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 INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI

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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime19/5/2010, 23:14

Inshà’allàh


Alta sulla città, su una colonna, stava la statua del principe felice.
Giuditta non l’aveva mai notata, e sì che di lì ci passava quasi tutte le mattine. Si fermò incuriosita, non aveva letto nulla sui giornali, circa la posa di una statua nei giardini del castello.
In fondo al viale c’era Giacomo, lo spazzino, che da sempre a quell’ora raccoglieva cartacce,  bottigliette e lattine.
Giacomo in realtà si chiamava Mahafuz, era d’origine egiziana ed era arrivato con i primi barconi di migranti, nei lontani anni ’90.
Aveva lasciato la giovane moglie in attesa del loro primo figlio, e si era imbarcato per l’Italia, unico miraggio in cui aveva avuto il coraggio di credere. In tasca aveva una laurea in Letteratura Inglese, conquistata con fatica e che mai nella vita gli sarebbe servita. Era alto di statura, con due spalle da lottatore e occhi da buono. Aveva raccolto pomodori per 5 anni senza mai trovare i soldi per tornare a casa. Il nome italiano gli era stato dato dal suo primo caporale, che, notevolmente sordo, non capiva i nomi stranieri e da allora era stato chiamato così. Né la sua bontà, né la sua istruzione gli impedirono di prendere coltellate e di restituirle al momento opportuno.
Era finito in galera ed era uscito solo per andare poco dopo al funerale del figlio che aveva visto solo quell’unica volta, ormai troppo tardi per essergli padre ma consapevole che nulla era andato per il verso giusto nella sua vita.
Ora faceva lo spazzino, in silenzio, pensando a quanti colori hanno le foglie d’autunno, il portamento ogni anno più curvo, le mani stanche che ripetevano ormai sempre gli stessi gesti. Ogni tanto recitava versi di Shakespeare a Giuditta, quell’impiegata che passava attraverso il parco del castello tutte le mattine e lei gli sorrideva sorpresa e commossa.
L’aveva notata per l’ora mattiniera e lo sguardo svagato di chi si aspetta qualche gioia dalla vita, ma senza molta speranza e convinzione. L’aveva vista con i capelli biondo oro, sempre più chiari a causa di quelli bianchi, sino al mattino in cui improvvisamente erano diventati rossi; una piccola bandiera che stava a significare “ehi, ci sono anch’io”.
Giacomo aveva avuto un moto di compassione per quella vecchia ragazza che ancora aspettava il grande amore e a volte aveva raccolto fiori dalla siepe di rose per lei, come un premio di consolazione, piccolo gesto di solidarietà. Giuditta accettava con un sorriso e a volte gli portava le sigarette. Vestiva in modo curioso, indossava sempre qualcosa di verde; un foulard, un paio di guanti, una borsetta o altro. Nessuno sapeva il perché, forse nemmeno lei se lo ricordava più. Da giovane era stata innamorata persa di un ragazzo e con lui faceva grandi passeggiate mano nella mano, nuvole rosa li allacciavano e nulla sembrava che avesse il potere di distrarli dal loro amore.
Attraversavano spesso il parco del castello e un pomeriggio, appoggiati i libri di scuola su un muretto, avevano raccolte foglie di tutte le forme immaginando un loro giardino personale, raccolto tra le pagine di un libro di poesie d’amore.
“ Ci pensi, Giuditta, che quando saremo vecchi, queste foglie saranno ancora qui tra le pagine, certamente non verdi come ora, ma saranno diventate il ricordo di questo giorno? Un ricordo tutto nostro”.
L’idea commosse la ragazza, che non perse mai quel libro.
Perse  Francesco.
Venne l’autunno, lui s’innamorò d’Elisa e a lei rimasero le foglie nelle pagine e il  verde nel cuore. Ecco perché quel colore l’accompagnava.
Francesco, negli anni aveva spesso pensato a lei, aveva maledetto il giorno in cui aveva sposato Elisa, ragazza bella, quanto bizzosa e sempre insoddisfatta. Lo spingeva ad essere sempre alla ricerca della carriera, cosa che a lui non interessava, non era un arrivista e la cosa lo stressava più che mai. Ricordava le passeggiate con Giuditta, spensierate e serene, mano nella mano e tutte le cose che avevano progettato. Lui sarebbe diventato medico ospedaliero, lei avrebbe insegnato musica o danza.
Francesco era finito a vendere auto usate, lei impiegata in una biblioteca di periferia.
Elisa come carriera, aveva scelto lo shoping.
Spesso Francesco si domandava quale era stata la decisione che aveva cambiato tutto, quale era stato il momento esatto in cui era affondata la sua vita. Ma per questa domanda non esisteva risposta.
