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 JESUS CREATOR

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Carlo Bodeleri
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Carlo Bodeleri

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MessaggioTitolo: JESUS CREATOR   JESUS CREATOR Icon_minitime30/10/2010, 06:43

JESUS CREATOR Jesuscreatore

In un paesaggio tropicale, coloratissimo, si erge un Dio giovanile e amichevole, nel mattino della sua creazione.
Il volto, dai vivaci occhi azzurri, incorniciato da riccioli biondi, le sue vesti e l’intera figura sono immersi nello splendore dell’aurora.
Alza la mano destra in segno di benedizione e con la sinistra tiene per il polso Eva, quasi a gioire delle vive pulsazioni del suo sangue e a suggellare per sempre l’unione di questo sangue umano con il proprio.
A questo contatto fisico tra il Dio creatore ed Eva si aggiunge quello, ancora più manifesto, tra le dita dei piedi di Adamo e il piede del Signore.
Un rapporto è qui stabilito con un’insistenza sottolineata: Adamo sembra veramente distendersi in tutta la sua lunghezza per entrare in contatto con il creatore.
Anche il mantello di Dio, che si rigonfia attorno al cuore, cade in pieghe dai contorni marcati sino ai piedi di Adamo, indicando un ulteriore accrescimento di energia divina.
Questi personaggi formano dunque un circuito chiuso di forza; una corrente di energia magica li unisce.
Questa comunicazione di forza e di benedizione manifesta la credenza in una magia di transfert, d’assimilazione, che attribuiva alle estremità del corpo – sommità del capo, mani e piedi – un potere del tutto particolare d’irradiazione e di ricezione della Libido.
Veniamo così all’idea centrale suggerita dal Gesù Creatore, l’ideale adorato dagli Homines Intelligentiae di Bruxelles, - un gruppo radicale dei “Fratelli e delle Sorelle del Libero Spirito”, conosciuti anche come Adamiti, attivi in tutta Europa dal XIII secolo -: “ Et erunt duo in carne una”, ed essi saranno una sola carne.
L’ideale è esemplificato nella spilla che Bosch ha posto in evidenza sul cuore di Cristo- con lo zoom di Picture Manager potete ingrandirla agevolmente-.
Si tratta di due cerchi che, a partire da un centro comune, divergono verso l’esterno o convergono nel loro centro a spirale (le forze temporali dell’Uomo e della Donna, dello Yin e dello Yang): esse si decentrano e si concentrano.
Parlo degli eterni simboli di forze dinamiche contraddittorie dell’esistenza come l’inspirazione e l’espirazione (la sistole e la diastole, l’alta e la bassa marea, la Luna Nuova e la Luna Oscura), che contemporaneamente tendono con intensità verso il loro centro e dal centro rifluiscono in dinamica energia dialettica verso il Cosmo.
“ La terra fiorisce, il cielo stilla pioggia e nascono e crescono i figli”, intona il salmista.
Oppure come cantava un antico rito nuziale vedico:
“Io sono qui, tu sei là. Tu sei là, io sono qui. Io sono il cielo, tu sei la terra.”
E davvero in prossimità di questo Mistero possiamo solo cantare, ballare e suonare e non spiegare.
Gli Adamiti credevano alla Libido con la L maiuscola, all’unione tra i due sacri principi maschile e femminile mediante l’Amore e la Pietà di Gesù in virtù di testimone.
Credevano alla Resurrezione della Carne adesso, ora e qui e non in un futuribile Eden.
La Resurrezione della carne era per loro un’aspirazione sociale che concerneva l’umanità nel suo complesso, e diventava un problema politico concreto quando gli Adamiti chiedevano ai Signori temporali del loro tempo di dare felicità invece di potere, di sviluppare un’ economia politica che fosse una scienza dei valori d’uso invece che di valori di scambio, una scienza del GODIMENTO invece che dell’accumulazione e della tesaurizzazione.
Credevano che l’essere umano, fuori dai condizionamenti sociali basati sull’avidità e la smania di possesso, fosse ancora innocente come ai primi giorni della Creazione, vista come un atto d’Amore di un Signore amorevole e giusto.

Ho parlato abbastanza, di certe intuizioni si può solo cantare.
Come diceva il filosofo americano Thoreau:
“ Non abbiamo bisogno di pregare per un paradiso più elevato di quello che i puri sensi ci possono procurare: una vita puramente sensuale.
Attualmente i nostri sensi non sono che rudimenti di quello che sono destinati a diventare”.

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