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 Il diario di Eva, Prima parte.

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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Il diario di Eva, Prima parte.   Il diario di Eva, Prima parte. Icon_minitime15/6/2010, 20:36

Oggi Adamo mi ha sgridato. Non l’ avevo mai visto così arrabbiato . Urlava come un disperato: “Perché l’ hai colta, quella benedetta mela? Perché?” Io, spaventata, gli ho fatto notare, con un filo di voce, che anche lui l’ aveva mangiata. Si è arrabbiato ancora di più. “Non dovevi mettermi davanti quella tentazione” Io ho taciuto. E’ vero, la Luce ci aveva proibito di cogliere quel frutto di cui ancora non sapevo il nome. Ma non credevo che una disobbedienza che non mi sembrava tanto grave potesse causare una catastrofe. La Luce mi ha condannato a partorire con dolore. Io non so che cosa significhi “partorire” . Adamo è stato condannato a guadagnarsi il pane con il sudore della fronte. Siamo stati scacciati dal bellissimo Giardino. Eden si chiama. E’ pieno di frutti profumati e saporiti. Di quelli ci cibavamo. Ora cosa mangeremo? Adamo dovrà lavorare e non sappiamo che cosa vuol dire lavorare. Forse dovrà affondare le mani nella terra dura e arida. Ma cosa dovrà metterci dentro? Semi? Qui, intorno a noi, è un deserto. Sì, c’ è qualche pianta stenta, vicina alla morte. Proveremo a vedere se ha qualche seme. A parte queste difficoltà che mi sembrano insormontabili, io desidero soprattutto che Adamo torni ad amarmi. E’ molto tempo che non lo vedo. Vago in questa landa urlando il suo nome. Mi risponde l’ eco. Sono sola ed ho tanta paura. Dai miei occhi scendono gocce salate e il mio cuore pulsa, pulsa velocemente. Non conoscevo né il nome, né la realtà della sofferenza. La Luce ha detto che una donna schiaccerà la testa di quel maledetto serpente che ci ha suggerito di mangiare la mela. Ma quando verrà questa donna? Quanto dovremo aspettarla? E , dopo, a noi che succederà? Adamooo! Adamoooo! Non lasciarmi sola. Ho tanta paura, tanto freddo e tanta disperazione. Ora mi siedo su una roccia e alzo gli occhi. E’ bello il cielo! C’ è una luna grande e luminosa e tante, tante stelle. Ho pianto tanto che mi sento morire dalla stanchezza. Devo sdraiarmi. Per fortuna la luce della luna mi accarezza il viso che forse è diventato brutto. Brutto come la disperazione.
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Giampiero Pieri
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Giampiero Pieri

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MessaggioTitolo: Re: Il diario di Eva, Prima parte.   Il diario di Eva, Prima parte. Icon_minitime15/6/2010, 22:37

Ciao Franca.
Chiedo il tuo perdono preventivo, per quello che sto per dire, perché so che ti potrei ferire, o quanto meno contrariare. Butto lì delle frasi sparse.

Tu scrivi con una padronanza non comune. Ti apprezzo per questo.
Sei come un maestro di Karate che senza manco darlo a vederlo piazza colpi efficaci all'avversario, colpetti eleganti che neppure sembrano essere stati inferti ma che raggiungono efficaci il corpo, e l’animo. Cerchi il tuo bersaglio e affondi.
Cerchi quelli che non bazzicano la fede e con qualche rigo nascosto nei tuoi ottimi scritti gli instilli loro il dubbio.

Per tutta la vita ho avuto di fronte una persona che a momenti stimavo, a momenti invece detestavo. Negli ultimi anni prevaleva quasi sempre il secondo sentimento. Non era un maestro di karate, era una persona normale. Solo quando è stato vicinissimo alla morte ho però potuto apprezzare veramente la coerenza di questo uomo che, pur essendo vissuto sempre come persona mite – accettando di apparire un bischero piuttosto che far del male ad un'altra persona - mai ha accettato di credere in un dio salvatore, inesistente, solo per avere uno sconto di pena al momento buono per gli eventuali peccati commessi. Credere soltanto perché non c’era alternativa possibile. Questo fatto, ai miei occhi, lo ha rivalutato al massimo, ancora di più delle storie di guerra partigiana di cui aveva fatto parte. Ha scelto la coerenza, non facile, al rifugio salvifico in una fede scorciatoia che non aveva mai sentita sua. (Del resto anche Sant’Agostino ci era cascato, come insegna la sua storia. Giovane brillante si godette la vita fin che la vicinanza della morte, a soli trent’anni, lo spaventò così tanto – la sua età aveva già superato la media di quella che era l’attesa di vita di un maschio nel mondo romano – che il rifugio nella fede appare quanto meno perdonabile, se non giustificabile, almeno dal mio punto di vista).

Di fronte al dubbio tremano le caviglie, e i polsi. Si vacilla. Di fronte al nulla si trema. Il dubbio ci assale. È più forte di noi. L’evoluzione sturando il suo vaso di Pandora ci ha fatto un regalo solo, nefasto. la mente. E questo malanno ce lo portiamo dietro da sempre. La mente partorisce poesia ma anche amore e gelosia, e odio. E soprattutto paura. Per le altre bestie è facile. Quando c’è una situazione che ingenera terrore due sono le possibilità: o si soffre o si muore o, scampato il pericolo, si dimentica. Fino alla prossima paura. Per l’uomo non è così facile, la paura resta, marchia la vita. La nostra mente non la rimuove, e questa permanenza da origine ad infiniti perché: perché si soffre, perché nasce l’amore e poi spesso muore? Perché ad un certo puto si dovrà lasciare la dura esistenza per… il nulla. Cosa c’è nel nulla a compensare se stesso? Non so rispondere.
So che non mi è possibile credere soltanto perché non vedo alternativa al nulla, che presto mi dissolverà.
P.S. quel piede di femmina atteso a schiacciare la testa al serpente… quanto odio è stato capace di indurre negli animi bigotti, nei secoli, contro questi animaletti che hanno il solo torto di essere così perché Dio così li creò, se veramente fu lui a creare tutto il mondo conosciuto, scempio compreso?
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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Re: Il diario di Eva, Prima parte.   Il diario di Eva, Prima parte. Icon_minitime15/6/2010, 23:03

Non mi hai ferito, Luca. Mi hai fatto venire in mente un bellissimo film che vidi tanti anni fa. Mi pare che l' attore fosse Bin Grosbi ( ma forse l' ho scritto male o mi sono confusa) Se non sbaglio impersonava un prete. Aveva un amico ateo che , in punto di morte disse al suo amico: "Nemmeno ora riesco a credere". Allora ero molto giovane e mi ricordo che fui colpita dalla coerenza di quest' uomo. Mi piacerebbe che gli altri avessero fede ma non mi piace fare proselitismo. Quando i miei figli erano piccoli notai che non venivano volentieri a messa con me Chiesi loro perché. Mi risposero che venivano per farmi contenta. "Ah, no - risposi - se è solo per questo non venite più". Mio marito non era credente ed io non l' ho mai sollecitato ad abbracciare la fede. Quando si è ammalato di tumore di sua spontanea volontà è venuto com me a fare la Comunione. Non credo che fosse paura o opportunismo. Non ho mai riscontrato
in lui queste caratteristiche. La chiudo qui, Luca, perché mi si sta inceppando la tastiera. Un abbraccio. Franca.
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MessaggioTitolo: Re: Il diario di Eva, Prima parte.   Il diario di Eva, Prima parte. Icon_minitime

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