RegistratiIndiceCercaAccedi

 

 Le sue ali

Andare in basso 
AutoreMessaggio
Mario Malgieri
Star
Star
Mario Malgieri

Numero di messaggi : 1878
Data d'iscrizione : 12.05.08

Le sue ali Empty
MessaggioTitolo: Le sue ali   Le sue ali Icon_minitime16/7/2010, 13:47


Avevi scelto una persona grigia ed appiattita nelle sue dimensioni quotidiane, una specie di ameba che sapeva solo muoversi strisciando sul foglio già scritto della propria esistenza, e gli avevi fatto vedere la terza dimensione.
Gli avevi fatto capire che esisteva un “giù”, proprio lì, dove lui si trascinava “avanti” e ”indietro”, e un “su”, dove non era mai arrivato, dove brillava una luce che non aveva mai visto, dove l’aria era diversa, pura, fine, primordiale; dove volavano alti non i passeri o i colombi che frequentano le aiuole sporche della città, ma le rondini, i falchi e persino le aquile. Dove i suoi pensieri potevano volteggiare liberi come i palloncini fuggiti e non come le cartacce sollevate dal vento di un’automobile, destinate a ricadere nella polvere dopo pochi metri. Dove il suo sguardo poteva spaziare oltre i palazzi per vedere le strade coperte di nebbiolina fumosa e poi, oltre le brutture della periferia, i campi, le vallate e sì, persino il fiume limpido appena sceso dai monti e non ancora imputridito dagli scarichi e dalla noncuranza.
Lui aveva paura:
- Siamo amici, restiamo così -.
Ma tu avevi sorriso:
- L'amicizia è amore senza le ali, tu hai bisogno di volare -.
E così glielo avevi insegnato.
Usavi il tuo spirito, il tuo brio, la tua intelligenza per fargli finalmente vedere i suoi limiti di oggi, e lassù, lontani ma non irraggiungibili, gli spazi sconfinati che avrebbe potuto raggiungere se solo avesse aperto le sue ali rattrappite e avesse imparato a batterle nel modo giusto, se avesse usato quei muscoli che tutti abbiamo dalla nascita e poi ci lasciamo atrofizzare dall'educazione, dalle convenzioni, dalla coscienza.
C’eri riuscita. Usavi il tuo corpo per insegnargli ad usare il suo. Un corpo rattrappito come le ali, con i suoi desideri innati e la sua capacità d’amare, le sue pulsioni e le sue voglie mai confessate, tutto questo dentro, atrofizzato, imprigionato. Esattamente come quella parte virile così importante ma sempre rinchiusa, celata, negata alla luce del sole, nascosta persino nelle arti figurative di ieri e di oggi quando si erge ad esprimere tutto il suo vigore vitale, il suo prepotente bisogno di liberarsi per poi imprigionarsi di nuovo nella più dolce delle celle.
Volava anche il suo corpo non più giovane, forse mai stato giovane, cercando di seguire il tuo, aggraziato, spensierato, avido, capace di suscitare tempeste tropicali così come di raggiungere calme ombrose, ricche di profumi sottili, di frinire di grilli e di lievi onde d’erbe fiorite.
C’eri riuscita, Lo avevi preso per mano e sollevato verso l’infinito, quel piccolo infinito che lui non sapeva esistesse ma che forse sognava, come si sognano le cose irreali, guardando il cielo oltre il finestrino della sua automobile casa-ufficio. Gli avevi anche indicato il Paese che non c’è, oltre la Luna, terza stella a destra.
Poi tu sei tornata a volare veloce, più delle rondini e dei falchi in picchiata, troppo veloce, verso chissà dove, e non ti sei voltata nemmeno per rispondere al suo ultimo disperato grido di richiamo.
L’avevi lasciato a volare da solo.
Ma da solo lui non poteva. Aveva appena abbandonato il suo nido sicuro, laggiù tra i cespugli di case, nascosto al sicuro all’ombra delle sue certezze. Le sue ali erano ancora bagnate e appesantite dalle delusioni, i suoi muscoli fragili e dolenti, assottigliati dallo sforzo erano troppo vecchi per rimodellarsi ad eseguire esercizi mai compiuti.
Ora lui è precipitato, roteando come fanno i semi di tiglio in autunno, appesi ad una foglia ripiegata. Come ripiegate erano di nuovo le sue ali.
Adesso lui e lì, di nuovo a fare “avanti” e ”indietro” sul suo destino già scritto.
Ma non può più guardare il cielo oltre il finestrino.
Perché ora lui conosce cosa ci sia dove l’azzurro diventa più scuro, nel regno delle rondini, dei falchi e dell’aquila.
A volte, se il sapere rende liberi, ciò che si è appreso può rendere schiavi dell’impossibile.
Torna in alto Andare in basso
Franca Bagnoli
Star
Star
Franca Bagnoli

Numero di messaggi : 1679
Data d'iscrizione : 02.04.10

Le sue ali Empty
MessaggioTitolo: Re: Le sue ali   Le sue ali Icon_minitime16/7/2010, 18:23

I falchi e le aquile possono insegnare a volare ma devono conoscere le possibilità di coloro ai quali insegnano a volare. Mi hai fatto tornare in mente un Vescovo eccezionale: don Tonino Bello che teneva sempre aperta la porta della Curia perché potessero entrare drogati, sbandati , disperati. Lui diceva che ogni essere umano ha un ala e può volare solo se abbraccia l' ala di un altro essere umano. Un abbraccio alla tua ala.
Torna in alto Andare in basso
http://www.francamente.ning.com
Oroserio Sergio
Top
Top
Oroserio Sergio

Numero di messaggi : 316
Data d'iscrizione : 12.09.09

Le sue ali Empty
MessaggioTitolo: Re: Le sue ali   Le sue ali Icon_minitime16/7/2010, 18:46

"Schiavi dell'impossibile" : mi piace assai questa frase. Tutto il brano è da apprezzare.
Ciao.
Torna in alto Andare in basso
http://oroseriosergio.myblog.it/
Susanna Costa
Top
Top
Susanna Costa

Numero di messaggi : 366
Data d'iscrizione : 27.03.09

Le sue ali Empty
MessaggioTitolo: Re: Le sue ali   Le sue ali Icon_minitime18/7/2010, 16:46

Bellissima questa pagina Mario. Quanti, quanti di noi (tanti, molti, troppi???) son lì che fanno avanti e indietro sul loro destino già scritto! Mi unisco al commento di Sergio: pagina da apprezzare e rileggere con cura (bella anche l'immagine dei semi di tiglio che cadono appesi ad una foglia ripiegata, mi ha trasmesso il senso dell'abbandono)
A presto.
Torna in alto Andare in basso
Contenuto sponsorizzato




Le sue ali Empty
MessaggioTitolo: Re: Le sue ali   Le sue ali Icon_minitime

Torna in alto Andare in basso
 
Le sue ali
Torna in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
 :: Prosa e Poesia :: Prosa-
Vai verso: