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 PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI

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La Penna del Giorno
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MessaggioTitolo: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime9/11/2010, 22:57

Sembrava che le persone davanti a lui si volessero spogliare: riponevano i loro oggetti nei contenitori di plastica e poi questi venivano trascinati sul rullo trasportatore fino al buio, oltre il confine invisibile della dogana aeroportuale. Ma poi tutti riprendevano in fretta le loro cose. Si tolse la cintura, e arrotolandola in fretta attorno al pugno della mano, la mise dentro il contenitore di plastica blu. Si sfilò il pesante orologio, un vecchio cronografo e lo ripose dentro lo zaino. Solo più tardi, una volta dentro quel pezzo di ferro che lo avrebbe trasportato per migliaia di chilometri, invisibili per l’occhio umano, si accorse di avere lasciato l’orologio dentro lo zaino. Lo sorprese questo pensiero, mentre contava le poltrone alla sua destra. Almeno quelle che riusciva a vedere. Contava sempre le cose che vedeva e non sapeva il perché. Invece se pensava agli anni che lo separavano da suo fratello, lo prendeva una specie di panico. Venti anni. E in un lasso di tempo che poteva senz’altro dire, c’erano interi giorni apparentemente tutti uguali. Pensò alla sua casa con le persiane abbassate e al telefono che avrebbe squillato due, tre, quattro volte, fino al sesto squillo, prima che la segreteria telefonica con la sua voce, si potesse attivare. Pensò ai suoi nipoti, che aveva visto solo in fotografia. Alla loro casa bianca di legno.
Nella fila davanti a lui una donna rideva con un grosso cellulare nella mano, mentre lo stewart illustrava con gesti imparati a memoria l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza a bordo. Una volta viaggiò con un tizio che gli disse: “Se qualcosa qui non funziona, siamo tutti fottutti”. Non gli era per niente simpatico ma gli piaceva l’idea di condividere tutti, in quel breve spazio, lo stesso destino. Nessuno credeva a quella eventualità, eppure ogni gesto, ogni sguardo, perfino il sonno di ognuno che non sapeva niente dell’altro seppure distante solo pochi centimetri, tutto era legato da un sottile e invisibile filo tragico. In fondo l’intero aereo era attraversato da chilometri di fili elettrici e migliaia di pezzi, costruiti e assemblati separatamente, ma che dovevano funzionare per lo stesso scopo finale. La sicurezza del passeggero e del personale viaggiante. Gente di cui non conosceva il nome e tuttavia provava una certa partecipazione, come se stessero recitando tutti lo stesso copione. Stava a metà del corridoio e vicino non aveva nessuno.
Poi l’aereo decollò e s’immaginò la sua ombra staccare la terra. Il sole stava tramontando. Dovevano essere le sei e mezza, ma non ne era sicuro. Si ricordò dell’orologio riposto nello zaino. Stava volando e come altre volte faceva esperienza del vuoto per scoprire che anche lassù c’era rumore e qualcosa che si opponeva alla massa dell’aereo. Finché non viaggiavi col pilota non potevi farti l’idea di quanto lavoro dovesse fare; quante correzioni in una rotta fatta di aria e di nuvole. Di nuovo si sentì come una specie di contenuto e non più come qualcosa che aveva dentro una pazzesca quantità di pensieri. Stava trattenendo il fiato. Ma ora la fase più delicata era superata. Fuori non si distingueva quasi niente, oltre il profilo delle masse nuvolose. Da lassù avevano una loro consistenza e non sembravano dipinte nel cielo, come quando stava sulla terra. Ora faticava a credere che dietro quella coltre con vari strati di densità, vivessero milioni di persone. Esistenze più o meno come la sua. Si sentì sollevato di colpo e il fatto di poggiare i piedi su qualcosa di solido e sicuro, era una sensazione del tutto illusoria. Probabilmente stavano viaggiando ad una quota maggiore per schivare un temporale là sotto. Pochi minuti di volo per salire di migliaia di metri.
