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 LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI

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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime23/6/2010, 23:22

La casa del 9


La casa aveva esaurito la propria utilità.
Questo pensiero accompagnava Naghib, mentre appoggiandosi ad un  bastone, saliva per il sentiero che lo conduceva alla casa.
Già la vedeva di lontano,  assisa in cima al poggio come se aspettasse ancora loro.
Ci mise almeno un quarto d’ora a raggiungerla, non aveva più i 15 anni di allora.
C’erano ancora le panchine davanti alla scalinata, dove loro si sedevano a discutere sotto l’enorme tiglio, che ora non c’era più, anche lui evidentemente evaso dalla vita.
Si lasciò cadere su una di esse e cercò di recuperare un poco di respiro, mentre si accomodava la lunga tunica bianca, che indicava da sempre la sua etnia: il popolo dei boschi.
Guardò la casa attraverso gli occhiali: era ancora bianca, ma di un bianco smesso, intristito dagli anni, dalla polvere, dalla vecchiaia.
Quasi gli assomigliava, a parte il fatto che lui non portava i segni delle granate e delle bombe.
Da un angolo del tetto pendeva la grondaia, dalle finestre pendevano le persiane, il camino pareva che avesse la gobba. Pendeva tutto, come lacrime in procinto di scivolare sulle gote d’intonaco.
Naghib invece le lasciò scivolare senza vergogna: piangeva sui suoi ricordi, sulle persone che lì aveva conosciuto, su ciò che era stato.
In alto tra le finestre del primo piano resisteva sbiadita quella scritta che al suo arrivo lo aveva tanto stupito: “La casa del nove”.
Gli era stato spiegato il significato: nove stava per i cinque continenti più i quattro punti cardinali, a significare che quella sarebbe stata la casa del mondo.
Molti anni erano passati dal giorno del suo arrivo, con in tasca una borsa di studio per un non meglio specificato corso di violino.
Appena giunto aveva incontrato Aaron, con il suo striminzito vestito nero, tipico del popolo della costa, suo nemico da sempre. Non aveva voluto nemmeno stringergli la mano, ma aveva deciso di tornare subito a casa, non poteva certo coabitare con un nemico, ci doveva essere stato qualche errore nell’organizzare quella scuola di musica.
Più tardi arrivarono Dyary e Tou, fratello e sorella neri come una notte senza luna; parlavano una lingua incomprensibile,  anche loro erano armati di violino.
Pavel  giunse il giorno dopo, biondo e bianco come una nuvola di primavera, era chiaramente un figlio del nord. Impugnava un clarinetto.
Nei giorni successivi giunsero altri ragazzi, tutti muniti di borsa di studio, come a lui giunta magicamente per posta dal conservatorio che frequentavano; venivano realmente dai cinque continenti e dai quattro punti cardinali.
C’erano ragazzi delle terre deserte con i flauti e giovani orientali vestiti di sete colorate con i loro strumenti tradizionali. Due ragazzini di circa 13 anni, un poco spaesati, che parlavano la lingua dell’est,  erano pianisti.
Erano tutti giovanissimi e chiaramente erano un’elite di talenti.
Nahgib, che aveva deciso di andarsene, iniziò ad essere affascinato e incuriosito da queste persone così diverse tra loro, che parlavano lingue ignote, accompagnati da strumenti usuali o assolutamente sconosciuti.
Era veramente La casa del 9 ma Naghib non avrebbe saputo dire se era un bene o un male, da anni era in atto La Guerra dei Templi e questi ragazzi avevano solo una cosa in comune: l’odio uno per l’altro.
Passarono diversi giorni, i ragazzi mangiavano alla mensa il più velocemente possibile, senza parlare tra loro, non avevano nulla da dirsi e comunque non desideravano dirsi nulla.. Ritornavano nelle camere assegnate loro, e lì stavano chiusi quasi come in prigione: avevano paura gli uni degli altri, i loro Paesi erano nemici, non era possibile fare amicizia ricordando quanti morti venivano procurati da ogni parte.