Ogni scelta  annulla tutte le altre possibilità, diventando di fatto l’unica scelta possibile.
L’aveva letto da qualche parte.
Giuditta chiamò a voce alta Giacomo, per superare il rumore del vento che si era alzato.
“Che c’è signorina?”
“Giacomo, mi sa dire quando è stata messa quella statua? Di chi è?”
“Mah, non saprei, la vedo ora, stamani ho iniziato il mio lavoro dal lato est del parco.
Andiamo a vedere, ci sarà sicuramente una targa.”
C’era e diceva “Il Principe Felice”.
“Boh, ma Felice sarà il suo nome o sarà felice per qualche motivo?”
“A guardarlo bene ha una bella faccia, vero Giacomo? E sì, sembra felice. Ma  che strano, sembra che mi guardi diritto negli occhi”.
“ Bè, una statua di cosa dovrebbe dispiacersi? Certo che è felice!”
Da quel giorno Giuditta non perse mai di vista il Principe e si accorse che guardarlo negli occhi la rasserenava; arrivava al parco come se avesse un appuntamento con il suo ragazzo. Col tempo Giacomo capì che tra la statua e la ragazza era nato un sentimento: scuoteva la testa, ma cosa poteva dire lui, che ogni sera baciava la foto della moglie, che mai aveva accettato di seguirlo in Italia? Lo aveva quasi incolpato della morte del figlio, la sua assenza aveva creato una vita che sarebbe stata altrimenti diversa.
Ciò che Giacomo non poteva sapere era che Amina era in città, alla fine aveva accettato il destino e si era messa a cercarlo. Ormai della bella ragazza che era stata, rimaneva poco; era ingrassata, intristita, irascibile.
Ma se Allah decide un destino, Allah deve avere i suoi buoni motivi.
Inshà’allàh.
In famiglia volevano assolutamente che lei divorziasse per sposare il cugino di Mahafuz, che lei detestava. Akbir era uno zotico, già due mogli lo avevano lasciato e i figli secondo l’usanza erano rimasti con lui. Perché dunque Amina avrebbe dovuto fare la serva ad Akbir e allevare i suoi figli, se Allah non aveva voluto lasciarle il suo?
Fu così che scelse la fuga e non sapendo dove andare, decise che la meta sarebbe stata il marito; in fondo sapeva benissimo che pure lui era solo una pedina del volere del Profeta.
Vendette tutti i gioielli della dote al banco dei pegni del paese vicino, affinché nessuno venisse a saperlo e con l’aiuto della levatrice, donna discreta per abitudine e denaro, organizzò di nascosto il viaggio in Italia.
Amina era una donna cocciuta, se prendeva una decisione, la portava avanti senza ripensamenti: sapeva solo che il marito lavorava nel parco di quella città e lì si recò giorno dopo giorno, sperando di rintracciarlo.
Aveva trovato lavoro come badante tramite gente della comunità egiziana, e aveva due ore di tempo al giorno di libertà, che impiegava ostinatamente per frequentare il parco.
Durante le sue perlustrazioni aveva imparato a conoscere le altre persone che alla stessa ora attraversavano quei giardini. In particolare le faceva tenerezza quella donna non più giovane con i capelli rossi che camminava con aria trasognata, guardandosi in giro come se  aspettasse qualcuno.
Da qualche giorno era apparsa nel parco anche una statua abbastanza strana per i suoi gusti: sembrava che rappresentasse una persona importante, abbigliata in modo pomposo, forse era un visir.
Quel giorno vide la donna dai capelli rossi, chinarsi ai piedi della statua, deporre un libro, e poi andarsene.
Curiosa come tutte le donne si precipitò a guardare di cosa si trattasse e non poca fu la sorpresa quando aprendo il libro lo trovò pieno di foglie secche.
Stava rivoltandoselo tra le mani, quando una voce sgomenta e alterata le urlò alle spalle.
“ Questo è mio, dove l’ha preso?”
Spaventata si mise a piagnucolare e a raccontare in italiano stentato cosa era avvenuto. L’uomo dai capelli grigi e occhiali spessi parlava parlava parlava ma lei non capiva nulla. Vedeva solo che era agitato e alla fine tutto quel trambusto fece accorrere gente.
Amina si spaventò ancora di più, già si vedeva buttata in qualche prigione, senza che nessuno sapesse dove fosse finita. Magari sarebbe stata torturata.
L’anziano spazzino si avvicinò cercando di fare da interprete tra quella donna grassa vestita di scuro con il velo islamico e l’uomo che aveva le lacrime agli occhi ed era tutto agitato.
In breve riuscì a calmare le acque, la gente si disperse, il vecchio si tenne il libro e lui, consapevole dei problemi di quella donna spaesata e conterranea, ebbe un moto gentile e le offrì un mazzolino di verbene blu del parco. Improvvisamente gli parve di essere arrivato a casa e le sorrise. I loro sguardi si incontrarono e in silenzio si riconobbero.

