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 La case

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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: La case   La case Icon_minitime2/6/2010, 16:29

Le case sono le tane degli uomini. Ci sono da quando esiste l'uomo. Erano grotte, prima, poi palafitte. Erano e sono rifugi. Sono calde nicchie d'amore, ma possono essere anche luogo di scontri, qualche volta di tragedie.

Mi piacciono, le case. Le guardo con l'occhio di un'appassionata dell'architettura. Le case rinascimentali di Firenze, armoniche nelle linee e nei volumi, mi trasmettono serenità e la gioia della bellezza. Quelle erano le case dei ricchi. Le case dei fattori non erano case di ricchi, ma nemmeno di poveri. Avevano ( oggi molte si sono trasformate ) un fascino particolare. Sobrie ma eleganti. Nella cucina c'era sempre una vecchia madia dove la fattoressa impastava la farina per il pane e per le sportelline da servire agli ospiti con il vinsanto.
Dalla preistoria ad oggi, l'uomo ne ha inventati di tipi di case! Ville, condomini, villette a schiera, case in montagna e case al mare. Ed ha moltiplicato il suo desiderio di case. C'è chi ha una casa in città, una al mare e un'altra in montagna. E c'è chi ha otto o dieci case. Esagerato! Qualcuno le case in eccedenza le affitta, altri preferiscono tenersele tutte,
magari per lo sfizio, una volta ogni tanto, di farci una bella festa elegante, con signore e signori eleganti, un buffet ricco ed elegante. Tutto elegante. Qualcuno ha case anche all'estero, nella Grande Mela o nel mitico Brasile. Case eleganti a Manhattan o a Rio de Janeiro.
Ma le case non si possono moltiplicare senza toglierle a qualcuno oppure deturpando splendidi paesaggi. Nella Grande Mela è crescente il numero degli Homeless, i senza casa e in Brasile, a Rio e non solo a Rio, ci sono le favelas. ( Che bel nome! Evoca le favole ). Ma le favelas non sono favole, sono incubi. Accatastate sulle colline, sono costruite con materiale di fortuna: cartoni, pezzi di lamiera, tetti strani che non proteggono niente. E fogne a cielo aperto. Quelli che abitano nelle case eleganti forse non alzano mai lo sguardo alle colline e, se lo alzano, magari pensano: " Chissà che bel panorama si vedrà da lassù!"
Ma non vanno mai a guardare il panorama. Hanno paura di essere derubati. Sì, perché gli abitanti delle favelas sono delinquenti. Tutti. Anche i bambini che giocano allegramente anche se, magari, sono digiuni da più giorni perché nemmeno nella spazzatura dove vanno a rovistare, hanno trovato qualcosa di commestibile.
Qualche volta di sera, col buio, scendono in centro e si divertono a borseggiare onesti cittadini. Che vergogna! " Ma la polizia che fa? Dove sta?" - si chiedono gli onesti cittadini. La polizia c'è e fa. Cattura i bambini e spesso li uccide. Ma è un lavoro difficile e lungo.
I bambini sono tanti. Prima di ammazzarli tutti ce ne vorrà del tempo!
Mi ha stimolato a parlare di case il bel libro di Paul Ginsborg: "Il tempo di cambiare". Ginsborg " ci invita a ripensare le decisioni che prendiamo in famiglia, a vagliare responsabilmente il genere di beni che consumiamo, a misurare la qualità della democrazia che possiamo esercitare" ( dalla presentazione di controcopertina).
Quella di Ginsborg è un'analisi sociologica a partire anche dalla famiglia e quindi dalla casa. C'è, nel libro, la foto di una casa ideata da Rachel Whiteread nel 1903. E' allucinante. Protetta da una cancellata in ferro, è un monoblocco di cemento. Porte e finestre sono chiuse. Lì vive una famiglia rinserrata in un familismo che si traduce in indifferenza per ciò che avviene fuori. E' vero che la televisione porta il mondo esterno dentro quella casa, ma, avverte Ginsborg, la TV ha due effetti deleteri: "Il primo è che la TV è il mezzo per eccellenza attraverso cui vengono diffuse suggestioni pubblicitarie a lungo termine........."
Sono "le siringhe del moderno capitalismo consumistico, prodotti costosi e di alto livello, studiati per iniettare aspirazioni e desideri specifici nelle nostre teste". Il secondo effetto deleterio è che " la televisione ha uno straordinario potere di legare le persone al loro ambiente domestico".
Michell Young e Peter Willmett tracciarono questo quadro: "La famiglia siede ogni sera attorno allo schermo magico che troneggia in salotto. In una casa i genitori e 5 figli di tutte le età erano schierati a semicerchio alle nove di sera; il bambino di due mesi era sistemato in carrozzina di fronte al video. Sembrava di assistere ad uno strano rituale. Il padre disse, orgoglioso: "La tele tiene unita la famiglia. Nessuno di noi ha bisogno di uscire, ormai".
Già, tutti rinserrati in casa a difendere il sacro valore della famiglia.
In un esauriente studio sugli USA, Robert Putnam rilevò come la TV rappresentasse il fattore principe per spiegare il declino del civismo americano.
La società si è atomizzata. E' vero che è operante la società civile, ma familismo e società civile sono in contraddizione tra loro e sono una delle tante contraddizioni del nostro tempo. Ginsborg dice che è tempo di cambiare. Da dove cominciamo? Ci sono tanti inizi. Uno potrebbe essere quello di uscire più spesso dalle nostre case, per incontrare più gente possibile. E aprirle, le nostre case, perché vi entrino non solo i nostri amici. Troppo pericoloso? Non sarà più pericoloso chiudersi dentro le nostre case, sbarrando porte e finestre? E' tempo di cambiare. Sì, con intelligenza, fantasia, generosità, fiducia.
Per favore, non ditemi che sono utopista. Guardiamoci intorno. Il tempo sta per scadere.
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Luca Curatoli
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MessaggioTitolo: Re: La case   La case Icon_minitime3/6/2010, 08:41

