.
Aveva bisogno di un atto di ribellione che giustificasse quel profumo di primavera che l’aveva ingannata.
Entrò in un bar talmente elegante da metterla in soggezione; arrivata al banco non sapeva cosa ordinare, un caffé le sembrava troppo poco per la sua personale riqualificazione, allora declamò “un Martini molto secco”. La sua padrona diceva sempre così, come nei film. Erano solo le nove di mattina, ma nei film l’ora non era specificata.
Alzò il bicchiere e allo specchio del bar dedicò il brindisi. –Viva la Libertà!-
Forse lo disse un pochino troppo forte, il barista la guardò interdetto e poi si mise a lavare i bicchieri pensando che la poverina fosse già fuori di testa di mattinata, probabilmente era un’alcolizzata. Affari suoi.
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Susanna Costa
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Susanna Costa

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MessaggioTitolo: Re: La Libertà   La Libertà Icon_minitime3/5/2010, 09:56

Che dolce brano Rita! E quel Martini di prima mattina come ci sta bene!! Viva la Libertà, davvero viva, se ci fa ancora fare cose col cuore e di getto, così come ha fatto la protagonista del tuo racconto... E non importa se poi il risultato non è proprio quello sperato. Almeno ci lei ci ha provato ... Pensa un po' se fossimo sempre tutti ligi e razionali che @@ sarebbe 'sto mondo!!! Very Happy
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Annamaria Giannini
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Annamaria Giannini

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MessaggioTitolo: Re: La Libertà   La Libertà Icon_minitime3/5/2010, 15:37

Posso brindare con te alla Libertà..e alla tua penna affascinante. La Libertà 140132
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MessaggioTitolo: Re: La Libertà   La Libertà Icon_minitime3/5/2010, 17:23

La Libertà 140132 come no, un brindisi a tutti noi!
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MessaggioTitolo: Re: La Libertà   La Libertà Icon_minitime

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