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 UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA

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Virginia Ferrari
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Virginia Ferrari

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MessaggioTitolo: UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA   UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA Icon_minitime14/11/2010, 19:44

Era già il terzo bicchiere di rhum che Corinne beveva sulla terrazza della sua casa al mare. Seduta comodamente su una sedia a dondolo, ripensava al litigio che si era da poco concluso con George, l’uomo con cui conviveva da circa tre anni.
Non si può certo dire che il loro rapporto fosse dei più tranquilli, anzi, era decisamente burrascoso, a causa dei loro caratteri tremendamente suscettibili, per certi aspetti infantili.
Furioso, George era uscito di casa sbattendo violentemente la porta dietro di sé: il suo nervosismo non lasciava presagire niente di buono.
“Meglio se non torna!” pensò Corinne ingollando un ennesimo sorso di rhum. “Spero che vada lontano, il più lontano possibile da me”.
Per un momento provò a immaginare la sua vita senza di lui, ma subito scosse la testa, come a scacciare un pensiero molesto.
– La mia vita sarà certamente migliore – disse tra sé. – Vada pure dove vuole. Non ho bisogno di nessuno, tanto meno di lui.
La porta-finestra della veranda sbatteva mossa da un vento leggero. Decise di alzarsi per chiuderla, ma poi rinunciò: quel rumore monotono e fastidioso sembrava, in quel momento, confarsi perfettamente al suo stato d’animo.
D’un tratto, l’orologio della sala suonò le due della notte.
– Accidenti! – si disse Corinne. – A quest’ora dovrei essere a letto. Domani mattina faticherò ad alzarmi. Meglio se faccio un bagno rilassante: mi aiuterà a prendere sonno.
Quando fu nella stanza da bagno aspettò che la vasca s’empisse d’acqua, che cosparse di sali profumati. Davanti allo specchio fece scivolare la vestaglia dal corpo e rimase un istante a osservare la sua nudità: aveva ancora forme armoniose, nonostante la sua non più giovane età.
“Sei proprio una stupida, Corinne!” pensò nuovamente. “Vorresti rammaricarti per essere sola? Non era questo, in fondo, ciò che volevi?
Si avvicinò alla vasca da bagno. Fu sul punto di entrarvi quando, improvvisamente, sentì bussare con forza e insistenza alla porta d’ingresso della sua casa. Rimase un momento perplessa, col fiato sospeso, poi:
– Chi può essere, a quest’ora della notte?
L’idea che potesse trattarsi di George non la sfiorò nemmeno un istante: era più che sicura che non sarebbe tornato, almeno non così presto, orgoglioso com’era.
Indossò di nuovo la vestaglia e, con non poca apprensione, si diresse verso la porta dove, intanto, qualcuno continuava a bussare ininterrottamente. Attraverso il vetro smerigliato intravide, grazie al chiarore della luna, la sagoma di un uomo. Scartò l’idea che potesse trattarsi di un ladro: di solito non bussano alle porte delle case che intendono svaligiare. Ma poteva benissimo essere un pazzo o un maniaco, come anche qualcuno bisognoso d’aiuto.
– Chi è… cosa vuole? – ebbe la forza di chiedere Corinne.
L’uomo smise di colpo di bussare.
– La prego di scusarmi, signora… Ho avuto un piccolo incidente con l’auto a pochi chilometri da qui… Ho camminato sperando di trovare una casa, un posto dove poter telefonare… Il mio cellulare non funziona… non so per quale motivo… forse la batteria… Le sarei molto grato se potessi servirmi del suo apparecchio.
“E se fosse un pretesto, una scusa?” pensò, diffidente, Corinne.
Ricordò che circa un mese prima, a pochi chilometri dalla sua casa, una ragazza era stata aggredita, violentata e derubata da uno sconosciuto.
– Ecco, io… – cominciò Corinne, – non so… forse…
Ma poi, dominando le proprie paure, aprì di scatto la porta.
– Si accomodi, ma faccia presto – lei disse. – Ero sul punto di andare a letto… Il telefono è in fondo… – stava per aggiungere quando, voltandosi di lato ebbe un capogiro e, persi i sensi, cadde per terra.