Il mattino successivo il primo sole vide Francesco rigido come un soldatino di piombo ai piedi del Principe Felice, reggendo in una mano il libro con le foglie e nell’altra una rosa rossa.
Avrebbe aspettato tutto il giorno, visto cambiare la luce del giorno e accendersi i lampioni.
Giuditta non passò mai più dal parco; aveva smesso di aspettare l’amore.


Avrebbe aspettato tutto il giorno, visto cambiare la luce del giorno e accendersi i lampioni
Finalmente Giuditta uscì dalle ombre dei platani e andò lieve verso di lui, con un sorriso tranquillo che le illuminava il volto.
“Hai fatto tardi, Francesco, è tanto che ti aspetto”;le loro mani si sfiorarono mentre la luce dei lampioni li avvolgeva come in un mantello.
Più tardi, molto più tardi, il Principe Felice sorrise al vento.


Ultima modifica di PDG Giovedì il 20/5/2010, 09:15, modificato 1 volta
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Annamaria Giannini
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime19/5/2010, 23:29

Ciao Pdg. Buonasera.Un doppio finale.
Uno triste e uno felice.
Preferisco quello felice. Delicata come un sospiro questa tua.
Sei brava nel descrivere i personaggi.Mi sembra di conoscerli.Sogni che invecchiano piano,ma che ritornano prepotenti per essere vissuti. Merito di quella statua forse,per continuare ad essere felice aveva bisogno di avere intorno gente felice.
Lo stile semplice e scorrevole ben si adatta a questa quasi_fiaba.
Un piccolo errore di battitura: shopping, e non mi piace molto quel "al giorno di libertà"
Inezie.
Per il resto mi è piaciuta proprio. Brava PDG: Dieci.
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 00:11

