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 la signora svenuta

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Massimiliano Procellaria
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Massimiliano Procellaria

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MessaggioTitolo: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime9/7/2010, 01:32

È una signora grassottella, con dei pantacollant neri, supina sull’asfalto, inerte, i capelli lisci sono aperti a ventaglio dietro la nuca, la borsetta nera è pochi passi da lei.
È lì da qualche minuto, al suo fianco un’altra donna sulla sessantina chiede aiuto, si dispera; finalmente qualcuno prende il cellulare dalla tasca, una prima telefonata per far arrivare un’ambulanza, un’altra alla polizia; è anche lui accanto a quel corpo apparentemente privo di vita, indeciso sul da farsi, non eccessivamente spaventato, piuttosto tranquillo, quella tranquillità di chi sa di poter osservare la disgrazia d’altri senza esserne minimante sfiorato.
La mattina è calda, afosa, nessun filo di vento a dare refrigerio alla folla che intanto s’e andata ad accalcarsi attorno alla donna; ognuno dice la sua: “è svenuta”, “è un abbassamento di pressione”, “forse l’hanno investita”.
La sessantenne interrompe tutti, calmandosi dopo aver sorseggiato qualche goccia d’acqua che intanto il cameriere del bar ha portato, dicendo che non si tratta di nulla di quanto stessero dicendo.
“Ha avuto un litigio col suocero, è stata aggredita, l’ha spintonata e se n’è andato. l’ho vista flettersi sulle ginocchia e poi accasciarsi; non ha battuto la testa violentemente per fortuna”.
“Bastardi! Bastardi! Vi odio, bastardi!” Urla all’improvviso la donna svenuta, ancora con gli occhi chiusi, la testa inclinata sul lato sinistro e senza spostarsi minimamente dalla posizione in cui si trova.
La folla intorno si agita per un attimo, fa qualche passo indietro sentendo quell’urlo improvviso, stridulo ed inaspettato.
L’ambulanza è arrivata, scaricano la barella, l’attrezzatura per immobilizzarla e misurarle la pressione; pongono alla donna qualche semplice domanda, giusto per constatarne la lucidità.
Qualcuno tra la folla la riconosce, mormora a chi le sta vicino le difficoltà della famiglia, i continui litigi tra lei, il marito ed i suoi genitori, le varie querele per aggressioni da entrambe le parti.
“Che famiglia disgraziata, che mala gente! E’ la moglie del proprietario del tabacchino…è diventata isterica a forza d’avere a che a fare con quel lavativo del marito”.
“Ma…io so che ha già da tempo l’amante e che neanche cucina più in casa, sta tutto il giorno fuori”, ribatte una terza persona che origlia la discussione.
“Sono cazzi loro…ci penserà Dio a fare giustizia, io non voglio neanche sapere cosa è successo”.
La signora sembra dare qualche piccolo segno di ripresa; è ancora sull’asfalto, stordita, con gli occhi semichiusi, farfuglia qualche invettiva verso famiglia del marito: “siete dei maledetti! Dovete morire…vi faccio ammazzare! Mi avete rovinato la vita”.
I medici continuano a passarle delicatamente un fazzoletto imbevuto d’acqua fresca sulla fronte e sul collo.
E’stato avvisato nel frattempo il marito; ha abbassato a metà la saracinesca della tabaccheria e, senza affrettarsi più di tanto, con le mani nelle tasche dei bermuda grigi a quadri, va all’angolo della strada dove la moglie ancora giace.
“Che le è successo stavolta? E’ svenuta ancora, vero?! Ma è mai possibile che non mi dà un attimo di pace!”
L’uomo non sembra affatto preoccupato, anzi la scuote violentemente per un braccio provando a sollevarla da terra, in modo disgustato, stanco, infastidito per essere al centro dell’attenzione a causa di quella donna che dopo anni di litigi, incomprensioni e rancori, non sa più cosa farsene.
“Non se ne può più…non me possiamo più né io, né mia madre e mio padre, abbiamo l’inferno in casa, ogni volta che ci mette piede”.
L’uomo sfila bruscamente gli occhiali, li pulisce sulla t-shirt chiazzata di sudore; anche lui è piuttosto tarchiato, una voce effeminata, ha l’aria di essere un succube sia della madre che della moglie, un uomo senza polso, che non è riuscito né a far da paciere tra le due, né ad imporsi per ottenere un po’ di serenità in casa.
“Questa è l’ultima volta, rimettetela presto in piedi e vado immediatamente dall’avvocato per il divorzio”.
Lo guardano, poi guardano la moglie in terra; la sta fissando, e in pochi non si accorsero di quanto il suo sguardo avesse voluto che non si fosse mai più risvegliata.



