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 TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE

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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE   TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE Icon_minitime22/6/2010, 23:49

La musica — diceva Aristotele (filosofo greco del IV sec. a.C.) — non va praticata per un unico tipo di beneficio che da essa può derivare, ma per usi molteplici, poiché può servire per l’educazione, per procurare la catarsi e in terzo luogo per la ricreazione, il sollievo e il riposo dallo sforzo.


Bella scoperta, Aristotele! La musica ha sempre rivestito un ruolo attivo ed importante all’interno dei processi culturali che sin dai tempi del greco filosofo si sono succeduti.
Il sei ottobre del 1924, andò in onda la prima trasmissione radiofonica italiana.
Dai microfoni della neonata U.R.I, dalla sede di Roma San Filippo, alle ventuno precise, Maria Luisa Boncompagni diede il benvenuto all’ascolto con un concerto di musica classica. che attingeva a tutta la discografia ereditata dai geni indiscussi che tali restano anche oggi, a distanza di ottanta sei anni.
La funzione musicale, nel periodo coincidente con le prime trasmissioni radiofoniche, era esclusivamente di intrattenimento, così come le proposte musicali nei teatri e nelle piazze, che attingeva a tutta la discografia ereditata dai geni indiscussi che tali restano anche oggi, a distanza di ottantasei anni.
Fu solamente nel ventennio successivo che la musica in generale e la canzone in particolare, assunse una forma non solo di intrattenimento ma di vera e propria satira e presa in giro nei confronti del regime.
Erano chiamate le canzoni della fronda, i cui testi erano ambigui al punto giusto da far pensare a fraintendimenti.
E’ di quel periodo la canzone Un’ora sola ti vorrei di Enzo di Mola, denunciata per la strofa “un’ora sola ti vorrei, per dirti quello che non sai” in quanto si vociferava fosse rivolta al ritratto del Duce onnipresente.
Stessa sorte per Maramao perché sei morto, cantata dal Trio Lescano: vi si avvisava una derisione alla morte di Ciano e quindi canzone bandita e censurata sia dalla radio che da ogni altra forma di proposta musicale.
Non a caso le tre sorelle Lechan, furono denunciate ed incarcerate con l’accusa di spionaggio e di trasmettere, con le loro canzoni, messaggi in codice al nemico.
Anche Rabagliati ebbe i suoi guai con la sua Abbassa la radio: anche per questa canzone, l’accusa fu di incitare gli ascoltatori a sintonizzarsi su Radio Londra, che sappiamo bene cosa trasmettesse in realtà dietro ai messaggi La mucca non dà latte.
Contemporaneamente alle canzoni della radio, nei boschi venivano scritti gli inni che sarebbero rimasti nella storia come le canzoni di lotta partigiane e dalle quali, negli anni successivi, attinsero a piene mani i cantautori.
Gli americani portarono in Italia sonorità nuove come il jazz, il blues, il rock’n roll ed alla musica nostrana venne affiancata quella d’oltreoceano; fu proprio in quel periodo del dopo guerra che la musica diventò sempre più catalizzatore e di formazione, venendo utilizzata nelle poliedriche funzioni che l’orecchio voleva recepire.
Alla musica di puro intrattenimento e svago, si affiancava la musica di protesta che culminava nelle grandi adunanze in luoghi che resteranno per sempre negli annuali storici come il festival di Woodstock, nell’estate del 1969.
La musica era rivoluzione, ascoltare un certo tipo di musica era senso di appartenenza, partecipare ad un bagno di folla per assistere ad un concerto era liberatorio, era sentirsi vivi, diversi, tosti.
Era distinguersi dall’omologazione delle canzonette dei festival nostrani.
Il culmine massimo si raggiunse a metà degli anni ’70 con le prime sonorità distorte, rozze, rumorose che dall’Inghilterra e dagli States sarebbero diventati l’ultimo movimento musicale di frattura totale con ogni forma musicale fino ad allora ascoltata: con il movimento punk, nato nelle cantine, abbiamo assistito ad un vero e proprio fenomeno culturale che ha coinvolto non solo la musica ascoltata, ma un vero e proprio modo di vivere, di presentarsi, di porsi.
Dopo il movimento punk del ’77 e delle varie derivazione ed estremizzazioni, sfociate nel dark, nel gothic metal e nella new wave più soft, togliendo il breve periodo del grunge di Seattle, l’appiattimento musicale è pressoché totale, di pari passo con il periodo storico che stiamo vivendo.
Omologazione, riflusso e nostalgico ritorno alle canzoni di lotta degli anni giovanili.
Se questo fosse davvero un tema d’esame, non credo avrebbe preso la sufficienza. Al di là dello sciorinamento di nozioni più o meno verificate, non ho parlato della funzione catartica della musica ma solamente della musica come mezzo di denuncia.
Spesso mi ci rifugio, perché ritengo che chi ama la musica la ama tutta quanta, che sia classica o che sia il punk più duro ed improponibile.
Personalmente, la musica è per me parola: spesso ho affermato che quando non hai più nulla da dire, quando non sai come dirlo, è giusto lasciare parlare le note al posto tuo.
Ed è la scelta di un pezzo preciso, il seguire un percorso preciso senza nemmeno pensarci troppo che allora fai delle sonorità tutto ciò che le stesse possono rappresentare: svago, sollievo, riposo. In questo periodo, però, l’uso della musica come denuncia, la sottile presa in giro perpetuata attraverso la scelta di una canzone particolare.
Visto che questo non è un tema d’esame ma solamente un divertissement di una fredda sera di giugno, voglio ricordare le risate fatte all’indomani del duomo in faccia al nostro premier, con la canzone Fammi crescere i denti davanti.
Ridemmo molto qua sopra: riassumeva il mio pensiero ma anche quello di parecchi altri, assolvendo pienamente alle funzioni educativa, di catarsi, di riposo e, ultima ma non ultima, di riposo dallo sforzo per esserci sorbiti ore e ore della faccia sanguinante del povero silvio.


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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE   TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE Icon_minitime23/6/2010, 19:04

Bel saggio, promossa a pieni voti o quasi Very Happy
Un punto in meno per la ripetizione... ma alla tue verdissima età si può perdonare Molto felice

ereditata dai geni indiscussi che tali restano anche oggi, a distanza di ottanta sei anni.
La funzione musicale, nel periodo coincidente con le prime trasmissioni radiofoniche, era esclusivamente di intrattenimento, così come le proposte musicali nei teatri e nelle piazze, che attingeva a tutta la discografia ereditata dai geni indiscussi che tali restano anche oggi, a distanza di ottantasei anni.
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE   TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE Icon_minitime25/7/2010, 17:05

Dai, Orso, togliamo quel quasi. E il bacio accademico non glielo vogliamo dare a Danielina?
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MessaggioTitolo: Re: TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE   TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE Icon_minitime

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