Lo sfondo è agro-dolce come quello del "principe felice" , c'è una ambientazione descrittiva tipica di un temperamento femminile, sono d'accordo con Annamaria, lo stile è semplice e scorrevole, aggiungerei sicuro. Le similitudini con la fiaba di O.Wilde sono evidenti nella trasposizione del personaggio posto al centro del tuo racconto, sicuramente armonico e delicato. Un solo appunto, non sono molto evidenti i termini emotivi in alcuni passi, compresi quelli drammatici. C'è un ricorrente velo malinconico che si risolve in tranquilla riflessione della propria condizione. Non ho più riletto questa favola dai primi anni novanta, cioè da quando la proposi a mia figlia, che mi richiedeva il bis , finchè, ad un certo punto decisi di comperargli la videocassetta di Pinocchio.
Nel complesso: da bene a molto bene.
Ciao
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 00:18

Un bellissimo racconto, intessuto di buoni sentimenti e di tristezza. Mi è piaciuto molto l' inserimento di un tema di attualità: l' immigrazione con le sue storie di incomprensione, di coraggio, di dolore. Credo che tornerò sul tuo racconto. Ora sono troppo stanca per dire di più. Ma un grazie te lo voglio dire. Un abbraccio. Franca.
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Fabio Marchiò
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 00:37

Letta la fiaba, attuale, molto vista questa realtà di difficili e lunghi inserimenti. Hai una lucida visione dei percorsi. Ed è sui percorsi e sento intingi la penna.
Sui ritorni. Questo andare avanti per ritornar, sotto la statua simbolo e simulacro della felicità...
...ma io preferisco il primo finale...lo sento moltopiù legato e naturale al racconto/fiaba.

Poi hai avuto uno scatto, l'ottimismo e il bisogno di indicare un'utopia, il desiderio di arrivare ritornando.
Bella, lieve, sentita pagina, anche "cruda" ovvero tocca la realtà, ma resta sospesa....
Grazie "bravapenna", un saluto Fabio.
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Annamaria Giannini
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 02:16

Fabio Marchiò ha scritto:
Letta la fiaba, attuale, molto vista questa realtà di difficili e lunghi inserimenti. Hai una lucida visione dei percorsi. Ed è sui percorsi e sento intingi la penna.
Sui ritorni. Questo andare avanti per ritornar, sotto la statua simbolo e simulacro della felicità...
...ma io preferisco il primo finale...lo sento moltopiù legato e naturale al racconto/fiaba.

Poi hai avuto uno scatto, l'ottimismo e il bisogno di indicare un'utopia, il desiderio di arrivare ritornando.
Bella, lieve, sentita pagina, anche "cruda" ovvero tocca la realtà, ma resta sospesa....
Grazie "bravapenna", un saluto Fabio.

uffa e riuffa! Voglio il vissero tutti felici e contenti per una volta,come quando ero piccola.
Almeno nelle fiabe!
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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 06:49

Buongiorno pennine e pennini e buongiorno a te, PDG.
Intanto complimenti per l'ardire: hai scelto un incipit impervio e di poco successo.
E poi ti dico subito che alla fine del racconto ero emozionato, quindi mi ha trasmesso qualcosa.
Certo, cose semplici e antiche: amore, nostalgia, dolore, speranza. Certo non è un racconto ma una fiaba dove anche la modernità di certi personaggi e certe situazioni assume più le forme un po' sfocate di una novella orientale che quelle di un articolo di cronaca. Certo non approfondisce temi e personaggi scavando nelle radici dgli uni e nell'anima degli altri.
Tutto vero, ma nella sua semplicità, nel suo narrare riassumendo decenni in una riga e dolori di una esistenza in due parole è deliziosamente retrò e totalmente onesta col lettore.
Grazie di tutto ciò, ignota (ma un'idea se l'ho) Penna che rischiari un Giovedì umido e uggioso.
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Luca Curatoli
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 08:14

un racconto fiabesco, in un paese, quell'Italia dove alla tele tutti sembrano ricchi e infelici... un racconto finito per il volere di un dio esotico, emigrato con i suoi fedeli, su questa terra di nessuno. hai scelto la stagione giusta PDG, l'autunno. nel finale l'egiziano sembra naturalmente destinato a fare da interprete a quelle esistenze che hanno esistenze di foglie, colorate però. c'è pure un unione a sfidare il tempo, perchè di certi desideri basta aprire il libro e tutto rivive stranamente. ora vado. ma poi ritorno
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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 08:46