Erano anni che questa guerra era in atto, la maggior parte di loro era nata quando anche per i genitori era diventata una regola imparare a schivare le bombe e a seppellire i morti.
Non conoscevano altra realtà, si erano assuefatti, sapevano che un giorno avrebbero incontrato un cecchino o una granata ed erano consapevoli che morire domani era possibile.
Non avevano la minima idea di cosa potesse essere “il tempo di pace, anche se i nonni a volte ne parlavano.
Un pomeriggio Naghib, chiuso nella sua stanza, sentì un flauto che suonava e commosso da quella dolce musica, non seppe resistere a rispondere con la voce del suo violino; una struggente melodia attraversò allora, discreta e anonima, le pareti e le distanze.
Poi si aggiunsero una viola ed un violoncello, attratti irresistibilmente da quel dialogo così istintivo e irrefrenabile. Una sorgente di note si creò nascondendo gli autori, ma vagando nelle menti. Alla fine un’irruente tromba raggiunse gli altri.
Era come se ognuno facesse musica per conto proprio, ma le note si rincorrevano e stringevano inevitabili nodi d’alleanza.
Non capivano cosa stesse accadendo, ma sapevano che ci sarebbe stata una spiegazione per il  loro arrivo alla Casa del nove.
Accadde dopo una settimana, giusto il tempo perché la curiosità diventasse un piedestallo: si presentò un signore di una certa età, capelli bianchi, occhi scuri, qualche piccola ruga intorno alla bocca. Aveva una voce affabile e modi patriarcali, disse di essere il loro insegnante di musica.
Parlava quella lingua che di solito era usata sopra tutte le altre, una specie di lingua universale, quella che almeno permetteva loro un minimo di comprensione.
Disse che avrebbe ascoltato suonare ognuno di loro, uno alla volta, davanti a tutti, qualunque musica avessero voluto presentare.
E così fu. Ogni ragazzo aveva delle note dentro di sé, non liberarle davanti all’auditorium dei nemici pareva vigliaccheria, quindi furono condivise.
Naghib cominciò a capire. C’era un linguaggio universale, oltre la parola ed era la musica. Essa travalicava ogni odio, ogni diversità, ogni ideologia. La musica è sentimento.
Dopo mesi di studio congiunto, impararono a conoscersi, anche se non proprio ad amarsi, ma almeno si  parlavano attraverso gli spartiti. Ogni parola si trasformava in note, il dialogo delle sinfonie li univa, ognuno cercava di suonare sfiorando orgogliosamente la perfezione, perché la musica è un amore che sovrasta tutto, come un cielo. Ed il cielo non appartiene a nessuno, è di tutti.
E alla fine arrivò il gran giorno: il direttore d’orchestra li convocò e fece loro quella comunicazione che divenne storica.
“Ragazzi, siete riusciti a suonare insieme, capite cosa vuol dire “insieme”? Bene, porteremo la musica nel mondo ed il mondo  ci ascolterà e forse capirà che abbiamo tutti nel cuore gli stessi sentimenti, amiamo le stesse cose, c’emozioniamo con la stessa intensità. Siamo tutti esseri umani figli della stessa terra, dello stesso destino, dello stesso tempo e forse di uno stesso Dio!”.
Il discorso fu lungo ma semplice e chiaro. Alla fine ognuno si sentì un messia di pace o genitore di una nuova possibile storia e iniziò ad intravedere che ci può essere un altro modo di vivere, che non sia sotto un tetto di bombe.
Il rischio c’era comunque, non era detto che la loro illusione fosse completamente condivisibile, ma erano disposti a provare, in fin dei conti morire a causa di un missile, non era diverso che morire durante un concerto a causa di un cecchino o di un’azione di rappresaglia.
Il desiderio di vivere un’esperienza di speranza vinse le paure di tutti.
