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 Aurora e Tramonto

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MessaggioTitolo: Aurora e Tramonto   Aurora e Tramonto Icon_minitime7/7/2010, 07:37

Aurora e Tramonto

Garibaldi si lasciò scivolare sulla balza d’erba, suo posto preferito per ammirare il paesaggio laggiù nella valle. In realtà si chiamava Antonio Macrì, ma poiché portava solo camice rosse, in paese lo avevano chiamato Garibaldi e la convinzione che quello fosse veramente il suo nome si evidenziò persino sulla sua lapide, pagata dal comune, d’accordo persino maggioranza ed opposizione.
Garibaldi era uno capitato nel paese di Caldara, ci si era accomodato, viveva di poco o nulla facendo piccoli lavori, dormiva in un fienile abbandonato e non si lamentava mai. Nessuno sapeva chi era in realtà, perciò visse gli ultimi anni chiamandosi Giuseppe Garibaldi è morì arbitrariamente con tale nome.
Ma questa è un’altra storia.
Garibaldi quel giorno, seduto nel suo posticino preferito, cercava di contare le nuvole e alla fine giunse ad una profonda verità: non importa viaggiare per conoscere nuovi posti o panorami, basta sedersi e guardare. Luci, ombre, tramonti e nuvole saranno sempre diverse, mai nel dipanarsi del tempo si avrà un panorama uguale non dico al giorno prima, ma nemmeno all’ora prima. Di conseguenza si avranno tanti panorami quanti sono i minuti in un secolo o di un’eternità.
Come avrete capito, Garibaldi era un tipo contemplativo e ragionava da solo sui massimi sistemi trovando soluzioni creative.
Immerso nella sua contemplazione, con un filo d’erba tra le labbra e tra le mani un ramo secco ma robusto che gli serviva da appoggio, sentì avvicinarsi una comitiva di turisti. Aveva voglia di chiacchierare e comunicare a tutti la sua più recente scoperta, quella appunto sul panorama, ma i turisti lo precedettero nel tema della conversazione.
-Buongiorno, lei è di qui? Sa dirci come si chiama questa valle e quelle montagne laggiù?
-Certamente, ma vi posso solo dire il nome che hanno preso dalla leggenda, non quello che c’è sui libri.
-Quale leggenda?- chiesa una ragazzina di circa 12 anni, grassottella e dall’aspetto pacioso.
-Come ti chiami ragazzina?
-Angela e lei?
-Garibaldi, e se vi sedete qui accanto a me vi racconterò tutta la storia
I turisti erano accaldati e stanchi, il panorama era splendido e tutti si sedettero per fare merenda, offrendo a Giuseppe un panino e una gazzosa.
L’uomo mangiava in silenzio e pensava: “Cavoli questi si sono seduti davvero ed ora cosa gli racconto? Accidenti alla mia voglia di chiacchierare. Urge invenzione!”
Con la mano nodosa si lisciava la lunga barba, cercando nel gesto coraggio ed inventiva.
-Vedete quella cima laggiù? Si chiama Aurora e quell’altra Tramonto. La valle invece si chiama Amore.
-E come mai?- chiese Angela già carpendo una storia romantica dal senso di quelle parole.
-Accadde un tempo, tanti anni fa, che da queste parti vivesse un mago famoso, più che altro per la sua immortalità. Si chiamava Salva di nome e Tore di cognome.
-Seeeh e da quando i maghi hanno nome e cognome? E poi insieme fanno Salvatore, che nome è per un mago?!- disse Ruggero, quello che distribuiva panini.
-Signore, questa è una leggenda, mica storia vera, perciò…-. E nel frattempo pensava che nome cretino si era inventato- dunque dicevo che questo mago era immortale e alla fine gli era venuto tutto a noia, vedeva nei secoli morire i suoi amici, le sue mogli, vedeva il mondo cambiare sempre in peggio, vedeva guerre e carestie, in pratica era condannato a soffrire in eterno Avrebbe voluto suicidarsi, ma non poteva perché era immortale.
Un giorno gli venne in mente di trarre dal monte Aurora la sua anima e trasformarla in una bella donna, per uno scopo ben preciso, che ora narrerò.
Ci mise tutti i suoi incantesimi per riuscirci ed alla fine sì materializzò una splendida fanciulla che più bella di così non si sarebbe potuto immaginare.-
-Ma che scoperta, mica si sarebbe fatto venire un scorfana!- sottolineò sarcasticamente Angela.
-Sì, certo, ma questa Aurora non era mica tanto buona, piano piano carpì al mago tutti i suoi segreti incantesimi, facendogli prima giurare che non li avrebbe mai usati contro di lei. Insomma si procurò l’immunità eterna, alla faccia dei conflitti di interesse.
Dopo tanto tempo, Aurora si stancò di quel vecchio mago, così con un inganno lo fece entrare nel monte, quello lì che si chiama Tramonto. Ce lo rinchiuse e pensò che ora la maga famosa sarebbe stata lei.
-Ma che storia banale- disse Ruggero, che faceva il ragioniere e che per carattere amava le cose precise e logiche.