Rammentò il suo primo volo. Era una giornata di sole e suo padre lo stava accompagnando: anche per lui era una specie di prima volta; oltre ai voli di linea si capisce. Però avrebbero viaggiato separati. Ognuno con il proprio pilota al fianco. Suo padre prese un deltaplano a motore e quando una volta atterrato gli passò il suo casco, lui sentì con le sue magre dita, la saliva all‘interno. Aveva avuto paura suo padre. Aveva sentito la sua paura senza che gliene avesse potuto parlare. Si guardavano spesso, da una distanza incolmabile. Quella volta sentì la paura di suo padre. Prima che se ne andasse, mentre lui era scuola. Avevano litigato lui e sua madre, quella mattina. Ma quel giorno lei aveva un vestito giallo. Stava ferma sullo spiazzo erboso dell’area di decollo. Il giallo le piaceva molto. A suo fratello al telefono disse solo poche frasi. Disse che al funerale della loro madre la chiesa era piena di rose gialle. L’aveva incolpata dell’allontanamento di suo padre. Quel giorno lei non gli disse che aveva pianto e urlato. Lui era troppo preso a crescere per accorgersene. Quando lui ritornò dalla scuola da solo, lei si inginocchiò e lo implorò di essere coraggioso. Aveva otto anni. Suo fratello era appena una certezza, nel ventre di sua madre.
Si sorprese con le dita della mano sinistra infilate sotto la fibbia della cintura di sicurezza. Aveva dormito un poco. Fuori dall’oblò era ritornato un pallido giorno. Chiese ad una hostess di passaggio dove fossero.
- Sopra l’atlantico, a quattro ore da New York, - disse la donna. Le rispose con un sorriso, come se la domanda l’avesse posta un bambino e non un uomo di cinquanta anni. Poi servirono la cena. Concentrato su questo passaggio del tutto irreale, in quella situazione di aria pressurizzata, chiese solo del pane con tre fette di prosciutto. Stava viaggiando per una distanza che aveva ben precisa nella mente: quasi ottomila chilometri: nove ore e mezza di volo, con un fuso orario di sei ore indietro, rispetto a Roma. Cosa gli avrebbe detto a suo fratello? Lo avrebbe visto improvvisamente cresciuto, forse invecchiato. Non era più quel ventenne che partiva con una borsa di studio e tanti dubbi irrisolti. Gli disse di suo padre, prima di vederlo partire. Quindici anni per dirglielo, in quel modo, con le frasi di chi non era abituato a parlare. Gli disse che suo padre era colui che considerava solo l’amante della madre. Quello venuto all’improvviso e non si sa da dove, prima che la sua famiglia si sfasciasse, quando era molto piccolo. Suo padre non poteva essere quell’ubriacone che lui detestava, questo rispose suo fratello; perché suo padre, nella testa di un bambino, era decisamente un’altra cosa. Sua madre non voleva che i suoi due figli si sentissero separati da qualcosa che non era dipeso da loro. Erano figli della stessa madre e di due uomini diversi. Perché lei non fece niente per riunirli? In quel silenzio colpevole ci si ritrovarono tutti e tre, ognuno separato; ognuno perso in traiettorie che sembravano non volersi più incrociare.
Si svegliò con la luce che arrivava da qualche parte alle sue spalle. Luce del giorno. Alzò la tendina sull'oblò e lo sorprese un cielo che sembrava volersi fondere con un mare piatto, liscio, appena incurvato.
Un signora anziana, almeno dalla voce, parlava con un’altra di viaggi e di figli. Sarebbe potuta essere sua madre qualche anno prima. Anche lei viaggiava molto, ma per l’altro figlio non aveva mai tempo. Forse si vergognava per lui. Non doveva rimanere incinta, le disse una volta. Lui invece andava a trovarla. Non molto spesso, ma i pochi chilometri che li separavano non potevano giustificare assenze troppo prolungate. Non voleva ricordare l’ultima volta, lei, nel suo letto di malattia.
Cosa avrebbe detto a suo fratello? Che la menzogna della madre aveva finito per legarli ancora di più? Oppure non c’entravano niente i legami di sangue. E suo fratello come l’avrebbe guardato? Vent’anni di silenzio, rotti come se niente fosse. Una telefonata. Suo fratello gli dice che stava per diventare padre per la terza volta. “Non puoi mancare stavolta”, gli disse. A casa sua aveva sempre funzionato così. Anni di indifferenza o soltanto dolore addestrato a starsene in un angolo, ad aspettare. E poi quella specie di assurdo richiamo. Però al funerale non si erano incontrati. Un problema di lavoro e lui non ebbe la voglia di stare lì a riflettere se si trattasse di una scusa o altro. Avrebbe voluto dirgli di quella mattina. Quando ormai erano tutti e due soli. Fu prima che l’altro, il padre di suo fratello, si installasse con la sua mole di debiti di gioco e fatture sempre da pagare. Era un mattino perfetto. Sua madre si svegliò sorridente e lo avvicinò per dirgli una cosa molto importante; questo gli disse, se lo ricordava ancora. Prese la sua mano e l’avvicinò al grembo. Lui si vergognò ma lei gli disse che quella sporgenza sull’addome era suo fratello. Lui non dubitò mai di quello che gli disse sua madre, quel giorno. Allora si trattava di una realtà del tutto magica per un bambino. Perfino gli anni, l’amarezza, non erano riusciti a distruggere quella forma di appartenenza. Quel legame tra loro tre, tenuto stretto dal silenzio più che dalla menzogna, era la forma stessa della verità.