Non appena dischiuse gli occhi, si ritrovò distesa sul letto, del tutto nuda, le braccia legate alla spalliera di ferro. La corda era stretta così fortemente che i polsi le dolevano.
L’uomo, sui quarant’anni, se ne stava in piedi di fronte a lei, le braccia conserte, con negli occhi un’espressione per nulla rassicurante.
Resasi conto della situazione, Corinne fu assalita da un’indicibile angoscia, oltre che da un senso di terrore.
– Che cosa… vuole?… Chi è lei? – balbettò.
Ma l’uomo non rispose, si limitò a osservarla attratto dalla nudità del suo corpo. Corinne cercò di sviarne l’attenzione:
– Se è il denaro che cerca gliene darò, ma la prego… mi sleghi.
L’uomo, ancora una volta, non disse una parola, continuò a fissarla con bramosia e anche con evidente cipiglio. Poi, d’un tratto, cominciò a spogliarsi.
L’inevitabile stava per succedere. Che fare? Istintivamente Corinne cominciò a dibattersi, l’animo invaso dal panico. Prese anche a strattonare le corde ma col risultato di farsi ulteriormente male ai polsi. Cercò, allora, di recuperare la calma, la propria lucidità mentale.
– La prego – implorò, – mi dica cosa vuole. Sono disposta a darle tutto, ma non mi faccia del male. La scongiuro.
Ma quegli, imperterrito, continuò a spogliarsi, senza curarsi di quanto lei gli diceva.
Non fosse stata per l’assurda drammaticità di quella situazione, Corinne sarebbe scoppiata in una risata fragorosa, alla vista dei boxer rosa confetto dell’uomo.
“Mio Dio” pensò, “oltre al danno la beffa… Essere stuprata da un uomo in mutande da donna!”
Pensò di urlare, di chiedere aiuto, ma chi l’avrebbe sentita? La casa più vicina distava all’incirca tre chilometri. Era inutile dibattersi, resistere, sperare: stava per succederle quanto era accaduto a tantissime donne prima di lei.
L’uomo, infatti, dopo essersi tolti i boxer si avvicinò e, con un salto repentino, fu sul letto. Si pose a cavalcioni sul corpo di Corinne, poggiandole il sesso sulla pancia, e, curvatosi in avanti, le afferrò un seno. Quindi lo strinse con tutta la sua forza, tanto che lei non poté trattenere un grido di dolore.
– Bastardo schifoso! – ebbe il coraggio di inveire.
– Lurida puttana! – lui rispose a denti stretti. – Tutte puttane voi donne, tutte… a cominciare da quella che mi ha partorito.
Corinne pensò che l’uomo avesse sicuramente subito, nella sua vita, qualche torto assai grave dalle donne, per odiarle a tal punto.
D’un tratto egli si spostò di lato e le aprì con forza le gambe, poi saltò in mezzo a queste con gesto felino. Lei non poté fare altro che dibattersi ancora. Prese a urlare, a dare strattonate alle corde sortendo l’effetto di farsi sanguinare i polsi…
Si svegliò di colpo col respiro affannato. Era in un bagno di sudore e sentiva il cuore pulsarle violentemente nella gola.
Si guardò un attimo intorno: la stanza era illuminata dai raggi del sole che penetravano per la finestra spalancata. Attraverso di essa guardò fuori e vide un mare stupendamente azzurro e tranquillo. Alcuni bambini giocavano a pallone sulla spiaggia dorata vociando allegramente.
D’un tratto sentì l’acuto stridore di freni di una macchina e il suono di un clacson.
“George!” pensò scendendo dal letto e correndo alla porta.
– George, amore – gridò non appena lo vide.
Lui rimase un istante perplesso notando il pallore del suo viso.
– Piccola, sembra che tu abbia visto un fantasma!
– Ho fatto un bruttissimo sogno. Ma ora che sei qui, va tutto bene – Poi, stringendosi a lui, aggiunse: – Amore, non lasciarmi mai più.

Non so se sono riuscita a impaginare bene, non credo, sorry, Daniela

[b]
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Franca Bagnoli
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MessaggioTitolo: Re: UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA   UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA Icon_minitime14/11/2010, 20:02

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MessaggioTitolo: Re: UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA   UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA Icon_minitime14/11/2010, 20:03

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MessaggioTitolo: Re: UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA   UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA Icon_minitime14/11/2010, 20:08

Mi hai fatto balzare il cuore in gola. Il racconto è condotto bene e l' incubo di Coriine è servito a rinsaldare il suo matrimonio. Un buon esordio, Virginia. A presto.
P.S.Perché hai tolto l' avatar? Peccato!
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MessaggioTitolo: Re: UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA   UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA Icon_minitime15/11/2010, 05:11

Racconto molto avvincente, che si evolve tra il genere sentimentale, come l’inizio farebbe pensare, e quello noir, dalle tinte un po’ forti e fosche. Il tutto è contrassegnato da un filo sottile di suspense, se non di mistero vero e proprio, tipico del genere thriller.
Si legge tutto d’un fiato, piacevolmente, come piacevolmente inaspettata è la felice conclusione del racconto.
Complimenti a Virginia.


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MessaggioTitolo: Re: UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA   UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA Icon_minitime15/11/2010, 06:24

Franca Bagnoli ha scritto:
Mi hai fatto balzare il cuore in gola. Il racconto è condotto bene e l' incubo di Coriine è servito a rinsaldare il suo matrimonio. Un buon esordio, Virginia. A presto.
P.S.Perché hai tolto l' avatar? Peccato!


Grazie Rita, un racconto questo scritto qualche anno fa. Questo è stato il secondo che ho scritto, non ne ho partoriti molti per la verità anzi pochissimi. Questo periodo tra l'altro, senza grandi interessi per me. Sono comunque contenta perchè è stato scelto fra i primi 10 in un concorso letterario nazionale di 3 anni fa percui il tuo parere e anche quello di altri, se verranno, mi farà piacere. (sono ammesse critiche) scratch buona giornata Rita
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MessaggioTitolo: Re: UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA   UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA Icon_minitime15/11/2010, 06:25

Paolo Secondini ha scritto:
Racconto molto avvincente, che si evolve tra il genere sentimentale, come l’inizio farebbe pensare, e quello noir, dalle tinte un po’ forti e fosche. Il tutto è contrassegnato da un filo sottile di suspense, se non di mistero vero e proprio, tipico del genere thriller.
Si legge tutto d’un fiato, piacevolmente, come piacevolmente inaspettata è la felice conclusione del racconto.
Complimenti a Virginia.


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grazie, Paolo, buona giornata
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MessaggioTitolo: Re: UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA   UNO SCONOSCIUTO ALLA PORTA Icon_minitime

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