Naghib smise di contemplare la casa, e guardò il sentiero da cui proveniva un altro uomo.
Non lo riconobbe se non quando fu vicino: ”Ah, è arrivato il pianoforte, sempre fuori tempo come una volta, eh Misuky?”
Si abbracciarono in silenzio, battendosi la mano sulla spalla e con quel gesto abbracciarono gli anni passati, la loro gioventù, le speranze e le delusioni di una vita.
“Te lo sei ricordato, Misuky?”
“Naghib, come scordare? Avevamo promesso che ci saremmo ritrovati qui dopo trenta anni, nell’anniversario del concerto. Spero che saremo in tanti, se non tutti!”
“ Qualcuno arriverà, voglio crederci, anche se le difficoltà per tornare qui, senza essere intercettati, non sono poche!”
Parlarono a lungo, snocciolando ricordi, dolori e qualche gioia.
Ora arrancando salivano le due persone che erano state la tromba e le percussioni.
“Olà fratelli!”
Di nuovo furono abbracci, ricordi, confessioni.
A sera i vecchi musicisti erano solo quindici dei quarantacinque che avevano partecipato alla grande avventura.
Jane, l’arpa, commossa come tutti, volle andare ad accarezzare il portone, unico confine che aveva diviso quell’idea di pace vissuta all’interno della casa, dal suo fallimento nella realtà.
Si tolse un orecchino e lo depose sulla soglia, senza dire una parola. Allora tutti vollero imitarla, chi lasciò un bottone, chi un accendino, chi un fazzoletto, chi un pezzo di carta con scritto qualcosa. Chi un sasso come da tradizione antica. Antonio lasciò la sua splendida cravatta rossa con i cavalli verdi e gialli. Boris lasciò una chiave. Erano come semi in attesa di mettere radici.
Lasciare un simbolo del loro passaggio sembrò essenziale. Qualcuno avrebbe raccolto un giorno quei segnali e forse avrebbe ricreduto nell’idea di pace.
Loro non c’erano riusciti, se non per il breve spazio di un concerto, l’unico che erano riusciti a fare.
Eppure era stato un grande successo, gli applausi sembravano non finire mai, la gente aveva capito, ma al termine erano stati rispediti ognuno nel proprio Paese.
Connivenza con il nemico, sovversione, eresia, spionaggio, attività non consentite era stato detto. Tanti erano stati arrestati ed erano spariti dalla circolazione.
Avevano giurato di ritrovarsi 30 anni dopo, nell’unica data certa che la loro memoria non avrebbe potuto scordare: 24 giugno 2020.
Perché 30 anni? Perché nella fretta era il primo numero che Naghib aveva urlato, mentre i militari li spintonavano e strattonavano caricandoli sulle jeep per espellerli dal paese, strappando gli uni dalle braccia degli altri.
Ora erano solo in quindici a guardare  quella casa che era stato il grembo di una missione , ognuno perso nei propri pensieri eppure dentro i pensieri degli altri.
Non si decidevano ad andarsene, sapevano che non si sarebbero più rivisti, lasciarsi era come se ognuno di loro morisse  mentre salutava. C’era qualcosa di tremendamente definitivo in quei momenti.
Si sentivano come persone che erano “già state” e non avrebbero potuto tentare nient’altro.
E poi apparve lei, Sa’ana.
Sa’ana con intatti i suo diciotto anni, con i suoi sorrisi, la sua lunga treccia nera, gli occhi profondi e le sue vesti colorate. Gli sguardi di tutti erano su di lei, attoniti per la sorpresa, sgranati come quando si vede un fantasma.
“Salve, sono Amina, la figlia di Sa’ana. Lei non c’è più, ma le avevo promesso di venire al suo posto ed eccomi qui. Io suono l’oboe. Come mia madre”.
Li abbracciò commossa uno per uno, come se li conoscesse da sempre.
Naghib pensò che se c’è un passato, ci deve anche essere un futuro e non ebbe più dubbi; mentre guardava Amina lasciare il suo anello davanti alla porta, seppe che un giorno ci sarebbe stato un nuovo concerto.
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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime23/6/2010, 23:24