Ultima modifica di La Penna del Giorno il 9/11/2010, 23:51, modificato 4 volte
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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime9/11/2010, 23:04

PDG, la password è attivata se sei in giro.

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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime9/11/2010, 23:10

come potevo mancare? ecco ora posso augurare la buona notte a me e a chi non chiede altro che di sprofondare nel sonno. a tutti gli altri buona lettura
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime9/11/2010, 23:11

Ti leggo prima di andare a dormire. La notte è ancora corta.

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MessaggioTitolo: Ciao   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime9/11/2010, 23:20

Buona sera, Penna. Torno domani a commentarti. Ora casco dal sommo.
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime9/11/2010, 23:22

E io ti ho letta invece. Bevuta più che letta. E' un bel brano sai, di quelli che stringono il cuore. E a me così piacciono. Qualcosa ancora in me si emoziona. 'notte Pdg
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime9/11/2010, 23:52

ora vado a dormire per davvero. scusate per me l'editing è un momento traumatico. a domani
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime9/11/2010, 23:56

sono una penna sbadata e neanche leggo chi mi legge. grazie Susanna: è il più bel complimento sentirsi dire che si è riusciti ad emozionare, grazie e buona notte a tutti
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 00:13

L'emozione sta in quel legame, di sangue ma anche no, che li tiene legati e per sempre li terrà legati. Nel segreto della menzogna. Nell'esserci l'uno per l'altro. Ha ragione Susanna: entra dentro, PDG, e ti ammanta di una grandissima tristezza.

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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 07:15

Soltanto poche parole per dire che il brano, di grande linearità e limpidezza narrativa, tocca, a tratti, le corde del cuore facendole vibrare intensamente. Emozionante. Concordo con quanti mi hanno preceduto nell'esprimere un giudizio.
Ciao PdG
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maurizio estiqaatzi marin
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 07:31

penna promettente!
anche se,personalmente ,troppa saudage allontana dalla realta' pur fotografandola minuziosamente.
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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:15

Buongiorno. Una considerazione a ciò che scrive Maurizio qui sopra: credo che fotografare la realtà minuziosamente e farla "vedere" al lettore non è facile. Io qua, la locazione dove inizia il tutto l'ho vista e nulla toglie, nella sua "rigidità" (intendimi, per favore) allo sgomitalare dei pensieri successivi. Non so se mi spiego...

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Mario Malgieri
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:22

Eccomi, fresco di lettura.
Brano coinvolgente, su questo non c'è dubbio.
Un filo di pensiero scandito dalle fasi di un viaggio del quale poco a poco ci viene spiegato il fine.
Ma il viaggio è solo la scusa per un rievocare fatti dolorosi, impressi a fuoco nella mente di un bambino che ora non è più tale.
Curiosa l'insistenza sulla metodicità, sul misurare, quasi a contrapporre certezze oggettive a timori e pensieri meno razionali.
Si legge molto bene, ho notato solo qualche divagazione che forse poteva essere sfrondata e un "Cosa gli avrebbe detto a suo fratello?" dove quel "gli" poteva essere omesso (per la serie: che orso brontolone sarei senza qualche brontolio?).
Nell'insieme, gran bella prova, PdG!