PDG Mercoledi ha scritto:
Lo sfondo è agro-dolce come quello del "principe felice" , c'è una ambientazione descrittiva tipica di un temperamento femminile, sono d'accordo con Annamaria, lo stile è semplice e scorrevole, aggiungerei sicuro. Le similitudini con la fiaba di O.Wilde sono evidenti nella trasposizione del personaggio posto al centro del tuo racconto, sicuramente armonico e delicato. Un solo appunto, non sono molto evidenti i termini emotivi in alcuni passi, compresi quelli drammatici. C'è un ricorrente velo malinconico che si risolve in tranquilla riflessione della propria condizione. Non ho più riletto questa favola dai primi anni novanta, cioè da quando la proposi a mia figlia, che mi richiedeva il bis , finchè, ad un certo punto decisi di comperargli la videocassetta di Pinocchio.
Nel complesso: da bene a molto bene.
Ciao


Salve, mia penna del mercoledì.
Non ho letto la storia di Wilde, ma di sicuro birbante com'era si è ispirato a me.
Non sono stata molto incisiva sugli aspetti psicologici dei personaggi, è vero, ma temevo che più che un racconto ne venisse fuori un'enciclopedia! study


Ultima modifica di PDG Giovedì il 20/5/2010, 09:17, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 08:50

Annamaria Giannini ha scritto:
Ciao Pdg. Buonasera.Un doppio finale.
Uno triste e uno felice.
Preferisco quello felice. Delicata come un sospiro questa tua.
Sei brava nel descrivere i personaggi.Mi sembra di conoscerli.Sogni che invecchiano piano,ma che ritornano prepotenti per essere vissuti. Merito di quella statua forse,per continuare ad essere felice aveva bisogno di avere intorno gente felice.
Lo stile semplice e scorrevole ben si adatta a questa quasi_fiaba.
Un piccolo errore di battitura: shopping, e non mi piace molto quel "al giorno di libertà"
Inezie.
Per il resto mi è piaciuta proprio. Brava PDG: Dieci.


E' vero, scritto così si leggerebbe sciupping!
Due finali perchè nemmeno a me piacciono i finali tristi, sono una penna mielosa e romantica di carattere. drunken
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 08:53

Franca Bagnoli ha scritto:
Un bellissimo racconto, intessuto di buoni sentimenti e di tristezza. Mi è piaciuto molto l' inserimento di un tema di attualità: l' immigrazione con le sue storie di incomprensione, di coraggio, di dolore. Credo che tornerò sul tuo racconto. Ora sono troppo stanca per dire di più. Ma un grazie te lo voglio dire. Un abbraccio. Franca.


Grazie Franca, ho solo immaginato tanti fili sparsi che alla fine tornano ad essere gomitolo. I love you
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 08:56

Fabio Marchiò ha scritto:
Letta la fiaba, attuale, molto vista questa realtà di difficili e lunghi inserimenti. Hai una lucida visione dei percorsi. Ed è sui percorsi e sento intingi la penna.
Sui ritorni. Questo andare avanti per ritornar, sotto la statua simbolo e simulacro della felicità...
...ma io preferisco il primo finale...lo sento moltopiù legato e naturale al racconto/fiaba.

Poi hai avuto uno scatto, l'ottimismo e il bisogno di indicare un'utopia, il desiderio di arrivare ritornando.
Bella, lieve, sentita pagina, anche "cruda" ovvero tocca la realtà, ma resta sospesa....
Grazie "bravapenna", un saluto Fabio.