Ecco fatto ragazzi, beccatevi questo pizzardone!
E domani siate clementi, altrimenti ricorro in appello e poi in cassazione. E se va male ri-corro in gelateria! flower


Chi riesce a leggerlo tutto senza addormentarsi, riceverà il premio di consolazione, ovvero tutte le brutte copie di questo scritto. Brutte perchè brutte e copie perchè copie!
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Lara Kelly
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 00:21

ma che bello questo racconto !
Questa atmosfera cattura fin dall'inizio, ma il finale è toccante.

E' vero. Che la musica unisce perchè è pura sensazione;
dove non c'è ragione, il sentimento vince sempre......

a domani. Smile
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PDG Lunedì
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 00:25

Cara PDG, io ho letto tutto e non mi sono addormentata. Anzi il tuo racconto mi ha rinvigorito. Per ora ti posso dire che il racconto mi è piaciuto molto per le antitesi guerra/pace, amici/nemici, antitesi che alla fine trovano un' armonica sintesi nella musica. Veramente brava. Il racconto non era un pizzardone anche perché a Roma il "pizzardone" è il vigile urbano. Ciao.La PDG Lunedì


Ultima modifica di PDG Lunedì il 24/6/2010, 07:24, modificato 1 volta
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Claudio Esposito
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 01:04

PDG Giovedì ha scritto:
Ecco fatto ragazzi, beccatevi questo pizzardone!
E domani siate clementi, altrimenti ricorro in appello e poi in cassazione. E se va male ri-corro in gelateria! flower


Chi riesce a leggerlo tutto senza addormentarsi, riceverà il premio di consolazione, ovvero tutte le brutte copie di questo scritto. Brutte perchè brutte e copie perchè copie!

Eccomi qua PDG!! Buonanotte! Ho letto il tuo racconto e, anche se è molto tardi, non mi sono addormentato... anzi, sono arrivato fino in fondo!
Dunque, devo dire che il testo è molto valido, a mio modesto parere, anche se, in certi punti, la forma andrebbe un po' rivista e limata.
La storia, purtroppo molto attuale (vedansi le tragiche vicende della striscia di Gaza e della crisi arabo-israeliana, le stragi quotidiane in Iraq, Afghanistan... i conflitti che insanguinano l'Africa, l'Asia ecc.) si dipana in modo convincente, ed esprime efficacemente il concetto che la musica, come l'arte e la cultura in generale, sono gli strumenti più efficaci contro la guerra e la violenza.
M'è molto piaciuta, infine, l'immagine della ragazza suonatrice di oboe, orfana della concertista di trent'anni prima, la quale continuerà l'attività della madre defunta, facendo sì che non muoia la speranza in un futuro di pace e fratellanza per tutti i popoli attualmente in lotta fra loro..

Complimenti dunque, PDG, per il bel racconto, che apre più che degnamente questo sesto round! A presto e felice notte! Very Happy LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI 899765
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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 06:22

Buongiorno a tutti. a iniziare da te, PdG musicale.
Questa lettura, come a volte mi accade, mi ha commosso, realmente e profondamente.
In questi casi il mio senso critico viene zittito a martellate, ridotto in polvere.
Perchè ciò che è narrato se non è accaduto davvero potrebbe esserlo, perchè esiste una minoranza di persone che vorrebbe celebrare la meraviglia della vita pur conservando ognuno la propria voce anzichè odiarsi in nome della morte. Gli altri invece sono sordi, non percepiscono l'armonia universale anzi, fanno di tutto per distruggerla e sostituirla con lo stridore del loro odio.
Grazie per questa pagina, PdG
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 07:23

Mi hai fatto ricordare "I maestri cantori di Norimberga" di Wagner. Un abbraccio. La PDG Lunedì.
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 08:48

grazie a tutti, se non vi siete addormentati è perchè siete fatti di caffè! Wink
A parte gli scherzi, come testo mi pareva un poco farinoso, ho cercato di alleggerirlo ma forse dovevo fare di più. L'ho aggiustato tante di quelle volte che alla fine non lo sopportavo più. Il fatto è che con questi discorsi è facile cadere nella retorica.
In effetti mi sono ispirata a queste lunghe querre che alla fine diventano abitudine e croniche .
Se non c'è volontà, la guerra non finirà mai.
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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 09:07

pizzardone? Roma? ecco dove avevo sentito questa parola! scratch , ma scrivere pizzona mi pareva poco musicale.
geek
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 09:34

