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 La storia di Bondo...[primo atto]

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Guido Paniccia
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Guido Paniccia

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MessaggioTitolo: La storia di Bondo...[primo atto]   La storia di Bondo...[primo atto] Icon_minitime20/9/2010, 11:25

La nostra storia si svolge in un lontano paese del nord, molto a nord, così a nord che l'inchiostro dei viandanti si gelava ogni volta che si provavano a scrivere qualcosa sul luogo e le persone che lo abitavano. Insomma era veramente tanto a nord. In questo paese del nord la gente viveva da sempre tranquilla, in pace con se stessa e con i luoghi, anche se questi a volte risultavano un pochino aspri e poco confortevoli, vista la latitudine estrema. Da molto tempo vigeva una repubblica parlamentare che, seppur con qualche incidente di percorso, sembrava funzionare al meglio. Certo, c'erano molte cose da migliorare, ma del resto questo è un comune problema a molte repubbliche, o comunque è un problema che può insorgere laddove girano molti soldi e lì, nel paese del nord di denaro ne era sempre girato molto. Da alcuni anni poi, il benessere aveva raggiunto tutte le classi sociali che lì vivevano, il commercio prosperava così come le arti e i mestieri sotto l'impulso dei nuovi governanti. Il potere era gestito infatti dal partito dell'amore, contrapposto a quello dell'odio e dell'invidia, e questo portò migliorie e ricchezze praticamente infinite. Si sa che l'amore è capace di simili miracoli. Qui poi, un ulteriore fatto positivo aveva cambiato in meglio la vita di tutti. Il sovrano, pur essendo una repubblica infatti, si era stabilito da lui stesso all'unanimità[?!?] che il paese ne avesse bisogno, era una persona eccezionale, sempre pronto ad aiutare chiunque necessitava di un consiglio, una buona parola, una carezza. Tutto ciò in nome dell'amore che lui aveva portato nel paese e che tutto avvolgeva e ammantava. Come era differente il sovrano rispetto ai suoi avversari politici, astiosi, quando non cattivi, farabutti e malfattori, tutti portati ad offendere, denigrare, calunniare e dileggiare. La cattiveria era uno dei problemi del paese, ed il signore voleva attuare il suo programma per sconfiggerla definitamente, proponendosi di far piazza pulita dei soliti coglioni.

Per fare questo, si era contornato di bizzarri quanto onesti comprimari, Bondo, Cicco, Gasp, e l'ultimo arrivato alla sua corte Capzonato, che veniva dalla lontana Romania con un passato burrascoso e mai troppo chiarito. Si pensò inizialmente di eliminare fisicamente gli oppositori, ma erano molti e si sarebbe dovuto impiegare troppo tempo. Il signore intanto aveva completato l'acquisizione di tutti i giornali e le televisioni, ma pure questo non risultò sufficiente. Il consiglio dei saggi si riunì e dopo alcuni giorni, portò all'attenzione del signore una proposta stupefacente, ma rivoluzionaria nella sua semplicità. Si trattava di rendere muti, ciechi e sordi tutti gli abitanti del paese, cosi che non potessero sentire le tesi tendenziose ed infamanti dell'opposizione. Si misero subito al lavoro per l'attuazione del programma, convocando sul monte citorio i maggiori esperti di incantesimi e magia, stregoneria ed albagia. Qui successe un fatto clamoroso. A tutti apparve il sommo capo del mondo, fuoriuscito da una nuvola che spalmò sul signore un unguento miracoloso, con il quale poteva riuscire nella titanica impresa. Sembra infatti che quel Signore avesse da molto il desiderio di ripulire il mondo dai rossi e barbudos di ogni dove. Per provare la cosa il signore toccò leggermente Bondo e questi, immediatamente divenne cieco, muto e sordo. Tutti applaudirono, anche il povero Bondo che, pur non capendo nulla, ad un segno del signore dimostrò la sua approvazione gioiosa. L'unguento infatti rendeva anche un po' scemi quasi a completare l'opera. Completata l'opera, trascorsero molti anni in pace e prosperità, tutti pervasi d'amore che riempiva ogni cosa, ed anche gli ultimi baluardi di quella che era stata l'opposizione cominciarono a scomparire. Solo i ma-gi-stroidi resistevano, in ottemperanza del monito lanciato alcuni anni prima dal loro capo, tal Borriello. La resistenza si fece a tratti molto aspra, ma tutto sembrava risolvibile, da quando alcuni di loro, avvicinati con amore dal signore, erano passati nelle sue fila. L'impresa titanica sembrava ormai prossima al compimento, ma ecco che qualcosa successe, qualcosa di non preventivato da parte del signore e della sua corte di ciechi, muti e sordi. All'orizzonte del paese situato molto al nord, apparve una nuvola minacciosa, gonfia di umore, portatrice di sicure sventure per l'allegra corte dell'amore, la questione morale. Gli ultimi magistriodi riluttanti a genuflettersi in nome sì dell'amore, ché sempre di genuflessione era, gli ultimi dicevo, neri come corvi con lo goterosse, convocarono il gran jurì e di lì a poco, tutti marciavano compatti verso il nord, sbaragliando con le armi dell'onestà chiunque si ponesse davanti. Anche i pochi oppositori rimasti non riuscivano a spiegarsi l'arcano e restarono appollaiati su di una collinetta sinistra, in attesa di capirne di più. In quegli anni turbolenti infatti, sembra che gli oppositori fossero divenuti alquanto lenti nel capire. Il signore era preoccupato alquanto, anche perché nel suo professare ed esercitare l'amore, si era spesso dimenticato della questione morale, forse perché con l'amore la morale ha fatto da sempre a pugni. Tentò disperatamente di evitare di essere intercettato ma ormai la situazione volgeva al peggio. I suoi compari d'amore si suicidarono collettivamente in una fattoria dopo aver assaporato per l'ultima volta il dolce verbo. Egli, vistosi sconfitto, tentò un ultimo colpo di prestigio: si finse molto prossimo alla questione morale, parlò di odio e rancori mai sopiti, giunse quasi a proclamarsi scomunitas, ma senza successo. La questione morale era di gran lunga più forte, così forte che riuscì a restituire ai sudditi la capacità di parlare, ascoltare, muoversi. Solo Bondo, che come sappiamo era divenuto scemo, rimase nella sua infelice situazione, e da allora vaga da un luogo ad un altro come un pupazzo ottuso. Pare che da allora voglia fare concorrenza al Gabibbos......!





ps. è superfluo aggiungere che tutto questo è da ascriversi alla fantasia malata dell'autore che qui si firma.





Guido.
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: La storia di Bondo...[primo atto]   La storia di Bondo...[primo atto] Icon_minitime20/9/2010, 13:22

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con un grazie grande quanto una casa... le cronache di Bondo, il poeta tutto tondo (no, perché i pidocchi gli hanno mangiato eventuali pochi spigoli di intelligenza rimasta): un onore averle qui sopra!

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Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.[Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法]
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