Ultima modifica di Mario Malgieri il 10/11/2010, 09:23, modificato 1 volta
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Daniela Micheli
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:23

Ciao Mario, sono contenta di trovarti.
No, di più. Sono contenta di ritrovare tutti voi. Cazzo!!!!!!!!!!!

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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:29

se sei contenta di stare qui (nella tua casa che è anche la nostra casa) è un buon segno Daniela
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:30

L'emozione, vediamo un po'

diffido delle emozione legate solo dal sangue, Daniela. uno potrebbe emozionarsi anche per qualcosa che sembra freddo, come la superficie del mare increspata dalle onde... l'emozione è un'onda che ci tocca e ci modifica; forse ha delle sue regole a noi sconosciute, perchè l'emozione ci prende sempre di sorpresa. chi scrive vorrebbe avere la bacchetta magica per quella specie di sentire
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:31

con te Paolo ci sono riuscita, anche se ahimè, la ricetta magica ce l'avevo tutta in mente. magari fossi l'allieva di mago Merlino!
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:34

Ho sprecato me, PDG. Inseguendo il vano potere consolatorio delle illusioni.
Questa casa ha bisogno di nuova linfa e nuova vita. Ha bisogno d'aria, ha bisogno di essere riempita con nuove parole. Il tuo è l'ultimo brano del round, sono stati sette in tutto. Un tempo arrivavamo a quindici racconti... Ora non so quante settimane ci sono prima di partire con le storie di domani. Poi se Pinina ci dà una mano vediamo di mettere assieme il terzo volume dell'antologia: ci saranno pochi racconti ma che importa? Nulla, non è un prodotto letterario destinato alla vendita ma solamente a noi ed al nostro ego.
Nel contempo potremmo ripartire con la frase obbligata, a chiosa o ad incipit.
C'è un tempo per tutto e si deve trovare il tempo per tutto. E se qualche volta non ci sarò, è perché dal dicembre del 2007 la baracca va avanti se ci sono, se manco e se mi manco, non si può. Voi avete fatto sì che i muri non cadessero a pezzi. Grazie. E ora avanti, c'è da scrivere.

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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:37

saudage? sembra avere un buon sapere questa saudage... saudage per tutti! una fettina di limone per chi la preferisce così.

maurizio penso che la realtà in un racconto sia illusione.
qui ci tenevo a rappresentare un uomo un po' sradicato. per questo si svolge tutto nella pancia di un aereo, una specie di nonluogo, dove verosimilmente o senza la minima verosimiglianza, lascio giudicare a chi legge, uno potrebbe farsi prendere dal vortice del flusso dei pensieri, dei ricordi, e di ciò che quel complicatissimo sistema che noi ci rappresentiamo ogni giorno, è capace di sperimentare
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:37

La Penna del Giorno ha scritto:
L'emozione, vediamo un po'

diffido delle emozione legate solo dal sangue, Daniela. uno potrebbe emozionarsi anche per qualcosa che sembra freddo, come la superficie del mare increspata dalle onde... l'emozione è un'onda che ci tocca e ci modifica; forse ha delle sue regole a noi sconosciute, perchè l'emozione ci prende sempre di sorpresa. chi scrive vorrebbe avere la bacchetta magica per quella specie di sentire

l'emozione ha mille facce, come un prisma. non sai mai quale sarà l'emozione che ti è concessa. così come non sai come tale emozione si smorzerà. esistono tante emozioni ed esistono tanti modi per ammazzarle. anche fuggendole, negandole o rinnegandole.... non ho la bacchetta magica ma ho quel senso che spesso ti fa allontanare prima di provare un'emozione ché già presenti porterà solo dolore. eppure non riesci a starne lontano. che le emozioni siano, al pari dell'aria, necessarie se non a vivere almeno a sopravvivere? credo di sì o gli zombie non sarebbero solo in una canzone...