la società si è atomizzata, dici tra tanti spunti di riflessione, Franca. eppure i messaggi che i media ci "iniettano" ci danno informazioni contraddittorie. la rete informatica e la tele sempre accesa, ci illudono di comunicare senza confini e di partecipare senza riserve e in ogni momento, con un semplice e disimpegnante clic, agli avvenimenti del teatro del mondo.
prendi ad esempio la tele sulla quale si sta giocando una partita (il digitale terrestre) la quale ci ricorda che è ancora un potente mezzo. il lato commerciale della questione sembra avere un peso sempre più massiccio.
E mi viene da pensare che nelle case moderne ogni stanza ha un televisore e spesso ogni televisore il suo telespettatore: è sempre più raro vedere la famiglia riunita attorno ad un unico apparecchio.
ci sarebbe da parlare anche sulla atomizzazione delle nostre città, che i mezzi pubblici apparentemente efficienti, ci trasmettono l’illusione di poter attraversare sotto la spinta dei nostri desideri e delle nostre necessità. salvo accorgersi che gli spostamenti stessi diventano trappole per milioni di persone, sempre più angustiate da un tempo che non riescono più a gestire come vorrebbero.
Bauman Zygmunt, nel suo libro “amore liquido“, parla tra l'altro di come le nostre città - in nome della sicurezza sentita come necessità in primis dagli abitanti più ricchi - si stiano trasformando in tante carceri. nel nostro paese assistiamo all'innalzarsi di alti muri per difendere un quartiere, una manciata di palazzi dalla criminalità o da quelle sacche di emigrazione povera che il nostro sistema economico favorisce e sfrutta. certo ci sono le oasi dei centri storici, specie nelle piccole città. Ma ci sono anche sempre più telecamere… nell’ultima riunione condominiale del mio palazzo al centro di Roma, un condomino ha espresso la volontà di dotare il portone di un occhio elettronico. Per fortuna la maggior parte di noi, con buon senso, ha rifiutato quella possibilità, votando per un videocitofono.
nelle sue pagine esagera o forse no, paventando come certi non luoghi, per esempio i campi profughi, siano solo l'anticipazione dei luoghi dove finiremo di vivere noi.
e mi viene da pensare ai quartieri che stanno sorgendo come funghi qui nella capitale, spesso attorno ai centri commerciali: luoghi pubblicizzati con tutti i confort annessi, salvo che una volta acquistato l'appartamento, ci si accorge della pessima viabilità e della scarsa vivibilità di un luogo pensato per aggregare le persone, dentro anonime vie coperte e condizionate di un centro commerciale. alcuni di questi centri non hanno nemmeno una chiesa e una piazza, e sto parlando di luoghi che raccolgono diverse migliaia di persone. Luoghi - o nonluoghi - pensati da un’unica matita e da un’unica esigenza economica: sono i palazzinari che da decenni stanno affogando le coste del paese nel cemento, senza nessun progetto di vita per noi.
è di fondamentale importanza il luogo, la casa in cui si vive
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: La case   La case Icon_minitime3/6/2010, 10:12

