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 Ad un passo infinito dalla normalità

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Massimiliano Procellaria
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Massimiliano Procellaria

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MessaggioTitolo: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime7/6/2010, 23:46

Dovrò accettare prima o dopo questa normalità, fatta di luoghi comuni, di una donna gelosa il cui prezzo da pagare per averla vicino è trovarsi tra due fuochi, di madre da una parte e di moglie dall’altra, una di quelle donne anche lei in cerca di una normalità fatta da un uomo che deve recitare il ruolo della persona forte, che finge di mostrarsi cinico quando in realtà poco prima del matrimonio, si commuoveva coi film d’amore d’oltre oceano; dovrò accettare quella normalità fatta da uno stipendio fisso, di rate d’assicurazione notificate a casa, di rate del mutuo e bollette lasciate sulle mensole, che ti fanno disprezzare te stesso ogni volta che ci passi davanti, consapevole di dover stringere la cinghia per poterle pagare, e percepire il disprezzo mal celato di tua moglie, irritata per qualche giorno di ferie in più che non ti hanno pagato, e dovrò imparare anche a controllarmi tutte volte che mi additerà come pigro e lavativo, ancora fissato con la partita di calcetto la domenica pomeriggio.
Dovrò smetterla di dedicarmi allo studio del pianoforte, le sei ore al giorno cercando di suonare correttamente preludi e notturni, a far scorrere armonicamente le dita tra le chiavi di violino e di basso, le trascorrerò dietro una scrivania, a dire cazzate sulle donne, sulla politica, sul collega di lavoro; d’altronde fin da ragazzo avrei dovuto presagire che sarebbe stata quella la mia strada, non appena scelsi di frequentare la ragioneria…eppure la mia professoressa di italiano me la sconsigliò vivamente, spingendomi verso il liceo classico, perché, diceva, che sapevo scrivere bene; invece no, hanno avuto ragione quelli che, avendomi sentito suonare, dicevano che fossi privo di talento.
Mi costerà, sostituire i libri d’arte, di filosofia, le mie poesie, con i quotidiani che serviranno a capire cosa c’è attorno a me, come si comporta la società d’oggi, quale partito andare a votare per assicurare a me e famiglia la busta paga ogni ventisette.
Lascerò gli spartiti aperti sul quel preludio di Bach che da mesi stavo studiando, senza aver ancora capito quale fosse stata l’intuizione, l’emozione o la paura che lo spinse a comporlo, ma del resto anche la melodia suonata aveva delle imprecisioni, il suono non era pulito come avrei voluto che fosse.
Dovrò accettare di essere distolto dalla mia sete di conoscenza, dal mio desiderio di girare il mondo, di capire, accontentandomi magari dei sermoni della domenica mattina, che si propongono di indirizzarti sulla retta via, sulla strada della salvezza e della redenzione, ma non saprei davvero, da cosa dovrei essere redento o salvato, forse dall’amore che nutro verso la conoscenza, dovrei essere strappato dal mio mondo anormale per essere scaraventato nella quotidianità, in quella morsa dalle vesti di felicità che va stritolandoti, togliendoti giorno dopo giorno un po’ dell’entusiasmo con cui vedevi la vita quando sapevi amare e capire; una lama che assottiglia quanto di più spontaneo sapevi offrire; delle ganasce, dei rulli che stridono come gli ingranaggi di un orologio di cattedrale, freddo e solenne.
Tollererò le domande più insulse sulla mia vita privata, i doppi sensi sulle notti d’amore che vivrò a metà con una donna che non amerò più, domande insulse…com’è strano, adesso sono io che troverò insulse quelle domande, mentre fino ad oggi mi hanno sempre bollato come pedante, saccente, con la testa tra le nuvole, perso nei meandri dello studio come un’adolescente in quelli dell’amore.
Fingerò di credere a tutto quanto viene detto e scritto in tv e sui giornali, fingerò si, perché dentro me, avrò sempre un mio pensiero che mi mantenerrà libero, che mi servirà a restare a galla per non essere risucchiato dal vortice del qualunquismo, dirò anch’io che gli immigrati sono tutti criminali, che è bene non allontanarsi troppo da casa, che le strade son pericolose, che l’economia va male (anche se non saprò a quanto corrisponda esattamente un euro); si sa, un’idea diversa da quella della maggioranza, scandalizza ancora, meglio fidarsi della paura comune.
Avere in comune le paure, sentirsi accumunati da un destino caloroso ma beffardo che si promette e poi si nega come la più bella delle donne, è una consolazione che sto iniziando a farmi bastare, un sonnifero le cui gocce doso notte dopo notte, per addormentarmi scordandomi della luce.
Baratterò le ricerche su Pasolini con i più stupidi dei reality, con lo sculettare di qualche velina, letterina che pur di mostrare le tette al mondo intero è disposta a farsi portare a letto anche da un cane, mi toccherà dare un parere su Maria Francesca se ama davvero il suo ragazzo fuori dalla casa, se Lorenzo si porterà a letto Gabry, se è vero che da quando si conoscono Giulia non ha mai tradito Sergio, se Totò fa il doppio gioco con gli altri concorrenti.
Ecco mio caro amico, quello che ti ho appena scritto è lo sfogo amaro ma non ancora stanco, scevro di pretese, di chi ha qualcosa da raccontare, come quando stavamo seduti intorno ai falò delle spiagge, quaggiù in Sicilia, sulla sabbia ancora calda dal sole che picchiava in quelle aspre giornate d’agosto.
Ma oggi quello che scrivo lo dedico soltanto a me stesso, nessuno ha ancora trovato l’accortezza di fermarsi ad ascoltarmi, l’entusiasmo ed il coraggio di esplorarsi, e mi chiedo se anche tu, caro amico mentre leggi queste righe, sei distratto dai rumori del mondo o stai scandendo dentro te i passi della tua anima.


