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 Maga I

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Gaetano Benedetto
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Gaetano Benedetto

Numero di messaggi : 1571
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MessaggioTitolo: Maga I   Maga I Icon_minitime10/10/2010, 15:18

Nei nostri istanti lattiginosi
è facile imbattersi
nel profumo di zucchero filato,
in quegl'istanti
ci trattiene un vetro
che è velo tra le dita
in questa domenica senza colore,
senza quel che ci specchia
e deforma l'immagine.
Tra di noi non servono parole
ché è tutto già scritto
ed è corpo da cercare:
nella polvere delle stazione,
nel peso dei nostri zaini
in spalla;
nella luna che rompe il cielo.

Il tempo passerà
e l'amore passerà
e anche il suono della mia voce
passerà.
Ci saranno le stagioni
levigare
nella pietra cruda
dei mattini della Murgia.

E se ci mancheremo,
se non saremo troppo sbadati
da incrociare i nostri passi:
e se nelle vie assurde di questi quartieri
i nostri sguardi si perderanno:
saltami dentro
usa la mia iride per abbattere
le crepe,
sfida le pellicole nelle cineteche
di questa romanza senza parole.

Poco importa se fuori,
le nostre dita impazzite
disegnano un ciclope.
Di passaggio nel cielo,
le nuvole, curano ferite,
sterminano l’abbaglio
dei nodi che nascono in gola.

Nei nostri istanti regna il silenzio
in quegl’attimi
non sento il peso
della furia del tempo.


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http://paulaner85gaetano.spaces.live.com/
Rosario Albano
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Rosario Albano

Numero di messaggi : 1464
Data d'iscrizione : 29.09.08

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MessaggioTitolo: Re: Maga I   Maga I Icon_minitime11/10/2010, 20:33

Gaetano Benedetto ha scritto:
Nei nostri istanti lattiginosi
è facile imbattersi
nel profumo di zucchero filato,
in quegl'istanti
ci trattiene un vetro
che è velo tra le dita
in questa domenica senza colore,
senza quel che ci specchia
e deforma l'immagine.
Tra di noi non servono parole
ché è tutto già scritto
ed è corpo da cercare:
nella polvere delle stazione,
nel peso dei nostri zaini
in spalla;
nella luna che rompe il cielo.

Il tempo passerà
e l'amore passerà
e anche il suono della mia voce
passerà.
Ci saranno le stagioni
levigare
nella pietra cruda
dei mattini della Murgia.

E se ci mancheremo,
se non saremo troppo sbadati
da incrociare i nostri passi:
e se nelle vie assurde di questi quartieri
i nostri sguardi si perderanno:
saltami dentro
usa la mia iride per abbattere
le crepe,
sfida le pellicole nelle cineteche
di questa romanza senza parole.

Poco importa se fuori,
le nostre dita impazzite
disegnano un ciclope.
Di passaggio nel cielo,
le nuvole, curano ferite,
sterminano l’abbaglio
dei nodi che nascono in gola.

Nei nostri istanti regna il silenzio
in quegl’attimi
non sento il peso
della furia del tempo.



L'unica cosa che non ho capito
è quel MAGA I ...
Il resto è
un passaggio di cielo
su terra pugliese
una storia palpitante verace
farcita di sapori e colori
ma non di silenzio eh!

Bravo Gaetà
continua così che ne nasce un canzoniere
ma anche un soggetto intrigante
per farci una fiction
nel senso sudista del termine!

Ciao
Rosario
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