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 ...viaggiando con la musica [ovvero...piccolo spunto per un ascolto.]

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Guido Paniccia
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Guido Paniccia

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MessaggioTitolo: ...viaggiando con la musica [ovvero...piccolo spunto per un ascolto.]   ...viaggiando con la musica [ovvero...piccolo spunto per un ascolto.] Icon_minitime20/9/2010, 18:16


Anni or sono, volevamo andare in Islanda ma poi, tra voli non immediatamente disponibili, costi maggiori e lettura di una guida quotata di quel paese che tra le altre cose, obbligava quasi a degustare il piatto nazionale, a base di carne putrefatta di squalo tenuta per mesi a macerare sotto sabbia l’hákarl,definito poi una porcheria! Cosa che ci fece decidere all'istante.
Così quasi casualmente, ci trovammo ad optare per l'Irlanda, quest'isola meravigliosa che, dico subito, mi è rimasta nel cuore, tanto da tornarci anche l'anno successivo, parliamo del 1998, all'indomani dello storico accordo del venerdì santo di Belfast, città martoriata e ferita da tanti anni di guerra tra gli unionisti e i fedeli alla corona inglese, definiti secondo me in maniera un tantino bizzarra, lealisti. Non è mia intenzione parlare di questo però, od almeno non in questa nota. Tanto credo che si capisca perfettamente da che parte batta il cuore.
Quello che vorrei provare a fare è il raccontare il viaggio servendomi della musica che, a quelle latitudini, è imprescindibile, come la Guiness , o la festa di San Giorgio, o lo stesso fiume Liffey che attraversa Dublino.
Appena giunti in aeroporto al tassista che ci portava in albergo,non ricordo il nome ma economico, vicino a Cristh Church, provai a chiedere notizie sulla musica tradizionale del suo paese, immaginandomi chissà di quali segreti sarei venuto a conoscenza. Con mio sommo stupore però, il tipo mi disse semplicemente di non ascoltare per niente la musica e, quando proprio costretto preferiva la musica leggera proveniente magari dalla perfida Albione. Ci rimasi male, e molto pure.
Mi rifarò in Temple Bar pensai, la parte più viva per così dire della città da un punto di vista culturale, ricca di locali e pub portati, già da diversi anni, agli antichi splendori.
Infatti la sera, complice una bella bevuta di Guiness nel Half Penny Bridge Pub, storico locale che prende il nome proprio dal ponte sul Liffey, dove per passare anticamente bisognava pagare, quella sera dicevo, mi sono riconciliato con l'Irlanda tutta, al suono di Danny Boy, famoso pezzo tradizionale scritto ai primi del 900, ed eseguito in maniera eccellente da un gruppo di avventori del locale, magari un po' alticci, ma bravissimi. Questa è ad esempio una delle caratteristiche del luogo, dove capita spessissimo di imbattersi in ragazzi e non che, in Gratfon Street o agli angoli di Marrion Square, cantano e suonano solo per il piacere di farlo. Intanto in un bar vicino al mitico The Clarence Hotel riportato a nuovi splendori dai soldi degli U2, suonava una vecchia canzone dei Dubliners, Seven Drunken Night che, come recita il titolo, canta le gesta di una settimana di sbornie.
Dopo qualche giorno di permanenza nella capitale ed aver dilapidato una cospicua somma per le mie finanze, sempre piuttosto esigue, in dischi al Celtic Note, ci siamo messi in viaggio per il Nord dell'isola tramite l'autostrada, generoso chiamarla così, la N1 approdando a Capo Nord. Ebbene sì anche in Irlanda esiste un mitico capo Nord, magari meno reclamizzato, ma pur sempre affascinante e, sulle note dei mitici Clannad è stato emozionante affacciarsi sulle scogliere che danno su quello che poi è l'Oceano. Sempre a nord, il viaggio è proseguito mediante tappe di avvicinamento all'Ulster e lì il paesaggio umano è cambiato decisamente andando a sovrapporsi alle note energiche di uno dei gruppi forse meno conosciuti ma rilevanti secondo me, i The Man They could't the Hang, bizzarro nome sembra ereditato da un vecchio film horror. Man mano che Derry