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 Una Storia...[ovvero, sulla contentezza di Bondo] atto secondo.

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Guido Paniccia
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Guido Paniccia

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MessaggioTitolo: Una Storia...[ovvero, sulla contentezza di Bondo] atto secondo.   Una Storia...[ovvero, sulla contentezza di Bondo] atto secondo. Icon_minitime20/9/2010, 12:26

Come abbiamo visto nella precedente storia, Bondo iniziò a vagare senza meta, nella sua condizione felice di scemenza acquisita, sempre cieco, sordo e muto. È vero quello che alcuni lettori mi hanno fatto notare circa la scemenza pregressa del nostro, innata meglio, ma qui si trattava occorre precisarlo, di una situazione tutta particolare che merita un racconto preciso. Egli infatti aveva palesato in passato alcuni problemi simili alla dislessia mentale, problema che poneva in moto la parola senza collegarla ai lobi temporali, con il risultato di esporre chi, come il nostro ne fosse affetto, ad immani cazzate proferite con la parola. Ora per spiegare la sua fortuna è doveroso ricordare come nel paese dell'amore le cazzate immani erano segno di distinzione certa. Ma come abbiamo già visto era divenuto muto, oltre che cieco e sordo, ma andiamo avanti. Non se ne sa molto, ma sembra che lo strano personaggio abbia visto la luce all'ombra di un cavolo nero, buonissimo nelle zuppe, prima delle gelate toscane di inverni mai clementi, in un campo di cavoli bianchi. Questo fatto singolare ha conferito a Bondo tra gli altri pregi, una caratteristica peculiare personalissima, l'unicità ed una puzzetta di vegetale bollito, molto prossima a quella che si coglie nelle scale di alcuni condomini poco arieggiati, come si possono incontrare in molte delle nostre città. La cosa riveste un'importanza enorme, dove si consideri che questa fu sembra, la ragione per cui il signore lo scelse nel momento in cui si mise a provare la tecnica paradisiaca, consegnata sulla terra dal direttore generale delle umane genti, rendendolo tra i primi muti e sordi. Come abbiamo saputo, c'era stato l'interessamento interpretativo di alcuni piazzisti di Borgo. Borgo, noto e famoso rione storico romano adiacente alla città dei vaticani, da sempre crocevia delle anime in pena, il che conferiva a Bondo, in pena perenne, un punteggio che lo poneva in prima fila nell'esperimento di cui sappiamo e nella considerazione dei piazzisti di anime. Nel momento in cui il signore lo scelse però, il fido Fedo, da sempre in preda ad un amore omosessuale nei confronti del capo, tentò in ogni modo di scavalcare il buon Bondo nella gerarchia della scemenza, ma non vi riuscì. Amore bisogna dire non corrisposto, i capi si sà, tra i loro indiscussi meriti hanno anche quello di essere etero e sopratutto tombeau de femmes, con buona pace di Caccia Ro, un menestrello che, complice la dolcezza erotomane delle gondole veneziane, un giorno aveva tentato di insidiare la bella consorte del signore, ricevendone da questa, un gentile ma fermo rifiuto. C'è da dire che, alcuni esponenti dell'opposizione nella loro cattiveria genetica, si affrettarono a definire il gran visir tombin de femme**, con sprezzo è evidente della statura [?!?] del personaggio. Ma torniamo a Bondo...

Nel suo errare, divenne persino borgomastro di un paese del livornese, sapete uno di quei posti pieni di comunitis, strane creature sempre invidiose del prossimo, tutte votate all'odio e alla sopraffazione tout court, nonché di abitudini bizzarre per dire poco, come quella di mangiare i bambini bolliti, maggiormente digeribili di quelli crudi.

Ma pure questo non riuscì a modificare molto la sua penosa esistenza, combattuto come fosse tra il mangiare bambini e il bisogno innato di comunicare amore, reso difficile dallo essere stato reso muto, oltre che cieco e sordo. Ma ecco che successe il miracolo. Bondo incontrò l'amore, quello vero e materiale [non materialista], nella persona di una bellissima dama bionda; scoprì che lei poteva ascoltarlo bontà sua, l'amore riesce dove altri puntualmente falliscono. Tornò dal signore con spirito nuovo, rinfrancato nell'aspetto e desideroso di porre fine allo stato di perenne prostrazione che da sempre lo accompagnava ed in cui quello lo aveva relegato, togliendoli la parola e, per prima cosa giunto al suo cospetto...si prostrò!. Il signore dal canto suo lo accolse a braccia aperte, mostrando il suo solito sorriso bonario e la bandana delle feste e, dopo aver palpeggiato la dama bionda, li unì in matrimonio, grazie ad una dispensa papale, fatta da lui medesimo, che lo autorizzava a sostituirsi al rappresentante in terra sul soglio di Pietro. Bondo era finalmente felice, confusa e felice*, tutto andava verso la direzione da sempre auspicata per lui, dal signore. Talmente felice che si improvvisò poeta ed iniziò a parlare per versi, dapprima solo sussurrati, poi declamati ad alta voce, così che tutto il popolo del nord potesse ascoltarlo. Il signore come premio per la sua crescita emotiva ed intellettuale, dopo aver ripalpato la dama bionda, lo assegnò al palazzo della cultura, facendolo gran visir dei letterati. Tutti plaudirono la scelta con sommo gaudio, tutti meno una strana tipa, Sabinia da Guzzanti invidiosa come pochi, certamente comunitas che si provò persino ad ordire una congiura delle aquile rosse, presto sconfitta dalle armate amorose delle donne di corte, prima tra tutte la mariavittoriabilla, astuta cortigiana a cui il signore, come premio al merito concesse di dirigere pure il protocollo per la grande festa che.......a tutto questo seguì!





*Carmen Consoli ha partecipato, suo malgrado......

** la definizione, non priva di un certo sarcasmo geniale è stata fornita all'autore da un'amica che, credo troverebbe posto sulla collina "sinistra" della nostra storia.





Ps. come nella prima, anche i fatti qui narrati, debbono ascriversi alla fantasia irrimediabilmente malata del soggetto che pone la sua firma:



Guido.
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: Una Storia...[ovvero, sulla contentezza di Bondo] atto secondo.   Una Storia...[ovvero, sulla contentezza di Bondo] atto secondo. Icon_minitime20/9/2010, 13:23

Scemenza acquisita... Importante non sia un virus che si tramette!

E per la fantasia malata, avrei qualche cosa da dire, permetti?!?!?

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Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.[Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法]
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