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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:46

sprecato è una parola che mi ricorda un racconto dove il protagonista, credo, afferma ad un certo punto di se "ho molto sprecato"... mi viene vuoto allo stomaco al pensiero di quanto spreco io, ogni giorno che vorrei santo. ci sono giorni che passano simili a tutti gli altri giorni e poi ti rifletti in una notizia che passa al telegiornale di un vecchio fatto di cronaca nera, accaduto magari molti anni fa.

questo luogo ha visto passare tante penne e alcune di loro ci sono ancora, col loro nome e cognome reale o soltanto con un nome e cognome d'arte. se vado indietro al 2008 quando è iniziato tutto altro che saudage, qui si rischia una bella ubriacatura...

però è fondamentale non spezzare quel filo sottile, quella speranza di non mancarsi e di ritrovarsi prima o poi. una volta un nick disse di se di non esistere. ebbene io rovescio quella boutade nel dire che quando non scrivo, fosse pure uno straccio di racconto, io non mi sento esistere
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:52

Sì, so chi sprecò molto di cui tu parli, come potrei non saperlo? E' colui che un tempo lontanissimo mi disse "gli amici, una volta che li riconosci, non li perdi". Per un certo periodo di tempo non volli credergli ma adesso sì, gli credo. Sono passati tanti anni da quando mi disse quella cosa, cinque almeno, e credo che anche lui abbia un sesto senso, perché arriva quando sente che qualche cosa non va. Per quello sono certa che ciò che avevamo a Roma, un anno fa, non è dimenticato, ha solo bisogno di prendere un po' d'aria, di una bella spolverata e di un admin cretino che invece di pensare a tutte quelle puttanate di cui si è nutrito a lungo, torni coi piedi per terra. Poi, come Daniela Micheli che faccia quello che vuole, ma che non mandi a puttane tutto, se non se stessa che lei se lo merita però, sta deficiente. L'altra sera qualcuno le ha detto che ha un problema. Aveva ragione: il suo problema era esattamente la persona che le ha detto quelle parole. No, non è vero. Non ho perso l'abitudine di mentire a me stessa...

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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 09:55

Daniela Micheli ha scritto:
La Penna del Giorno ha scritto:
L'emozione, vediamo un po'

diffido delle emozione legate solo dal sangue, Daniela. uno potrebbe emozionarsi anche per qualcosa che sembra freddo, come la superficie del mare increspata dalle onde... l'emozione è un'onda che ci tocca e ci modifica; forse ha delle sue regole a noi sconosciute, perchè l'emozione ci prende sempre di sorpresa. chi scrive vorrebbe avere la bacchetta magica per quella specie di sentire

l'emozione ha mille facce, come un prisma. non sai mai quale sarà l'emozione che ti è concessa.

è così
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 10:01

cinque anni possono essere un momento per una vita e una eternità per uno che passa di sito in sito. tornare con i piedi per terra? quale terra, mi verebbe da dire...

che uno è talmente spaesato, uno ha talmente viaggiato, magari solo con l'immaginazione e la passione per il viaggio, che uno pensa di mettere radici perfino qui. in fondo anche un albero si rinnova periodicamente e fanculo a chi non ha questo genere di sentimenti per le cose delicate
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime10/11/2010, 10:06

La Penna del Giorno ha scritto:
cinque anni possono essere un momento per una vita e una eternità per uno che passa di sito in sito. tornare con i piedi per terra? quale terra, mi verebbe da dire...

che uno è talmente spaesato, uno ha talmente viaggiato, magari solo con l'immaginazione e la passione per il viaggio, che uno pensa di mettere radici perfino qui. in fondo anche un albero si rinnova periodicamente e fanculo a chi non ha questo genere di sentimenti per le cose delicate

sì!!!! fanculoooooooooooooooooo

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Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.[Sūnzǐ Bīngfǎ, 孫子兵法]
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MessaggioTitolo: Re: PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI   PRIMA DEL GIORNO - DIGITAMAN LUCA CURATOLI Icon_minitime

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