Grazie a te Fabio, in questa piccola storia ho provato ad aggiungere un personaggio per volta come se fosse un ingrediente e alla fine ho dato una mescolatina per unire il tutto. Di solito al massimo mi riesce di infilarci due personaggi, questa volta ho voluto "spendere" di più. cheers
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 09:02

Mario Malgieri ha scritto:
Buongiorno pennine e pennini e buongiorno a te, PDG.
Intanto complimenti per l'ardire: hai scelto un incipit impervio e di poco successo.
E poi ti dico subito che alla fine del racconto ero emozionato, quindi mi ha trasmesso qualcosa.
Certo, cose semplici e antiche: amore, nostalgia, dolore, speranza. Certo non è un racconto ma una fiaba dove anche la modernità di certi personaggi e certe situazioni assume più le forme un po' sfocate di una novella orientale che quelle di un articolo di cronaca. Certo non approfondisce temi e personaggi scavando nelle radici dgli uni e nell'anima degli altri.
Tutto vero, ma nella sua semplicità, nel suo narrare riassumendo decenni in una riga e dolori di una esistenza in due parole è deliziosamente retrò e totalmente onesta col lettore.
Grazie di tutto ciò, ignota (ma un'idea se l'ho) Penna che rischiari un Giovedì umido e uggioso.

Grassssie Mario, hai ragione in tutto. Proverò a allargare i protagonisti e renderli più precisi nella loro identità. Mi sarebbe piaciuto mettere maggiori descrizioni anche dell'ambiente, ma le cose troppo lunghe scoraggiano le letture sul video, inoltrte ho sempre paura di annoiare il lettore con le mie pellegrinazioni tra le parole.
Pellegrinazioni è una parola con brevetto, non me la copiate!
Razz
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 09:06

Luca Curatoli ha scritto:
un racconto fiabesco, in un paese, quell'Italia dove alla tele tutti sembrano ricchi e infelici... un racconto finito per il volere di un dio esotico, emigrato con i suoi fedeli, su questa terra di nessuno. hai scelto la stagione giusta PDG, l'autunno. nel finale l'egiziano sembra naturalmente destinato a fare da interprete a quelle esistenze che hanno esistenze di foglie, colorate però. c'è pure un unione a sfidare il tempo, perchè di certi desideri basta aprire il libro e tutto rivive stranamente. ora vado. ma poi ritorno



Grazie Luca, in realtà volevo chiamare questa racconto "La quadratura del cerchio" perchè i personaggi partono da un punto, si perdono, e si ritrovano. La mia speranza è sempre che il destino pareggi i conti con coscienza e non scontenti nessuno, a parte Elisa, perchè una vittima ci vuole comunque. Very Happy
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 09:08

Grazie a te, Penna. Aggiungo che nel tuo racconto c' è una bella atmosfera, come qualcosa di antico e di fiabesco, intriso di una nota lieve di malinconia. Un abbraccio. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 09:11

Ed ora un ringraziamento generale, a quelli notturni che hanno avuto la pazienza di leggere quando era ora di andare a riposare e a quelli che hanno letto all'alba.

Mi avete ristorato e consolato.
Consolato perchè di mattinata presto mi è accaduto un dramma di proporzioni oserei dire drammatiche.

Avete presente quando state per morire e l'unica cosa che desiderate è un bel caffè ed un metro cubo di ciambelle?

Ebbene, avevo ascoltato la melodia della moka e aspirato il suo profumo, avevo miscelato il lattino con il caffè, avevo aperto la bocca già aspirando alla resurrezione, quando mi è cascata la tazza!!!!!!!!!!
Porca sidella! eccetra eccetra.