Caro Luca, è bello dialogare con te. E in queato sito mi trovo benissimo tanto che sto trascurandoil mio sito al quale sono affezionata perché me lo ha creato mio figlio che è un bravissimo informatico che lavora proprio in questo settore. Nel mio sito si accendono polemiche a non finire, Im questi giorni segnati dall' assalto istraeliano alla freedom Flotilla
nessuno vuole riconoscere le ragioni dei Palestinesi. Forse sono faziosa, come mi dicono quelli del sito ma credo di essere in buona fede, schierandomi dalla parte dei più deboli. Scusa lo sfogo off topic, caro Luca. Per tornare in argomento io in queto nostro mondo, così come è diventato, mi trovo male e non posso fare a meno di pensare che il ricco occidente vive della morte di milioni di persone del Terzo e Quarto mondo. E non ci accontentiamo, vogliamo sempre din più. Buona giornata e un abbraccio. Franca
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MessaggioTitolo: Re: La case   La case Icon_minitime3/6/2010, 19:57

felice che ci sia questo passaggio tra noi, altrimenti un forum che ci starebbe a fare.
anch'io sto seguendo i fatti del mondo ma tutto mi si confonde e mi sento colpevole per non riuscire a tirare fuori un pensiero lucido, onesto e nello stesso tempo praticabile. schierarmi non fa per me perchè vorrei comprendere, ma ci sono un mucchio di problemi e di interessi in mezzo. per me i palestinesi sono soprattutto la gente che come noi vive in mezzo al caos, al fuoco incrociato di molteplici e contraddittori interessi. penso al palestinese che va a compare il pane e che magari legge e scrive poesie come me. quando sentii definire il popolo arabo col quale ci si poteva intavolare un discorso "popolo arabo moderato" mi sono cascate le braccia. la cosa più avvilente è che due popoli sullo stesso territorio, non trovano la forza morale di uscire da questo casino. così arriviamo noi, gli americani e il casino aumenta a vista d'occhio...

nemmeno una crisi mondiale ci ha fatto abbassare la cresta cara Franca
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MessaggioTitolo: Re: La case   La case Icon_minitime3/6/2010, 20:16

Ciao Franca
il tuo articolo di sociologia fa meditare.
Le case, i rapporti, la scelta di vivere e di viversi in una società o del sottrarvisi.
e poi tu e luca avete citato la Palestina e si pensa anche ad un popolo "senza casa" che combatte da molto tempo per il diritto ad averla, a viverla, a conservarla in piena libertà.

Continua a trascurare il tuo sito (lo dico con benevolenza), le tue cose mi sembrano interessanti.
un saluto affettuoso.
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: La case   La case Icon_minitime3/6/2010, 20:29

Grazie Luca e grazie Lara. Il mondo di oggi è brutto ma cerchiamo di non perdere la speranza. Io spero sempre nell' uomo inedito di Balducci. Forse non lo vedrò ma che importa? E' importante che lo veda qualcuno.
Abbracci. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: La case   La case Icon_minitime4/6/2010, 08:02

Bravissima Franca, sempre combattiva e riflessiva.
Mi si stringe il cuore a vedere quante case stanno mettendo le inferriate alle finestra, quante case si stiano blindando per paura di chi è fuori entri non gradito. Sì, ma io non potrei farlo, non potrei resistere dietro le sbarre, mi sentirei in prigione.
Le case si stanno trasformando in bunker, noi in prigionieri.
La casa non è più un'abitazione, una tana, ma l'esibizione del nostro status.
E tra poco anche qui ci saranno le favelas, noi non guarderemo e diremo che non ci riguarda.
Non solo le case cambiano, anche l'animo umano lo sta facendo.
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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Re: La case   La case Icon_minitime4/6/2010, 08:12

Purtroppo stiamo cambiando in peggio. A pranzo e a cena mangiamo pane e veleno. Quello che di dà la televisione con notizie raccapriccianti. Buona giornata, nonostante tutto.
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MessaggioTitolo: Re: La case   La case Icon_minitime

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