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 Bondo bondo bondo, me ne vado giù col tondo...[atto terzo]

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Guido Paniccia
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Guido Paniccia

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MessaggioTitolo: Bondo bondo bondo, me ne vado giù col tondo...[atto terzo]   Bondo bondo bondo, me ne vado giù col tondo...[atto terzo] Icon_minitime21/9/2010, 14:45


Scema come strofa, ma questa era la canzone preferita dal Bondo di cui abbiamo narrato la triste historia nelle precedenti puntate, così come narrammo della sua scemenza pregressa, del suo essere cieco, sordo e muto, della puzzetta di cavolo che lasciava ad ogni suo passaggio. Ma non tutto è stato detto. Narra la storia che un giorno, alle pendici del monte su cui si ergeva il palazzo signorile, il prode Bondo ebbe un alterco con una parte di sudditi che venivano dal feudo di Fino, altro signorotto artefice delle vicende che videro la parte del popolo del nord in quell'epoca di grandi cambiamenti. Fino, che era stato sdoganato anni prima dal signore, non conoscendo la gratitudine, si era messo ad attaccare tutto e tutti, con l'intento neanche troppo nascosto di soffiare il posto al gran visir, sostituendo gli uomini di questi con i suoi, i prodi bocchini, nome mutuato da un antica località conosciuta da sempre per il libertinaggio diffuso e la condotta alquanto lasciva. Questo attacco interno irritò grandemente il signore che, dopo aver quasi sconfitto del tutto i comuniti, si ritrovò con suo sommo stupore a far i conti con un nemico interno che ora si dimostrava agguerrito quasi quanto le orde dei cosacchi. Così aveva deciso di chiudersi nel grande palazzo, con tutti i suoi fedelissimi, per studiare un'azione comune per sconfiggere i recalcitranti ingrati e tornare allo splendore degli anni passati, in nome di quell'amore che bisognava evidentemente rinvigorire. Alla conta mancava il solo Bondo, ed alcuni tra i presenti buttarono lì, in maniera un pochino viscida nel suo essere interessata, che forse il buon Bondo si preparava a passare tra le fila dei bocchini. Queste malelingue infatti, aspiravano più o meno apertamente, a prenderne il posto, vista l'alta considerazione di cui godeva il meschino, a palazzo reale, che tale era comunque, anche se non vi era un monarca vero e proprio. Il signore, venne colto dall'inquietudine. Infatti pur essendo certo della fedeltà del nostro, venne assalito dal dubbio, dall'incertezza. Altri di cui era certo del resto, avevano in quei giorni turbolenti, passato il Rubicone del tradimento, andando ad ingrossare le file dell'ingrato Fino. Pensò allora di mandare in avanscoperta i suoi colonnelli, in particolare Cicco e Gasp che in quei giorni di confusione avevano guadagnato molti punti di approvazione nella scala gerarchica del signore. Scesi a valle i due, dopo alcuni giorni di cammino, trovarono Bondo indaffarato con uno scudiero, Cellapi menestrello di lunga data, tutti presi ad organizzare una nuova canzone per far piacere al padrone. "Ma come- pensarono i due esploratori- con la situazione che volge al peggio, stiamo pensando alle canzonette, alle rime in nota?" Dimenticavano essi la scemenza senile del tipo evidentemente, che già da molto aveva preso l'abitudine a cantare e recitare versi, scemi anche loro, ma tant'è. Incurante di tutto ciò,Bondo passò tre giorni e tre notti a scrivere quella che doveva essere la nuova canzone da portare al signore, sperando magari che egli, nella sua sagacia e benevolenza* la scegliesse come nuovo inno del partito dell'amore. L'unico problema che si presentò alla triste brigata, fu quello di far fuori la mariabrambillavittorietta che, visti i suoi trascorsi di ballerina tutto tette e pailletes, aspirava ad essere l'unica interprete della canzone. Bondo furioso, si ricordò di come in un tempo lontano picchiava selvaggiamente la ex moglie* e così fece con la concubina impertinente. Il posto da concubina poi, era suo di diritto, soprattutto dopo che aveva rimediato su di una bancarella, una bellissima parrucca bionda.



continua...



Guido.



ps. di molte cose sceme inventate si discute in questa sede, ma la frase con l'asterisco ed in corsivo, debbo confessare non è dell'autore, che di suo ha comunque messo la solita dose di pazzia. La pazzia in questo caso è da ascriversi al ministro per i rapporti [?!?] con il parlamento elio vito, rigorosamente minuscolo....che di maiuscolo non può scrivere neppure il nome!

*è di oggi la notizia che bondo picchiasse la moglie...probabilmente [anche] perché le facevano schifo le sue poesie.
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Daniela Micheli
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Daniela Micheli

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MessaggioTitolo: Re: Bondo bondo bondo, me ne vado giù col tondo...[atto terzo]   Bondo bondo bondo, me ne vado giù col tondo...[atto terzo] Icon_minitime21/9/2010, 22:24

ehehehe adoro Bondo...

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