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Giampiero Pieri
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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime9/7/2010, 05:43

Come dire: il Maligno alberga nei deboli
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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime9/7/2010, 09:48

Ah, che tristezza. Sia pr la moglie che per il marito. Due vite, due versioni e una sola conclusione, ognuno per la sua strada.
Bel pezzo giornalistico!
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Massimiliano Procellaria
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Massimiliano Procellaria

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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime10/7/2010, 00:02

Cosa intendi per "giornalistico"? troppo intriso di cronaca forse?
Era un tentativo di descrizione di uno spaccato di famiglia che oltre alla mancanza di valori, patisce anche quella del denaro; la prima forse, come conseguenza della seconda.

Doboli per colpa loro o perche costretti ad esserlo?
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime10/7/2010, 04:19

Una voce narrante apparentemente distaccata ma profondamente partecipe di una tragedia famigliare. Purtroppo la violenza, presente in tante forme nella società, si è infiltrata pesantemente anche nelle faniglie. Bel pezzo. Complimenti.
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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime10/7/2010, 08:35

Al di là del contenuto e delle domande che pone, credo che l'aggettivo "giornalistico" usato da Rita si riferisca al distacco emotivo tra il narratore, anzi, il cronista, e ciò che riferisce.
Così è e deve essere nelle cronache dei piccoli fatti quotidiani che appaiono sulle colonne locali, così è per tua scelta in questo brano.
Per inciso, mi è piaciuto.
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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime10/7/2010, 09:26

come dice Mario, per giornalistico intendo obbiettivo, descrizione limpida e senza retorica. R.
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Massimiliano Procellaria
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Massimiliano Procellaria

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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime11/7/2010, 15:59

Si, avete ragione, non c'e stata molta partecipazione emotiva nello scriverlo; nn saprei se questo è un pregio o difetto di chi ama scrivere: pregio, perchè sono riuscito a rendere ciò che provavo, cioè il distacco; difetto perchè il pezzo è risultato un pò freddo.

Altra domanda che il pezzo voleva porre è: le virtù, i nobili sentimenti, la gentilezza d'animo, sono caratteristiche prevalenti di chi si trova in un contesto sociale ricco o quantomeno benestante, essendo precluse invece a chi vive in quelli più disagiati e poveri?
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime11/7/2010, 16:10

A me il pezzo non è risultato freddo. La mia personale opinione è che i nobili sentimenti, la gentilezza, la capacità solidale possono appartenere a tutti, in teoria, in pratica di più ai disagiati perché conoscono il disagio. Buona serata, Massimiliano. Sto guardando i tuoi occhi e non mi sembrano appartenere a una persona indefferente al dolore degli altri.
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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime11/7/2010, 18:09

freddo? no davvero! era un esporre i fatti quasi con sgomento, per l'aridità di certi personaggi, ognuno con la sua inconciliabile verità. Infatti alla fine chi ha osservato i fatti, non potrebbe dire chi avesse ragione o torto.
In senso generale io credo che la gentilezza d'animo si trovi ovunque, forse prevalentemente in chi ha sofferto perchè capisce meglio la situazione. Difficile che una persona ( per assurdo) che sia sempre stata favorita dalla sorte e perciò mediamente felice, possa immedesimarsi nel dolore altrui.
Non per altro ho osservato che tra poveri o infelici o semplicemente in difficoltà, l'aiuto reciproco sia più frequente.
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Massimiliano Procellaria
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Massimiliano Procellaria

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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime11/7/2010, 23:37

forse dovremmo distinguere tra poveri e persone che hanno sofferto; è innegabile che chi vive la povertà soffra, ma i poveri cercano di riprendersi in tutti i modi, quello che la vita non gli ha dato.
Ovviamente sono molto più capaci di apprezzare le cose più semplici.
Quanto al pezzo, è vero, non saprei dire chi tra i vari personaggi è dalla parte del torto e chi della ragione, sarà per questo che risulta distaccato e senza troppa partecipazione.

Ti ringrazio Franca, Ho questa "dote" che ahimè nn porta troppo lontano al giorno d'oggi.
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Franca Bagnoli
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Franca Bagnoli

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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime12/7/2010, 00:15

No, Massimiliano. non è vero che l' attenzione agli altri non porta da nessuna parte. Intanto
fa bene al nostro prossimo e poi fa crescere la nostra umanità. Buonanotte, caro amico.
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MessaggioTitolo: Re: la signora svenuta   la signora svenuta Icon_minitime

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