Pizzardome va benissimo. Sbaglio o sei una penna giovane? Solo certi giovani, speriamo molti,
hanno intatta la poesia nel cuore. Sto esprimendo in frammenti le molte cose che vorrei dire.
Sempre la PDG Lunedì
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 09:56

giovanissima...oppure un'illusa perenne che non smette di sperare.
Ma ci rendiamo conto, che ci sono intere generazioni che sono nate e vissute e morte in tempo di guerra?
Mi sono riferita alla musica perchè è davvero l'unica arte trasmissibile a tutti senza problema, un libro o un quadro sono di più difficile condivisione per motivi pratici, mentre per la musica...basta accendere la radio. Prendiamo i Beatels, chi non li conosce? dal Cile alla Siberia, dal Mozambico alla Tailandia tutti sanno chi sono, li cantano, li ricordano, i Beatles intesi come semplice musica uniscono i giovani.
Tempo fa un amico ascoltava Mozart seduto in auto mentre mi aspettava e gli si è avvicinato un vucumprà per ascoltare. Disse "Mozart è un grande."
Il mio amico è rimasto sconvolto per questo amore condiviso, una musica che va oltre tutto. Mai si sarebbe aspettato che un vucumprà avesse la sua stessa sensibilità. Ecco, è questo il fatto di cui volevo parlare: non abbiamo un'anima in esclusiva, non siamo diversi dagli altri, ma il guaio è che non lo vogliamo sapere. Bossi docet.
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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 10:08

PDG Giovedì ha scritto:
... Bossi docet.

"Sarei tentato di dire che non esistono cattivi maestri, ma solo cattivi scolari" (E. Sanguineti)

Magari stravolgo un po' il senso di ciò che voleva dire Sanguineti, ma io affermo che i cattivi scolari sono coloro che non sanno distinguere i maestri dai cialtroni.
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 10:16

giusto Mario, gli scolari seguono il maestro che dice loro ciò che vogliono ascoltare, nel caso del Bos, alla gente piace sentire dire... quello che è mio è mio, quello che potrebbe essere tuo, pure.
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PDG Lunedì
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 10:27

"Bossi docet" Mi sei sempre più simpatica. Sempre la PDG Lunedì
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 11:16

LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI 556327 grazie lunedì.
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 12:03

Graie del bel mazzo di fiori. Un bacio. Sempre la PDG Lunedì
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Lara Kelly
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 12:35

la musica......non tanto le parole che potrebbero appartenere
ad una Babele infinita e lontana
ma IL SUONO.....è il suono ad unire le lingue
l'assonanza musicale,
l'armonia della condivisione al sapore di una sensazione universale.

ciao buon Giovedi !!! Very Happy
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PDG Giovedì
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 14:10

sì, dici bene Kelly, è il suono che entra giù, scorre nelle vene e sale alle menti e ci unifica. Prendiamo ad esempio un semplice tamburo di qualche tribù , qualunque essa sia, e tutti batteremo il tempo allo stesso modo. Very Happy
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PDG Martedì
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 15:38

Una penna narratrice veramente molto brava, forse non erano necessarie alcune piccole divagazioni simboliche a completamento del periodo, tolgono continuità al flusso omogeneo del racconto Dico questo perchè so che potrai cogliere l'osservazione e discriminarla per il valore che ha. Sulla trama svolta non mi pronuncio.
Brava, all'altezza per una proposta letteraria.
.... tanto lo so chi sei!
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime24/6/2010, 16:06

grazie Martedì, si lo so c'è qualcosa di troppo che rende certi punti enfatici e in specie il finale mi pare scontatello.

Ci sta che siano in tanti a sapere chi sono, in quanto ogni tanto il pc si slogga e si rilogga con il vero nick! :sunny:
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PDG Martedì
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PDG Martedì

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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime25/6/2010, 21:11

La migliore capacità narrativa, sulla trama non mi pronuncio!
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Natascia Prinzivalli
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Natascia Prinzivalli

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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime27/6/2010, 20:54

Una pagina intensa.

Complimenti

_____nat

_________________
" Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo."
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Nuccio Pepe
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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime28/6/2010, 15:10

Sono tante le cose che dovrebero unire i popoli, le genti.
Il solo fatto di abitare tutti la stessa terra, anche se in punti diversi, è più che sufficiente per tentare di essere una sola cosa.
La musica, l'arte in generale hanno il compito di facilitare questo sentimento di fratellanza
Bella pagina Pdg.

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MessaggioTitolo: Re: LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI   LA CASA DEL 9 - DIVAGAZIONI LATERALI Icon_minitime1/7/2010, 09:02

Grazie Nat e Pepe, prima non potevo farlo perchè non avevo più la pass. flower
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