Vi ringrazio dunque per avere bilanciato l'evento con i vostri complimenti. INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI 952353
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 09:13

Franca Bagnoli ha scritto:
Grazie a te, Penna. Aggiungo che nel tuo racconto c' è una bella atmosfera, come qualcosa di antico e di fiabesco, intriso di una nota lieve di malinconia. Un abbraccio. Franca.


non ho resistito a fare incontrare di nuovo Giuditta e Francesco, mica potevo lasciarlo lì come un tonto sotto il lampione per sempre! Laughing

E poi mi piace che il destino offra sempre una seconda possibilità. Wink
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 09:17

Il mio temperamento qualche volta un po' drammatico , quando hai cominciato a raccontaril tuo "dramma" ho pensato che fosse esplosa la macchinetta. Ho un' attenuante: ad una mia vicima di casa, scoppiò davvero e lei si salvo per un pelo.
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 09:30

Le mokine hanno un potere bombarolo, come le pentole a pressione.
Ad una mia conoscente saltò il coperchio della pentola a pressione, ci mise un mese a scrostare gli spinaci dal soffitto!

E' forse la ribellione degli oggetti!
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 09:39

La ribellione degli oggetti. Ne abbiamo troppi.
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Fabio Marchiò

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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 10:45

"Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare" la pioggia scendeva lieve"Calamari, partire a razzo verso il cielo, dalla base della Friggitrice Omega" si girò e osservò l'uomo stancamente con occhi tristi "Moke Bialetti, piroettare impazzite, spruzzando liquido incandescente dalle valvole saltate".
"Su, in altri piani, spazio-temporali, precipitar piumini sulle strade bagnate, impigliarsi sul tetto antennuto di macchine sferaglianti, ed esser rapiti muti!" si passò la mano sul viso riarso dalla luce di mille albe "Ora tu ascolti, e come artigli, tenti inutilmente di trattenere le emozioni nelle viscere" sorrise.
"Ora che hai sentito, leva pure la maschera e ridi di me".
Si lasciò cadere nel vuoto, con le pupille allucinate di chi aveva capito.

Sul divano della sua "cellula abitativa" succedeva anche questo. Buona giornata Penne. INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI 36612
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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 11:12

Ho avuto un quadro con un ritratto di donna che ogni volta che passavo davanti mi faceva le linguacce.
Niente confronto ad una finestra che si apriva solo quando c'era vento e tempesta, con il sole rimaneva ben serrata, diceva che sennò aveva caldo.
Una volta una forchetta invidiosa del cucchiaio pretese di farmi sorbire il brodo, io protestavo ed allora mi incicciò un dito, per non arlare dei famosi calzini dispari...quelli sinistri evadono sempre dalla lavatrice e nessuno saprà mai che fine fanno. A volte fanno finta persino di essere calzini destri, o forse sono calzini di piedi ambidestri, mah, non s'è mai capito.
Il fatto è che c'è in atto una ammutinamento vero e proprio delle cose, non ci rimane altro che vedere nascere un loro sindacato.
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 19:04

Spero che passi ancora qualcuno a leggerti come meriti, PdG.... e quanto all'ammutimento delle cose, ne so molto anch'io, accipicchia! Shocked
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Annamaria Giannini
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 19:11

ma dove sono tutti?
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Annamaria Giannini
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime20/5/2010, 19:12

PDG Giovedì ha scritto:
Ho avuto un quadro con un ritratto di donna che ogni volta che passavo davanti mi faceva le linguacce.
Niente confronto ad una finestra che si apriva solo quando c'era vento e tempesta, con il sole rimaneva ben serrata, diceva che sennò aveva caldo.
Una volta una forchetta invidiosa del cucchiaio pretese di farmi sorbire il brodo, io protestavo ed allora mi incicciò un dito, per non arlare dei famosi calzini dispari...quelli sinistri evadono sempre dalla lavatrice e nessuno saprà mai che fine fanno. A volte fanno finta persino di essere calzini destri, o forse sono calzini di piedi ambidestri, mah, non s'è mai capito.
Il fatto è che c'è in atto una ammutinamento vero e proprio delle cose, non ci rimane altro che vedere nascere un loro sindacato.
I calzini.ho un cassetto pieno di calzini dispari!
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MessaggioTitolo: Re: INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI   INSHA'ALLAH - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime

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