e non Londonderry come solitamente chiamano la città i lealisti, la musica diveniva più acida, quasi violenta, parliamo dei Stiff Little Fingers in particolare di Ulternative Ulster, titolo che la dice lunga su cosa pensano i nostri. Sulle mura antiche della città è solito incontrare ragazzi che cantano a squarciagola le canzoni più famose dei Clash, alternandole ai pezzi politici dei Pogues di Shane MacGowan bizzarro personaggio sempre alle prese con problemi di sovra dosaggio di sostanze non sempre lecite. Canzoni quasi urlate, così che dall'altra parte, nella Derry lealista possano sentirle, e che fanno da contraltare alle bandiere irlandesi poste su enormi cataste di legno che arrivano a diversi metri di altezza, per poi essere bruciate nei giorni delle estati in cui gli orangisti celebrano la vittoria di Guglielmo d'Orange contro Giacomo II, sovrano deposto. L'aria che si respira è particolare, tanto che alcuni gruppi aspettano il Luglio di ogni anno per vendicare od, al contrario, riaffermare gli scenari della battaglia di Boyne nel 1690. Torniamo a respirare la benefica aria dei luoghi, ascoltando alcuni pezzi di Fiona Kennedy in particolare This land, dove si afferma che questa terra orgogliosa, non morirà mai. Nei pressi di Sligo, notiamo la vendita dei biglietti per un concerto dei Chieftains, che hanno ospitato vari mostri sacri della musica rock, nell'album The Long Black Veil dando così maggiore visibilità ad autentiche perle, come Raglan Road eseguita con Sinead o'Connor, meravigliosa voce irlandese, purtroppo più nota per aver strappato una foto di Giovanni Paolo II durante un programma televisivo.
Non si può parlare di Irlanda e non citare le Aran, splendide isole arcaiche nella loro bellezza, autentici avamposti sull'Atlantico, dove la vita "nel suo petto batte piano", e l'ascolto spazia dalle antiche canzoni gaeliche e ballate celtiche, portate alla luce anche da gruppi come i Plantxy ed in misura minore, dai Moving Hearths forse un tantino più commerciali. Ecco, una finestra di una casa con il tetto di torba affacciata sull'oceano, nelle fredde giornate d'inverno, è qualcosa che si avvicina molto al mio ideale di come vivere la vita, magari proprio ascoltando della buona musica. Ricordo che il barman del pub principale sull'isola principale dell'arcipelago Inis Mór, mi suggerì l'ascolto di Rory Gallagher, definito da lui come il più grande musicista rock-blues irlandese, uno dei tanti che ci ha lasciato troppo presto. Credo oggi, che probabilmente avesse ragione.
Riscendendo tra Galway e Droogheda ci imbattemmo in una coppia che aveva al seguito tutta una serie di pezzi che andavano dagli esordi dei Virgin Prunes ai primi dischi solisti di Enya, passando per discrete interpretazioni degli Hothouse Flowers ed anche questo fu un bell'incontro.
Si avvicinava così il momento del ritorno, e questa cosa ci rattristava non poco. Decidemmo così di fare un ultimo giro sulla spiaggia sconfinata nei pressi di Dublino, sempre mutevole con i ritmi della marea, dove Bobtail giocano spensierati con i loro simili, interrotti solo dal galoppo dei cavalli delle tante scuole di equitazione che fanno della battigia il loro regno, e dove capita sovente di ascoltare, da automobili ferme sul ciglio della strada che delimita la spiaggia, pezzi di Davy Spillane, musica che unisce fondendoli, antichi strumenti gaelici,tipo uillean pipe, arpe celtiche e bodhran.
È stato veramente un gran viaggio di cui conservo vivi gli odori, i colori.......e naturalmente i suoni!

Buon ascolto...
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: ...viaggiando con la musica [ovvero...piccolo spunto per un ascolto.]   ...viaggiando con la musica [ovvero...piccolo spunto per un ascolto.] Icon_minitime20/9/2010, 18:59

Sposto in diario poi torno a leggerti...
Anche perché ricordo The Clash & your love for this

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Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.[Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法]
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