Ultima modifica di Massimiliano Procellaria il 9/6/2010, 20:36, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime8/6/2010, 07:55

Non ho parole per commentare questo terribile sfogo. Purtruppo le cose stanno proprio così, ci rubano la nostra vita, ci legano le mani e ci dicono "adesso sei un adulta", arrangiati.
Conserviamo però quel piccolo sorriso interiore che rimane la boa a cui ci possiamo aggrappare, liberi almeno interiormente.
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime8/6/2010, 08:51

Caro Massimiliano, non è vero che "mal comune, mezzo gaudio" ma una cosa è certa: In questo mondo di oggi credo che siano molte le persone infelici. Alcume perché vogliono ancora di più di quello che hanno, altri perché hanno troppo poco e altri perché hanno sogni bellissimi che vedono sfasciarsi giorno per giorno. E' difficile ma assolutamente necessario non lasciasi omologare, stringere i denti e restare noi stessi, continuando a sognare e "fare"
per rendere il mondo un po' migliore. Un saluto. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime8/6/2010, 11:08

a che serve restare se stessi e non omologarsi, se sai che tutto questo ti porterà nella solitudine?
In una sua canzone De Andrè diceva: io non son riuscito a cambiarti; tu non sei riuscita a cambiarmi; loro ci son riusciti, lo sai".
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime8/6/2010, 11:12

a volte mi sorprendo a discorrere con certi vecchi - alla fermata dell'autobus per esempio - a sentirmi come un estraneo. mi sto rivoltando nella tomba che già prefiguro, ma temo che la mia sia solo la rivolta del bambino che non vuole andare a scuola...
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime8/6/2010, 11:22

Cari Amici la mia vita è stata ricca di affetti e di interessi ma sono stata accompagnata anche dalla solitudine e dalla sofferenza ma ho capito che il pessimismo non serve. Ho un' invalidità motoria del 100%100. Eppure questa mattina sono andata a fare fisioterapia, camminando per un tratto con le pochissime gambe che mi sono rimaste. C' è sempre qualcosa di bello che la vita può regalarci. Un abbraccio. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime8/6/2010, 11:25

cara carissima Franca che ognuno trovi la forza di sorridere all'amarezza
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime8/6/2010, 11:38

anch'io mi stupivo quando sentivo parlare gli anziani, mi pareva che venissero da un altro pianeta. Oggi che sono anziana e mi sorprendo quando mi cedono il posto in tram, comincio a capire.
Ma arrendersi non è una scelta obbligata, ragazzi.
Si può concedere algli altri solo ciò che è necessario alla sopravvivenza..si capo, va bene capo..ha ragione capo...basta però, quando lui chiude la porta, mandarlo a vaff.
L'importante è essere liberi dentro il cervello, mantenere il senso critico, avere sempre il coraggio di arrabbiarsi.
Sì mantenere una quota di individualità ha un prezzo, ma si paga volentieri, a volte con la solitudine. Ma che senso avrebbe andare a cena con i colleghi se non ci piacciono? che senso avrebbe concedere agli altri anche il nostro tempo autonomo?
Mio marito ed io siamo un poco per natura, un poco per scelta dei solitari. Forse siamo snob, forse solo stronzi, ma abbiamo imparato a bastarci.
Non è il mondo fuori quello che conta, ma quello nostro.