-No - rispose Garibaldi piccato- non tanto banale perché Aurora non sapeva che murando il mago nel monte anche lei sarebbe stata di nuovo rinchiusa in quello da cui era nata. E c’è un perché: la fanciulla era stata inventata o creata , come dir si voglia, dalla mente del Mago Salva Tore che voleva una compagna che stesse con lui per sempre, per non dovere mai più essere lasciato solo e ciò poteva ottenerlo solo con la magia.
Garibaldi tacque osservando di sottecchi i turisti per vedere se la sua storia fosse credibile o meno, non sapeva come andare avanti e capiva che ci mancava un colpo di scena. Il vecchio tra una pausa e l’altra cercava disperatamente qualche ricordo delle storie che aveva sentito raccontare.
-In realtà il mago si era follemente innamorato di Aurora ma non poteva prevedere che lei invece non lo avrebbe amato per nulla, lo considerava solo un amico con cui passare il tempo, una specie di vecchio zio.
Quando, pur sapendo cosa stava accadendo, entrò nel monte si mise a piangere disperatamente, non per sé, ma per Aurora che sarebbe svanita; era la parte migliore del suo progetto d’amore, ma mancando questo, la sua esistenza non era possibile.
La chiamò con ardore, la pregò di rimanere accanto a lui per l’eternità, il suo amore sarebbe stato finalmente eterno se lei non fosse scomparsa. Avrebbe potuto amare senza perdere la sua donna, come invece era stato durante tutti i secoli della sua vita.
Aurora fu in un certo senso risucchiata nell’altro monte, suo luogo di origine e si rese conto che stava per svanire, tornare solo anima di terra e pietre. Urlò, si disperò, chiese perdono, ma si allontanò sempre di più dal Monte Tramonto sulle ali di un vento impetuoso.
Giuro, è così che dice la leggenda e per questo Aurora e Tramonto si continuano a guardare, uno di qua, uno di là e in mezzo c’è la valle che è stata chiamata Amore da qualcuno, affinché di tutto questo pasticcio qualcosa rimanesse, come due braccia che si allunghino per abbracciarsi.
-Accidenti, come leggenda è un poco truce- disse Angela, che guardava ora con occhi diversi le due cime e la valle nel mezzo. I suoi occhi vedevano la scena dell’addio e come adolescente in carica riuscì pure a commuoversi.
-Come leggenda è molto romantica, ma manca una specie di morale.- disse il dubbioso Ruggero.
-Ma la morale c’è, è ovvia: la gioventù e la vecchiaia sono troppo distanti per capirsi, nonostante l’amore. Secondo me questa storia è molto triste, perché la vecchiaia avrebbe molte cose da regalare, se la gioventù le volesse, anche se è giusto che ognuno faccia la sua strada da solo.
E spremette due lacrime di commozione perché questo pensiero detto per accontentare i turisti, improvvisamente gli parve molto autobiografico.
Dopo saluti e arrivederci di rito, la comitiva se ne andò ma quello che Garibaldi non poteva sapere era di avere gettato un seme speciale.
La leggenda, come tutte le leggende, si diffuse ed a Caldara iniziarono ad arrivare turisti sempre più numerosi decretandone la prosperità ed alla fine pure i paesani credettero nella leggenda come se fosse sempre stata conosciuta. Ogni caldarese che la raccontava ci aggiungeva qualcosa di suo e la storia diventava sempre più bella ed incredibile.
Solo il sindaco che spesso chiacchierava con Garibaldi, si ricordò di quanto lo stesso gli aveva riferito, tra una originale dissertazione sui massimi sistemi e un tradizionale bicchiere di vino; fu lui che sulla lapide fece scrivere Giuseppe Garibaldi Benefattore.
Quindi, se passate da Caldara, ricordatevi che Garibaldi lì non c’è mai stato, ma Antonio Macrì, sì.


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MessaggioTitolo: Re: Aurora e Tramonto   Aurora e Tramonto Icon_minitime7/7/2010, 07:39

Non mi ricordo se questo brano l'ho già postato, comunque si può anche non leggerlo.
Sarebbe auspicabile avere una pagina personale dove controllare cosa si è già pubblicato. Rolling Eyes
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Mario Malgieri
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Mario Malgieri

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MessaggioTitolo: Re: Aurora e Tramonto   Aurora e Tramonto Icon_minitime7/7/2010, 07:54

eh, hai ragione, ci vorrebbe proprio... io quando posto qualcosa aggiungo il titolo a un file "brani postati"... e mi dimentico spesso di farlo Shocked
Ma che bello il tuo Garibaldi e il suo Salva Tore, parola di Orso Mario!
Ma sui panorami ha proprio ragione... oddio, se penso a certe brutture sono certo che nemmeno delle nuvolette rosa in tutù riuscirebbero a farle sembrare diverse, cioè brutture, ma si sa. mica tutto si può applicare ad ogni cosa.
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MessaggioTitolo: Re: Aurora e Tramonto   Aurora e Tramonto Icon_minitime

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