Ohibò, sto tenendo lezione come i vecchietti che credono di avere capito tutto. Embarassed
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Massimiliano Procellaria
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime9/6/2010, 20:38

ho come l'impressione che si pone un'alternativa: omologazione-accettazione; anticonformismo-solitudine, e questo anche nelle cose più semplici, banali e quotidiane
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime9/6/2010, 21:57

no Massimiliano, la vita è un poco di..e un poco di.
Non è mai tutto così o cosà, sei tu che poi doserai le percentuali degli ingredienti che ci vuoi mettere e che sei disposto a pagare o tenerti per te.
E' accaduto qualcosa di nuovo nella tua vita, che ti fa essere così pessimista? Non voglio essere indiscreta, puoi anche non rispondere, ma non mi sembri il solito Massimiliano. Ad un passo infinito dalla normalità 469464
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 00:13

Ti eri gia fatta un'idea di me? :-) No, nn è success0 niente di particolare, solo mi rendo conto di remare controcorrente, di pensarla in modo diverso su certe cose, e non so se ne valga o ne varrà la pena.
Grazie comunque per l'attenzione
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 01:44

Massimiliano Procellaria ha scritto:
a che serve restare se stessi e non omologarsi, se sai che tutto questo ti porterà nella solitudine?
In una sua canzone De Andrè diceva: io non son riuscito a cambiarti; tu non sei riuscita a cambiarmi; loro ci son riusciti, lo sai".
Ciao MAX: Essere se stessi non porta alla solitudine, almeno si comunica con se stessi!
... è dura essere stessi medesimi ... perdi per strada delle cose ma la strada la vedi... anche di notte. ora fuggo Ad un passo infinito dalla normalità 829721 ciao
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 08:59

Massimiliano Procellaria ha scritto:
Ti eri gia fatta un'idea di me? :-) No, nn è success0 niente di particolare, solo mi rendo conto di remare controcorrente, di pensarla in modo diverso su certe cose, e non so se ne valga o ne varrà la pena.
Grazie comunque per l'attenzione

un vecchio proverbio dice "fai come faresti". Aggiungo che se farai un errore, almeno sarà tuo e lo chiamerai esperienza, se farai quello di un altro per esserti adeguato, lo chiamerai cazzata.
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 09:11

Ecco, io ho lo spirito di un orsacchiotto giocherellone (per fortuna) e l'età da ricordarmi una tristissima canzone che ti posto.
Ho volutamente scelto un'esecuzione d'epoca, rende molto meglio ciò che intendo dire:
il tuo sfogo è condiviso da secoli, da milioni di persone, milioni di eroi che nonostante la consapevolezza dell'abbandono forzato dei "sogni di gloria" trovano la forza per andare avanti e a volte riescono a cambiare i loro sogni con altri molto più terra-terra ma a portata di mano.

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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 11:20

Parole struggenti come poche e anche l'interpretazione viene proprio dal cuore.
Non credo che Massimiliano si consolerà, però.
Devo dire che questa canzone me la ricordavo. Sig, ma è anche vero che sono nata nel secolo scorso!
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 11:30

Anche io ricordavo la canzone perché anch' io sono nata nel secolo scorso e molto prima di te, Rita. Buona giornata a tutte le penne.
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 11:56

Rita Paleari ha scritto:

...
Sig, ma è anche vero che sono nata nel secolo scorso!

E cosa devo dire io? Tra me e mio padre abbiamo visto tre secoli!
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 11:57

deh, tra me e Garibaldi anche! devo preoccuparmi? affraid
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 12:42

Rita Paleari ha scritto:
deh, tra me e Garibaldi anche! devo preoccuparmi? affraid

Shocked Vivandiera dei mille?

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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 12:52

no, addetta al cabaret, leggevo ai garibaldini le battute di silvio! geek
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 12:56

Sadica! Così sollevavi il morale dei garibaldini?
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 12:56

Rita Paleari ha scritto:
no, addetta al cabaret, leggevo ai garibaldini le battute di silvio! geek

Ecco perchè si lanciavano eroicamente contro le baionette borboniche: temevano la replica!
Molto felice
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MessaggioTitolo: Re: Ad un passo infinito dalla normalità   Ad un passo infinito dalla normalità Icon_minitime10/6/2010, 13:00

più che altro temevano di fare l'unione d'Italia inutilmente. Neutral
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